Mister Pascucci in conferenza stampa: ”Vincere”

di Matteo Troiani | 12.5.2018 | 16.33

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‘’Per l’Albalonga abbiamo tutti a disposizione.’’ Esordisce così l’allenatore nerazzurro in conferenza stampa alla vigilia dello scontro play-off con la squadra castellana. ‘’Sono tutti convocati ed abbiamo provato due soluzioni. Dobbiamo essere bravi a correre ai ripari quando ci serve, magari all’ultimo momento, di rischiare qualcosa in più. Abbiamo provato delle cose e vedremo di utilizzarle meglio.’’

Pascucci è risoluto e carico. Sono le sue parole a far trasparire l’ottimismo: ‘’Abbiamo un solo risultato: vincere. Ed abbiamo 90 o 120 minuti per farlo. L’Albalonga è una squadra forte, l’ha dimostrato nell’arco dell’intera stagione al di là di domenica dove veniva da oltre 20 risultati utili. Va tenuta in grande considerazione. Abbiamo preferito il campo d’erba, questo è un pizzico in più di fiducia che possiamo avere ma non cambia tantissimo nel valore dell’avversario. Andiamo a fare la partita come abbiamo sempre fatto. Non stiamo lì a guardare i primi 90 minuti e poi eventualmente gli altri. Andiamo a giocare la partita per cercare di fare il massimo, di fare gol. Siamo consapevoli di avere di fronte una squadra forte e temibile, abbiamo preso tutte le dovute precauzioni. L’Albalonga proveremo a batterla attaccandola, pressandola e cercando di toglierle la fonte di gioco. Allo stesso tempo bisogna stare molto accorti perché, soprattutto nel reparto offensivo e in mezzo al campo, hanno giocatori validi che possono risolvere la partita da un momento all’altro.’’

Una defezione importante per la squadra di casa. Queste le parole del trainer a riguardo di un giocatore importante che domani non sarà dell’incontro per squalifica: ‘’Senza nulla togliere a un giocatore bravo e validissimo per questa categoria, in grado di fare la differenza, credo che l’Albalonga lo possa sostituire nel migliore dei modi. Ci sono tanti altri giocatori nell’Albalonga che possono risolvere la partita da un momento all’altro, vedi Nohman, Barone, Paolacci sui calci piazzati. È una squadra temibilissima, non ci nascondiamo sul fatto che non abbiamo notato l’assenza di Corsetti perché conosciamo il giocatore e ne stimiamo il valore. Credo che verrà sostituito nel migliore dei modi.’’

Le squadre B in serie C. Una iattura? ‘’Assolutamente no. Abbiamo un obiettivo, al di là delle chiacchiere che vengono fatte o dei comunicati che escono, perché sapete meglio di me che da qui a luglio ne vedremo tante. Non ha inciso assolutamente, la squadra è concentrata su quello che vuole fare ed ottenere. Siamo lontani da queste voci.’’

Un appello ai tifosi: ‘’Siamo contenti perché anche questa mattina ci sono venuti a sostenere e questo ci ha fatto molto piacere. Siamo concentrati e ci auguriamo di poter dar loro una grande soddisfazione.’’

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Seconde squadre in C: cori di proteste da tutto il mondo del calcio

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di Matteo Troiani| 12.5.2018 | 9.52

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E fu così che Billy Costacurta la spuntò irridendo Gravina per cui anche nei campionati considerati “minori”, le società di serie A potranno fare la voce grossa a “chilometro zero”. Dalla prossima stagione, infatti, le squadre B delle principali formazioni del campionato della massima serie, potranno partecipare nella Lega Pro. Un cambiamento epocale agognato dai piani alti del nostro calcio e dai soliti club plurimilionari come Juventus, Roma, Torino, Milan, Sampdoria, Atalanta, Udinese, Lazio e Inter, che potranno far crescere i giovani del vivaio in un campionato professionista senza doverli prestare o cedere nelle divisioni inferiori.

La decisione della FIGC, però, non è andata giù a molti club di Serie C che hanno sempre vissuto grazie ai prestiti di quelle società di grosso spessore e con “cantere” invidiabili. Società come Trapani, Catania, Matera, Reggina, Siena, Pisa, Piacenza, Cosenza, Catanzaro, Triestina – per fare qualche esempio – impegnate a costruire compagini di tutto rispetto e con intenzioni di promozione in B, dovranno fare i conti con la concorrenza agguerrita di società floride e senza tetti di spese.  

