Costacurta apre alle “seconde squadre” e blocca i ripescaggi

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di Salvatore Condemi | 09.5.2018 | 16.29

Alessandro Costacurta taglia la testa al toro e spegne sul nascere le speranze di squadre come Como, Latina, Nocerina, Cavese e Taranto di giocare ”giustamente” in Serie C. Cosa sta succedendo? Accade che il numero uno (pro-tempore) della Federazione Gioco Calcio apre alle cosidette ”seconde squadre”. E’ in arrivo, infatti, l’importante novità riguardante i club di Serie A, che, con le formazioni ‘B’ giocheranno in quella che oggi si chiama Serie C. “Ci sarà un bando. I club di Serie A potranno chiedere di iscrivere il loro secondo team al campionato di Lega Pro. Le squadre B saranno composte da calciatori under 21, con la possibilità di introdurre due fuoriquota under 23 – dice il subcommissario della Figc Billy Costacurta che continua comunicando che “le seconde squadre che i club di A decideranno di iscrivere, giocheranno in Lega Pro e occuperanno i posti dei club che non si iscrivono. Quest’anno – annuncia – non ci saranno ripescaggi e i buchi saranno occupati dai club che aderiranno al bando“. Sarebbe addirittura già pronto (anche) il regolamento: “Le squadre B – sostiene – dovranno avere in rosa un numero minimo di giocatori convocabili per le Nazionali italiane che stiamo definendo. Le squadre parteciperanno al campionato regolarmente, potendo essere promosse o retrocedere. Con un’unica limitazione: non potranno mai giocare nel campionato della prima squadra“. Questa è praticamente la morte del calcio italiano. In special modo in considerazione del fatto che la maggior parte di questi ragazzi sono stranieri. Ma non solo: prima di inventarsi questi draghi, i soloni della Federazione avrebbero dovuto provvedere ad una riforma dei campionati immettendo una sorta di divisione cuscinetto a metà tra il professionismo ed il dilettantismo, quella che una volta si chiamava Serie C2 o Seconda Divisione Lega Pro. Permettendoci di dissentire assolutamente, siamo sicuri che saremo testimoni della morte lenta e inevitabile delle piccole società che non potranno attingere dalle ”cantere” più ricche. Non ci troviamo di fronte ad una riforma ma ad uno stillicidio di squadre come il Latina, il Gavorrano, il Siracusa, la Reggina oppure il Cuoiopelli.

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