Bari e Cesena siamo all’epilogo. Parma e Chievo rischiano di brutto

Il Bari verso il baratro: i due potenziali nuovi soci si sono tirati indietro

dal  nostro corrispondente da Bari – Orlando Gaito |16.7.2018 | 16.08

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Tutto finito per il Bari? Sembra proprio di si. Alla vigilia della scadenza del termine per ricapitalizzare e, nonostante l’annunciata volontà di intervenire con 3 milioni di euro per rilevare circa il 70% della società, i due potenziali nuovi soci che avrebbero dovuto salvare il Bari calcio, si sono tirati indietro. Alle 16, proprio mentre era stata convocata l’assemblea straordinaria dal presidente Giancaspro, è giunta la vice di una disimpegno da parte di Andrea Radrizzani, il patron del Leeds che insieme al barese Ferdinando Napoli si era fatto carico della ricapitalizzazione di 3 milioni di euro. Se così fosse, la fine del Bari sarebbe ormai segnata. Il presidente del club biancorosso, Cosmo Giancaspro, con una pec inviata in mattinata aveva comunicato la sua intenzione di dimettersi. A richiederlo – anche attraverso il sindaco Decaro che si era fatto garante dell’accordo – era stato proprio il duo Radrizzani-Napoli, pronti a ricapitalizzare con 3 milioni di euro l’inoptato pari al poco meno del 70% del pacchetto di proprietà.

Giancaspro, aveva annunciato di aver convocato nel pomeriggio a Roma, alle 16, una assemblea totalitaria in videoconferenza al termine della quale, dopo aver verificato la regolarità del bonifico e del resto della documentazione richiesta dalla Covisoc, procederà alle dimissioni sue e dell’interno cda per consentire l’ingresso della nuova compagine societaria. Giancaspro, tuttavia, resterebbe nell’azionariato con una maggioranza intorno al 30%. Ma alle 16 non era ancora giunta alcuna comunicazione sull’avvenuto versamento dell’inoptato di 3 milioni.

Il Bari ha tempo fino alle 18 per ricapitalizzare e per presentare entro un’ora successiva il ricorso alla Covisoc contro la mancata iscrizione in B (qualora avvenisse il prossimo campionato partirebbe con 6-8 punti di penalizzazione), dopo sarà game over e il club sarà condannato al fallimento e alla ripartenza dalla serie D.


di Redazione | 16.7.2018 | 16,12

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Lugaresi: ”Fantasticare non serve a niente”

Il Cesena è in brutte, bruttissime acque. Il fallimento era ormai alle porte, questione di tempo. Ma, tre giorni fa, come trapela dal “Resto del Carlino”, ci sarebbe stata una nuova richiesta di acquisizione del club. Si tratta di una banca d’affari inglese, che aveva mostrato interesse per la società romagnola già in passato. Stavolta ha proposto di acquistare il Cesena, compresi i debiti. Nonostante l’apparente volontà del gruppo inglese, il problema più spinoso è la mancanza di tempo. Infatti, entro le 19:00 di oggi, per il ricorso pro-iscrizione, bisogna pagare tutti gli arretrati necessari e ricevere il consenso dell’Erario. Una vera e propria corsa per evitare l’incombente fallimento.

E il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, ha parlato della situazione attuale, affermando: ”C’è stata una proposta molto seria, ma credo che ormai sia troppo tardi. Ci stiamo provando. Senza quest’ultima, sarebbe già finita. In realtà ho avuto anche altre due offerte concrete, ma il problema è sempre il tempo. E poi il clima ostile intorno a noi ha spaventato gli interessati. C’è stata la richiesta di fallimento da parte della procura, il sindaco ci ha privati dello stadio e ha iniziato ad attivarsi per cercare una società in D, e i tifosi ci vanno contro. E proprio non li capisco. E’ vero che abbiamo molti debiti, ma bisogna dire che quando sono tornato erano già tanti e le passività ne producono altre a causa degli interessi. Nell’ultima occasione l’Erario ci ha bocciato, essendosi irrigidito dopo la richiesta di fallimento della Procura. Non sono entrati nel merito, posso capirlo. La situazione è certamente negativa, ma ho ancora una speranza. L’offerta del gruppo inglese. E posso assicurare che non è fantasia. Fantasticare non servirebbe a nulla.” Insomma pare che sia tutto inutile: il Cesena ha entrambi i piedi nella fossa.


Parma e Chievo devono rispondere rispettivamente di tentato illecito e di plus-valenze. Per entrambe Serie A a rischio

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Luglio è sempre stato un mese caldo. Quest’anno, tra processi sportivi e iscrizioni ai campionati sarà bollente soprattutto per il mondo del calcio. Il Chievo, accusato di plusvalenze fittizie, e il Parma, a giudizio per tentato illecito sportivo, rischiano addirittura la Serie A: dalla Procura della Figc, come sostiene l’Ansa, sono infatti in arrivo ai processi di domani (17 luglio) al tribunale federale nazionale richieste pesanti in termini di penalizzazione, “afflittive”, ovvero da applicare sulla stagione appena conclusa.

Se passasse quindi la linea del procuratore Giuseppe Pecoraro, il Chievo (a processo con il Cesena, praticamente sparito dal calcio professionistico) e il Parma rischierebbero la retrocessione in serie B, una maximulta oppure la permanenza in A ma con una pesantissima penalizzazione. Il Chievo Verona, ovviamente, ribadisce con fermezza di sentirsi estranea alle contestazioni ricevute dalla Procura Federale della Figc, “avendo sempre agito nel pieno rispetto delle norme federali” e di “riporre massima fiducia nelle decisioni della magistratura sportiva e si riserva di agire in tutte le sedi competenti contro qualsiasi iniziativa che possa ledere l’immagine del club”.

Il Chievo è accusato dalla Procura federale di aver effettuato scambi di giocatori con il Cesena. A quanto pare, le due società si sarebbero scambiati trenta calciatori e da qui sarebbero generate plusvalenze fittizie per oltre 25 milioni di euro, stando all’accusa della Procura federale.

Diversa l’accusa mossa dal Procuratore Giuseppe Pecoraro nei confronti del Parma. Al centro della vicenda ci sarebbe l’attaccante Emanuele Calaiò accusato di aver violato l’articolo 7, commi 1 e 2 del Codice di giustizia sportiva. In particolare, quattro giorni prima dell’incontro del 19 maggio scorso valevole per la serie B tra Spezia (società nel quale militava fino al 2016) e Parma, il giocatore avrebbe inviato alcuni messaggi  whatsapp a un collega dello Spezia, Filippo De Col per un minor impegno agonistico. Il tutto era finalizzato alla promozione del Parma in serie A. Finì 2 a 0 per la squadra parmense e automatica, grazie al pareggio tra Foggia e Frosinone, è stata la promozione nella massima serie del calcio italiano. Ora il club punterà a cancellare il tentato illecito.
Il 19 luglio ci sarà il processo di appello al Foggia: in primo grado il club pugliese, accusato di pagamenti in nero, era stato penalizzato di 15 punti ma era rimasto in serie B (violenta la polemica con l’Entella). In appello la Procura chiederà a retrocessione, gli avvocati del Foggia punteranno invece alla cancellazione della penalizzazione, o almeno alla riduzione. In ballo, inoltre, molte iscrizioni in serie B e Lega Pro. Solo a fine mese, se va bene, si avrà il quadro completo degli organici, anche se in qualche caso non è escluso il ricorso al Tar del Lazio.

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