Bari riparte dalla C grazie al Bisceglie

di Redazione | 16.7.2018 |23.42
L’A. S. Bisceglie ha cambiato denominazione sociale in A. S. Bari 2018. Lo ha comunicato l’imprenditore edile Nicola Canonico lunedì 16 luglio durante un intervento telefonico in diretta nella trasmissione “Passione Bari” di Radio Selene. Mutati anche i colori sociali, dal nerazzurro stellato al biancorosso. La procedura, resa possibile da uno spostamento della sede da Bisceglie al capoluogo pugliese, dovrà essere approvata dalla Federcalcio. Social scatenati e commenti di ogni segno, tra favorevoli e contrari, anche con termini piuttosto coloriti. Il più clamoroso dei risvolti per la crisi societaria del Football Club Bari 1908. La più incredibile delle beffe per la storia calcistica Biscegliese… Contento Canonico, contenti tutti. L’anno scorso di questi tempi ad Antonio Pezone non è stato permesso di cambiare la denominazione sociale ed trasferimento pare per un vizio di forma dell’istanza. Cavilli burocratici… Chiamiamoli così. Resta il fatto che la FIGC deve ancora l’ok

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Serie C – La Lucchese si salva, la Fidelis Andria no

di Redazione | 16.7.2018 | 19.46

Risultati immagini per montemurro andriaLa Fidelis Andria non ha presentato ricorso e può definirsi esclusa dal campionato di Serie C. Purtroppo per i federiciani non c’è stato nulla da fare. Sinceramente stentiamo ancora a credere al fatto che il calcio professionistico ad Andria sia finito così, da un momento all’altro. E’ stato come un incubo, un fulmine a ciel sereno: nessuno se lo aspettava dopo le tante rassicurazioni del presidente Montemurro nelle ultime settimane. Ha lanciato campanelli d’allarme, ma un conto è l’aiuto e un altro è non avere nemmeno la forza di partire. Sono stati così buttati due anni di grandi sacrifici durante i quali i biancazzurri hanno fatto vedere bel calcio.

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Si salva invece la Lucchese. Ma è stata corsa contro il tempo perché il ricorso contro la decisione della Covisoc di escludere la società rossonera dal campionato di serie C è stato depositato in extresmis, a Roma. Proprio nell’ultimo giorno utile e nell’ultima ora utile per evitare l’esclusione dal campionato di serie C, ecco il tentativo finale.
Una giornata convulsa, iniziata di prima mattina e proseguita fra colpi di scena e notivà ora dopo ora. La principale novità riguarda il fatto che l’ex patron Lorenzo Grassini ha ceduto le sue quote direttamente a Carlo Bini, che torna amministratore unico: dietro di lui, evidentemente, ci sono Arnaldo Moriconi ed il futuro socio di maggioranza del club, di cui ancora non si conosce volto e identità.
Tutto è cominciato questa mattina (16 luglio), con la riunione nello studio del commercialista Matteo Benigni, a San Concordio: presenti il dg Fabrizio Lucchesi (ex Latina al tempo del fallimento), l’amministratore unico Gianni Ferruzzi e il segretario generale Marcella Ghilardi. Con loro ecco anche l’ex amministratore unico Carlo Bini. In una manciata di ore arrivano le dimissioni di Lucchesi e Ferruzzi e, in questo modo, la società passa direttamente nelle mani di Carlo Bini, nuovo amministratore unico – evidentemente solo pro tempore – per cercare l’impresa. Pronti gli assegni circolari per pagare stipendi e contributi, con il club che proprio in questi momenti sta provvedendo al pagamento. Nel primo pomeriggio la ricapitalizzazione della società è completata. Nel frattempo, ecco che una delegazione parte alla volta di Firenze per prendere, da lì, il treno in direzione Roma: l’obiettivo è quello di presentare il ricorso alla Covisoc in tempo utile. Unitamente alll’assegno circolare da 9mila euro che vale a titolo di cauzione, mentre la prova del pagamento di stipendi e contributi viene inviata via mail, per accelerare i tempi.

Reggiana: storia di un ennesimo fallimento

di Redazione | 16.7.2018 | 18.38

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La telenovela adesso è davvero finita. Dopo settimane di annunci, smentite, cordate presentate e ritirate e tentativi si salvataggio in extremis, la Reggiana Calcio ha annunciato che non presenterà il ricorso in merito all’esclusione dal campionato di serie C. A comunicarlo è stata la stessa società in una nota ufficiale, spiegando che “sono caduti i presupposti per la cessione del pacchetto di maggioranza al gruppo referente a Pablo Victor Dana”.

