Latina, adesso bisogna avere le idee chiare

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di Matteo Troiani | 15.5.2018 | 0.11


Latina game over. Con la sconfitta di ieri in quel di Albano Laziale, la squadra nerazzurra mette definitivamente la parola fine a questo campionato di Serie D. Un torneo difficile e logorante in un raggruppamento dal livello tecnico spaventosamente misero dove, nonostante tutto, il Latina non è riuscito a fare la voce grossa. E che non si dica che per colpa di quel “dannato” rigore si è compromesso il cammino del Latina targato 2017/18. Magari fosse stato solo il penalty sbagliato di Cittadino a precludere le speranze di una squadra che, invero, non è mai riuscita a mettere la freccia e tentare sorpassi azzardati. Anzi, ogni qualvolta Cossentino e compagni siano stati chiamati a giocare la partita della vita, rovinose sono risultate le indicazioni pervenute dal campo. E fu così che contro il Rieti i tifosi pontini hanno vissuto una Caporetto completa, col Budoni è stato un incubo, con il Lanusei una vera ignominia, per non parlare dell’Aprilia in una giornata sicuramente da non riportare ai posteri. Adesso di queste mazzate bisogna fare assolutamente tesoro perché soltanto in questo modo si potrà ripartire con più forza, con più determinazione e con più rabbia. Ma non solo: da che e mondo nel calcio si vince con la programmazione, con la pianificazione, con la progettualità temporale. Programmare implica studio scrupoloso, visione completa dell’organizzazione, valutazioni perfette, scelte attente, opzioni esatte e selezioni meticolose. Nel calcio non si vince con Pelé, Maradona e Ronaldo. Si vince se si migliora e si scopre il modo più utile e incentivante di migliorare e si vince quando tutte le componenti arrivano al miglioramento completo. Si perde quando invece viene lasciato tutto al caso ed ai sogni campati in aria oppure quando si cerca il colpaccio senza basi solide, quasi tentoni. In altre parole: arruffando. Esattamente quello che è successo a Latina l’estate scorsa. Badate bene: questa non è certamente una critica nei confronti di chi ha evitato che i colori nerazzurri si sbiadissero o si perdessero nell’oblio. Anzi, bisogna ringraziare i vari Leonardi, Napolitano, Terracciano e tutti gli altri soci che hanno permesso la rinascita del calcio a Latina dopo quanto successo, fallimento compreso. Adesso però è giunto il momento di fare calcio. Calcio vero nel limite del possibile.

E’ di stamattina la notizia che Pietro Sciotto, Presidente del Messina, partecipante al Campionato di Serie D, Girone I, piazzatosi al sesto posto in classifica dietro Vibonese (promosso in C grazie alla vittoria nello spareggio con il Troina), Nocerina, Ercolanese e Igea Virtus, abbia già avviato le pratiche per richiedere il ripescaggio in Serie C (leggi qui). E si badi bene che i peloritani quest’anno hanno avuto una media di 714 spettatori al San Filippo. E si badi maggiormente che durante il campionato molte sono state le defenestrazioni di tecnici e calciatori. E teniamo a precisare che la squadra giallorossa ha solo sette giocatori di proprietà rispetto all’organico di 32 calciatori tesserati. Se il Messina, che ha rinunciato anche a disputare la Coppa Italia di categoria, ha iniziato a dare un volto al proprio futuro, perché non lo dovrebbe fare il Latina? La risposta è facile, quasi banale: quello che sta cercando di fare Sciotto non è programmazione bensì un patetico tentativo di far divenire pragmatica un’utopia irrealizzabile. Un errore da evitare anche da queste latitudini: se non si hanno le “spalle coperte”, soldini “profumati e sonanti”, idee “chiarissime” e tantissima “temerarietà” è meglio non muoversi da dove ci si barcamena.

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Valentina Ghetti: “Gran personaggio Manuel Kerry. Bello lavorare con il regista Daniele Santamaria Maurizio”

