Avellino fuori dalla serie B e la reazione a cascata

di Redazione | 31.7.2018 | 16.51

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“…Visto che, alla stregua di quanto emerso dalla discussione orale e dalla documentazione prodotta dalla ricorrente, quest’ultima, sotto il profilo sostanziale apparirebbe in possesso dei requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria; considerato, peraltro, che il C.U. n. 49 nel quale è indicata una scansione procedimentale enormemente ristretta, ma nondimeno vincolante, non è stato impugnato nei termini previsti, il Collegio non può valutare la legittimità di tali criteri formalistici e respinge il ricorso”.

Le ultime righe del comunicato sono irrimediabilmente chiare: l’Avellino è fuori dalla Serie B. E pur avendo tutti i requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria, non ha impugnato nei termini previsti il provvedimento di bocciatura. Sembra paradossale ma è così. La società è in regola ma non può iscriversi al campionato di serie B perché, in concreto, ha sbagliato tecnicamente il ricorso. Un’autorete clamorosa che però nulla vieta il ricorso al Tar. L’Avellino può appellarsi al Tribunale Amministrativo e far valere le proprie ragioni. Il Collegio di Garanzia del Coni può aver offerto un assist importante nel dichiarare “il possesso dei requisiti di idoneità e sostenibilità finanziaria”.

L’esclusione degli irpini, ancorché sommaria, apre le porte a Novara, Catania e Siena pronte al grande ed auspicato balzo in B. Ovviamente i tre ripescaggi in cadetteria aprono le porte ad altrettante squadre di D pronte a brindare per il salto di categoria. Un po’ come una reazione a cascata o effetto domino. Al momento sarebbero cinque le società che hanno presentato domanda per il ripescaggio in terza divisione ma a tutt’oggi non si sa quali saranno le premiate. E’ sicuro per la Cavese, facile per l’Imolese, probabile per il Como, possibile per il Messina. E forse anche per la Juventus che si presenterebbe con una squadra B. Ma al 31 luglio siamo ancora nel campo delle ipotesi.

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