Yuto Nagatomo lascia l’Inter dopo 7 anni

E’ ufficiale il trasferimento di Yuto Nagatomo dall’Inter al Galatasaray. Il giapponese  ha svolto le visite mediche con il club turco e salutato i compagni tramite un messaggio su Twitter.
Ecco il suo messaggio:
“Oggi comincio una nuova avventura – ha scritto Nagatomo – volevo ringraziare e salutare tutti. Sono orgoglioso di aver indossato questa maglia per 7 anni pieni di emozioni. In bocca al lupo al mister e ai miei compagni per la qualificazione in Champions League. Vi voglio tanto bene”.
Si tratta della formula di un prestito secco fissato a un milione e  l’obbligo di riscatto fissato a 7 milioni
Yuto durante la sua esperienza alla Milano nerazzurra ha raccolto un totale di 172 presenze e  vinto la coppa Italia nel 2011 con Leonardo in panchina.
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Joao Mario vicino al West Ham

Di Matteo Giovanni Troiani

 

Il centrocampista  portoghese dell’Inter Joao Mario sembra essersi   motivato  ad accettare di indossare la casacca del  West Ham. Lo rivela Sportitalia spiegando che il portoghese si trasferirà in Inghilterra in prestito oneroso con diritto di riscatto fissato a 40 milioni. Al momento mancherebbe solo l’accordo sul costo del prestito con i nerazzurri che vorrebbero almeno un milione.

Il classe 93 finora ha totalizzato 14 presenze in campionato e 1 in coppa Italia.

 

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Lisandro Lopez e Rafinha alla corte del Biscione nerazzuro

DI MATTEO GIOVANNI TROIANI

Rafinha e Lisandro Lopez sono   ufficialmente dei giocatori dell’Inter.

L’arrivo di Lisandro Lopez, in prestito dal Benfica  fino a fine stagione  attuale con diritto di riscatto a 9 milioni di euro, è stato  ufficializzato dall’Inter , dopo il suo primo allenamento ad Appiano Gentile. Il mercato, vincolato dai paletti del Fair Play Finanziario, che sembrava lasciare pochi margini operativi, regala invece l’atteso rinforzo in difesa per l’allenatore nerazzurro

Ecco le sue prime dichiarazioni in nerazzuro:

“Sono contento, speravo che questo sogno si realizzasse. E si è realizzato: l’Inter è uno dei migliori club al mondo”. Il neo acquisto dell’Inter Lisandro Lopez si presenta così ai tifosi nerazzurri attraverso un video sulla pagina ufficiale del club: “Voglio aiutare la squadra a raggiungere la Champions”. Difensore centrale argentino, 28 anni, può giocare “sia a tre che a quattro” e ha scelto la maglia numero 2 “perché mi accompagna da tempo e mi porta bene”.

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Il centrocampista brasiliano arriva dal Barcellona e ha firmato un contratto che l’abbraccerà   alla società nerazzurra fino al 30 giugno. La formula  trattata è del prestito con un’opzione per l’acquisto del cartellino del giocatore per 35 milioni più 3 milioni di bonus. Rafinha sarà subito a disposizione della squadra  dopo il  suo lungo infortunio che lo ha allontanato dal rettangolo verde  da aprile fino al 17 gennaio quando ha giocato poco più di dieci minuti nel derby di andata di Coppa del Re perso per 1-0 dal Barcellona contro l’Espanyol.

Ecco le sue prime dichiarazioni da nerazzuro:

“Sono davvero molto felice, è una grande soddisfazione arrivare qui – ha detto a Inter TV -. È una tappa importante della mia vita e ho tanta voglia di affrontare questa nuova fase della mia carriera. All’Inter sono passati tanti giocatori importanti, che hanno fatto la storia. Voglio fare del mio meglio e dare tutto per arrivare il più in alto possibile e vincere titoli con questi colori. Cerco sempre di ottenere il massimo, voglio vincere più partite possibili e aiutare la squadra a raggiungere il nostro obiettivo, la Champions League”. Il centrocampista brasiliano parla quindi dei nuovi compagni di squadra: “È sempre bello avere nel gruppo chi parla la tua lingua, conosco anche Mauro Icardi, ho giocato con lui. Mi ha dato subito una mano facendomi visitare il Centro Sportivo di Appiano Gentile”. E sul ruolo in campo: “Posso ricoprire molti ruoli, sia a destra che a sinistra. Maglia? Ho scelto la numero 8”.

