Il Crotone precipita in B: gli sfottò dei tifosi reggini…

Gli sfottò dei tifosi del Crotone (“La Reggina non lo so e il Catanzaro in Lega Pro“) non hanno fatto evidentemente piacere ai tifosi amaranto che ai gol di Milik e Callejon si sono sbizzarriti sul web scrivendo frasi più o meno goliardiche per “salutare” il ritorno in cadetteria dei pitagorici. I vari “bentornati all’inferno” piuttosto che “ora tocca a noi gioire” oppure “in Calabria solo noi per nove anni” si sono letteralmente sprecati. Un applauso vada ai giocatori del Napoli che, sebbene non avessero da chiedere nient’altro a questo campionato, si sono comportati lealmente e sportivamente vincendo la gara con il risultato di due reti a una. In certe situazioni non si può e non si deve gioire sulle disgrazie altrui ma (ripetiamo) in modo più o meno goliardico i reggini hanno ripagato con la stessa moneta i Crotonesi che hanno infierito sulla sparizione del glorioso sodalizio amaranto non più tardi di tre anni fa di questi tempi.

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Alessandro Celli al Pescara

Come anticipato la settimana scorsa dalla nostra Redazione (leggi qui), Alessandro Celli non rinnoverà con la Fidelis Andria e si accaserà in Serie B, dove ha firmato un contratto triennale col Pescara. Il forte centrale difensivo ex Primavera del Latina, classe ’97, nell’ultima stagione ha giocato 28 gare con i federiciani, ottenendo la salvezza nel Girone C di Serie C con una giornata d’anticipo

Serie D – Nel caos ecco spuntare le pretendenti al ripescaggio

di Basilio Gaburin | 20.5.2018 | 13.42

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Le “seconde squadre” in Serie C hanno tenuto banco in questa caldissima primavera. Siamo però rimasti nel campo dei ”se” e dei ”ma” e non c’è ancora stata una squadra di A intenzionata a fare sul serio. Finora, infatti, abbiamo potuto notare tanta destabilizzazione, tanta confusione, tante voci e nulla di più. Per cui possiamo desumere che questa innovazione potrebbe lasciare il tempo che trova. Intanto tenteremo un excursus delle società che potrebbero chiedere il ripescaggio tenendo presente la mannaia delle seconde squadre, delle strutture idonee e delle ingenti disponibilità finanziarie da far fronte per avvalersene.

Nel Girone A, il Gozzano ha uno stadio da 4000 spettatori, un vero gioiellino costruito soltanto tre anni fa, allorquando l’ASDC conquistò per la prima volta la quarta serie. Dietro la società in provincia di Novara c’è il Como, tanti anni di Serie B e di Serie A. E poi la Caronnese che gioca al Campo Sportivo di Caronno Pertusella (800 posti) ed il Chieri il cui Campo Sportivo Comunale non supera i 1000 posti a sedere. C’è sempre la Pro Sesto che gioca sul terreno dello Stadio Breda della città alle porte del capoluogo meneghino ma, a quanto pare, la società non ha alcuna intenzione di avvalersi dell’istituto.

Nel Girone B solo la Pro Patria ha uno stadio a norma per la Serie C. Rezzato, Pontisola, Darfo Boario Terme non hanno strutture idonee per affrontare la terza divisione. Pergolettese e Crema potrebbero fare un’eventuale fusione e chiedere di essere ripescate in C. Un’altra agguerrita concorrente potrebbe essere il Lecco di patron Paolo Di Nunno che in questi giorni ha manifestato l’interesse di ottenere il ripescaggio.

Nel raggruppamento C, il Campodarsego ha già rinunciato così come l’Arzignano e l’Adriese. Ne gioveranno i biancorossi del Mantova che hanno documenti e disponibilità finanziarie pronte e sonanti.

Nel Girone D Rimini di nuovo in C. La seguirà solo il Forlì che gioca in uno stadio da 2000 spettatori.

In quello tosco-ligure potrebbe ambire il Viareggio. Difficile ma non impossibile. Così come difficile può risultare che l’Unione Sanremo chieda di andare nella terza divisione nazionale.

