Stefania Santippo: ”Lati Oscuri, un lavoro dai grandi contenuti. Daniele Santamaria Maurizio un artista a tutto tondo”

Salvatore Condemi ha intervistato Stefania Santippo, attrice impegnata nel ruolo di ”Satana” nel cortometraggio “Lati Oscuri” di Daniele Santamaria Maurizio e prodotto dalla Human Value Film Production con la Produzione Esecutiva di Manuel Kerry.

Romana di Roma con una spiccata inflessione romanesca a microfoni spenti. Lei è Stefania Santippo, donna dal fascino prorompente, attrice di spessore ed esperienza da vendere perché Stefania ha “fatto” tanto teatro, tanto cinema e tantissima televisione ma anche tanta gavetta e tantissima formazione. Ha infatti imparato tanto da Spaziani, Assmuth, Cantalini, Lena Lessing, Michael Margotta, Ivano Di Matteo. Al teatro – per fare solo degli esempi, altrimenti avremmo bisogno di un’intera giornata – l’abbiamo vista in “Caldo e freddo”, “Gli ignoti”, “Les Liasisons ”, “Il Piacere di Troncare”, “Tradimenti”, “Ti ho sposato per allegria”, “Come tu mi vuoi”, “Un tram che si chiama desiderio”. Nel piccolo schermo ha partecipato alle più importanti fiction: da “Provaci ancora Prof ” a “Un medico in famiglia”, da “Tutti pazzi per amore” a “Gente di mare”, da “Rosso San Valentino” a “Don Matteo”. Al cinema ha lavorato con Verdone ne ‘’Il mio miglior nemico’’, con Fiori in “Silenzio intorno”, con Benvenuti in “Ti dispiace se bacio mamma”. Adesso la vedremo nel ruolo del ”Diavolo” nel nuovo cortometraggio di Daniele Santamaria Maurizio.

Stefania ci parla del suo personaggio? <<In questo lavoro ho interpretato il Diavolo tentatore, colui che spinge verso il male, verso l’ignobile. E pensare che nella vita sono molto religiosa. Pensi: prima di accettare questo ruolo mi sono recata dal mio Sacerdote per informarlo che avrei dovuto interpretare Satana, il male. E’ giusto il luogo comune secondo il quale il male bisogna avercelo dentro per spingere verso il male. Forte di questo, ho poi lavorato con molta tranquillità benchè, dapprima mi sia sentita molto turbata. Tra l’altro il Diavolo partorito dalla mente di Daniele Santamaria Maurizio è un Diavolo che ammalia e seduce e, sebbene non si possa parlare di un Diavolo ”buono”, vedendo il cortometraggio si capiranno tante cose.>>

Come si è trovata con Manuel Kerry e la troupe? <<Bene. anzi benissimo. E’ una persona che mette a perfetto agio il proprio interlocutore e di lui mi ha colpito la sua gentilezza. Ed è, tra l’altro, un professionista preparato. Credo che non si possa parlar male di un’organizzazione che ha lavorato con tanto entusiasmo e con tanta serenità. E per organizzazione mi riferisco alla troupe nella sua interezza che ha dato il meglio per questo lavoro che mi ha entusiasmata. Sono stata felicemente colpita dall’affiatamento che si è instaurato tra noi del cast ed i tecnici che sono di una bravura unica. Manuel è stato bravissimo a creare un gruppo unico e coeso e lo ringrazio perché mi sono divertita tantissimo.>>

Ci descrive il suo rapporto col regista Daniele Santamaria Maurizio, conosceva i suoi precedenti lavori? <<Persona splendida e artista dalle larghe vedute. Avevo già visto il film sull’attacco terroristico alla Stazione di Bologna e il suo ultimo cortometraggio finalista in un prestigioso concorso per il film corto. In questo cortometraggio Daniele è riuscito a racchiudere un discorso universale in pochi minuti. Se consideriamo che la lotta fra bene e male è la ”cosa” più grande che coinvolge l’umanità nella sua totalità, sarebbe stato difficile spiegarla in un lasso di tempo breve. Lui l’ha fatto e ne sono felice per lui. Daniele Santamaria Maurizio è stato perfetto, puntiglioso, ostinato e inappuntabile. E altamente professionale>>

Come le è sembrata la sua guida e la sua direzione nel film ed in particolare su voi attori? <<Ripeto, Daniele è stato bravo, in gamba e quindi esemplare. Soprattutto mai sopra le righe. Mi sono trovata benissimo. Lo sa cosa mi ha colpito di lui? L’umiltà. Pensi che io mi sono permessa di dare qualche consiglio e lui, da persona fantastica qual è, l’ha presa di buon grado. E si badi bene: l’ha fatto con tutti, dal cast degli attori all’ultimo degli operai, dal cast tecnico ai responsabili della fotografia. Questo significa solo una cosa: è un’artista a tutto tondo con una carica umana grandissima.>>

Lavorerà ancora con lui e che ricordo le lascia? <<Si. Lo rifarei eccome se lo rifarei. Ma ad una condizione: che non mi dia ruoli imbarazzanti o da Satana…>>

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