Il Lynx Latina Calcio a 5 ha fiducia in Alfredo Paniccia

Il  Lynx Latina Calcio a 5,sta attraversando un periodo molto duro,e il Presidente, Gianluca La Starza,  precisa su i suoi ragazzi e il  tecnico per arrivare alla tanto sperata salvezza.

L’avvocato Gianluca La Starza  ha dato fiducia e coraggio al  rinnovato la fiducia all’allenatore Alfredo Paniccia, aumentandogli  rinnovandogli il  contratto col club nerazzurro
Paniccia può contare sull’appoggio della societàe farsi forza per le prossime tre gare determinato a regalare alla società,i suoi tifosi e alla città di Latina  la miracolosa salvezza in Serie A
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FONTE : Ufficio stampa Lynx Latina
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MATTIA PERIN È UN NUOVO CALCIATORE DELLA JUVENTUS

È arrivata l’ufficialità: Mattia Perin sarà il portiere della Juventus per i prossimi 4 anni. L’ormai ex portiere del Genoa ha firmato un contratto che lo legherà al club bianconero fino al 2022. Alla società rossoblù andranno invece 12 milioni più 3 di bonus.
L’avventura di Mattia alla Juve era iniziata ieri in mattinata con l’arrivo al J Medical per sostenere le visite mediche. Mattia Perin, ricordiamo latinense doc, non riusciva a nascondere la propria felicità davanti ad un sogno che si stava per concretizzare . Test medici come previsto lunghi ed estenuanti per il neo bianconero, terminati comunque verso le 17.30. Subito dopo, il 25enne di Latina si è recato in sede per mettere nero su bianco il suo accordo con il club bianconero.

Per dovere di cronaca, Perin è, in assoluto, il primo giocatore di origini pontine a vestire la casacca bianconera.

Questo il comunicato della Juventus per annunciare l’acquisto:
“Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver perfezionato l’accordo con la società Genoa Cricket & Football Club S.p.A. per l’acquisizione a titolo definitivo del diritto alle prestazioni sportive del calciatore Mattia Perin a fronte di un corrispettivo di € 12 milioni, pagabili in tre esercizi, che potrà incrementarsi di massimi € 3 milioni al maturare di determinate condizioni nel corso della durata contrattuale. Gli effetti economici e patrimoniali di tale acquisizione avranno effetto a decorrere dalla stagione sportiva 2018/2019. Juventus ha sottoscritto con lo stesso calciatore un contratto di prestazione sportiva quadriennale fino al 30 giugno 2022”.
Non è mancato il messaggio d’addio nei confronti del Genoa e dei suoi tifosi:
“Oggi inizia un nuovo capitolo della mia vita calcistica, un capitolo reso possibile grazie al Genoa e al suo ambiente che in questi anni mi ha fatto crescere come uomo e come calciatore. I colori rossoblu rimarranno sempre importanti per me. Ho già ricevuto un caloroso benvenuto dai miei nuovi tifosi, non vedo davvero l’ora di rendermi utile alla causa bianconera!”
L’asse tra Genoa e Juve potrebbe essere ulteriormente “caldo” per via di Mandragora (l’ultimo campionato passato a Crotone) e Sturaro, profili che innegabilmente piacciono al Genoa, club più antico e d’Italia.

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Fernando Leonardi, presidente del Latina1932 in ospedale a causa di un’ischemia

Importante diagnosi per Fernando Leonardi,  presidente del Latina Calcio 1932 ed attuale vice presidente, colpito da un attacco ischemico nella notte tra venerdì e sabato. Fernando Leonardi è ricoverato in prognosi riservata presso l’ospedale civile di Terni.

“I dirigenti e tutta la società nerazzurra rivolgono i migliori auguri di pronta guarigione a Nando per rivederlo presto nel sodalizio sportivo e in tribuna per tifare ancora Forza Latina. Forza Nando siamo tutti vicino a te!”, così si esprime il Latina Calcio 1932 in una nota attraverso i social.

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Operazione perfettamente riuscita per Barberini

Christian Barberini domani mattina lascerà l’ospedale ICOT di Latina. L’intervento per il trattamento della lesione del crociato anteriore del ginocchio destro e la ricucitura del menisco è riuscito perfettamente .

Ricordiamo che il ragazzo si è infortunato nel primo tempo di Latina-Trastevere. Adesso ci vorranno dei tempi tecnici abbastanza lunghi per la totale riabilitazione e per poterlo vedere in campo.

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Rieti 6- Latina1932 0 non ci sono né parole ne scusanti

Di Matteo Giovanni Troiani

Oggi pomeriggio il Latina ha subito una sonora sconfitta da parte dei reatini. Non c’è stata storia per i nerazzuri che sono andati subito in svantaggio già al decimo minuto del primo tempo con la rete dell’ attaccante Luigi Scotto. Dopo mezz’ora di nuovo sotto con la rete dell’argentino Coffa. E non succedere nulla fino allo scadere del primo tempo (se non l’espulsione di Vona che lascia in dieci i compagni).