Nel Girone F solo l’Aquila ha uno stadio da terza divisione. Il Vis Pesaro ha vinto su tutto i fronti considerando che il Matelica non chiederà di essere ripescata non essendo dotata di una struttura idonea.

Nel Girone del Latina c’è tantissima confusione. La società nerazzurra, infatti, non ha ancora fatto sapere che intenzioni abbia. Poi il buio più pesto in un girone da mettersi le mani ai capelli.

Nel raggruppamento pugliese-lucano-campano, Taranto e Cavese stanno affilando le armi ma ci potrebbero essere sorprese aministrative.

In quello tremendo campano-calabro-siculo, il Troina ha già pronti documenti e incartamenti vari nonché le 500mila euro. Lo seguono Messina e Nocerina.

Luiso e De Sanzo raccontano Fondi-Paganese

Risultati immagini per pasquale luiso fondiQui Fondi

C’era la Paganese qui? Non so, ditemelo voi. Comunque è finito solo il primo tempo, perché fra sette giorni ci sarà il secondo. Lo dico con convinzione: la mia squadra è forte e può farcela” Così ha tuonato Pasquale Luiso, tecnico del Fondi dopo il pareggio nel primo round al Purificato. “Sono arrabbiato per non aver vinto una partita del genere. Ho preso due gol con un mezzo tiro in porta. Mi aspetto solo che qualcuno dica che in campo ci siamo stati soltanto noi.” Continua così il trainer di Sora in un modo sinceramente pretestuoso per poi correggere prontamente il tiro: “Loro sono una squadra che mette solo la palla lunga per gli attaccanti, perché sono bravi. Il loro allenatore è stato comunque abile sui cambi, che poi hanno inciso. Avremmo dovuto fare 4-5 gol, ma purtroppo il calcio è questo e capita di essere puniti al primo errore. Il primo gol loro lo avete visto, come avete visto la nostra reazione e un possibile rigore su Mastropietro che ci è stato negato. Nel secondo tempo abbiamo dominato, con due gol fatti e altri sfiorati. Poi è successo quello che è successo. Però sono contento perché abbiamo interpretato la gara per come l’avevo preparata: palla sempre a terra, azione che parte da dietro e profondità. I ragazzi mi sono piaciuti anche se non siamo stati cinici nel mettere ko un avversario che già era a terra. Ora dovremo solo vincere a Pagani ma sono convinto che potremo farlo. E anche i ragazzi, seppure nella delusione, sono arrabbiati e determinati a vincere, consapevoli che oggi avremmo meritato molto di più. Al ritorno, perciò, non cambierò impostazione: dobbiamo vincere e basta, anche se ci vorrà intelligenza perché loro sono bravi nelle ripartenze“. Pasquale Luiso è un combattente nato e quando la platea di giornalisti chiede dell’iniziale esclusione di Corvia, Ricciardi e Vastola, protesta energicamente: “Ma avete visto chi ha giocato? Evidentemente c’era chi stava meglio. Io certe scelte le pondero per una settimana. Considerando che la loro difesa è lenta, ho preferito mettere due giocatori di gamba come Nolè e Mastropietro. Quest’ultimo poi mi sa attaccare bene la profondità. Anche in mezzo al campo volevo due giocatori di qualità come Vasco e De Martino, per questo non ho messo subito Vastola che ha caratteristiche diverse. Credo che questa lettura sia stata giusta fin quando non sono cambiate un po’ di cose, infatti Galasso e Nolè hanno avuto problemi, il primo per una pallonata che lo ha stordito, e la squadra si è abbassata. Il resto lo conoscete”. E sulla papera di Ezelaj il Toro di Sora, queste la sua giustificazione: “In precedenza ha fatto cose importanti. E’ un ragazzo che ci ha salvati tante volte, per cui ho confermato la fiducia in lui. Sono infortuni che capitano anche ai grandi”.

