Il Calciomercato della D. Sanderra a Messina? Tutti pazzi per Parlato

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MESSINA: lascia mister Giacomo Modica. Il Club peloritano si appresta a formare un unico sodalizio grazie alla fusione tra Messina di patron Scionto e la matricola Città di Messina. Urge un trainer di comprovata esperienza in categoria. Le voci portano al profilo di Stefano Sanderra ma non è detto che arrivi Carmine Parlato in uscita dal Rieti.

ADRIESE: prolunga Giacomo Marangon, 19 reti per lui la scorsa stagione

NOCERINA: per la panchina rossonera si pensa a Carmine Parlato.

MANTOVA: L’ex allenatore del Rieti, Carmine Parlato, piace anche alla società lombarda per tentare la scalata in serie C.

TURRIS: accordo con la punta classe ’87 Fabio Longo, 15 reti lo scorso campionato nell’Audace Cerignola
REAL FORTE QUERCETA: è Carlo Bresciani il sostituto di Buglio per la guida tecnica
ARZIGNANO :  come tecnico sondaggio per Daniele Di Donato, ex Jesina 

SANDONA’: in entrata il portiere classe ’99 Alberto Bordignon, ex Calvi Noale,  il centrocampista classe ’93, Matteo Cavallini, ex Delta Porto Tolle ed il difensore classe ’92 Enrico Zanella, ex Belluno

TRENTO: rinnova per un altro anno la seconda punta Emanuele Bardelloni

BRA: confermato il centrocampista classe ’91 Giuseppe Dolce

LECCO: preso il bomber classe ’98 Riccardo Capogna, ex Gozzano
CAVENAGO FANFULLA: arriva la punta classe ’92 Matteo Barzotti, la scorsa stagione ha militato nel Monza e poi nel Seregno
SPORTING CLUB TRESTINA: come tecnico scelto Enrico Cerbella
MODENA: ufficiale l’ingaggio del bomber Carlo Emanuele Ferrario, 30 reti la scorsa stagione con la Pergolettese. Interessano il terzino destro Paradisi e l’attaccante, under, Razzoli, ex Rosselli Mutina. Apolloni, nuovo trainer canarino ha chiesto due elementi esperti per ruolo e un under di comprovate capacità per ogni ruolo.

LECCO: ingaggiato difensore classe ’83 Andrea Malgrati, ex Renate

AVEZZANO: rinnova la punta classe ’96 Lorenzo Di Curzio

VIS ARTENA: confermato mister Francesco Punzi

UNION FELTRE: per l’attacco preso l’argentino classe ’96 Brian Crivaro, ex Lumezzane

CJARLINS MUZANE: in entrata il centrocampista Nicola Tonizzo, il portiere classe 2000, Luca Scordino e la punta marocchina Mehdi Kabine ex Campodarsego. Si tenta il colpo con il centrocampista Giampiero Pinzi, quest’anno al Padova.  Confermati i calciatori Avellino, Basso, Fonjock, , Nassano,  Di Pietro e Bacigalupo

LAVAGNESE: accordo con la punta classe ’96 Edoardo Oneto ex Sampdoria.

GAVORRANO: guida tecnica affidata a Pier Francesco Battistini
RECANATESE: ingaggiato il centravanti, classe ’86, Andrea Sivilla
PERGOLETTESE: per la panchina si pensa anche a Ivan Del Prato
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I 18mila del Marulla annichiliscono i bolzanini

di Salvatore Condemi | 11.6.2018 | 0.06

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Prima di parlare della partita lasciatemi dire che – aldilà di ogni campanilismo – questo Cosenza merita più di tutti la Serie B. Avere un pubblico così numeroso, così entusiasta e così colorito è sininimo di grandezza. Vuol dire avere le carte in regola per sognare qualsiasi traguardo. I poveri altoatesini, abituati ai duemila spettatori nel Girone nordest di Serie C, si sono sciolti come neve a cospetto dei diciottomila del Marulla e non hanno fatto altro che prolungare l’agonia in una gara senza storia viste le forze in campo.

Per il Cosenza, quindi, il sogno continua. Nella bolgia infernale del “Gigi Marulla” i Lupi della Sila rimontano alla grande lo 0-1 dell’andata e si qualificano alla finale playoff di Pescara di sabato prossimo. Ad attenderlo il Siena che ha battuto il Catania dopo i calci di rigore.

Eroe indiscusso della serata è Allan Baclet, subentrato ad inizio di ripresa, che ha spinto i rossoblù con uno splendido colpo di testa al 69’ su cross a giro di Loviso e al 94’ il calcio d’angolo ancora di Loviso, anche lui subentrato nel secondo tempo, viene invece spinto in porta dal tocco di Paolo Frascatore che, nel tentativo di anticipare l’attaccante francese, sbaglia l’intervento e trafigge Offredi. Al Cosenza era stato annullato anche un gol al 79’ di Bruccini, per fuorigioco assolutamente inesistente.

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A Pescara, il Cosenza troverà il Siena che ha battuto a domicilio – con il risultato di 4 a 3 il Catania dopo i calci di rigore – niente popo’ di meno che il Catania. Una partita che gli etnei meritavano di vincere a mani basse ma che per la fretta di battere a rete, gli errori madornali a quattro passi dal portiere della Robur (in nove per due espulsioni) e per la pochezza dell’arbitro che annulla un gol regolarissimo per fuorigioco inesistente di Curiale, ha perso incredibilmente. Il calcio, d’altronde è bello ed imprevedibile proprio perché non sempre vince il migliore.

