Roma, peccato!!!

Per la Roma sarebbe dovuta essere la notte della verità. La notte della seconda remuntada, una vera mission impossible o giù di lì, com’era successo con il Barcellona qualche sogno fa.
Di Francesco deve rinunciare a Strootman e Perotti e sceglie una sorta di 4-3-3 con Schick ed El Shaarawy ai lati di Dzeko. A centrocampo, insieme a De Rossi e Pellegrini c’è Nainggolan. Tutto confermato invece in difesa, dove i due terzini sono Florenzi e Kolarov con Fazio e Manolas al centro.
Solo una novità rispetto alla gara d’andata nel Liverpool con Klopp che schiera Wijnaldum al posto dell’infortunato Oxlade-Chamberlain. Davanti confermatissimo il tridente composto dall’ex Salah, Firmino e Manè.

Primo acuto di Florenzi al 6’ ma il suo bolide sibila alla destra del palo degli inglesi.

Al 9’ arriva il gol del Liverpool con Manè innescato da un errore di Nainggolan a centrocampo. Adesso i gol della remuntada giallorosso dovrebbero essere addirittura quattro.

Passano cinque minuti e la Roma raggiunge il pareggio in un modo abbastanza insolito e fortunoso: dalla destra, Florenzi effettua un traversone che di testa Dzeko rimette al centro dove Wijnaldum corregge nella propria porta nel tentativo (goffo) di anticipare Schick. Uno a uno dopo 14 minuti di gioco intensissimo.

Al 25’ Manè va via sulla sinistra seminando avversari e manda in orbita Milner che trova un Alisson prontissimo a ribattere in angolo. Il successivo corner trova Wijnaldum lesto a ribattere in rete per il vantaggio inglese. Adesso la Roma dovrà segnare cinque gol per l’improbabilissimo trionfo, utopia allo stato puro.

Al 35’ con El Shaarawy la Roma coglie il palo dopo una bella iniziativa di Schick. Estemporaneo così come estemporanea è parsa la reazione romanista dopo il secondo svantaggio. Romanisti che non riescono a trovare il bandolo della matassa oppure varchi validi nella maglia difensiva inglese. Il primo tempo quindi si conclude col risultato di due a uno del Liverpool.

Diverso il canovaccio nella ripresa con la Roma che trova il pareggio con Dzeko abile a scaraventare in rete una difettosa ribattuta del portiere. Dopo 52 minuti, quindi, 2 a 2 all’Olimpico. Va detto che era stato il solito El Shaarawy ad impegnare l’estremo difensore del Liverpool.

Al 62′ negato un sacrosanto (e clamoroso) rigore ai giallorossi per un tocco di mano di Arnold in area su tiro di Dzeko, il quale, nell’azione successiva, chiama alla parata Karius. E due minuti più tardi è Under, entrato da pochi istanti, a sfiorare il palo.

C’è anche la squadra inglese che manda al tiro Salah al 68′ con la parata d’istinto di Allison ma è ancora El Shaarawy a mettere in apprensione la difesa avversaria con un tiro che sorvola di poco la traversa. Poi Di Francesco lo manda in panchina per Antonucci. A dieci minuti dal termine, ancora Dzeko vicino al gol su assist di Kolarov ma il portiere si supera salvando con la mano di richiamo un pallone indirizzato verso il secondo palo. Peccato.

Il gol giallorosso è però nell’aria: Schick salta un avversario e porge a Nainggolan che di destro batte Karius. Tre a due al 85′ quando mancano due gol al sogno dei supplementari e cinque minuti dal termine. Le emozioni non finiscono mai. Al terzo minuto di recupero la Roma si porta sul 4 a 2 grazie ad un rigore decretato per fallo di mano di un difensore in maglia bianca. Nainggolan dal dischetto: Karius da una parte e pallone dall’altra. Ma non basta. Non basta perché manca all’appello un altro rigore non concesso ai giallorossi e ad un primo tempo giocato in modo scriteriato dal centrocampo e dalla difesa romanista. Non basta. E non si concretizza il sogno di volare a Kiev. La Roma ha giocato la partita che doveva giocare dalla cintola in su. Peccato.

Il tabellino della gara

Roma – Liverpool 4-2

ROMA (4-3-3): Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Lo. Pellegrini (8′ st Ünder), De Rossi (24′ st Gonalons), Nainggolan; Schick, Dzeko, El Shaarawy (30′ st Antonucci). A disp.: Skorupski, Juan Jesus, Bruno Peres, Gerson. Allenatore: Di Francesco

LIVERPOOL (4-3-3): Karius; Alexander-Arnold (47′ st Clyne), Van Dijk, Lovren, Robertson; Wijnaldum, Henderson, Milner; Salah, Firmino (42′ st Solanke), Mané (38′ st Klavan). A disp: Mignolet, Moreno, Woodburn, Ings. Allenatore: Klopp

ARBITRO: Skomina (SLV)

MARCATORI: 9′ pt Mané (L), 15′ pt aut. Milner (R), 26′ pt Wijnaldum (L), 7′ st Dzeko (R), 41′ st Nainggolan (R), 48′ st Nainggolan (R, su rig.).

NOTE: Ammoniti: Florenzi, Manolas (R); Lovren, Robertson, Solanke (L). Recupero: 1′ pt, 3′ st.

