Spalletti squalificato per aver esultato il gol vittoria contro la Sampdoria e sta sera in campo con la Fiorentina

Di Matteo Giovanni Troiani

Ore 12: Tribunale Federale Nazionale. Ore 21: San Siro.

Questa la doppia partita  di oggi dell’Inter. Si comincia  dunque poco prima dell’ora di pranzo e a scendere in battaglia sarà per primo l’avvocato Angelo Cappellini: sul tavolo il ricorso d’urgenza presentato dal club contro la squalifica di Luciano Spalletti. Poi, in serata, il campo i calciatori chiamati a sfidare la Fiorentina nell’anticipo della sesta giornata di campionato.

Durante la conferenza stampa di ieri,  Luciano Spalletti si era giurato di non parlare della  squalifica: “Bandone chiuso”. Poi però, vista la difficile della sanzione, si è sciolto e ha parlato: «Bandone chiuso, su questo argomento, dico solo che mi dispiace che accadano queste cose. Qualche volta vado al di là del consentito, sono emotivo, a volte riesco a stare zitto nelle cose più clamorose, a volte non ce la faccio nelle cose più piccole. Ma in questo caso qui… sugli episodi della Var non mi sono neanche girato perché non riesco a vedere quello che vedono loro. Il gol era importante e ho avuto questa reazione. Così si crea un precedente difficile da gestire in futuro».

Ecco le probabili formazioni

 

Inter (4-2-3-1): Handanovic; D’Ambrosio, Skriniar, De Vrij, Asamoah; Brozovic, Gagliardini;Candreva, Nainggolan, Perisic; Icardi.

Indisponibili: Vrsaljko

Fiorentina (4-3-3): Lafont; Milenkovic, Vitor Hugo, Pezzella, Biraghi; Fernandes, Veretout, Benassi; Chiesa, Simeone, Eysseric. 

L’Inter non ha trovato il successo nelle ultime quattro gare casalinghe di Serie A (1N, 3P): non arrivata a cinque gare interne di fila senza vittorie dal marzo 2012.

La Fiorentina ha guadagnato 10 punti finora: nei precedenti 17 campionati ha fatto meglio solo nel 2015/16 (12 punti) dopo cinque giornate giocate.

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Keità inizia la sua avventura interista

 

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Il senegalese, 23 anni, in grado di coprire quasi tutte le posizioni dell’attacco, dalle due fasce al ruolo di prima/seconda punta. Un anno fa arrivò nel Principato di Monaco per 30 milioni più bonus (una cifra complessiva vicina ai 32 milioni),  l’Inter lo ha preso  per gli stessi 30 milioni, con la formula (e obbligata) del prestito con diritto di riscatto.

La sua avventura francese non è stata la migliore: 8 le reti, 23 le presenze in Ligue 1.

 

Ecco le sue prime parole da giocatore dell’Inter:

“Sono molto contento di essere qui con la famiglia interista e darò tutto me stesso per fare contenti i tifosi. Giocare nell’Inter è uno dei miei sogni fin da quando ero piccolo.Sono tornato in Italia con tanta voglia di giocare in un grandissimo club. Ho esperienza in campionato e voglio fare bene. I tifosi mi sono sempre piaciuti già quando ero qui in Italia, ora li ho dalla mia parte e spero di farli felici ogni domenica. Con Mauro ho passato anni al Barcellona, lo conosco da quando è un ragazzino e conosco anche il mister, per me è stato un grande supporto e mi ha voluto fortemente”.

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MATTIA PERIN È UN NUOVO CALCIATORE DELLA JUVENTUS

È arrivata l’ufficialità: Mattia Perin sarà il portiere della Juventus per i prossimi 4 anni. L’ormai ex portiere del Genoa ha firmato un contratto che lo legherà al club bianconero fino al 2022. Alla società rossoblù andranno invece 12 milioni più 3 di bonus.
L’avventura di Mattia alla Juve era iniziata ieri in mattinata con l’arrivo al J Medical per sostenere le visite mediche. Mattia Perin, ricordiamo latinense doc, non riusciva a nascondere la propria felicità davanti ad un sogno che si stava per concretizzare . Test medici come previsto lunghi ed estenuanti per il neo bianconero, terminati comunque verso le 17.30. Subito dopo, il 25enne di Latina si è recato in sede per mettere nero su bianco il suo accordo con il club bianconero.