 

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Beppe Baresi, ex calciatore interista , ha parlato dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano, in occasione di una iniziativa per la Shoah, della situazione dell’Inter e degli arrivi sul mercato: “Rafinha e Lisandro Lopez arricchiscono la rosa dell’Inter. Hanno la possibilità di poter aiutare la squadra quando ci saranno degli infortuni”.

Walter Mazzari è il nuovo allenatore dei Granata

In casa del  Toro oggi è stato  il giorno della presentazione del nuovo tecnico, Walter Mazzarri. Il tecnico toscano è stato chiamato a sostituire Sinisa Mihajlovic,esonerato dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia.

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Ecco le sue prime dichiarazioni da tecnico granata:

“Si è creato subito un gran feeling con il presidente, ma anche con Petrachi e Comi. Per me è importante vedere che con le persone si parla la stessa lingua. Ieri, anche se sono un allenatore navigato, ho provato una grande emozione entrando al Filadelfia, in questo momento sono carico, ma anche un pizzico emozionato. Io penso che questo sia l’ambiente ideale per me, lo percepivo già quando venivo a giocare contro il Torino. A me non piace molto parlare, mi piace lavorare e fare i fatti, però penso che qua potrò fare bene. Per questo sono carico. Io sono un allenatore a cui piacerebbe partire da giugno con una squadra, i giocatori li ho visti un po’ frastornati ieri. Ma è normale, sarebbe stato grave il contrario. Ai giocatori ho detto “So che eravate legati al vostro allenatore, vuol dire che siete ragazzi per bene”. Se i giocatori si legano ad un allenatore vuol dire che c’è la base per fare bene. Per me un allenatore è come un artista, ognuno ha il suo canovaccio. Mi piace dare il mio sistema di gioco alla squadra. Il calcio non è una scienza esatta ma ha bisogno della scienza e delle conoscenze, è chiaro che nel calcio c’è anche l’imprevisto che non puoi controllare. Ma se tutti noi, a partire dalla vita privata, diamo il massimo allora potremmo fare bene. Tutti mi devono aiutare. Fino a stasera e domani mattina cercherò di dare tutti i miei input ai ragazzi, ma prima devo capire quali ragazzi mi danno più garanzie per giocare domani alle 12.30. In base a queste indicazioni metterò la migliore formazione possibile in campo. Ai ragazzi ho detto che intanto devono pensare positivo e mi piacerebbe che domani tutto il pubblico pensi positivo e sugli spalti ci diano un mano in campo. Mi piacerebbe che questi tifosi fossero un corpo unico con noi.Io credo che nella mia carriera si è sempre vista la mia impronta in campo. L’importante è che i giocatori riescano a capire il tuo stile. In panchina una volta ero considerato un agitato, questo perché cerco di dare tutti gli stimoli possibili ai miei ragazzi per vincere le partite”

Per quanto riguarda il mercato non ha lasciato dichiarazioni  specifiche:  “Ognuno ha il suo compito in società, io sono l’allenatore, il modulo lo cucirò addosso. Per quanto riguarda il mercato quindi, io darò indicazioni alla società, ma se ho accettato questo progetto e perché penso che qui ci sia un gruppo di giocatori forti”.

Poi parla di un suo giocatore allenato durante il suo periodo al Watford ora in forza al Torino:  “Ognuno ha il suo compito in società, io sono l’allenatore, il modulo lo cucirò addosso. Per quanto riguarda il mercato quindi, io darò indicazioni alla società, ma se ho accettato questo progetto e perché penso che qui ci sia un gruppo di giocatori forti”.