Ma anche molte società di Serie B hanno manifestato il proprio disappunto. Si è addirittura scomodato il massimo rappresentante della Lega di Serie B, Mauro Balata, che attraverso un comunicato ha tuonato il proprio rammarico: “Contestiamo con forza un contenuto ed un percorso inopportuno seguito dalla Federazione e caratterizzato da una totale assenza di confronto e condivisione, oltre che dannoso per la natura e la specificità della Serie B di valorizzazione dei giovani, territorialità dei club, competitività e regolarità del torneo. Con gravissimi danni economici per i club e di interesse per i  tifosi.’’ Una dichiarazione molto dura, quella di Balata, che esprime la ferma volontà della Lega B di opporsi a questo provvedimento emanato dall’alto senza il necessario confronto con i propri vertici, con qualsiasi mezzo e con l’ipotesi estrema ma non remota del “blocco del campionato” nella prossima stagione.

Non si può né si deve parlare di blocco di ripescaggi – ha rincarato la dose il presidente della Lega Pro, Gabriele Gravinaperché il progetto dell’innesto delle squadre B era stato previsto solo per la stagione 2019/20 e sarà anticipato solo in caso di carenze d’organico per il raggiungimento della quota di 60 squadre che daranno vita alla prossima serie C“. In effetti, proprio da domani prenderanno il via i play-off in serie D a cui partecipa anche il Latina: con quest’ultima accelerazione sul progetto delle “squadre B” le speranze di ripescaggio in serie C saranno ridotte al lumicino visto che le società di serie D saranno messe in secondo o terzo piano rispetto alle seconde squadre o alle stesse retrocesse dalla serie C. Attendiamo, ovviamente, una replica della FIGC nell’intento di placare questa situazione di tensione scaturita da una presa di posizione che potrebbe portare al totale disinteresse da parte del pubblico. E la morte del calcio nei campionati cosiddetti minori.

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Con ‘’Lati Oscuri’’ sono andato oltre i miei limiti

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Daniele Santamaria Maurizio autore e istrionico regista del film, racconta questa difficile avventura cinematografica, rigraziando tutti coloro che hanno fatto parte di questo progetto ambizioso


