Roma, parola d’ordine: crederci!

Parola d’ordine: crederci, fortissimamente crederci. All’andata il Liverpool ha battuto la Roma con il roboante 5-2 e per cullare sogni di gloria, i giallorossi capitolini devono bissare il miracolo sportivo avvenuto con il Barcellona e vincere almeno con tre gol di scarto. La squadra giallorossa, spinta dai 60mila dell’Olimpico, giocherà con il sangue agli occhi e metterà fin da subito all’angolo un Liverpool sicuramente più forte del previsto e certamente più forte del Barcellona. L’importante è non sbagliare l’approccio alla sfida, attaccare con avvedutezza e con tanto ragionamento con lo scopo di aprire i varchi giusti e per sfondare la difesa ma, nel contempo, avendo cura di non prestare il fianco alle micidiali folate di Salah e compagni.

Eusebio Di Francesco è un allenatore moderno e sagace. Contro un avversario tosto e coriaceo come il Liverpool, sa che non può giocare con la difesa a tre per cui questa sera tornerà alla difesa a quattro, con Florenzi e Kolarov ai lati di Manolas e Fazio. Strootman ha un problema fisico, al suo posto giocherà Pellegrini. L’attacco sarà lo stesso sceso in campo nell’ultima di campionato: Schick, Dzeko ed El Shaarawy. Il Liverpool invece dovrebbe giocare con la stessa formazione dell’andata, ma con Mané, Henderson e Alexander-Arnold non in piena forma.

Roma (4-3-3) Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Nainggolan; Schick, Dzeko, El Shaarawy

Liverpool (4-3-3) Karius; Alexander-Arnold, Lovren, van Dijk, Robertson; Wijnaldum, Henderson, Milner; Salah, Firmino, Mané

Chi passerà il turno giocherà la finale — in programma il 26 maggio a Kiev — contro il Real Madrid, che ieri sera ha eliminato il Bayern Monaco con un risultato complessivo fra andata e ritorno di 4-3.

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