Caos iscrizioni. Ma ci sono le penalizzazioni…

di Basilio Gaburin | 6.7.2018 | 22.56

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Tensione alle stelle per molti club di B e C che saranno ‘’radiografati’’ dalla Co.Vi.Soc. che il 12 luglio stabilirà se potranno iscriversi o meno nei rispettivi campionati. Il 30 giugno scorso, le società hanno depositato la domanda di iscrizione. Ventidue su ventidue in B, cinquantanove su sessanta in C, per via dell’accorpamento tra Bassano e Vicenza. Non tutte, però, hanno presentato la domanda completa della documentazione che attesti il regolare pagamento di stipendi e contributi, il deposito della fideiussione bancaria o assicurativa, il pagamento della quota di partecipazione al campionato, il rispetto dei parametri di bilancio, a cominciare dal temuto rapporto patrimonio attivo/totale che oggi potrebbe creare qualche grattacapo innanzitutto al Bari ed al Cesena.

Come riporta oggi la Gazzetta dello Sport, il Bari e il Cesena stanno peggio di tutte in Serie B. I galletti pugliesi devono ricostituire il capitale e ripianare le perdite per cui occorre che trovino “prima di subito” almeno 4,6 milioni di euro. Che sono quisquiglie rispetto alla situazione dei bianconeri rimagnoli, la cui sopravvivenza è appesa a un filo se non riescono a scovare sotto la fatidica mattonella ben settantamilioni di Euro. Con ogni probabilità, nel prossimo campionato di B sarà ripescata la Ternana. Il Foggia, invece, dovrà aspettare ancora un paio di settimane prima di considerare al «riparo» il proprio futuro: la penalizzazione di 15 punti (da scontarsi nel prossimo campionato) e comminata in primo grado, entro il 20 di questo mese sarà oggetto del processo di appello, cui si sono rivolti tutti, il club, la Procura (che aveva chiesto la retrocessione in C) e l’Entella, ammessa in giudizio e pronta a riprendersi il posto in B.

In C la situazione è da collasso. Juve Stabia e Fidelis Andria appese a un filo, la Reggiana ha bisogno di 4 milioni solo per ripianare le perdite, il Cuneo è passato a una nuova gestione che non ha un curriculum rassicurante, la Lucchese non ha pagato gli stipendi, l’Arezzo continua a vivere sul filo e anche il Matera non se la passa bene, anzi tutt’altro nonostante le rassicurazioni di Patron Columella che, a scanso d’equivoci, sta svendendo tutti i pezzi pregiati e non ha ancora un allenatore. Molte rischiano di non passare il taglio della Covisoc ma se bocciate, avranno tempo fino al 16 per preparare un ricorso. Adesso sperano (e gufano) tutte le retrocesse dalla C alla D e se tutto va male (o se tutto va bene, a seconda a chi è rivolto) Como, Cavese e Taranto puntano sul ripescaggio. Il solito pastrocchio all’italiana con le situazioni economiche e strutturali delle società che peggiorano di anno e anno e che fanno fronte ai problemi con le penalizzazioni.

Anche tra i dilettanti le cose vanno di male in peggio. Molte saranno le Associazioni Sportive Dilettantistiche (e non società) di Serie D che alla scadenza del 9 luglio non potranno assolvere alle incombenze dell’iscrizione vuoi per scarsi mezzi economico-finanziari, vuoi per carenze strutturali e vuoi per insufficienze organizzative oppure perché non sono in regola (su tutto). Le conclamate sono Messina e Massese ma temiamo che la lista si possa allungare. Intanto alla scadenza dei termini per la presentazione delle domande di ripescaggio per le società non aventi diritto, il Dipartimento Interregionale ha reso noto, con una nota ufficiale, che hanno presentato domanda di ammissione al campionato di Serie D 2018/2019 diciannove club che elenchiamo qui di seguito: Alto TavoliereAnzioCastelvetroCorreggeseFabriano CerretoGrumelleseJesinaLumezzaneMontebellunaNuoreseRignaneseVarese, San Severo Varesina. 

Dai club che nella scorsa stagione erano in Eccellenza ed hanno partecipato ai play off nazionali hanno richiesto il ripescaggio AgropoliBustoCannaraCittà S. AgataClasse Villafranca. Ogni richiesta, con la documentazione allegata, sarà esaminata dalla Co.Vi.So.D, così come previsto dal Comunicato Ufficiale n.158 del 4 giugno 2018, che ne comunicherà l’esito. Già la scure della Co.Vi.So.D… E c’è gia qualcuno che trema.

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