Per dovere di cronaca, Perin è, in assoluto, il primo giocatore di origini pontine a vestire la casacca bianconera.

Questo il comunicato della Juventus per annunciare l’acquisto:
“Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società Genoa Cricket & Football Club S.p.A. per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Mattia Perin a fronte di un corrispettivo di € 12 milioni, pagabili in tre esercizi, che potrà incrementarsi di massimi € 3 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Gli effetti economici e patrimoniali di tale acquisizione avranno effetto a decorrere dalla stagione sportiva 2018/2019. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quadriennale fino al 30 giugno 2022”.
Non è mancato il messaggio d’addio nei confronti del Genoa e dei suoi tifosi:
“Oggi inizia un nuovo capitolo della mia vita calcistica, un capitolo reso possibile grazie al Genoa e al suo ambiente che in questi anni mi ha fatto crescere come uomo e come calciatore. I colori rossoblu rimarranno sempre importanti per me. Ho già ricevuto un caloroso benvenuto dai miei nuovi tifosi, non vedo davvero l’ora di rendermi utile alla causa bianconera!”
L’asse tra Genoa e Juve potrebbe essere ulteriormente “caldo” per via di Mandragora (l’ultimo campionato passato a Crotone) e Sturaro, profili che innegabilmente piacciono al Genoa, club più antico e d’Italia.

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Joao Mario vicino al West Ham

Di Matteo Giovanni Troiani

 

Il centrocampista  portoghese dell’Inter Joao Mario sembra essersi   motivato  ad accettare di indossare la casacca del  West Ham. Lo rivela Sportitalia spiegando che il portoghese si trasferirà in Inghilterra in prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 40 milioni. Al momento mancherebbe solo l’accordo sul costo del prestito con i nerazzurri che vorrebbero almeno un milione.

Il classe 93 finora ha totalizzato 14 presenze in campionato e 1 in coppa Italia.

 

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Walter Mazzari è il nuovo allenatore dei Granata

In casa del  Toro oggi è stato  il giorno della presentazione del nuovo tecnico, Walter Mazzarri. Il tecnico toscano è stato chiamato a sostituire Sinisa Mihajlovic,esonerato dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia.

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Ecco le sue prime dichiarazioni da tecnico granata:

“Si è creato subito un gran feeling con il presidente, ma anche con Petrachi e Comi. Per me è importante vedere che con le persone si parla la stessa lingua. Ieri, anche se sono un allenatore navigato, ho provato una grande emozione entrando al Filadelfia, in questo momento sono carico, ma anche un pizzico emozionato. Io penso che questo sia l’ambiente ideale per me, lo percepivo già quando venivo a giocare contro il Torino. A me non piace molto parlare, mi piace lavorare e fare i fatti, però penso che qua potrò fare bene. Per questo sono carico. Io sono un allenatore a cui piacerebbe partire da giugno con una squadra, i giocatori li ho visti un po’ frastornati ieri. Ma è normale, sarebbe stato grave il contrario. Ai giocatori ho detto “So che eravate legati al vostro allenatore, vuol dire che siete ragazzi per bene”. Se i giocatori si legano ad un allenatore vuol dire che c’è la base per fare bene. Per me un allenatore è come un artista, ognuno ha il suo canovaccio. Mi piace dare il mio sistema di gioco alla squadra. Il calcio non è una scienza esatta ma ha bisogno della scienza e delle conoscenze, è chiaro che nel calcio c’è anche l’imprevisto che non puoi controllare. Ma se tutti noi, a partire dalla vita privata, diamo il massimo allora potremmo fare bene. Tutti mi devono aiutare. Fino a stasera e domani mattina cercherò di dare tutti i miei input ai ragazzi, ma prima devo capire quali ragazzi mi danno più garanzie per giocare domani alle 12.30. In base a queste indicazioni metterò la migliore formazione possibile in campo. Ai ragazzi ho detto che intanto devono pensare positivo e mi piacerebbe che domani tutto il pubblico pensi positivo e sugli spalti ci diano un mano in campo. Mi piacerebbe che questi tifosi fossero un corpo unico con noi.Io credo che nella mia carriera si è sempre vista la mia impronta in campo. L’importante è che i giocatori riescano a capire il tuo stile. In panchina una volta ero considerato un agitato, questo perché cerco di dare tutti gli stimoli possibili ai miei ragazzi per vincere le partite”

