Calcio Dilettantistico – La differenza tra svincolo e premio di preparazione

di Redazione | 5.7.2018 | 19.15

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Il Calciomercato impazza. A certi livelli ci sono i ‘’soldi veri’’ e Procuratori che conoscono fin troppo bene il loro mestiere giacché sono essi stessi Avvocati oppure lavorano in stretta collaborazione di pool di legali agguerriti e furbissimi. Convenendo che non stiamo parlando di contratti da nababbi che si stipulano in A o in B bensì di quelli di scarsa, scarsissima entità, al massimo un paio di decina di migliaia di euro che seguono il trasferimento di giovani calciatori da una categoria inferiore a quella superiore. Innumerevoli, però, sono gli inghippi che tarpano le ali ai giovani calciatori che hanno una voglia matta di alzare la fatidica asticella e giocare nel calcio che dia maggiore visibilità. D’altronde il calcio dilettantistico è una vera giungla dove un ragazzo che non è addentrato nel settore e non conosce le regole, può facilmente perdersi tra le maglie di società poco serie oppure di quelle che giocano su queste dabbenaggini.

Lo svincolo quello sconosciuto. Lo “svincolo per accordo” è regolato dall’art. 108 delle NOIF ed è quello più conosciuto da tutti i calciatori “non professionisti” che, altrimenti, potrebbero rimanere vincolati, in mancanza di accordo di svincolo, sino al termine della stagione sportiva entro la quale abbiano anagraficamente compiuto il 25° anno di età.
L’articolo inquadra una tipologia di rescissione consensuale del contratto stipulato tra un’associazione sportiva dilettantistica ed un calciatore non professionista o giovane dilettante. Da un punto di vista pratico, tale accordo di svincolo trova concretezza nella sottoscrizione da parte del calciatore (o dei genitori nel caso in cui egli sia minorenne) e del legale rappresentante della società di una richiesta congiunta di svincolo da depositare presso i competenti Comitati o Divisioni, entro e non oltre 20 giorni dalla stipulazione, a pena di nullità, come sancito dal comma I della citata norma e comunque non oltre il 30 giugno. Tale procedura, se effettuata correttamente, consente al calciatore di essere inserito d’ufficio all’interno delle liste di svincolo nei termini stabiliti annualmente dal Consiglio Federale e dunque di risultare svincolato all’apertura del mercato estivo.

Il Premio di Preparazione per mettere tutti d’accordo. Nel caso in cui un giovane calciatore non avesse stipulato l’accordo di cui sopra, ma volesse comunque cambiare squadra, non si può parlare più di svincolo. In questo caso dovrà ricorrere all’articolo 96 NOIF chiamato anche Premio di Preparazione che stabilisce che le società che richiedono per la prima volta il tesseramento come “giovane di serie”, “giovane dilettante” o “non professionista” di calciatori che nella precedente stagione sportiva siano stati tesserati come “giovani” con vincolo annuale, sono tenute a versare alla o alle società per le quali il calciatore è stato precedentemente tesserato nei tre anni precedenti un premio di preparazione. L’art. 96 N.O.I.F. dispone che le società che richiedono per la prima volta il tesseramento come “giovane di serie”, “giovane dilettante”, o “non professionista” di calciatori che nella precedente stagione sportiva siano stati tesserati come “giovani”, con vincolo annuale, sono tenute a versare alla, o alle società per le quali il calciatore è stato precedentemente tesserato un premio di preparazione…”. Ma non è sempre così. E, purtroppo, l’articolo si può aggirare facilmente. Come?  Di solito infatti funziona così, anche se non è il massimo: poniamo che il premio preparazione è di 700€, la società che vuole tesserare il giovane chiama l’altra e gli dice “io voglio tesserare il giovane ma non voglio pagare i 700 di premio preparazione; tu fammi la carta di “rinuncia al premio preparazione” e io ti do 300€…” e così’ sono tutti contenti. Se così non fosse, la società nuova non tessererebbe il giovane; i genitori si arrabbierebbero, il ragazzo non giocherebbe più e la società vecchia non otterrebbe nulla. E’ il solito ‘’pastrocchio all’italiana’’ con una sorta di mediazione per rendere felici e contenti le due parti: la nuova società paga circa la metà, alla vecchia arriva qualche euro, il ragazzo gioca e i genitori non rompono le scatole. E t’agg cuntat o fatt…

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Fonte Tuttocampo.it

 

 


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