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In Sudtirol non si conosce la geografia italiana

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di Salvatore Condemi | 6.6.2018 | 14.06

Questa sera il Sudtirol, squadra di Bolzano, dovrà disputare la semifinale play off per andare in B contro una squadra calabrese, il Cosenza ”delle meraviglie”.

L’Alto Adige, piccolo quotidiano di Bolzano e letto soprattutto nelle zone limitrofe, ha presentato così la sfida: “Il Cosenza non è squadra composta da giocatori di Oxford, ma da giocatori che sanno muoversi nei territori sconnessi e rudi dell’Aspromonte dove le buone maniere non sono proprio di moda”.

Un autogol clamoroso che fa partire i calabresi dal preziosissimo punteggio morale di uno a zero. E che fa trasparire una sottile ignoranza geografica dei bolzanini in considerazione del fatto che Cosenza si trova – caso mai – alle pendici della Sila e non dell’Aspromonte che – tra l’altro – non riguarda neppure i reggini perché Reggio Calabria è disposta quale confine naturale tra il Mar Jonio ed il Mar Tirreno in uno scenario mozzafiato che tutto il mondo invidia e dove tutti vorrebbero ritornarci proprio per l’ospitalità tutta calabra, italica e mediterranea.

La mancanza di rispetto nei confronti dei cosentini va ben oltre le scuse che, ad ogni buon conto, non sono arrivate dalla società di casa che potrà contare su un incasso mai visto grazie alla presenza di tantissimi cosentini a seguito della squadra di Mister Braglia. A questo punto le scuse devono estendersi anche agli abitanti dell’Aspromonte costretti a convivere con pregiudizi stupidi e valutazioni fin troppo rigide e diametralmente opposte alle buone maniere ed all’educazione che contraddistingue tutti i calabresi, tutti gli italiani e tutti i popolo mediterranei che hanno fatto la storia.

Questa sera io da reggino puro non farò il tifo per Cosenza. Ma esulterò dovesse vincere la squadra silana. E siamo sicuri che anche Corrado Alvaro, autore del celeberrimo ”Gente in Apromonte“, da lassù darà una grossa mano d’aiuto agli italiani della Sila.

F.te Strill Sport

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Bari e Vicenza a rischio fallimento? Ad Arezzo si respira per il momento

Molte le società a rischio. Due sono quasi alla canna del gas, un’altra deve ancora lavorare per ritenersi completamente fuori dal tunnel

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di Matteo Troiani | 6.6.2018 | 9.12
Bari, esattamente come due anni fa – “Il Bari si ritrova nella situazione di due anni fa. C’è un socio di maggioranza e uno di minoranza: durante la prossima assemblea uno dei due deve assicurare gli investimenti necessari per ricapitalizzare e iscrivere il club al campionato”. Questa l’indicazione dell’avvocato Francesco Biga, membro del CdA biancorosso e legale del club che aggiunge: “Potrà succedere di tutto, ogni ipotesi è percorribile andare in C o fallire significherebbe la fine del calcio a Bari”. L’assemblea dei soci del prossimo fine settimana avrà il compito di scacciare le nubi che si sono addensate nelle ultime settimane. E quindi la situazione a Bari non può assolutamente essere delle migliori a Bari. L’assemblea straordinaria dei soci è stata fissata in prima convocazione per il prossimo 15 giugno durante la quale l’attuale proprietà sarà chiamata a ricapitalizzare per ripianare il passivo e per presentarsi sereno alle prossime tappe finanziarie. In sostanza, servirebbe una cifra vicina ai 10 milioni di euro per mantenere in piedi la giostra biancorossa, ovvero per ripianare la probabile perdita (circa 5.3 milioni di euro) e onorare gli stipendi e i relativi contributi, relativi al secondo bimestre 2018.

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A Vicenza, chiuso l’esercizio provvisorio ma bisogna ancora lavorare – Operazioni blindate sul nuovo Vicenza-Bassano. Mentre ”Mister Diesel” ha laconicamente dichiarato essere al “lavoro per formulare un piano interessante per tutte le parti e tutti i tifosi” , il curatore Nerio De Bortoli è alle prese con i conti a conclusione dell’esercizio provvisorio, ma ha avuto il tempo per ringraziare tutti i giocatori, tutto il Settore Giovanile, i Tecnici e tutti i responsabili delle squadre, le Famiglie, i Tifosi, gli Sportivi e le Autorità che con sacrificio economico e organizzativo hanno agevolato e contribuito a raggiungere il risultato della salvezza e dell’aggiudicazione del ramo aziendale del Vicenza Calcio a favore di una importante realtà economica, finanziaria, sportiva e sociale con Progetto Industriale che accomuna e sviluppa potenzialità Regionali finora non completamente espresse. Da sottolineare però che per dipanare la matassa sul futuro della prossima squadra che giocerà allo Stadio Menti serviranno anche piste concrete… A tal proposito, Renzo Rosso proprio in questi giorni è stato a Milano in compagnia di Han Li. La domanda è: sarà un Lane-Virtus-Milan? La partneship della Diesel con il Milan è partita anni fa e si è andata via via consolidando ma, alla fin della fiera, il Milan non crediamo possa essere d’aiuto a Rosso non soltanto perché il progetto Lane-Virtus è ancora ”in vitro”, dopo l’aggiudicazione del ramo di azienda del Vicenza Calcio da parte dell’OTB. E per dirla tutta, anche il Milan non è che navighi in mari tranquilli: in questo momento, infatti, la proprietà cinese è alla ricerca di 32 milioni da aggiungere ai 10 milioni che sarebbero stati versati nei giorni scorsi per scongiurare l’eslcusione del club dalla Uefa.
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Due milioni di euro per il nuovo Arezzo. Una salvezza che sa di miracolo per non retrocedere tra i dilettanti e poi la salvezza miracolosa da un fallimento che pareva scontato. La metà (circa) da destinare alla prima squadra. Il piano è ambizioso ma i dirigenti amaranto tengono i piedi ben piantati a terra: un altro default sarebbe esiziale e non è il momento, adesso, di progettare salti nel buio né di inseguire chimere. Bisogna ancora saldare il resto della debitoria sportiva (circa 450mila euro entro il 24 giugno), provvedere all’iscrizione al nuovo campionato e ripartire con fondamenta solide, con un settore giovanile efficiente, con strutture ammodernate. Senza contare tutti i soldi già spesi durante l’esercizio provvisorio. La serie C rappresenta la punta dell’iceberg e, come ha detto Pieroni, ad Arezzo non si può pensare di vivacchiare o di lottare in eterno per la salvezza. Però un conto è fissarsi un obiettivo di prestigio nel giro di un triennio e un conto è far finta che nei mesi scorsi non sia successo nulla, ricominciando sulla stessa falsariga. La Cava e Anselmi, su questo, concordano e allenatori, giocatori e tesserati dell’Arezzo 2018/19 dovranno sposare il programma: contenimento costi, ringiovanimento rosa, ristrutturazione impianti, riorganizzazione vivaio. Tutto si sta muovendo in questa direzione, anche se il percorso è appena iniziato e ci vorrà del tempo.

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