Per quanto riguarda il mercato non ha lasciato dichiarazioni  specifiche:  “Ognuno ha il suo compito in società, io sono l’allenatore, il modulo lo cucirò addosso. Per quanto riguarda il mercato quindi, io darò indicazioni alla società, ma se ho accettato questo progetto e perché penso che qui ci sia un gruppo di giocatori forti”.

Poi parla di un suo giocatore allenato durante il suo periodo al Watford ora in forza al Torino:  “Ognuno ha il suo compito in società, io sono l’allenatore, il modulo lo cucirò addosso. Per quanto riguarda il mercato quindi, io darò indicazioni alla società, ma se ho accettato questo progetto e perché penso che qui ci sia un gruppo di giocatori forti”.

Mazzarri si sposta anche sull’argomento Nazionale: “Se mi aspettavo la chiamata della Nazionale? No, mi ha fatto piacere essere chiamato dal Torino. In questo momento dell mia carriera per me è stato bello essere stato chiamato dal presidente Cairo qua, credo che questa potesse essere la soluzione migliore per me”.

Mazzarri ha finito parlando delle sue esperienze passate: “Penso che allenare in Inghilterra ti dia l’opportunità per poter trovare panchina in diversi posti all’estero, ma io avevo voglia di tornare in Italia. All’Inter finché c’era il presidente Moratti eravamo secondi in classifica. La società è importante per un allenatore, è fondamentale avere una società importante alle spalle. Dal momento in cui un presidente importantissimo a campionato in corso, dopo tanti anni vende la società, succedono tutta una serie di cose e un allenatore più di tanto non può fare. Questo lo dico anche per elogiare il periodo in cui sono stato all’Inter, è stata una bellissima esperienza e tanti che non avevano capito certe situazioni si sono poi ricreduti”.

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Walter Mazzarri e Gianluca Petrarchi 

Sinisa Mihajlovic esonerato dal Torino

Ieri notte il DS Petrarchi annucia l’esonero del tecnico serbo e Belotti e compagni pronti ad andare a rincuorare Sinisa Mihajlovic.

L’ufficialità della notizia  è arrivata in tarda mattina con un comunicato pubblicato sul sito della società: “Il Torino Football Club comunica di aver esonerato Sinisa Mihajlovic dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. A Sinisa e al suo staff vanno i ringraziamenti per l’impegno e per la passione dimostrati in questi 18 mesi in granata”.

Un esonero improvviso  se riguarda  solamente il  risultato della partita: perché era   immaginabile che il Torino potesse fare di meglio   quanto mostrato all’Allianz contro la Juventus, sopratutto se si ricorda che il Toro ha giocato senza i suoi  big: Belotti, Ljajic, Ansaldi,  Lyanco ed Edera. E tra l’altro chi era la squadra avversaria. Il Torino ha stretto i denti  fino quasi al 70esimo per poi centrarsi sul gol contestato di Mario  Mandzukic.

Sicuramente   la società si aspettava un  posto in classifica più alto ,ma anche un gioco più  frizzante e  più vittorie.Invece i pareggi del Toro in campionato sono addirittura 10 e i più amari sono  quelli contro le ultime della classifica (da 2-0 a 2-2 contro Verona e Spal, il 2-2 a Crotone, lo 0-0 in casa col Genoa).