Mazzarri si sposta anche sull’argomento Nazionale: “Se mi aspettavo la chiamata della Nazionale? No, mi ha fatto piacere essere chiamato dal Torino. In questo momento dell mia carriera per me è stato bello essere stato chiamato dal presidente Cairo qua, credo che questa potesse essere la soluzione migliore per me”.

Mazzarri ha finito parlando delle sue esperienze passate: “Penso che allenare in Inghilterra ti dia l’opportunità per poter trovare panchina in diversi posti all’estero, ma io avevo voglia di tornare in Italia. All’Inter finché c’era il presidente Moratti eravamo secondi in classifica. La società è importante per un allenatore, è fondamentale avere una società importante alle spalle. Dal momento in cui un presidente importantissimo a campionato in corso, dopo tanti anni vende la società, succedono tutta una serie di cose e un allenatore più di tanto non può fare. Questo lo dico anche per elogiare il periodo in cui sono stato all’Inter, è stata una bellissima esperienza e tanti che non avevano capito certe situazioni si sono poi ricreduti”.

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Walter Mazzarri e Gianluca Petrarchi 

Sinisa Mihajlovic esonerato dal Torino

Ieri notte il DS Petrarchi annucia l’esonero del tecnico serbo e Belotti e compagni pronti ad andare a rincuorare Sinisa Mihajlovic.

L’ufficialità della notizia  è arrivata in tarda mattina con un comunicato pubblicato sul sito della società: “Il Torino Football Club comunica di aver esonerato Sinisa Mihajlovic dall’incarico di allenatore della Prima Squadra. A Sinisa e al suo staff vanno i ringraziamenti per l’impegno e per la passione dimostrati in questi 18 mesi in granata”.

Un esonero improvviso  se riguarda  solamente il  risultato della partita: perché era   immaginabile che il Torino potesse fare di meglio   quanto mostrato all’Allianz contro la Juventus, sopratutto se si ricorda che il Toro ha giocato senza i suoi  big: Belotti, Ljajic, Ansaldi,  Lyanco ed Edera. E tra l’altro chi era la squadra avversaria. Il Torino ha stretto i denti  fino quasi al 70esimo per poi centrarsi sul gol contestato di Mario  Mandzukic.

Sicuramente   la società si aspettava un  posto in classifica più alto ,ma anche un gioco più  frizzante e  più vittorie.Invece i pareggi del Toro in campionato sono addirittura 10 e i più amari sono  quelli contro le ultime della classifica (da 2-0 a 2-2 contro Verona e Spal, il 2-2 a Crotone, lo 0-0 in casa col Genoa).

Il 4-2-3-1 tutto offensivo di inizio campionato, ha comportato un  avvio con record di punti dopo le prime cinque gare, e poi la crisi con la sconfitta nel derby della Mole, i pareggi contro Verona e Crotone e le sconfitte con Roma e Fiorentina,   il ritorno a un più equilibrato 4-3-3 che aveva ridato solidità alla squadra  con la vittoria salva-panchina sul Cagliari e poi i pareggi a San Siro contro Inter e Milan e con l’Atalanta in casa. La velenosa sconfitta interna col Napoli ma anche le vittorie in campionato e Coppa con Lazio e Roma all’Olimpico che nelle ultime settimane sembravano poter migliorare la stagione granata. Ma i pareggi con la Spal dopo essere andati in vantaggio 2-0 e l’ultimo 0-0 col Genoa nonostante le tante palle gol e un Perin  in forma , hanno spento nuovamente gli animi, con il pubblico del Grande Torino sempre più ostile verso tecnico e squadra.