La Reggiana l’anno prossimo giocherà nei dilettanti. Gli incartamenti da inviare nella sede di Firenze della Lega erano già stati preparati nei giorni scorsi dai dipendenti, ma sono completamente inutili visto che ad essi non saranno allegate anche le garanzie bancarie.

Dopo l’annuncio che la società non avrebbe presentato il ricorso, alcuni tifosi si sono presentati davanti alla sede della Reggiana. A controllare la situazione, nel corso della mattinata, c’erano due uomini della Digos mentre nel pomeriggio è giunto anche un mezzo blindato, senza però nessuna conseguenza. In tutto questo la famiglia Piazza non si è presentata in via Mogadiscio mentre i dipendenti del club, giunti in mattinata, hanno lasciato la sede solo nel pomeriggio.

qDopo le scritte sui muri della sede della società, in cui sono stati riportati insulti e minacce al presidente Mike Piazza, contestatissimo dai tifosi dopo l’annuncio della volontà di cedere il club, oggi è quindi stata scritta la parola fine su una speranza che col passare dei giorni è andata sempre più scemando. E pensare che questa stessa gloriosa società, non più di un mese addietro, sbandierava velleità di promozione in Serie B. Questo è il calcio moderno: dalle stelle alle stalle nel breve volgere di pochi giorni. In specialmodo quando non si è avveduti.

 

Bari e Cesena siamo all’epilogo. Parma e Chievo rischiano di brutto

Il Bari verso il baratro: i due potenziali nuovi soci si sono tirati indietro

dal  nostro corrispondente da Bari – Orlando Gaito |16.7.2018 | 16.08

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Tutto finito per il Bari? Sembra proprio di si. Alla vigilia della scadenza del termine per ricapitalizzare e, nonostante l’annunciata volontà di intervenire con 3 milioni di euro per rilevare circa il 70% della società, i due potenziali nuovi soci che avrebbero dovuto salvare il Bari calcio, si sono tirati indietro. Alle 16, proprio mentre era stata convocata l’assemblea straordinaria dal presidente Giancaspro, è giunta la vice di una disimpegno da parte di Andrea Radrizzani, il patron del Leeds che insieme al barese Ferdinando Napoli si era fatto carico della ricapitalizzazione di 3 milioni di euro. Se così fosse, la fine del Bari sarebbe ormai segnata. Il presidente del club biancorosso, Cosmo Giancaspro, con una pec inviata in mattinata aveva comunicato la sua intenzione di dimettersi. A richiederlo – anche attraverso il sindaco Decaro che si era fatto garante dell’accordo – era stato proprio il duo Radrizzani-Napoli, pronti a ricapitalizzare con 3 milioni di euro l’inoptato pari al poco meno del 70% del pacchetto di proprietà.

Giancaspro, aveva annunciato di aver convocato nel pomeriggio a Roma, alle 16, una assemblea totalitaria in videoconferenza al termine della quale, dopo aver verificato la regolarità del bonifico e del resto della documentazione richiesta dalla Covisoc, procederà alle dimissioni sue e dell’interno cda per consentire l’ingresso della nuova compagine societaria. Giancaspro, tuttavia, resterebbe nell’azionariato con una maggioranza intorno al 30%. Ma alle 16 non era ancora giunta alcuna comunicazione sull’avvenuto versamento dell’inoptato di 3 milioni.

Il Bari ha tempo fino alle 18 per ricapitalizzare e per presentare entro un’ora successiva il ricorso alla Covisoc contro la mancata iscrizione in B (qualora avvenisse il prossimo campionato partirebbe con 6-8 punti di penalizzazione), dopo sarà game over e il club sarà condannato al fallimento e alla ripartenza dalla serie D.


di Redazione | 16.7.2018 | 16,12

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Lugaresi: ”Fantasticare non serve a niente”

Il Cesena è in brutte, bruttissime acque. Il fallimento era ormai alle porte, questione di tempo. Ma, tre giorni fa, come trapela dal “Resto del Carlino”, ci sarebbe stata una nuova richiesta di acquisizione del club. Si tratta di una banca d’affari inglese, che aveva mostrato interesse per la società romagnola già in passato. Stavolta ha proposto di acquistare il Cesena, compresi i debiti. Nonostante l’apparente volontà del gruppo inglese, il problema più spinoso è la mancanza di tempo. Infatti, entro le 19:00 di oggi, per il ricorso pro-iscrizione, bisogna pagare tutti gli arretrati necessari e ricevere il consenso dell’Erario. Una vera e propria corsa per evitare l’incombente fallimento.

