Pezone: ‘’Il Matera non ci doveva essere’’

 

di Basilio Gaburin | 23.7.2018 | 22.57

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Antonio Pezone è uscito dalla porta principale ma potrebbe rientrare in Serie C da una porta secondaria. Quella della giustizia sportiva. Il nuovo patron dei pontini chiede a gran voce la retrocessione a tavolino del Matera che, di conseguenza, permetterebbe la riammissione del Racing. A TuttoC.com il Presidente Pezone è stato abbastanza esauriente. Sentitelo.

‘’In Serie C sostiene ci sono squadre che vengono elogiate e portate avanti nonostante le loro irregolarità continue e continuative. Il Matera non ha pagato calciatori e altre somme dovute a diversi tesserati. E non sono io a dirlo ma le carte: anche l’Assocalciatori ha pubblicato un comunicato in merito. Insomma, ci sono pochi dubbi sulla vicenda. E per questo ci siamo mossi in queste settimane: siamo stati in silenzio a lungo per presentare il ricorso, adesso possiamo parlarne. Io sul campo prosegue ho perso un playout con la Paganese. Peccato che non avrei proprio dovuto giocarlo, c’erano irregolarità palesi che avrebbero dovuto portare alla retrocessione del Matera. E invece in D ci siam finiti noi”.
Il Presidente ce l’ha col sistema e non solo: “Noi pretendiamo chiarezza. Io, da retrocesso, ho pagato tutti gli stipendi e i contributi fino a giugno. Poi ti ritrovi in C gente che non paga stipendi da ottobre. Io non ho mai fatto il passo più lungo della gamba e le promesse le ho sempre mantenute. Il dottore non mi ha ordinato di fare calcio ma in uno sport ci sono delle regole e bisogna rispettarle. Non è possibile continuare così. Senza contare che io ho presentato una fideiussione vera, sottoscritta con una banca importante e poi ti ritrovi club che hanno polizze di assicurazioni sconosciute. A questo punto uniformiamoci, così anche io presenterò fideiussioni problematiche e non avrò problemi. La realtà, per tornare al discorso iniziale, è semplice: la gente che non paga non deve fare calcio. Ho sentito il Presidente Gravina giusto questo pomeriggio: siamo in ottimo rapporti, gli ho spiegato che non ce l’ho affatto con lui ma con il sistema. Mi ha garantito che mi appoggerà in quanto dalla parte dei club trasparenti e leali. Quindi non c’è che da sperare in bene”.

Insomma Pezone andrà fino in fondo un po’ come fece la Vibonese l’anno scorso di questi tempi. La società calabrese, però, non riuscì a ricavare il fatidico ragno dal buco perdendo un anno intero nonostante l’esito processuale che le dava ttte le ragioni di questo mondo. “Credo bisognerà aspettare almeno fine mese per avere qualche notizia. Il Matera, comunque, doveva essere già estromesso dalla C”.

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Un altro acquisto per i nerazzurri. Ranellucci: “Ho sempre vissuto a Latina”

di Mattia Troiani | 23.7.2018 | 18.56

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Alessandro Ranellucci è un calciatore tesserato dal Latina Calcio 1932. In arrivo dal Feralpisalò, il difensore pontino di Priverno (Lt) è nato il 25.02.1983. In carriera ha vestito le maglie di Martina, Valenzana Mado, Vibonese, Pro Vercelli ed infine la Feralpisalò in C.

Vi proponiamo un brano dell’intervista rilasciata al sito Gianluca D Mrrzio l’anno scorso di questi tempi. “Appena finite le partite scendo a Latina, a casa”. Quale miglior modo per ricaricare le batterie. “Prendo il treno e parto, ogni volta. Mia moglie è rimasta giù per esigenze lavorative, si gode i piccoli. Io invece preferisco fare avanti e indietro. Anche loro però si fanno sentire eh, ogni tanto la visitina a papà gliela regalano”.

Vivere alla Ranellucci, su e giù. Sopra la testa di Ale il tempo ora è sereno. In passato, però, qualche nuvola c’è stata: “Le mie prime esperienze furono vicino a casa. Un giorno mi chiamò il Lecce, all’epoca il direttore sportivo era Corvino e la prima squadra era appena salita in Serie A. In Puglia ci andai a 16 anni, feci Allievi e Primavera”. E poi? “Il buio. Un infortunio al ginocchio mi allontanò dal pallone. Sconforto totale: volevo smettere”. Ma la caduta in realtà alimenta la forza interiore, fortifica: “Tornai a casa. Feci un anno fermo. Mi allenavo in una squadra locale, arrendersi mai: ovvio. E così ripartii dall’Eccellenza”. Risollevato da quell’arte del combattente che ora lo vede protagonista in campo. “Il primo successo fu a Melfi, vinsi la Serie D. E poi Martina Franca, ex Serie C1”. Da professionista, roba per pochi: “Forse ci sono arrivato tardi, a 22 anni: ma poco importa. Ora me la godo”. Fino alla svolta, l’apice: “Che emozioni con la Pro Vercellli, quattro stagioni meravigliose. Venivano dal fallimento, hanno creduto in me e insieme, dopo 64 anni, siamo risaliti in Serie B”. Fino ad oggi, in un paradiso calcistico: “Nel 2014, dopo aver vinto ancora i play off in Lega Pro a Vercelli, la Feralpisalò mi cercò con insistenza. Accettai subito, dovevo cambiare aria”.

Adesso è ritornato a casa. Per rimanerci.

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