‘’Barbara Franchin… il mio lato oscuro’’

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Salvatore Condemi ha incontrato per voi un’attrice che ama profondamente il teatro perché il teatro scorre nelle sue vene e perché ‘’è adrenalina pura’’. Ma non solo. E’ la mediterraneità fatta donna: occhi verdi, capelli castano scuro e fascino tutto italico. Lei è Barbara Franchin ed il suo curriculum non riesce ad essere contenuto in un solo foglio. Presso l’Accademia d’Arte Drammatica del Lazio, Barbara impara recitazione, dizione e fonetica sotto la rigida e inflessibile egida di Fabio D’Avino. Studio particolareggiato che le servirà per imporsi al pubblico italiano con lavori di un certo spessore. Leggendarie sono le interpretazioni di “A Giulia” sotto la regia di Marcello Forcina, ”Filumena Marturano” in cui Barbara interpreta la parte di Filumena e di Maria in “Occhiali neri” sotto la regia di Fabio D’Avino. Lo stesso attore e regista la vuole come attrice principale anche in “Pene d’amor perdute” di Shakespeare. Grande successo ha riscosso al Teatro Argot lo spettacolo teatrale ‘’L’altra bellezza’’ diretto da Francesco Proietti e tratto dal film ‘’La bellezza collaterale’’ con Will Smith. Altro lavoro importante è il cortometraggio ‘’Oltre il colore’’ dei fratelli Latilla. Nel ”corto” nato dalla mente vulcanica ed istrionica di Daniele Santamaria Maurizio interpreta Rebecca.

Barbara Franchin ci parli del tuo personaggio? <<Il mio personaggio è Rebecca, una donna risoluta, determinata, ammaliatrice. Rebecca sa esattamente quello che vuole ottenere e non si fa scrupoli nell’ottenerlo. Personalmente ho trovato questo personaggio molto intrigante forse perché io, nella vita, sono agli antipodi. E’ stato davvero divertente calarmi nei suoi panni e vivere il suo lato oscuro. Vedrete, ci saranno delle sorprese, un lato oscuro molto pronunciato…>>

Come ti sei trovata con Manuel Kerry e la troupe? <<Manuel Kerry è davvero una persona interessante, singolare e veramente con mille sfaccettature e mille interessi. A tratti è addirittura una persona bizzarra, intrigante, molto simpatica e molto socievole. Credo abbia fatto un ottimo lavoro dietro le quinte. Sappiamo che in queste cose c’è veramente tanto da fare ma lui è riuscito a costruire una ‘’squadra cooperativa’’ contribuendo a favorire il clima rilassato che si respirava sul set. Io sono certa che questa unione di intenti, questa collaborazione, questa cooperazione, questa coesione fatta davvero all’insegna anche del gioco, del divertimento e della condivisione sarà lampante e trasparirà a lavoro finito. Pur rimanendo nell’ambito della professionalità, questo ci tengo a sottolinearlo.>>

 

 

Ci descrivi il tuo rapporto col regista Daniele Santamaria Maurizio, conoscevi i suoi precedenti lavori? <<Conoscevo in parte le opere Daniele prima che mi chiamasse per propormi il ruolo di Rebecca in questo suo nuovo progetto. Ho avuto un ottimo impatto con lui perché è una persona molto gradevole, molto piacevole, un vero gentlemen ed un ottimo professionista. E’ un visionario e sicuramente coraggioso considerando anche i temi che affronta nei suoi lavori. Personalmente con me è stato molto caro. D’altronde, Daniele ha cura delle persone che gli stanno intorno e che lavorano con lui. E’ stato quindi molto piacevole stare sul set insieme con lui e lavorare con lui.>>

 

Come ti è sembrata la sua guida e direzione nel film ed in particolare su voi attori? <<E’ stato davvero semplice lavorare con Daniele Santamaria Maurizio. Nonostante l’argomento trattato non sia semplice da affrontare, Daniele è riuscito a metterci e a mettermi completamente a nostro agio, a mio agio. Lui è molto determinato nel suo lavoro e molto professionale ed ha una visione della cose ”tutta sua” e la persegue con determinazione. Però è anche capace di dirigere ogni cosa sul set rispettando le esigenze e i ritmi dei collaboratori che ha intorno. Io ritengo che questo aspetto non sia assolutamente una cosa scontata proprio perché non sempre si trova una collaborazione ed una disponibilità simile. Io a tratti ho trovato in Daniele una pazienza certosina anche nel confrontarsi con determinati artisti che, magari, a momenti vorrebbero prevaricare il lavoro del regista.>>

 

Lavorerai ancora con lui e che ricordo ti lascia? <<La domanda è intrigante e la risposta è scontata: penso e spero di sì. Se Daniele dovesse propormi un altro lavoro, io sarei entusiasta nell’accettare. Mi è rimasto il ricordo di una bellissima esperienza dal punto di vista umano che sicuramente mi ha dato tanto, mi ha arricchito. Ma anche dal punto di vista professionale, lavorare con lui mi ha insegnato tante cose. Quindi sì, la mia risposta è positiva: lavorerò ancora con lui.>>

 

di Salvatore Condemi | 25.5.2018 | 9.39

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