Latina, è solo un caso?

di Matteo Troiani | 16.9.2018 | 17.40

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Comincia male – ma male davvero – l’avventura di Carmine Parlato sulla panchina del Latina sconfitto in casa da un indomito SFF Atletico. Mister Scuderi non ha sbagliato nulla ed il suo arcigno 5-4-1-1 ha retto in modo encomiabile senza subire un avversario apparso lento, impacciato, prevedibile ed a tratti asfittico. Il Latina, palesando evidenti lacune tattiche, si è dimostrata una sorta di “copia–incolla” della squadra vista lo scorso anno con l’aggiunta di innumerevoli handicap. E’ vero che ai nerazzurri mancavano due pesi massimi del calibro di Alessandro Ranellucci e Raffaele De Martino ma è pur vero che le due assenze non possono e non devono essere prese a pretesto oppure rappresentare un alibi: questa squadra è stata costruita per far man bassa del campionato, per stravincerlo, per dare uno smacco a squadroni del calibro di Aprilia e Cassino e, negli ultimissimi giorni, dell’Avellino. Una corazzata può (anzi deve) sopperire alle assenze con quelle alternative talmente valide da non far rimpiangere chi non è potuto scendere in campo. Queste valide alternanze non si sono viste e supponiamo (convinti di farlo) che a questa squadra manchi un uomo d’ordine, quello, ben inteso, dall’ultimo passaggio, dalla fantasia e dalla verve assolute. Nel corso di tutto l’incontro abbiamo visto Galasso fuori posizione, incapace di saltare l’uomo e sistematicamente stoppato; Tiscione timoroso ma innamorato della palla; Cittadino sperso tra le fila avversarie; Barberini che si è purtroppo limitato al semplice e semplicistico compitino. Chi, invece, può esultare è Mister Scuderi il quale, senza strafare e senza dimostrare cose dell’altro mondo, ha portato a casa l’intera posta in palio. D’altronde il tecnico siciliano ha giocato sul velluto avvalendosi dell’esperienza dei vari Campanella, Nanni, Esposito, Tornatore e Di Emma capaci di fermare il più quotato avversario e tentare di infilzarlo in contropiede applicando il 5-4-1-1 in fase di contenimento ed il 4-3-3 in quella di possesso palla. E proprio in virtù di questo “trasformismo”, Tortolano, supportato da Nanni, ha porto la palla illuminante per permettere a D’Andrea di battere Bartolameotti con una facilità inimmaginabile: tre passaggi e rete per l’Atletico che taglia come burro la difesa nerazzurra. Poi è stata una noia mortale fino al 96’ con i soliti lanci per la testa di Pasquale Iadaresta che ieri non è stato assolutamente determinante, nonostante il grande impegno. E’ solo un caso? Lo speriamo. Ma siamo nel contempo sicuri che dopo il capitombolo con l’Artena in Coppa Italia, questa sconfitta dev’essere considerata come un vero e proprio campanello d’allarme. Ora ci si aspetta una sonora vittoria in quel di Lanusei per cancellare l’onta di questi due ultimi schiaffoni in faccia.

Se il Latina deve necessariamente leccarsi le ferite, l’Aprilia non può fare salti di gioia dopo la sonora sconfitta subita a Colleferro ad opera dell’Artena che passa con un perentorio 3 a 1. Il Cassino invece passeggia sui resti dell’Anzio con un 1 a 5 che non lascia adito a recriminazione da parte dei neroniani: enorme è il divario tra le due compagini scese in campo. Così come l’Avellino si sbarazza fin troppo facilmente delle velleità del Ladispoli: 1 a 4 il risultato finale. Vince con il minimo sforzo il Monterosi in casa del Trastevere così come l’Albalonga regola con il 2 a 1 finale la gara che la vedeva contrapposto all’Anagni. Due pari tra Lupa Roma e Flaminia; uno a zero tra Ostiamare e Castiadas; uno a zero a Sassari (sponda Torres) da parte del Lanusei; uno a uno tra Budoni e Latte Dolce. Negli altri raggruppamenti vittoria per 3 a 0 del Como in casa dell’Ambrosiana e 3 a 1 del Mantova a Bergamo. Perde la Reggiana in casa del Crema (1 a 0 il risultato finale) mentre il Modena piega le resistenze del Carpaneto grazie al gol di Dierna. Il Cesena vince per 2 reti ad 1 in quel di Avezzano mentre il Taranto impatta tra le mura di casa con il Bitonto (1 a 1). Nel Girone più difficile, quello meridionale, il Bari fa un sol boccone del Messina con un 3 a 0 al San Filippo che di fatto mette la parola fine al campionato già alle 16.51 di questo pomeriggio.

Ultimo inciso: circa 1500 sono stati i tifosi dell’Avellino a seguito dei biancoverdi di scena a Ladispoli e quasi 2500 quelli del Bari a seguito dei biancorossi in quel di Messina. Nella giornata di oggi al Francioni erano invece presenti 220 abbonati e 510 paganti. I tifosi nerazzurri hanno preferito l’ultimo mare stagionale oppure è solo un caso? Ai posteri l’ardua sentenza…

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