Questa città merita la Serie C?

di Salvatore Condemi | 3.5.2018| 9.18

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In questi giorni ci siamo ben guardati dal dilungarci sul Latina Calcio 1932. C’è poco o niente da far trapelare se non delle notizie ovvie e scontate. La prossima a Monterosi sarà una vetrina per i più giovani e per coloro che non hanno trovato spazio in un anno vissuto in chiaroscuro. Una gara che trova scarso interesse sia dall’una che dall’altra fazione: la squadra di casa, infatti, veleggia tranquilla all’ottavo posto con i 44 punti conquistati con le unghie e con i denti, mentre i nerazzurri non hanno da chiedere null’altro a questo campionato dall’alto del loro quinto posto sicuramente non prestigioso ma che potrebbe avere la giusta rilevanza futura. Dopo questo impegno, via libera ai play off con la gara secca in casa dell’Albalonga per un Latina che deve cercare di vincere a tutti i costi non solo per il prestigio. Vincere ad Albano Laziale e quindi battere la vincente tra Trastevere e Atletico servirà per impinguare la classifica nazionale in vista di un’eventuale ripescaggio nella serie superiore ammesso che la società di Viale Prampolini abbia l’interesse e le possibilità economiche per ambire al salto di categoria.

E’ tristemente risaputo che le spese da affrontare in un torneo di Serie C siano largamente esose e che le perdite possano – ahinoi – risultare di gran lunga superiori ai ricavi. Se una società non è oculata, organizzata, con un programma che implichi la valorizzazione dei giovani e con un pubblico di almeno cinque-sei-sette mila spettatori che gli permetta di incassare somme di un certo rilievo tra biglietti ed abbonamenti, corre il rischio di ridursi sul lastrico gettando alle ortiche anni ed anni di durissimo lavoro e di blasone solo apparentemente immarcescibile. Lucchese, Arezzo, Piacenza, Matera, Akragas, Paganese, Siracusa – e chissà quante altre società peggio di queste – sono da esempio lampante e – se vogliamo – poco edificante. E in passato abbiamo dovuto vedere anche Como, Cavese, Turris, Nocerina, Taranto, Mantova, Triestina, Reggina – e chi più ne ha più ne metta – sparire indecorosamente sotto il peso di indecorosi indebitamenti. Sodalizi in piazze calde, esigenti, piene di passione sportiva e dal passato (anche prossimo) più che glorioso e invidiabile.

Trecento (e rotte) mila Euro di fondo perduto rappresentano un impegno inopportuno se non si hanno spalle larghe, avvedutezza, esperienza e calli alle terga. Questa neonata società possiede le condizioni, il potere e le facoltà di sobbarcarsi un onere tanto pesante e gravoso? E poi possiede le capacità non solo economiche di affrontare un campionato durissimo come la serie C? E’ una serie di domande che attendono (e pretendono) una risposta convincente e definitiva in considerazione del fatto che Latina, seconda città per numero di abitanti del Lazio e capoluogo di Provincia, merita la Serie C ed è degna di scenari ben diversi da quelli attuali. Quest’elemento già da solo potrebbe determinare un punteggio sicuramente superiore in fase di ripescaggio. Forza Latina, quindi. In tutti i sensi.

Curva_Nord_Latina

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