di Salvatore Condemi | 14.5.2018 | 14.32

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Condemi Salvatore oggi ha incontrato Valentina Ghetti, ed ha realizzato per Latinaeventi e Latinasport una breve intervista all’attrice bella e famosa. Diplomata alla scuola di recitazione di Jenny Tamburi, nel 2007 esordisce sul piccolo schermo come attrice in Decameron, di Daniele Luttazzi e a seguire nelle fiction: Gente di Mare 2, La Ladra, Piper, Rex 4, Provaci ancora prof! 4. Nel 2012 ‘ha un ruolo di rilievo nel film tv per RAI 1: Cesare Mori – Il prefetto di ferro. Nel 2016 si presenta al pubblico televisivo come comica nella trasmissione Eccezionale veramente interpretando Valery dove, insieme al cabarettista Fabio Baldieri arriverà in finalissima, classificandosi al secondo posto. Tra gli spettacoli teatrali più noti ai quali ha preso parte: Le dissolute assolte, ovvero le donne del Don Giovanni e La Gabbia di carne entrambi diretti da Luca Gaeta; Darkness di Roberto D’Alessandro; Nemiche mie, come tutto ebbe inizio di Francesco Bellomo. Nel 2017, approda al grande schermo con il film Classe Z, dove interpreta la professoressa Bonelli.

La bellissima Valentina è stata protagonista nel ruolo di Oriana nel cortometraggio ‘Lati oscuri’’. Valentina ci parli del tuo personaggio? <<Oriana è un personaggio molto complesso, un ruolo che mi ha dato una grandissima soddisfazione nell’interpretarlo. E’ un’aspirante Sindaco di una cittadina di provincia, una persona normalissima che finirà per essere combattuta tra la propria fede e la propria morale a seguito di un matrimonio finito e per la scoperta della sua omosessualità. Oriana, infatti, si innamora di una ragazza e tutto questo crea in lei un enorme conflitto interiore. Non dico null’altro ovviamente.>>

Come ti sei trovata con Manuel Kerry e la troupe? <<Daniele Santamaria Maurizio ha creato un gruppo di lavoro pazzesco capitanato dal direttore della fotografia Brunelli e da tutta la sua troupe nonché dal nostro mitico Produttore Esecutivo Manuel Kerry, persona molto particolare e particolarmente istrionica, unica e singolare. Sono stata davvero fortunata e non solo dal punto di vista professionale a conoscere Manuel. Lui è stato capace di creare un gruppo coeso ed affiatato, un gruppo formato da persone splendide che mi hanno arricchito soprattutto dal punto di vista umano. Non voglio dimenticare che Manuel ha messo a perfetto agio ogni persona del cast sia esso artistico sia esso tecnico. La competenza, l’educazione e le buone maniere premiano sempre. Sì, Manuel Kerry è davvero una bella persona.>>

Ci descrivi il tuo rapporto col regista Daniele Santamaria Maurizio, conoscevi i suoi precedenti lavori? <<Conoscevo Daniele per il suo film sulla strage di Bologna, un lavoro davvero eccezionale che racconta in modo sensazionale un capitolo tremendo della nostra storia. Daniele unitamente a Manuel Kerry hanno saputo creare un gruppo di lavoro fantastico. Un insieme di competenze specifiche che hanno portato ad un lavoro che reputo splendido. Daniele dal lato professionale è un vulcano di idee e di professionalità, un istrione, un genio. Dal lato umano ho potuto conoscere ed apprezzare una persona vera, umile, sincera e diretta oltre che educata.>>

Come ti è sembrata la sua guida e direzione nel film ed in particolare su voi attori? <<Tra noi è nata subito quella “chimica” giusta e magica che può nascere tra attore e regista. D’altronde quando un attore, in questo caso l’attrice, ha la facoltà e il diritto di poter sperimentare e di proporre, non ha da fare con un regista chiuso nelle proprie idee e non si mette sul piedistallo dicendo ‘’io sono il regista e si fa come dico io’’ per cui Daniele mi è risultato un serio professionista che mi ha permesso di fare un lavoro quanto più approfondito del personaggio e, quindi, a portare del proprio. Questo non è da tutti. Così come non è da tutti essere Daniele Santamaria Maurizio col quale ho instaurato un rapporto vero, sincero ed apprezzabile. Regista molto professionale e poliedrico.>>

Lavorerai ancora con lui e che ricordo ti lascia? <<Mi auguro veramente di poter ritornare a lavorare con un regista davvero bravo come Daniele, magari in una serie piuttosto che in un lungometraggio. Di sicuro mi ricorderò il suo sorriso, i suoi abbracci calorosi oltre che, chiaramente, la sua bravura e la sua competenza. Ripeto: Daniele mi ha colpito per la sua disponibilità che lo inserisce tra i primi posti dei registi più bravi con i quali ho lavorato.>>

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Carlotta Sfolgori: “Un corto splendido e attualissimo. Mi sono trovata bene con Daniele Santamaria Maurizio e con Manuel Kerry”