E il presidente del Cesena, Giorgio Lugaresi, ha parlato della situazione attuale, affermando: ”C’è stata una proposta molto seria, ma credo che ormai sia troppo tardi. Ci stiamo provando. Senza quest’ultima, sarebbe già finita. In realtà ho avuto anche altre due offerte concrete, ma il problema è sempre il tempo. E poi il clima ostile intorno a noi ha spaventato gli interessati. C’è stata la richiesta di fallimento da parte della procura, il sindaco ci ha privati dello stadio e ha iniziato ad attivarsi per cercare una società in D, e i tifosi ci vanno contro. E proprio non li capisco. E’ vero che abbiamo molti debiti, ma bisogna dire che quando sono tornato erano già tanti e le passività ne producono altre a causa degli interessi. Nell’ultima occasione l’Erario ci ha bocciato, essendosi irrigidito dopo la richiesta di fallimento della Procura. Non sono entrati nel merito, posso capirlo. La situazione è certamente negativa, ma ho ancora una speranza. L’offerta del gruppo inglese. E posso assicurare che non è fantasia. Fantasticare non servirebbe a nulla.” Insomma pare che sia tutto inutile: il Cesena ha entrambi i piedi nella fossa.


Parma e Chievo devono rispondere rispettivamente di tentato illecito e di plus-valenze. Per entrambe Serie A a rischio

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Luglio è sempre stato un mese caldo. Quest’anno, tra processi sportivi e iscrizioni ai campionati sarà bollente soprattutto per il mondo del calcio. Il Chievo, accusato di plusvalenze fittizie, e il Parma, a giudizio per tentato illecito sportivo, rischiano addirittura la Serie A: dalla Procura della Figc, come sostiene l’Ansa, sono infatti in arrivo ai processi di domani (17 luglio) al tribunale federale nazionale richieste pesanti in termini di penalizzazione, “afflittive”, ovvero da applicare sulla stagione appena conclusa.

Se passasse quindi la linea del procuratore Giuseppe Pecoraro, il Chievo (a processo con il Cesena, praticamente sparito dal calcio professionistico) e il Parma rischierebbero la retrocessione in serie B, una maximulta oppure la permanenza in A ma con una pesantissima penalizzazione. Il Chievo Verona, ovviamente, ribadisce con fermezza di sentirsi estranea alle contestazioni ricevute dalla Procura Federale della Figc, “avendo sempre agito nel pieno rispetto delle norme federali” e di “riporre massima fiducia nelle decisioni della magistratura sportiva e si riserva di agire in tutte le sedi competenti contro qualsiasi iniziativa che possa ledere l’immagine del club”.

Il Chievo è accusato dalla Procura federale di aver effettuato scambi di giocatori con il Cesena. A quanto pare, le due società si sarebbero scambiati trenta calciatori e da qui sarebbero generate plusvalenze fittizie per oltre 25 milioni di euro, stando all’accusa della Procura federale.

Diversa l’accusa mossa dal Procuratore Giuseppe Pecoraro nei confronti del Parma. Al centro della vicenda ci sarebbe l’attaccante Emanuele Calaiò accusato di aver violato l’articolo 7, commi 1 e 2 del Codice di giustizia sportiva. In particolare, quattro giorni prima dell’incontro del 19 maggio scorso valevole per la serie B tra Spezia (società nel quale militava fino al 2016) e Parma, il giocatore avrebbe inviato alcuni messaggi  whatsapp a un collega dello Spezia, Filippo De Col per un minor impegno agonistico. Il tutto era finalizzato alla promozione del Parma in serie A. Finì 2 a 0 per la squadra parmense e automatica, grazie al pareggio tra Foggia e Frosinone, è stata la promozione nella massima serie del calcio italiano. Ora il club punterà a cancellare il tentato illecito.
Il 19 luglio ci sarà il processo di appello al Foggia: in primo grado il club pugliese, accusato di pagamenti in nero, era stato penalizzato di 15 punti ma era rimasto in serie B (violenta la polemica con l’Entella). In appello la Procura chiederà a retrocessione, gli avvocati del Foggia punteranno invece alla cancellazione della penalizzazione, o almeno alla riduzione. In ballo, inoltre, molte iscrizioni in serie B e Lega Pro. Solo a fine mese, se va bene, si avrà il quadro completo degli organici, anche se in qualche caso non è escluso il ricorso al Tar del Lazio.