Nella ripresa di nuovo dopo cinque minuti ed è rete per Luigi Scotto e solo due minuti dopo, al dodicesimo, segna l’ex centrocampista nerazzuro Tirelli che evita di esultare.

Il risultato è di nuovo in trasformazione: al quindicesimo del secondo tempo (dopo tre minuti del gol di Tirelli) Francesco Marcheggiani si unisce al tabellino dei marcatori.

Quando tutto sembrava finita l’agonia col cinque a zero, al trentottesimo, va di nuovo in gol Scotto su rigore e sancisce una tripletta e un altra freccia di dolore per i pontini.

Chiappini dovrà rivedere bene i suoi ragazzi in allenamento in modo da evitare altre vergogne future. Così non va. Lasquadra nerazzurra, infatti, è stata costantemente in balia di un avversario sicuramente forte ma che ha saputo trasformare in rete ogni conclusione verso la porta avversaria. Questo è un Latina ingiudicabile ancorché inguardabile ma, se vogliamo, da bocciare a prescindere. Non ci sono parole e neppure scusanti: bisogna che la società prenda seri provvedimenti che riguardino il settore tecnico e si badi bene che tali provvedimenti devono essere assolutamente tempestivi e risoluti per salvare il salvabile. Così non si va nessuna parte ed anche la salvezza sarebbe soltanto un lontanissimo miraggio. Non vogliamo spendere altre parole e non dobbiamo trovare alcuna scusante perché sarebbe come non voler guardare in faccia la realtà che risulta abbondantemente nuda e cruda.

Rieti-Latina 1932 debutto in Serie D. Le formazioni

Di Matteo Giovanni Troiani

Oggi alle 15 inizia la l’esordio in serie D.

I PREZZI-  I biglietti della gara  vanno dai 20 euro in tribuna d’onore al 5 del ridotto in curva. Prezzo medio, in tribuna laterale, 10 euro.

A dirigere la gara di oggi pomeriggio a Rieti è il livornese Pelegatti.

Le parole di Parlato:

“Intanto facciamoci un in bocca al lupo, ognuno per il suo ruolo. È la prima gara, ci teniamo a fare bella figura contro un avversario di tutto rispetto. Avere rispetto non significa avere paura, ma semplicemente evitare di sottovalutare l’impegno ed iniziare con un risultato pieno. La squadra è ancora in fase di apprendimento, stiamo cercando di trovare la quadra tra vecchi e nuovi, tra giovani e meno giovani per ottenere il massimo, ma chi andrà in campo darà il 100%. Ai ragazzi chiedo sempre di giocare in undici in ambo le fasi, essere partecipi in ogni momento. Latina? Bei ricordi d’infanzia, ero appena diciottenne e furono due stagioni positive, ma domani il mio obiettivo è un altro: batterla. La formazione? Mi sono fatto un’idea di massima, ma di solito io “partorisco” tra sabato sera e domenica mattina dopo un intenso travaglio”.

Rieti (4-3-1-2) Scaramuzzino; Rossi, Biondi, Dionisi, Ispas, Giunta, Cuffa, Luciani, Tirelli, Scotto, Marcheggiani. All. Parlato.
Latina (4-2-3-1) Bortolameotti, Belvisi, Vona, Cossentino, Rizzo; Barberini, Catinali; Cittadino, Rabbeni, Natale, Iadaresta. All. Chiappini.

Pagare per giocare, un fenomeno in fortissima espansione. Dappertutto.

di Redazione Latinasport.info

In Italia è ormai diffuso un fiorente mercato nero degli ingaggi che favorisce chi paga per giocare, soprattutto in LegaPro e in Serie D per non parlare nelle serie ancor più minori. La realtà è sortita grazie ad un’inchiesta del ”Corriere della sera” e confermata anche da un’intervista realizzata da ”Calcio Finanza” al campione del mondo Simone Perrotta che ammette di essere a conoscenza della ”terribile” situazione.

E’ giunta l’ora di parlarne e di raccontare qual è la situazione reale, perchè il quadro che emerge è poco rassicurante: da Savona a Gallipoli, da Nord a Sud, passando per accuse e smentite. Il sistema sta emergendo.

Le cause secondo Perrotta iniziano dai dirigenti: «La colpa principale – afferma l’ex centrocampista – credo sia di dirigenti senza scrupoli: per questo ci battiamo tanto per la formazione etica. Poi ci sono le famiglie, disposte a pagare un’illusione: ma se devi mettere dei soldi per far giocare tuo figlio, capisci già che non ha un futuro».