Carlotta SfolgoriLatinaeventi e Latinasport hanno realizzato un’intervista a Carlotta Sfolgori, attrice bella, brava e famosa che ha lavorato sul set di Lati Oscuri. Diplomata presso l’accademia di arte drammatica Teatro Senza Tempo, è stata chiamata a prender parte alla trasmissione “Tutti a scuola” in diretta su Rai 1.
Ha sperimentato differenti autori: dai fratelli De Filippo, a Oscar Wilde, ad Aghata Christie, a Shakespeare, a Beckett, fino ai musical “Rocky Horror Picture Show” e “Footloose”. Attualmente è attrice e co-fondatrice insieme al regista Riccardo Merlini della Compagnia delle Origini, sta prendendo parte a diversi corto e medio metraggi nonché autorevole “Influencer”. Questa volta è stata protagonista nel ruolo di Elena nel cortometraggio ‘Lati oscuri’’.

 

Carlotta ci parla del suo personaggio? <<Elena rappresenta l’innocenza e la purezza. Ma nel cortometraggio è pervasa da questi lati oscuri. E viene intaccata e logorata, lasciatemi passare questo termine, da quelli che sono degli eventi che ovviamente non racconto in questa sede perché dovrete vedere il cortometraggio. Eventi che non sono assolutamente gradevoli. Purtroppo sono dei fatti veri tratti dal quotidiano, situazioni assolutamente attualissimi. Elena nel corto ha una relazione con un ragazzo apparentemente normale e dalla vita normale. Il ragazzo dovrà partire per affari personali e chiede ad Elena un ‘’qualcosa’’ che andrà ad intaccare la vita futura di questa ragazza. Non rilevo nient’altro per non rovinare il phatos.>>

 

Come si è trovata con Manuel Kerry e la sua troupe? <<Sono state delle persone fantastiche. Sono stata due giorni sul set e mi sono trovata veramente bene. E facevano del tutto per accontentarmi sia dal punto di vista professionale che personale e umano. Sono delle persone eccezionali e meno male che in questo ambiente esistono ancora delle persone così per bene capaci di trattare con estrema delicatezza e cura. E con tanta, tantissima professionalità. Mi sono trovata bene sul set e nell’alloggio immerso in una location eccezionale. Bassiano è un po’ isolato rispetto al mondo ma è delizioso. Con la troupe di Manuel abbiamo creato una bella energia sia con il cast artistico che con quello tecnico. E spero che presto ci sia un’altra occasione per ricollaborare>>.

 

Ci descrive il suo rapporto col regista Daniele Santamaria Maurizio. Conosceva i suoi precedenti lavori? <<Si certo. Quando s’intraprende un lavoro con un qualcuno col quale non si è lavorato prima, solitamente ci si documenta su quella persona e sulla tipologia di lavoro che vai ad affrontare. Io Daniele l’ho conosciuto tramite Manuel Kerry che me lo ha presentato. Subito dopo mi ha chiamata per telefono e poi ci siamo incontrati. Sin da subito mi è sembrata una persona disponibile. Mi è venuto incontro sia per ampliare quello che era il mio ruolo sia per trovare uno studio che riguardasse la crescita del mio personaggio. Anche sul set è stato molto preciso e molto disponibile nel perfezionare e rendere al meglio quelle che sarebbero state le scene che avrei dovuto interpretare e che mi vedevano protagonista. Mi sono trovata bene con lui e con il cast tecnico e con quello artistico>>.

 

Come le è sembrata la sua guida e direzione nel film ed in particolare su voi attori? <<La direzione che Daniele ha intrapreso è quella di rappresentare e particolareggiare in modo professionale quelli che sono realmente alcuni aspetti che ci circondano nel vivere quotidiano e trasmettere tutte le sensazioni che possono scaturire da situazioni spesso assurde che essendo reali sono tutt’altro che assurde. Lui è riuscito a dare una chiave molto particolare rispetto a questo tema come si potrà vedere nel cortometraggio>>.

 

Lavorerà ancora con lui e che ricordo le ha lasciato? <<Non sono frasi fatte: spero vivamente di collaborare di nuovo con Daniele, con Manuel e tutto il cast tecnico e artistico. Ripeto, sin dal primo momento si è instaurato un bellissimo rapporto sul set tanto da trovarmi perfettamente a mio agio. Daniele, persona squisita e molto professionale, mi ha lasciato un ricordo puro e bellissimo nell’affrontare questi due giorni brevi ma molto intensi dove ho visto gentilezza e disponibilità da parte di tutti nei confronti di tutti>>.

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di Salvatore Condemi | 14.5.2018 | 14.05