 

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Qui Paganese

Il primo tempo è stato perfetto. Approccio giusto e di personalità. Ci abbiamo messo voglia e grinta.” Così esordisce il tecnico azzurrostellato Fabio De Sanzo con la sua cadenza alto-cosentina. “Nel secondo tempo abbiamo vissuto 25 minuti di sbandamento totale e questo è un po’ il tema del nostro campionato. Sull’1-2 ci siamo però riappropriati della nostra personalità fino a pareggiare. Fatto sta che volevo questa prova, anche se avremmo dovuto difendere il vantaggio con più furore. Si è preso gol su una ripartenza, con l’avversario che ha fatto 40 metri palla al piede: questo non ce lo possiamo permettere in uno scontro diretto. Questo uno-due ci ha un po’ bloccati e, considerando che qualcuno rientrava anche da un infortunio, si è sofferto il caldo e la pressione. Non è un caso che con un paio di cambi è andato tutto meglio. A Fondi, considerata anche la partita di campionato, preferirei non tornarci più perché rischio sempre la salute.” La risata è d’obbligo su questa battuta di una persona che ha perso dieci anni di vita in soli novanta minuti di gara. “Il pari ci terrà ancora più concentrati rispetto ad una vittoria che pure poteva arrivare. Quindi va bene così. Peraltro andremo in ritiro qualche giorno prima della partita perché voglio che tutti arrivino a questo scontro diretto lucidi e fisicamente a posto“. E continua: “Avevo preparato la partita sui loro due esterni, Ciotola e Addessi. Della Corte si è comportato bene, Ngamba un po’ meno anche perché parliamo di elementi con caratteristiche diverse. Scarpa poco brillante? Lui si sta mettendo a disposizione della squadra: è il nostro capitano e la nostra bandiera. Le settimane di stop per l’infortunio lo hanno penalizzato e si è allenato solo pochi giorni con noi. Ma io dal campo lo tolgo solo se gli viene un infarto…”

 

 

 

Rinasce il Modena di Amedei

di Salvatore Condemi | 20.5.2018 | 8.36

I soldi, si sa, fanno tornare la vista ai ciechi o, semplicemente, la luce in fondo al tunnel. Dopo il rovinoso fallimento che lo ha di fatto cancellato, il Modena ritorna con una nuova proprietà che ripartirà dalla Serie D. Sarà uno dei più grandi imprenditori modenesi ed ex Presidente gialloblu a rifondare la gloriosa società. Stiamo parlando di Romano Amedei che sarà affiancato da una facoltosi cordata formata da Romano Seghedoni, Carmelo Salerno e Doriano Tosi, socio di maggioranza col 45%. Battuto quindi Luca Toni che aveva preso a cuore le sorti del Modena. Possiamo già da ora preventivare il successo dell’iniziativa che riporterà in brevissimo tempo il Modena nel calcio che conta

Fondi: dall’inferno al paradiso e dal paradiso all’inferno

di Matteo Troiani | 19.05.2018 | 18.01

Di fronte Fondi e Paganese in quest’assolata e calda giornata di metà maggio. Da una parte un Fondi che, nonostante le grosse individualità tra i propri ranghi, non è mai stato un “bel gruppo”. Dall’altra un bel gruppo che, senza grosse ”individualità”, ha dovuto fare i conti con un’annata disastrosa sotto tutti i punti di vista.

Luiso manda in campo un 4-2-3-1 composto da: Elezaj; Galasso, Polverini, Mangraviti, Paparusso; Vasco, De Martino; Addessi, Mastropietro, Nolè; Ciotola. Corvia, Ricciardi e Vastola partono inspiegabilmente dalla panchina in questa partita che dura, però, 180 minuti.