La cronaca. Primo tempo molto equilibrato con il Siena che bada soprattutto a difendersi, e dopo un’occasione per i padroni di casa, va in gol al 30′ con Santini che ribatte in rete una respinta di Pisseri su tiro di Neglia. Al 32′ una rete di Curiale viene annullata per posizione di fuorigioco ma al 44′ Curiale non sbaglia colpendo di testa un crosso di Barisic. Dopo 8′ minuti dlla ripresa Curiale non riesce a ribattere a rete la più facile delle occasioni. Continua ad attaccare il Catania e al 22′ un fallo di mano in area di Rondanini, porta l’arbitro a dover decretare un calcio di rigore che viene trasformato da Lodi. Al 32′ il Siena rimane in dieci per l’espulsione di Iapichino. Al 41′ clamorosa occasione da rete fallita da Guberti. Si va così ai supplementari in virtù del risultato di 1-0 per il Siena nella gara di andata. Nel corso del primo tempo supplementare, molto spezzettato da falli delle due squadre, succede poco o niente fino all’ultimo minuto quanto un’ottima occasione di Manneh viene sventata da un bellissimo intervento di Pane. Nel secondo tempo grandissimo tiro di Rizzo al 5′ che esce di poco al quale replica Bulevardi con un tiro che non ha fortuna. Al 10′ minuto seconda espulsione per il Siena: abbandona il campo Rondadini per doppia ammonizione. Sulla successiva punizione tirata dallo specialista Lodi, clamorosa occasione con il tiro che si stampa sulla traversa. Altra occasione per i padroni di caso su un traversone che supera tutta l’area ma non trova nessuno che riesca a ribattere a rete. Si va così ai calci di rigore dove sbagliano Bulevardi per il Siena, Blondett e Mazzarani per il Catania che anche l’anno prossimo sarà ai nastri di partenza del Girone Meridionale di Serie C.

Serie B – Palermo e Frosinone in finale

di Basilio Gaburin | 11.6.2018 | 0.06

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La sfida valida per la semifinale di ritorno sorride al Palermo che vince 1-0 grazie all’autogol lampo di Domizzi che basta e avanza per l’uno pari dell’andata

La cronaca. Salta la fase di studio perchè dopo 5 minuti il Palermo va a segno: il tiro da fuori di Rispoli diventa un assist involontario per Trajkovski, Domizzi anticipa tutti, Audero para, ma la palla sbatte di nuovo sui piedi del difensore che si fa autogol. Uno a zero ed il Barbera esplode. La risposta del Venezia non si fa attendere: ci prova Pinato su uno schema da calcio piazzato, il diagonale però viene intercettato da Pomini. Poi chance per Murawski (botta centrale) e Bruscagin (conclusione sul fondo). Prima del riposo, Rispoli colpisce l’esterno della rete su un’invenzione di Coronado, uno dei più attivi. Più Venezia a inizio ripresa, costretto a rincorrere. Pomini dice no al colpo di testa di Modolo, ed al tiro di Stulac. L’estremo difensore del Palermo è in giornata di grazia: al 64’ mura con i piedi il colpo di testa a botta sicura di Geijo. Gioca solo il Venezia. La squadra di Stellone si limita a difendere in blocco e Pomini compie un altro intervento decisivo su Geijo con la mano aperta. I minuti scorrono fino all’85’, quando Pinato viene espulso per un’entrata dura e da dietro su Jajalo. Un rosso da regolamento che sa di condanna per il Venezia, anche perchè La Gumina guadagna e batte un calcio di rigore (fallo di Domizzi) che Audero para in tuffo. Il Palermo, in ogni caso, fa festa e resta in corsa per l’ultimo posto che vale il salto nel massimo campionato.


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Sarà il Frosinone a contendere ai rosanero siciliani l’ultimo pass per la Serie A nella doppia sfida che mette in palio un posto in paradiso. La squadra di Longo ha fatto fuori il Cittadella nella semifinale di ritorno grazie al guizzo di Gori arrivato a inizio ripresa.  

 

La cronaca. In avvio le due squadre badano soprattutto a difendersi e a studiarsi fino al 29’ allorquando Bartolomei effettua un cross sul quale Strizzolo però non riesce ad agganciare il pallone per una questione di centimetri. I padroni di casa rispondono con Soddimo e Gori, ma Alfonso è attento e mantiene la porta inviolata sulle conclusioni dalla distanza. Nella ripresa si sblocca la contesa. Soddimo crossa rasoterra una palla che viene respinta proprio sui piedi di Gori che non sbaglia di potenza un rigore in movimento: uno a zero. Il Cittadella si fa sotto e sfiora il pareggio al 51’: Vigorito fa un mezzo miracolo respingendo il tiro in mischia di Lora e raggiungono il meritato pareggio con Kouamè che arpiona il pallone calciato da Chiaretti e in diagonale fredda Vigorito. Uno a uno che comunque manda agli spareggi la squadra di Longo in virtù del miglior piazzamento nella regular season. Frosinone continua a sognare il ritorno in Serie A.