Niente soldi? Niente Messa cantata…

di Salvatore Condemi | 23.5.2018 | 15.31

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Antonio Terracciano, Presidente del Latina, nell’ultima conferenza stampa è stato fin troppo chiaro, esplicito ed esaustivo tanto da considerare inutile ripetere parole che abbiamo compreso e che condividiamo pienamente. Secondo il numero uno del sodalizio nerazzurro sarebbe pericoloso ambire alla serie C ed affrontare una categoria irta di difficoltà e piena zeppa di insidie con il rischio fattibile di sparire completamente dal panorama calcistico nel caso di errori e omissioni. Specialmente in questo particolare periodo storico dove la confusione e la mancanza di norme dovute al Commissariamento della Federazione, tali (non troppo) ipotetici e nefasti errori sono e rimangono all’ordine del giorno. Siamo quindi d’accordo con la società per quanto attiene la necessità di programmare un pronto ritorno nel calcio che conta. Un “rientro” opportunamente graduale, efficacemente studiato nei minimi dettagli, giustamente soppesato e, a ragion veduta, pianificato in ogni semplice particolare. D’altronde, senza un normale settore giovanile, senza un vertice dirigenziale (davvero) esperta su cui contare, senza un assetto consolidato su cui puntare, senza un undici già pronto ed agguerrito per guardare lontano, il contraccolpo sarebbe più che deleterio. Sarebbe come compiere un percorso in piena notte a fari completamente spenti. In altre parole il Latina avrebbe bisogno non solo delle 500 barra 600 mila euro per l’iscrizione alla categoria superiore ma almeno altri due milioni di euro per allestire una formazione decente e per gestite un campionato intero. Questa società due milioni e mezzo non c’è li ha. E’ inutile nascondersi dietro il dito. E poi, diciamocelo in faccia e senza troppi preamboli: una società come il Latina, passata dai lustrini della Serie B all’anonimato della Serie D, ha subito enormi contraccolpi non soltanto economici. Tralasciando le traversie giudiziali e partendo dalla consapevolezza che la quarta serie ha pochissima visibilità – anzi per niente – quegli introiti che in B erano (bene o male) cospicui, in D sono pressoché inesistenti. Se in Serie B gli sponsor elargivano svariate migliaia di euro, nell’attuale contesto sono rapportate all’importanza della categoria. Nulla: soltanto le briciole. E, se in B un sodalizio è più o meno appetibile in quanto società di capitali, una Associazione Dilettantistica non fa gola a nessuno se non “agli avventurieri e agli speculatori”. Così ha sostenuto il Presidente che ha posto l’accento sulla necessità di stare attenti agli “slanci” che giungono fuori dai confini del territorio. Su questo Terracciano non ci trova d’accordo. E’ vero che il calcio rappresenta un business ma è pur vero che in certe categorie gli “affari” sono minimi e di scarso valore se non si hanno le idee chiare e tanta, tantissima disponibilità finanziaria da investire. E per poi raccogliere i frutti in un secondo momento. Sta – al limite – all’imprenditore sapere quando è il caso o il momento di passare la mano, secondo la propria esperienza. Fossi nei panni del Presidente non esiterei a disfarmi del Latina attuale. E lo farei senza alcuna esitazione in considerazione delle spese a cui andrei incontro per allestire uno squadrone “a vincere” nel prossimo torneo di Serie D. Costruire un Latina “invincibile” per mantenere le promesse fatte ai tifosi durante la conferenza stampa costa e costa pure molto. Alla fin della fiera, la società nerazzurra risparmierebbe “solo” qualche decina di migliaia di euro rispetto ad una serie C di basso profilo e quindi con mire di tranquilla oppure stentata salvezza. E poi, sarebbe opportuno specificare che il Latina arrivato quinto nell’ultima edizione di serie D non può e non deve essere lo stesso Latina destinato a sbancare il prossimo campionato. Cominciando dall’allenatore che dev’essere esperto, smaliziato, navigato, profondo conoscitore della categoria e (perché no?) cattivo. Insomma un profilo vincente ma vincente veramente e non solo a chiacchiere. E la formazione da far scendere in campo? Un mix “esplosivo” di over validi e “sgamati” e di under di grande, grandissimo valore. Tutto questo ha un prezzo alto. Speriamo non proibitivo per questo Latina il cui Presidente si è esposto promettendo un Latina vincente. Come dire: senza soldi non si cantano Messe…

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