Il 4-2-3-1 tutto offensivo di inizio campionato, ha comportato un  avvio con record di punti dopo le prime cinque gare, e poi la crisi con la sconfitta nel derby della Mole, i pareggi contro Verona e Crotone e le sconfitte con Roma e Fiorentina,   il ritorno a un più equilibrato 4-3-3 che aveva ridato solidità alla squadra  con la vittoria salva-panchina sul Cagliari e poi i pareggi a San Siro contro Inter e Milan e con l’Atalanta in casa. La velenosa sconfitta interna col Napoli ma anche le vittorie in campionato e Coppa con Lazio e Roma all’Olimpico che nelle ultime settimane sembravano poter migliorare la stagione granata. Ma i pareggi con la Spal dopo essere andati in vantaggio 2-0 e l’ultimo 0-0 col Genoa nonostante le tante palle gol e un Perin  in forma , hanno spento nuovamente gli animi, con il pubblico del Grande Torino sempre più ostile verso tecnico e squadra.

C’è da dire che la sfortuna non è mancata con l’infortuni di Ljajic e Belotti, e il loro periodo buio con il  tecnico  spedito  in tribuna e il bomber fermo a sole 4 reti in campionato, uniti al forte ritardo di condizione di Niang, l’acquisto più costoso  finora meno redditizio, hanno levato al Toro le  offensive che dovevano essere il valore aggiunto della squadra di Mihajlovic. Il presidente Cairo  molte volte  difeso il suo allenatore, ma evidentemente le sconfitte e pareggi e il mancato salto in classifica, col Toro  ai box  tra l’ottava e la decima posizione, hanno cominciato a diminuire  la fiducia verso il tecnico fino alla scelta di  esonerarlo  dopo la partita obiettivamente più complicata di tutte. Un amaro de ja vù per Mihajlovic che due anni fa fu esonerato dal Milan dopo un k.o. interno sempre contro la Juve, sua vera bestia nera.

Il tecnico serbo  dopo la notiza dell’esonero è stato raggiunto in Hotel da Belotti con Ljajic, Baselli e Niang ha voluto comunicare  al tecnico che la squadra era ancora legata  a lui. Il tecnico si è intrattenuto con loro abbracciandoli ed è scesa anche qualche lacrima.

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Torna a parlare Cauet “Ronaldo-Iuliano? Tutto il mondo ha visto. Col Var avremmo vinto lo scudetto”

L’Inter dell annata 97/98 guidata da  Gigi Simoni contese lo scudetto alla Juventus fino all’ultimo atto. Lo scontro diretto, si disputò  all’allora stadio “Delle Alpi” contro la  Juventus di Marcello Lippi,fù un amaro crocevia negativo della stagione della compagine nerazzurra. Quella partita  diede il ricordo del famoso a contatto in area juventina tra il fenomeno, Ronaldo, ed il difensore della Juventus, Mark Iuliano, che l’arbitro Piero Ceccarini decise di non dare il rigore  per la squadra milanese.

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Un episodio che, dopo  anni  fà ancora argomento e che torna d’attualità tra opinionisti ed addetti ai lavori ogni qualvolta si affronta il tema della recente introduzione del Var nel torneo di massima serie. Con l’ausilio della tecnologia come sarebbe stato valutato quel contatto tra il brasiliano e il centrale di origine campana? Sulla risposta al quesito, Benoit Cauet,centrocampista francese che militava all’epoca nel club di Massimo Moratti, non ha dubbi in proposito.

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Ospite  ai microfoni di Radio Kiss Kiss, Benoit Cauet ha prima dato una valutazione sul calciatore del Napoli Ounas, quindi è tornato a parlare del fatto molto discusso svolto a Torino.

“Ounas è un giocatore che al Bordeaux aveva fatto molto bene, ha talento e tutte le volte che stato messo in campo da Sarri ha fatto vedere buone cose. Mi pare un giocatore che sta crescendo in modulo che può esaltare al meglio le sue caratteristiche. Col Var avremmo vinto lo scudetto con l’Inter, ci sono stati episodi clamorosi in quella stagione che tutto il mondo ha visto. Ancora penso a come sia possibile che non stia assegnato quel rigore nel contatto Ronaldo-Iuliano”.