‘’Liberaci dal male’’: anche questo sarà un cast d’eccezione

di Salvatore Condemi | 30.7.2018 | 20.07

Casting affollato all’Agriturismo “La Selva” di Cassino. Come sempre. Anche per il prossimo lavoro di Daniele Santamaria Maurizio e Manuel Kerry con la sua Human Value Film Production si sono presentati in gran numero presso la suggestiva location cassinate scelta ad hoc dalla produzione.

D’altronde, il binomio costruito dal regista e dal produttore esecutivo ed il successo ottenuto con “Undicesimo Comandamento non deviare”, “Bologna 2 Agosto, i giorni della collera” e tutti i lunghi e cortometraggi partoriti dalla mente istrionica e visionaria del regista pontino, richiamare decine e decine di aspiranti attori, comparse e figuranti è facile, facilissimo. Personaggi ovviamente variegati ma pur sempre normali la cui aspirazione sarebbe quella di recitare, magari entrando dalla porta di servizio nel mondo della celluloide anche grazie a piccolissime parti e comparsate. Si vede di tutto: dall’operaio al professionista, dalla casalinga all’infermiere passando per coloro che in teatro e nel cinema hanno già lavorato. O ci stanno lavorando. Come sempre. Il film: difficile, difficilissimo, un tema importante, scottante, attualissimo. Un cortometraggio drammatico infarcito di tanto thrilling e di quel noir che non guasta mai laddove si consuma il secondo capitolo della ‘’trilogia del male’’ il cui sfondo è la perenne lotta tra il bene e il male e quello che rappresenta la via giusta contrapposta a quella sbagliata e con l’esoterismo che la fa da padrona. Sette religiose – appunto – ramificazioni contorte, storie devianti, vicende cupe ed avvenimenti morbosi si intrecciano in un contesto abbastanza provinciale ed apparentemente sonnacchioso come lo può essere il basso Lazio. Non vogliamo anticipare nulla anche se la storia in sé è intrigante come ogni opera partorito dalla mente dell’artista pontino e prodotto da quel vecchio lupo di spettacolo qual è Kerry. E non ci rimane che ritornare al Casting. Abbiamo assistito a delle performance selettive di prim’ordine: una ragazza di diciassette anni ci ha estasiato con un pezzo scritto da lei; un ragazzo frusinate ha recitato talmente bene in siciliano da somigliare a Totò Riina che bastava chiudere gli occhi per sentirne la presenza (ancorché ingombrante) del Capo dei Capi; una ragazza di Bologna ha recitato magnificamene Stanley Kubrik e la sua Eyes Wide Shut. Splendido. Da questo semplicissimo esempio nasce la consapevolezza che il cast, anche questa volta, sarà d’eccezione. D’altronde se Antonio Lanni, Attore con la A maiuscola, ha deciso di farne parte, la consapevolezza aumenta a dismisura. E’ certezza allo stato puro

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