Seconde squadre in C: cori di proteste da tutto il mondo del calcio

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di Matteo Troiani| 12.5.2018 | 9.52

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E fu così che Billy Costacurta la spuntò irridendo Gravina per cui anche nei campionati considerati “minori”, le società di serie A potranno fare la voce grossa a “chilometro zero”. Dalla prossima stagione, infatti, le squadre B delle principali formazioni del campionato della massima serie, potranno partecipare nella Lega Pro. Un cambiamento epocale agognato dai piani alti del nostro calcio e dai soliti club plurimilionari come Juventus, Roma, Torino, Milan, Sampdoria, Atalanta, Udinese, Lazio e Inter, che potranno far crescere i giovani del vivaio in un campionato professionista senza doverli prestare o cedere nelle divisioni inferiori.

La decisione della FIGC, però, non è andata giù a molti club di Serie C che hanno sempre vissuto grazie ai prestiti di quelle società di grosso spessore e con “cantere” invidiabili. Società come Trapani, Catania, Matera, Reggina, Siena, Pisa, Piacenza, Cosenza, Catanzaro, Triestina – per fare qualche esempio – impegnate a costruire compagini di tutto rispetto e con intenzioni di promozione in B, dovranno fare i conti con la concorrenza agguerrita di società floride e senza tetti di spese.  

Ma anche molte società di Serie B hanno manifestato il proprio disappunto. Si è addirittura scomodato il massimo rappresentante della Lega di Serie B, Mauro Balata, che attraverso un comunicato ha tuonato il proprio rammarico: “Contestiamo con forza un contenuto ed un percorso inopportuno seguito dalla Federazione e caratterizzato da una totale assenza di confronto e condivisione, oltre che dannoso per la natura e la specificità della Serie B di valorizzazione dei giovani, territorialità dei club, competitività e regolarità del torneo. Con gravissimi danni economici per i club e di interesse per i  tifosi.’’ Una dichiarazione molto dura, quella di Balata, che esprime la ferma volontà della Lega B di opporsi a questo provvedimento emanato dall’alto senza il necessario confronto con i propri vertici, con qualsiasi mezzo e con l’ipotesi estrema ma non remota del “blocco del campionato” nella prossima stagione.

Non si può né si deve parlare di blocco di ripescaggi – ha rincarato la dose il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravinaperché il progetto dell’innesto delle squadre B era stato previsto solo per la stagione 2019/20 e sarà anticipato solo in caso di carenze d’organico per il raggiungimento della quota di 60 squadre che daranno vita alla prossima serie C“. In effetti, proprio da domani prenderanno il via i play-off in serie D a cui partecipa anche il Latina: con quest’ultima accelerazione sul progetto delle “squadre B” le speranze di ripescaggio in serie C saranno ridotte al lumicino visto che le società di serie D saranno messe in secondo o terzo piano rispetto alle seconde squadre o alle stesse retrocesse dalla serie C. Attendiamo, ovviamente, una replica della FIGC nell’intento di placare questa situazione di tensione scaturita da una presa di posizione che potrebbe portare al totale disinteresse da parte del pubblico. E la morte del calcio nei campionati cosiddetti minori.

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