Monterosi scatenato: anche Gagliardi per il suo attacco

di Matteo Troiani | 16.7.2018 | 15.42

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Dopo Nohman e Piro, ecco il fantasista Mattia Gagliardi per il Monterosi che non ha alcuna intenzione di fermarsi e di stupire. Cosentino, classe 1993, dopo aver giocato 24 partite da giovanissimo in C con Cosenza (dove ha debuttato a soli 16 anni) ed Aversa Normanna, Gagliardi è esploso in serie D nella compagine calabrese del Comprensorio Montalto Uffugo. Da qui il trasferimento al nord con la trafila di squadre romagnole come Bellaria, San Marino (due stagioni) e Romagna Centro fino a ritornare nel sud lo scorso anno quando, con la maglia della Palmese, ha collezionato 33 presenze e 15 reti. Con il trequartista, il Monterosi aggiunge un altro tassello di elevatissima qualità al proprio reparto offensivo. Lo ha reso noto il club del presidente Luciano Capponi attraverso il proprio sito.

Ruben Olivera all’Aprilia Racing Club

Manca l’ufficalità ma la foto postata sul gruppo Facebook “Amici e tifosi dell’Aprilia Racing Club”  è abbastanza eloquente: Ruben Olivera è un giocatore dell’Aprilia Racing Club di Antonio Pezone che a questo punto si è assicurato un calciatore di elevato spessore e dall’esperienza incommensurabile. Ennesimo colpo messo a segno dal Racing Aprilia di patron Pezone dopo quelli di Corvia, Mastromattei, Luciani, Patti e Titone.  E, a quanto pare, la ”cosa” non finisce mica qui

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Ora è davvero UFFICIALE !!!!! Rubén Olivera Da Rosa vestirà la casacca dell’Aprilia Racing Club. Una Bomba che rende gli onori al presidenteAntonio Pezone e che a noi tifosi fa sognare. Dajjjjee Rubén imbocca al lupo 🐺. Ben arrivato CAMPIONE !!! 💪
#noisiamoisupertifosidellapriliaracingclub

Serie D – Aprilia, si pensa a Mariga. Flaminia, colpo Morbidelli. De Giorgio all’Este

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di Basilio Gaburin | 16.7.2018 | 9.42

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Se l’Aprilia Racing Club partirà dalla serie D potrà contare su una super-corazzata. Se invece – come sostiene Patron Antonio Pezone – dovesse prender parte al Campionato di C, la squadra di Venturi sarebbe già da adesso altamente competitiva. Tra l’altro, Alessandro Battisti, rampante Direttore Sportivo biancazzurro, ha ricevuto il nulla osta dalla società per costruire un prestigioso team-dream che annoveri tra le proprie fila anche l’ex Latina McDonald Mariga. Centrocampista keniota, classe ’87, ha giocato nell’Inter del “triplete”, nel Parma e, appunto, nel Latina. Mariga, nell’ultima stagione ha militato nel Real Oviedo, Segunda Division spagnola. Mission impossible ma non troppo.

La Flaminia Civita Castellana non sta con le mani in mano. Nella giornata di ieri, infatti, ha tesserato  per la stagione 2018/2019 il giocatore Alessandro Morbidelli. Classe 1989, attaccante, che può essere utilizzato anche da esterno destro, conta già 234 presenze tra lega Pro (Cisco Roma, Pomezia, Ancona e Luca Castelli) e serie D con le maglie Cynthia, Palestrina, Sangiovannese (20 reti) e Monterosi dove nell’ultima stagione ha disputato 24 gare realizzando sette reti.

Anche la Città di Anagni Calcio si sta rafforzando. Nel pomeriggio di ieri ha infatti perfezionato l’ingaggio dell’attaccante classe ’94 Daniele Gragnoli proveniente dall’ A.S.D. Pineto Calcio dove nell’ultimo campionato ha siglato 6 reti. Nonostante la giovane età, può vantare un notevole curriculum avendo giocato con l’Ascoli Picchio sia in Serie A che in Lega Pro. Le altre avventure calcistiche per Gragnoli sono state il Parma Calcio 1913, ed in Serie D con il SSD Monticelli Calcio e la Polisportiva Olympia Agnonese oltre ad una parentesi nella Serie A Slovena con la maglia del ND Gorica.

L’Este ha ingaggiato l’esterno offensivo classe ’83 Pietro De Giorgio, ultimo anno nel Vicenza e con trascorsi nel Crotone. Per De Giorgio una sfortunata parentesi nel Latina nell’anno della retrocessione (e del fallimento)

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