Arriva la prima al Palabianchini contro Trapani e lo spauracchio Renzi

Andrea-Renzi

La Benacquista che farà il suo esordio, per la stagione 2018/19, al Palabianchini domenica 14 ottobre alle 18, dovrà indicare a tutti i sostenitori se dopo il  debutto stagionale a Casale Monferrato dobbiamo vedere una squadra che lotta su ogni possesso, resta attaccato all’avversario per 3 quarti, per crollare e subire un parziale distruttore di qualsiasi velleità di vittoria o aspettarci una partenza più  controllata e mirata alla gestione del quintetto base, sapendo di non avere alternative, almeno di notevole impatto offensivo, dalle riserve.

Spetterà a Coach Gramenzi mischiare un pò le carte. Questa squadra, sotto il punto di vista del volere del suo allenatore non è poi così del tutto diversa da quella delle ultime due stagioni, sia come costruzione che come applicazione da entrambi i lati del canestro, cambiano solo gli attori, Baldassare e Fabi, pezzi pregiati che farebbero comodo a qualsiasi team di categoria, sono interpreti importanti nei ruoli di ala forte e piccola, quali opzioni offensive primarie, viste le non buone condizioni dell’ “inventore” Lawrence, per il quale ci si augura di vederlo sicuramente più preciso, soprattutto lontano da canestro, anche se ha dimostrato di essere più un penetratore che un tiratore, ruolo in cui Agustin Fabi eccelle, come dimostra il 44% dall’arco avvenuto a Casale.

Sul crollo dell’ultimo quarto non c’è bisogno di essere degli specialisti del settore per capire che se dalla panchina risultano affidabili soltanto Di Bonaventura e Cassese, capaci di andare in doppia cifra in coppia è alquanto difficile dare più riposo Tavernelli, unico playmaker di ruolo e Fabi. Come da copione se si comincia a litigare col ferro, in difesa non si riesce a tenere, soprattutto sotto canestro, vista la scelta di aver puntato su un centro “ibrido” come l’americano Carlson che ha subito mostrato i suoi problemi contro un avversario appena più tosto fisicamente. Tre falli e tiri fuori dagli schemi, i suoi 15′ sono il vero punto interrogativo a cui è chiamato ad un pronto riscatto domenica. Proprio due stagioni fa il suo predecessore e connazionale Arledge, dovendosi adattare a fare il centro, pur essendo un ala che amava partire fuori dal pitturato, steccò le prime gare, tanto da rischiare il taglio, per poi invece sbocciare, guadagnandosi la conferma fino alla fine del campionato. Dunque il buon Mike è avvertito.

Trapani ha sempre fatto soffrire Latina, per la presenza di uno dei migliori centri italiani della A2, Andrea Renzi che contro i nerazzuri ha fatto ciò che voleva sotto canestro. I sistematici cambi sul pick&roll difensivo di Latina contro di lui e il nuovo play Rotnei Clarke, ottimo tiratore dalla distanza, saranno il vero ago della bilancia del risultato.

Gli ospiti siciliani, da sempre con obiettivi, nelle varie stagioni, di raggiungimento di alte posizioni, ma con risultati sempre al di sotto dei roster costruiti, hanno fatto un’inversione di tendenza, affidandosi a due guardie americane, Clarke e Ayers, l’oculata scelta  di lanciare in quintetto la 18enne guardia Miaschi, la combattiva ex Legnano ala forte Pullazi e appunto il pivot Renzi, e una panchina composta da altri due under Czumbel e Nwohuocha, sui quali l’allenatore ex play Daniele Parente ha scommesso parecchio. A proposito, non ci si meraviglia se abbia voluto in squadra ben 3 playmaker, sui 9 giocatori che hanno vinto la prima casalinga contro l’Eurobasket Roma.

Sarà in grado Latina di nascondere le sue lacune, mischiando le carte con alcuni acumi tecnico-tattici? Un quintetto con Allodi partente, per contenere il peso di Renzi e potreggere Carlson dai falli, facendolo entrare dalla panchina?

Le gare si costruiscono anche prima di giocarle, Trapani è un’avversario ostico, servirà tanta produttiva e limare al minimo delle piccole distrazioni di inizio campionato.

Servirà la spinta del pubblico di casa per raggiungere la vittoria.

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