Il Palermo pronto a presentare ricorso. Frusinati vergognosi

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Non vogliamo parlare della gara perché siamo letteralmente disgustati. Vogliamo invece rendere conto della presa di posizione del Presidente del Palermo. Sentitelo: “Avevo già delle avvisaglie, questo è un arbitro mandato apposta per farci perdere. Non abbiamo giocato a calcio nell’ultima mezz’ora. Non prendetevela con Zamparini ma fatelo con questo mondo del calcio, con il quale io ho finito“.

Questa l’esternazione del Presidente del Palermo dopo aver metabolizzato la gara di Frosinone. Come dar torto al massimo dirigente rosanero dopo la sconfitta del suo Palermo che ha intanto annunciato ricorso. “Abbiamo incaricato i nostri legali di fare ricorso e si supportarlo con tutte le prove. Credo che l’arbitro abbia cambiato la decisione sul rigore perché assediato e intimidito da tutta la squadra avversaria a tal punto da non sanzionare col cartellino rosso chi ha dato la testata a Nestorovski davanti ai suoi occhi”. E aggiunge “E’ stato un susseguirsi di cose che non hanno niente a che fare con la legalità. E’ stato un incontro illegale. Da quel momento in poi l’arbitro ha perso la trebisonda e noi faremo i passi necessari, sperando che il tutto porti ad avere giustizia perché lo spettacolo che ha dato ieri il calcio italiano a Frosinone è stato indecoroso per il comportamento della squadra del Frosinone che addirittura con i suoi giocatori tirava in campo i palloni per fermare l’azione d’attacco“.

Un comportamento a dir poco squallido e vergognoso. A tal proposito, il Presidente Zamparini rincara la dose: “Comportamenti non rilevati e né sanzionati, né dagli arbitri, né dal quarto uomo, né dai guardalinee. Io ho sentito il nostro presidente Giammarva puntualizzare sul fatto ed è veramente avvilente vedere tre persone che dopo un comportamento squallido e antisportivo continuano a tirare fango. Denota la qualità delle persone. In Italia stiamo vivendo questo momento brutto, mi ricordo la partita che abbiamo giocato a Parma e l’arbitro fece la stessa cosa. Di questi episodi ne stanno accadendo troppi nel calcio e io mi auguro che un ente competente o il nuovo Ministro dello Sport, nel quale credo moltissimo, prenda i provvedimenti per aprire un’inchiesta. Non va rivoluzionata solo l’Italia che non funziona ma anche il calcio nella sua illegalità non funziona. Non è più un calcio legale“.

Il finale di gara, con i palloni lanciati in campo dalla panchina ciociara durante le azioni del Palermo, non ha lasciato indifferenti i tifosi, i giocatori e i dirigenti avversari. Secondo quanto raccolto dalle telecamere di Sky Sport, infatti, sono stati gli stessi calciatori del Frosinone dalla panchina a lanciare i palloni in campo per rallentare il gioco. Il Palermo – come detto – ha già annunciato che presenterà ricorso per quanto accaduto e comunque vada gli strascichi saranno pesanti. Da valutare se l’accaduto potrà avere ripercussioni a livello disciplinare e nella fattispecie bisogna configurare il comportamento vergognosamente antisportivo dei giocatori e della Società ciociara degni di giocare nei campetti di periferia e non certamente in serie A. E’ indubbio che Frosinone ha pesanti responsabilità soggettive e oggettive a cominciare dal trainer Longo che avrebbe dovuto fermare la vergogna fin dal nascere per poi passare ai dirigenti con a capo il Presidente Stirpe. Ci auguriamo quindi che possano essere presi pesantissimi provvedimenti nei confronti degli autori di questo discutibile comportamento e vedere il Frosinone retrocesso d’ufficio in serie C.

Qui di seguito pubblichiamo cosa prevede l’art. 17/CGS-F.I.G.C.

Sanzioni inerenti alla disputa delle gare

  1. La società ritenuta responsabile, anche oggettivamente, di fatti o situazioni che abbiano influito sul regolare svolgimento di una gara o che ne abbiano impedito la regolare effettuazione, è punita con la perdita della gara stessa con il punteggio di 0 ‐ 3, ovvero 0 ‐ 6 per le gare di calcio a cinque, o con il punteggio eventualmente conseguito sul campo dalla squadra avversaria, se a questa più favorevole , fatta salva l’applicazione di ulteriori e diverse sanzioni per la violazione dell’art. 1 bis, comma 1.
    Non si applica la punizione sportiva della perdita della gara qualora si verifichino fatti o situazioni, imputabili ad accompagnatori ammessi nel recinto di giuoco o sostenitori della società, che abbiano comportato unicamente alterazioni al potenziale atletico di una o di entrambe le società.
    La società ritenuta responsabile è punita con la sanzione minima della penalizzazione di punti in classifica in misura almeno pari a quelli conquistati al termine della gara(….)
    1. Se il fatto o la situazione è di particolare gravità si applica inoltre una delle sanzioni di cui art. 18: 1.g – penalizzazione di uno o più punti in classifica; la penalizzazione sul punteggio, che si appalesi inefficace nella stagione sportiva in corso, può essere fatta scontare, in tutto o in parte, nella stagione sportiva seguente; h) retrocessione all’ultimo posto in classifica del campionato di competenza o di qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria; in base al principio della afflittività della sanzione, la retrocessione all’ultimo posto comporta sempre il passaggio alla categoria inferiore;
    i) esclusione dal campionato di competenza o da qualsiasi altra competizione agonistica obbligatoria, con assegnazione da parte del Consiglio federale ad uno dei campionati di categoria inferiore;l) non assegnazione o revoca dell’assegnazione del titolo di campione d’Italia o di vincente del campionato, del girone di competenza o di competizione ufficiale; m) non ammissione o esclusione dalla partecipazione a determinate manifestazioni; n) divieto di tesseramento di calciatori fino a un massimo di due periodi di trasferimento (…)
  2. Quando si siano verificati, nel corso di una gara, fatti che per la loro natura non sono valutabili con criteri esclusivamente tecnici, spetta agli Organi della giustizia sportiva stabilire se e in quale misura essi abbiano avuto influenza sulla regolarità di svolgimento della gara.
    Nell’esercizio di tali poteri gli Organi di giustizia sportiva possono:
    a) dichiarare la regolarità della gara con il risultato conseguito sul campo, salva ogni altra sanzione disciplinare;
    b) adottare il provvedimento della punizione sportiva della perdita della gara;
    c) ordinare la ripetizione della gara dichiarata irregolare.
    Al di fuori dei casi indicati, gli Organi della giustizia sportiva, quando ricorrano circostanze di carattere eccezionale, possono annullare la gara e disporne la ripetizione, ovvero l’effettuazione (…)
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