Il Trainer della Paganese, il calabrese Fabio De Sanzo, fa scendere in campo la miglior formazione secondo un consolidato 3-5-2: Galli; Meroni, Carini, Piana; Scarpa, Ngamba, Nacci, Tascone, Della Corte; Cernigoi, Cesaretti. D’altronde, agli azzurristellati basterebbe il risultato ad occhiali sia a Fondi che in casa tra una settimana in virtù della migliore posizione in classifica. Evidentemente, a Cesaretti tutto questo non va bene perché al minuto numero 11 porta in vantaggio i suoi grazie ad un tiro (per metà cross e per metà fendente) che si è insaccato alle spalle di Elezaj certamente non esente da colpe. Qualche minuto prima Scarpa e successivamente Cesaretti non erano riusciti a battere Elezaj ma al 7′, sono i padroni di casa a reclamare per un fallo di mano in piena area di Piana. Poi non succede nulla fintanto che i giocatori del Fondi non si rendono conto che in campo ci sono pure loro, cosicché al 38′ Galasso, lanciato da Polverini non si fa ipnotizzare dal portiere ospite uscito alla disperata sui piedi dell’attaccante.

Al 10′ della ripresa, ancora Cesaretti vicinissimo alla rete che non sfrutta a dovere un intuizione di Tascone.

Nel capovolgimento di fronte (minuto 56′) Ciotola chiude una triangolazione con Nolé il quale al volo batte Galli e ristabilisce la parità.

Passa un solo minuto (57′) e Nolé scaraventa in porta un perfetto cross di Addessi dalla destra.

Nel breve volgere di due minuti, quindi, risultato ribaltato: 2 a 1 per la Racing Fondi. Ed il gol del vantaggio sembra aver dato la carica giusta alla squadra di Luiso che gioca come non si era mai vista in questo campionato.

Purtroppo per la squadra di casa, all’89’ arriva la rete del pareggio diBensaja (entrato da pochi minuti sul terreno di gioco al posto di Tascone).Succede questo: Talamo conquista palla sulla trequarti e porge al centrocampista che mette alle spalle di Elezaj permettendo alla Paganese di rimanere a galla. Ma il ciambellone a cui è aggrappato ha qualche perdita di troppo e tra una settimana potrebbe pure sgonfiarsi.

Volti cupi e bocche cucite negli spogliatoi dove né Di Sanzo né tanto meno Luiso hanno voluto rilasciare commenti relativi alla sfida di andata dei play out.

MARCATORI: pt 11′ Cesaretti; st 10′ e 13′ Nolè, 42′ Bensaja
RACING FONDI (4-2-3-1): Elezaj; Galasso (31′ st Tommaselli), Polverini, Mangraviti, Paparusso; Vasco (17′ st Vastola), De Martino; Addessi, Nolè (26′ st Corvia), Ciotola (26′ st Pompei); Mastropietro. A disp.: Cojocaru, Ghinassi, Maldini, Quaini, Corticchia, Sakaj. All.: Luiso
PAGANESE (3-5-2): Galli; Meroni (35′ st Acampora), Piana, Carini; Ngamba (45′ st Tazza), Tascone (26′ st Bensaja), Nacci, Scarpa, Della Corte (45′ st Dinielli); Cernigoi (35′ st Talamo), Cesaretti. A disp.: Marone, Maiorano, Bernardini, Pavan, Boggian, Grillo, Cuppone. All.: De Sanzo
ARBITRO: Volpi di Arezzo (Affatato-Rossi; IV Paterna)
NOTE: spettatori 600 circa, di cui 400 da Pagani. Ammoniti: Nolè, Cernigoi, Piana, Vasco, Cojocaru (dalla panchina), Sakaj (dalla panchina), Bensaja, De Martino. Angoli 7-5. Recupero pt 2′, st 5′

Ufficiale: Maurizi non è più l’allenatore della Reggina

Attraverso il comunicato ufficiale che pubblichiamo, la Società “Reggina 1914” e Mister Agenore Maurizi concordano l’interruzione del rapporto lavorativo. Le modalità, come espresso sulla nota, saranno rese ufficiali in un successivo momento. Porte aperte, quindi, a Roberto Cevoli alla Reggina che tra pochi giorni prenderà possesso della panchina amaranto.
La nostra testata giornalistica augura tutte le migliori e gratificanti fortune al tecnico artenese e si unisce alla folta schiera di reggini sicuri di aver conosciuto una persona dalle grandissime doti umane nonché un professionista serio e competente.