di Salvatore Condemi | 12.5.2018 | 11.03


E’ venerdì 11 maggio. Il tempo di leggere la conclusione delle riprese a Bassiano del Cortometraggio “Lati oscuri”, che vedo arrivare Daniele Santamaria Maurizio. Si ferma in un caffè di Latina Scalo, credo per una meritata pausa ristorativa. Fermo la mia auto e raggiungo il regista pontino autore ed ideatore di Lati Oscuri che nei precedenti articoli – proprio da queste pagine – abbiamo definito non solo ‘’geniale’’ ma anche ‘’istrionico’’.
E’ visibilmente stanco ma felice. <<Sono stato impegnato in una sceneggiatura complessa ma che ho dovuto in parte riscrivere perché la scelta stilistica anche del linguaggio oltre che in generale della narrazione, meritava correzioni sostanziali. Per il resto il lavoro dello Sceneggiatore Marco Testa è rimasto inalterato e per questo lo ringrazio.>>
Gli chiediamo se c’è stato un momento in cui la sua regia ha incontrato difficoltà importanti nella realizzazione del film. <<Sapevo che questa volta mi ero gettato a capo fitto in una avventura cinematografica difficile e complessa non solo per le tematiche affrontate ma anche per i successivi risvolti tecnici in fase di realizzazione. Ma io amo le sfide. E, non a caso, nel primo incontro con la troupe e gli attori, ho esordito dicendo ora dipende solo da noi: se vogliamo ambire ad un traguardo importante dobbiamo andare oltre i nostri limiti.>>
Il giornalista dev’essere curioso altrimenti non è giornalista. La domanda quindi è obbligatoria: perché queste difficoltà realizzative? <<Una storia contorta come quella di Lati Oscuri scritta interamente da me, presenta sullo sfondo una serie di insidie concettuali e tecniche. Toccava quindi a me ed al cast tecnico e artistico eluderle. E ci siamo riusciti dal mio punto di vista. Poi sarà il pubblico a dare l’ultimo verdetto.>>
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Capitolo Manuel Kerry. Personaggio poliedrico e teatrale, ha un’esperienza più che trentennale nel mondo dello spettacolo: con Manuel Kerry come è stato il tuo rapporto sul set? <<Semplicemente fantastico. Oserei dire pragmatico. Manuel è un professionista competente ed una persona affidabilissima. Lavorare con lui è una delizia perché conosce bene la produzione esecutiva e, nello specifico, ha svolto funzioni che vanno anche oltre il suo ruolo. Sempre con l’obiettivo di non distrarmi dal mio delicato ruolo, colgo l’occasione anche per ringraziare Tiberiu Paul PAPP, conosciuto tramite Manuel e che ci è stato di notevole ausilio, sfoderando competenze organizzative di prim’ordine. Con Manuel, giorno per giorno, aggiornavamo la nostra tabella di marcia e risolvevamo tutti quei problemi di percorso che, credetemi, non sono stati pochi ma che nel Cinema sono fisiologici. Con Manuel Kerry è facile lavorare perché nel suo campo ha una grande pertinenza, una grandissima esperienza, una stratosferica abilità. E a livello umano è eccezionale.>>
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Nella realizzazione di un film la scelta del Direttore della Fotografia assume un’importanza vitale. Perché avete scelto Emanuele Brunelli? <<Ho conosciuto Emanuele in occasione di Lati Oscuri e mi è piaciuto sin da subito. Non mi ha colpito solo la persona ma anche e soprattutto la professionalità e la conoscenza della fotografia che in un film non ti puoi permettere di sbagliare. Con lui, come con il resto della sua troupe, c’è stata una intesa immediata ed abbiamo lavorato per circa nove ore al giorno nella massima armonia e con un confronto costruttivo anche quando sorgevano le normali divergenze sulla scelta di come costruire una scena.>>
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E’ un fiume in piena Daniele Santamaria Maurizio. E’ soddisfatto e felice come non mai. Ama il suo lavoro: lo si vede e lo si sente perché parla in termini trionfalistici e parlerebbe all’infinito della sua ultima creatura ma altre domande sono in serbo per il regista pontino.
E passiamo gli attori. <<Sono stati tutti meravigliosi. Le donne belle e brave; gli uomini altrettanto. Si sono calati interiormente nei rispettivi ruoli da interpretare legandosi doverosamente al personaggio che avevo loro associato. Anche con loro massimo confronto nonostante sapessero che sulla recitazione pretendevo molto ed il massimo hanno dato rendendomi orgoglioso di come hanno svolto la loro mission: motivati e altamente ispirati.>>
Una domanda sorge spontanea: perché includere nel cast una pornostar come Barbara Gandalf che poi non hai fatto minimamente spogliare?” <<Barbara ha fatto una parte simbolica nel film e l’ha svolta nel migliore dei modi. La motivazione che l’ha indotta ad accettare la mia proposta sarà Lei a spiegarla perché rappresenta una sua scelta interiore che non intendo assolutamente anticipare. Appena sarà intervistata sul punto ci penserà Lei.>>
E passiamo alle attrici protagoniste. Un cast eccezionale, non c’è che dire: <<Valentina Ghetti superlativa e bravissima nella recitazione. C’è stata empatia e feeling artistico sin dal primissimo giorno. Nel personaggio di Oriana si è veramente superata. Un ruolo difficile e complesso che se non ben costruito sia nel taglio concettuale che in quello reale, rischiava di compromettere la credibilità del film. Devo però elogiare oltre Valentina anche l’impegno profuso da Carlotta Sfolgori nella parte di Elena, di Noemi Cognigni nella parte di Clara e di Barbara Franchin nella parte di Rebecca. Non vi svelo altro perché demolirei l’effetto curiosità e sorpresa che invece deve restare alto. Ciro Buono, Luigi Capalbo, Germano di Renzo, Nazzareno Giorgi, Federico Pellegrini, tutti con un trascorso artistico di primissima importanza, hanno svolto le rispettive parti ottimamente e per questo li ringrazio. Un plauso particolare va a Stefania Santippo, attrice che ha un curriculum di tutto rispetto e che ho voluto fortemente nel cast per interpretare Satana e ci è riuscita benissimo.>>

Daniele è visibilmente provato fisicamente. A microfoni spenti mi ha raccontato che il riposo notturno è stato ridotto al lumicino dati gli orari di lavoro per chiudere il film in solo cinque giorni lavorativi. Avrebbe voglia di andare a riposare ma l’ultima domanda nasce spontanea: perché hai scelto un tema così delicato e ricco di trappole: <<Perché nella mia vita non mi ha mai regalato nulla nessuno e sono stato sempre abituato a percorrere strade spesso in salita e piene di curve anche pericolose. Ma il rischio mi affascina e non so spiegarti il perché ciclicamente si riaffaccia dentro di me sollecitandomi avventure del genere…. Non sarà forse uno dei miei numerosi lati oscuri?>>

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