Serie D – Nel caos ecco spuntare le pretendenti al ripescaggio

di Basilio Gaburin | 20.5.2018 | 13.42

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Le “seconde squadre” in Serie C hanno tenuto banco in questa caldissima primavera. Siamo però rimasti nel campo dei ”se” e dei ”ma” e non c’è ancora stata una squadra di A intenzionata a fare sul serio. Finora, infatti, abbiamo potuto notare tanta destabilizzazione, tanta confusione, tante voci e nulla di più. Per cui possiamo desumere che questa innovazione potrebbe lasciare il tempo che trova. Intanto tenteremo un excursus delle società che potrebbero chiedere il ripescaggio tenendo presente la mannaia delle seconde squadre, delle strutture idonee e delle ingenti disponibilità finanziarie da far fronte per avvalersene.

Nel Girone A, il Gozzano ha uno stadio da 4000 spettatori, un vero gioiellino costruito soltanto tre anni fa, allorquando l’ASDC conquistò per la prima volta la quarta serie. Dietro la società in provincia di Novara c’è il Como, tanti anni di Serie B e di Serie A. E poi la Caronnese che gioca al Campo Sportivo di Caronno Pertusella (800 posti) ed il Chieri il cui Campo Sportivo Comunale non supera i 1000 posti a sedere. C’è sempre la Pro Sesto che gioca sul terreno dello Stadio Breda della città alle porte del capoluogo meneghino ma, a quanto pare, la società non ha alcuna intenzione di avvalersi dell’istituto.

Nel Girone B solo la Pro Patria ha uno stadio a norma per la Serie C. Rezzato, Pontisola, Darfo Boario Terme non hanno strutture idonee per affrontare la terza divisione. Pergolettese e Crema potrebbero fare un’eventuale fusione e chiedere di essere ripescate in C. Un’altra agguerrita concorrente potrebbe essere il Lecco di patron Paolo Di Nunno che in questi giorni ha manifestato l’interesse di ottenere il ripescaggio.

Nel raggruppamento C, il Campodarsego ha già rinunciato così come l’Arzignano e l’Adriese. Ne gioveranno i biancorossi del Mantova che hanno documenti e disponibilità finanziarie pronte e sonanti.

Nel Girone D Rimini di nuovo in C. La seguirà solo il Forlì che gioca in uno stadio da 2000 spettatori.

In quello tosco-ligure potrebbe ambire il Viareggio. Difficile ma non impossibile. Così come difficile può risultare che l’Unione Sanremo chieda di andare nella terza divisione nazionale.

Nel Girone F solo l’Aquila ha uno stadio da terza divisione. Il Vis Pesaro ha vinto su tutto i fronti considerando che il Matelica non chiederà di essere ripescata non essendo dotata di una struttura idonea.

Nel Girone del Latina c’è tantissima confusione. La società nerazzurra, infatti, non ha ancora fatto sapere che intenzioni abbia. Poi il buio più pesto in un girone da mettersi le mani ai capelli.

Nel raggruppamento pugliese-lucano-campano, Taranto e Cavese stanno affilando le armi ma ci potrebbero essere sorprese aministrative.

In quello tremendo campano-calabro-siculo, il Troina ha già pronti documenti e incartamenti vari nonché le 500mila euro. Lo seguono Messina e Nocerina.

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