C’è da dire che la sfortuna non è mancata con l’infortuni di Ljajic e Belotti, e il loro periodo buio con il  tecnico  spedito  in tribuna e il bomber fermo a sole 4 reti in campionato, uniti al forte ritardo di condizione di Niang, l’acquisto più costoso  finora meno redditizio, hanno levato al Toro le  offensive che dovevano essere il valore aggiunto della squadra di Mihajlovic. Il presidente Cairo  molte volte  difeso il suo allenatore, ma evidentemente le sconfitte e pareggi e il mancato salto in classifica, col Toro  ai box  tra l’ottava e la decima posizione, hanno cominciato a diminuire  la fiducia verso il tecnico fino alla scelta di  esonerarlo  dopo la partita obiettivamente più complicata di tutte. Un amaro de ja vù per Mihajlovic che due anni fa fu esonerato dal Milan dopo un k.o. interno sempre contro la Juve, sua vera bestia nera.

Il tecnico serbo  dopo la notiza dell’esonero è stato raggiunto in Hotel da Belotti con Ljajic, Baselli e Niang ha voluto comunicare  al tecnico che la squadra era ancora legata  a lui. Il tecnico si è intrattenuto con loro abbracciandoli ed è scesa anche qualche lacrima.

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Torna a parlare Cauet “Ronaldo-Iuliano? Tutto il mondo ha visto. Col Var avremmo vinto lo scudetto”

L’Inter dell annata 97/98 guidata da  Gigi Simoni contese lo scudetto alla Juventus fino all’ultimo atto. Lo scontro diretto, si disputò  all’allora stadio “Delle Alpi” contro la  Juventus di Marcello Lippi,fù un amaro crocevia negativo della stagione della compagine nerazzurra. Quella partita  diede il ricordo del famoso a contatto in area juventina tra il fenomeno, Ronaldo, ed il difensore della Juventus, Mark Iuliano, che l’arbitro Piero Ceccarini decise di non dare il rigore  per la squadra milanese.

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Un episodio che, dopo  anni  fà ancora argomento e che torna d’attualità tra opinionisti ed addetti ai lavori ogni qualvolta si affronta il tema della recente introduzione del Var nel torneo di massima serie. Con l’ausilio della tecnologia come sarebbe stato valutato quel contatto tra il brasiliano e il centrale di origine campana? Sulla risposta al quesito, Benoit Cauet,centrocampista francese che militava all’epoca nel club di Massimo Moratti, non ha dubbi in proposito.

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Ospite  ai microfoni di Radio Kiss Kiss, Benoit Cauet ha prima dato una valutazione sul calciatore del Napoli Ounas, quindi è tornato a parlare del fatto molto discusso svolto a Torino.

“Ounas è un giocatore che al Bordeaux aveva fatto molto bene, ha talento e tutte le volte che stato messo in campo da Sarri ha fatto vedere buone cose. Mi pare un giocatore che sta crescendo in modulo che può esaltare al meglio le sue caratteristiche. Col Var avremmo vinto lo scudetto con l’Inter, ci sono stati episodi clamorosi in quella stagione che tutto il mondo ha visto. Ancora penso a come sia possibile che non stia assegnato quel rigore nel contatto Ronaldo-Iuliano”.

VINCENZO VIVARINI ESONERATO DALL’EMPOLI

VINCENZO VIVARINI ESONERATO DALL’EMPOLI

L’Empoli ha esonerato l’allenatore Vincenzo Vivarini. La notizia è giunta dopo che il tecnico ha diretto la seduta di allenamento di domenica mattina. L’ennesimo pareggio casalingo, questa volta con la Cremonese(1-1), è costato caro e amaro al tecnico abruzzese che, come risaputo, è stato l’allenatore del Latina durante lo scorso campionato di Serie B.

Il nuovo allenatore dei toscani dovrebbe essere Aurelio Andreazzoli, un passato sulla panchina della Roma per pochi mesi nel 2013. Nel prossimo match casalingo del 21 dicembre l’Empoli ospiterà il Brescia.

Ecco il comunicato ufficiale dell’Empoli:

L’Empoli Fc comunica di aver sollevato dall´incarico di responsabile tecnico della prima squadra Vincenzo Vivarini e i suoi collaboratori Antonio Del Fosco, Andrea Milani e Fabrizio Zambardi. A Vivarini e al suo staff vanno i più sentiti ringraziamenti per il lavoro svolto e le migliori fortune per il futuro sportivo e professionale“.

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