Ma perchè questo accade? «Perché il calcio è una forma di riscatto sociale. Ma le aspettative creano solo disagi. Io ho due figli: sui campi vedo e sento cose che mi fanno davvero pensare».

Ci sono poi gli errori a monte: l’obbligo di schierare (ricevendo contributi in cambio) i giovani under 21 in Lega Pro e adesso in serie D non crede che abbia incentivato certe situazioni? «Sì, siamo di fronte a un fallimento totale, anche se quando è stata introdotta questa regola si era pensato di fare del bene. Ma nello lo sport la meritocrazia dovrebbe essere intoccabile. Con quel sistema, si dava e si dà l’illusione di poter fare i professionisti a ragazzi che per la stragrande maggioranza poi tornano ai livelli più bassi del dilettantismo. Oppure smettono».

Un altro problema che aggrava lo scenario è il cosiddetto «vincolo». «È rimasto solo in Italia e in Grecia ed è una vergogna. Il genitore firma il contratto del figlio dai 14 anni in poi e fino ai 25 anni il ragazzo è legato alla società. Per svincolarsi deve pagare. E questo può chiaramente creare dei meccanismi poco virtuosi. Una volta era anche peggio, perché il vincolo era a vita e dal 2002 l’Aic è riuscita progressivamente ad abbassare l’età. Sarebbe giusto portarlo a 18 anni».

A proposito di formazione: risulta che ci sia anche chi paga per andare in panchina, almeno tra i dilettanti. «Anche per questo la formazione deve riguardare soprattutto i tecnici, in profondità: la passione non basta, ci vuole la competenza. E vale anche per le scuole calcio».

Si paga per giocare a calcio e per fare i ciclisti – scrive il Corriere della sera -: nel calcio, di fronte a famiglie sempre più intraprendenti ormai alla caccia di un procuratore anche per i ragazzini di dieci anni, ci si è organizzati come si conviene, fra tangenti, ricatti, truffe ed estorsioni. E il livello tecnico dello sport? Letteralmente svenduto.

Di fronte al portafogli ricco, oggi più che mai, il calcio si inchina: nelle serie minori, dove il sistema della quote obbligatorie di giovani in campo ha causato disastri, la pratica è fuori controllo.

E ci sarebbe pure il caso da serie A di Antoine Viterale, 19 anni, già transitato per la Primavera del Chievo e prima ancora a Lugano ed Espanyol di Barcellona. Il ragazzo, nato ad Hong Kong e con passaporto italiano e francese è una sorta di uomo immagine dello sponsor JetCoin (una moneta elettronica), che sul suo sito lo presenta come un nuovo Beckham. Con la società di Campedelli, Viterale, figlio di un manager di un grande hotel di Singapore, aveva firmato tre anni di contratto ma le parti adesso sono in causa. Con quella di Setti l’accordo è solo per questa stagione e i soldi sono già arrivati: si parla di 250mila euro per il marchio sul retro delle maglie.

L’ultimo caso venuto in superficie si è verificato nei giorni scorsi a Pavia, dove la società (che milita in Lega Pro) ha alzato la voce di fronte alle pressanti richieste di due genitori, che pretendevano di pagare per far tesserare il figlio adolescente, decidendo anche maglia e posizione in campo. «Una roba schifosa» ha sintetizzato il direttore generale del Pavia, Nicola Bignotti.

Ma non tutte le società hanno la forza economica e morale di quella pavese, che può contare su una solida proprietà cinese. «E nemmeno tutti i procuratori hanno lo spessore, l’autorevolezza o la volontà di respingere l’assalto delle famiglie – chiosa Claudio Pasqualin, esponente della vecchia guardia degli agenti – e dico assalto non a caso: la crisi economica ha fatto letteralmente esplodere questo tipo di pratiche in cui spesso sono le famiglie le prime a proporre la trattativa al contrario, pur di piazzare il figlio».

L’ex allenatore del Barletta Ninni Corda, coinvolto in estate nel calcioscommesse, è sotto processo per un’accusa di estorsione riferita a quando allenava il Savona: il genitore che lo accusa avrebbe pagato 16mila euro per far giocare il figlio, che in campo evidentemente non ha messo piede. La decisione sul rinvio a giudizio o meno del tecnico è slittata a febbraio.

L’ultima denuncia, a settembre, è arrivata però dal Gallipoli contro un suo giocatore che secondo la società offriva denaro per giocare: il padre del ragazzo ha rilanciato dicendo che era solo un modo per far fuori il figlio.

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Fonte: http://www.calcioefinanza.it/2015/11/14/pagare-per-giocare-e-allenare-in-lega-pro-e-dilettanti-i-retroscena-del-calcio/