Avellino: benvenuto all’inferno. Stringiamoci a corte, Latina chiamò!

di Salvatore Condemi | 16.10.2018 | 11.34

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Per l’Avellino a Fiumicino è stata una debacle completa. L’Atletico, con una prova maiuscola, tutta muscoli, corsa e umiltà, straccia gli irpini e si consolida come “vera” pretendente alla vittoria finale del campionato. Al “Paglialunga”, infatti, la formazione biancoverde cade fragorosamente per la prima volta in stagione e lascia lo scettro di prima della classe al sorprendente Lanusei, permettendo, tra l’altro, l’avvicinamento della concorrenza. Monterosi, Cassino e Aprilia in testa. La partita? Non c’è stata storia: andata in vantaggio con Tortolano, la formazione di Scudieri ha bissato dal dischetto sempre con l’ex attaccante nerazzurro; mentre inutile è risultato l’eurogol di Alessio Tribuzzi – altro ex giocatore nerazzurro – che ha alimentato qualche timida speranza di rimonta dei biancoverdi resa vana dai gol di Nanni e D’Andrea nel corso della ripresa. Tanto tuonò che piovve e fu così che anche per la squadra di Graziani cominciarono le sportellate e i ceffoni in faccia. Benvenuti all’inferno Avellino…

Fermo il Latina per le condizioni meteorologiche che hanno colpito l’isola – l’incontro in casa del Castiadas si giocherà il 28 novembre – la sesta giornata ha riservato la doppietta di Bernardotto che ha permesso al Lanusei di battere agevolmente la matricola Anagni e di portarsi al comando della classifica con 14 punti. Segue l’Avellino con 13.

Tredici punti anche per il Trastevere. E’ vero che nella partita d’esordio ha issato bandiera bianca davanti alla forza del Monterosi; ma è pur vero che da quel giorno non ha più steccato grazie al pareggio di Cassino, alle vittorie interne ottenute ai danni di Aprilia e Ostiamare, al trionfo di Artena ed ai tre punti col Castiadas. Nell’ultima uscita stagionale ha costretto il Cassino al pareggio interno con un perentorio due pari giocando una gara accorta e garibaldina.

Il Monterosi, terzo in classifica con 12 punti, ha faticato a battere il Ladispoli (altra matricola): dopo il momentaneo vantaggio di De Fato, prima Nohman e di seguito Mastrantonio fanno tornare il sorriso al tecnico Mariotti.

Capitolo Vis Artena, terzo con 12 punti. Francesco Punzi è un Signor Allenatore e, affermandolo, non scopriamo certo l’acqua calda. Domenica, contro la Lupa Roma andata in vantaggio con Tocci, ha saputo ribaltare le sorti di una gara stregata grazie alla doppietta di Origlia. Le cronache, infatti, parlano di almeno venti azioni da rete confezionati dai bianco-rosso-verdi. Questo significa una cosa soltanto: carattere.

Quinta posizione per l’Atletico con 11 punti. Ne abbiamo parlato ma ci siamo dimenticati di dire che all’esordio, contro i nerazzurri del Latina, Tortolano e compagni hanno colto una vittoria importantissima che ha avuto il potere di ridimensionare la forza degli avversari.

Ed eccoci al Cassino settimo con 10 punti. Il due a due casalingo col Trastevere è un incidente di percorso e nulla più. E non vanifica ciò che finora hanno fatto i ragazzi di Mister Corrado Urbano. Il DS Riccardo Patini, d’altronde, non è l’ultimo arrivato, sia chiaro.

Dieci punti anche per l’Aprilia che domenica al Quinto Ricci ha battuto la Torres grazie alla rete siglata da Russo. Finora – al pari di Cassino e Latina – è quella che ha deluso maggiormente. Tanto che Antonio Pezone, istrionico patron delle “rondinelle”, ha pensato bene di sostituire Venturi con Feola dopo i passi falsi di Artena e Trastevere ed il pareggio ottenuto in casa della Lupa Roma. Succede. Troppo spesso ma succede.

L’Albalonga pareggia in terra sarda, sponda Latte Dolce di Sassari e si insidia al nono posto con 9 punti nonostante l’organico abbastanza ridimensionato rispetto allo scorso campionato. Quello delle meraviglie che, secondo noi, ripeterà.

Nove punti anche per il Latte Dolce del DS Fantoni che ha costruito una squadra per veleggiare tranquilla nel mare della quarta serie. Lo indica questo ultimo uno pari ottenuto in casa contro l’Albalonga (Marcangeli per il vantaggio sassarese e Pippi per i laziali) la dice lunga sul fatto che i sardi prediligono il motto “chi va piano va sano e va lontano”.

Otto punti e undicesima in classifica, con due vittorie (su Latte Dolce e Monterosi), altrettanti pareggi (in casa della capolista Lanusei ed al Francioni con il Flaminia) ed una sconfitta (all’esordio casalingo con l’Atletico), ecco il Latina partito con i favori dei pronostici ma che nella realtà dei fatti palesa tante, tantissime difficoltà. La serie D che la società nerazzurra – ancorché rifondata più e più volte – conosce a menadito, è un gran brutta gatta da pelare. Ci sono ancora ampi margini di miglioramento, vivaddio, ma con clienti dello spessore di Avellino, Atletico, Monterosi, Aprilia e Cassino la situazione potrebbe diventare quantomeno pesante. La città di Latina (seconda città della Regione Lazio) non merita la quarta serie così come non lo meritano i pochi (pochissimi) tifosi nerazzurri che dovrebbero riempire le scalee del Francioni ma che invece disertano sistematicamente. La squadra consegnata dal DS Emanuele Germano al tecnico Carmine Parlato è di primissima qualità e di grosso spessore così come, parimenti, di grandissimo spessore sono le difficoltà che Iadaresta e compagni stanno incontrando in questo scorcio iniziale di campionato. Finora abbiamo potuto ammirare la brutta copia del “dream team” nerazzurro soltanto con il Monterosi piegato per due reti a zero in casa grazie alle realizzazioni non degli attaccanti ma di Casimirri – un trequartista – e di Cittadino – un centrale di centrocampo – e poi? E’ di fondamentale importanza battere l’Aprilia nel derby tutto pontino. Per il resto? Stringiamoci a corte, Latina chiamò!

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