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L’Axed affila le armi in vista di gara 1 con la Luparense

L’Axed Latina è pronta per gara 1 dei quarti di finale play off scudetto. I nerazzurri domani (giovedì 3 maggio) alle ore 20.30 saranno di scena a San Martino di Lupari contro i campioni d’Italia della Luparense, Una sfida che si preannuncia intensa dove servirà una prestazione di altissimo livello da parte degli uomini di Kitò Ferreira che ha parlato così a poche ora dalla sfida: “Ci siamo preparati molto bene per affrontare al meglio questi play off, la squadra ha meritato di prendere parte a questo appuntamento di prestigio. Se siamo arrivati sin qui il plauso va fatto a tutte le componenti, al club, allo staff, ai ragazzi, a tutti coloro che hanno lavorato con passione per centrare l’obiettivo play off. Ma non vogliamo essere di passaggio, daremo tutto quello che abbiamo per mettere in difficoltà i nostri avversari e vincere l’incontro”.

I veneti sono reduci dal ko in finale contro il Kaos nella Coppa della Divisione, ma il tecnico nerazzurro non si fida: “La Luparense è un club blasonato, con un organico ampio e di qualità e anche se presenta delle assenze avrà a disposizione un roster di livello. Ci confronteremo con una grande squadra, consapevoli però delle nostre qualità e della nostra forza. Vogliamo disputare una grande partita”.

Quando al tecnico gli si chiede cosa dovrà fare al meglio in gara 1 e cosa invece bisognerà evitare, risponde così: “Ciò che dobbiamo far bene è vincere, quello che non va fatto è perdere”.

Messaggio chiaro quello dell’allenatore dell’Axed che per la trasferta in Veneto avrà tutti a disposizione tranne Cretella, uscito malconcio dal match dell’Under 19 domenica scorsa

Ecco la rivoluzione per “italianizzare” il Futsal


Signori, si cambia. Ecco la
riforma dei campionati di Calcio a 5 ossia quella auspicata “trasformazione” per privilegiare il percorso formativo di un giocatore di futsal in Italia e che possa incentivare nelle società del calcio a 5, la crescita degli istruttori e lo sviluppo dei vivai.
Innanzitutto avremo una Serie A composta da sedici squadre: dodici si conoscono, la tredicesima sarà una fra Lazio o Milano impegnate nei playout, poi spazio alle nuove matricole, pronte al ballo delle debuttanti: Maritime Augusta, Civitella, Meta e una veneta a scelta, fra Carré Chiuppano e Arzignano. Una Serie A alla stregua di un Europeo o un Mondiale, con 14 giocatori in lista, equamente divisi fra formati (compresi anche quelli in base al precedente regolamento) e non. Una Serie A2 con un massimo di 36 squadre (Co.Vi.Sod permettendo), a differenza della A sempre con 12 giocatori, ma con l’8+4 in campo. Fra i cadetti (ancora con 12 in lista) potrebbe esserci l’opera più grande di italianizzazione: addirittura con un eloquente 9+3. Immutati i criteri di ripescaggio, con la (tradizionale) formula data dal punteggio del risultato sportivo (moltiplicato 0,45), più il punteggio del valore sportivo (x 0,30), più il punteggio dell’etica sportiva (0,25). Capitolo Under 19: per cercare di sfruttare maggiormente il territorio, si potrebbe pensare che l’80% del roster sia composto da chi proviene da tre anni di settore giovanile. E ancora, premi in denaro per le società vincenti tutti i campionati – dalla Serie A alla A2, passando per i cadetti e il femminile – in pratica il “volli fortissimamente volli” di Andrea Montemurro sarebbe pronto per essere attuato, per mantenere così fede al suo programma e alle promesse fatte in sede di campagna elettorale.

“Nel campionato in corso, nelle tre categorie sono stati inseriti oltre 90 giocatori formati (tre anni nel settore giovanile) rispetto al campionato precedente, con un eventuale riforma l’aumento sarà di oltre 135 giocatori di formazione dei nostri vivai. È un lavoro lungo, va fatto con pazienza, scegliendo di partire dalla base dei campionati, per incentivare progressivamente anche la Serie A, che necessita di un campionato qualitativamente di alto livello”. In attesa delle necessarie ufficializzazioni, Alessio Musti parte da qui. Con un prologo ben chiaro. “A inizio degli anni 2000, l’arrivo di tanti giocatori provenienti da altre federazioni – spiega – molti dei quali di alto livello (vedi Foglia, leggasi Franzoi o Grana, tanto per fare degli esempi, ndr) ha portato certamente un forte contributo alla crescita del nostro sport”. La situazione, però, è sfuggita di mano, così occorrono degli inevitabili correttivi per tutelare maggiormente i giocatori di formazione italiana e favorire tutte le società. Che possono iniziare a lavorare con maggiore tutela per lo sviluppo dei settori giovanili. “È una riforma che non vuole andare contro nessuno – sottolinea Alessio Musti – ma necessaria per le richieste e le direttive provenienti dalla UEFA, con tanto di legge salva-vivai, così da dare una precedenza ai giocatori prodotto dei settori giovanili e mettere in condizione le società di ricreare un credibile equilibrio sociale”.

Roma, parola d’ordine: crederci!

Parola d’ordine: crederci, fortissimamente crederci. All’andata il Liverpool ha battuto la Roma con il roboante 5-2 e per cullare sogni di gloria, i giallorossi capitolini devono bissare il miracolo sportivo avvenuto con il Barcellona e vincere almeno con tre gol di scarto. La squadra giallorossa, spinta dai 60mila dell’Olimpico, giocherà con il sangue agli occhi e metterà fin da subito all’angolo un Liverpool sicuramente più forte del previsto e certamente più forte del Barcellona. L’importante è non sbagliare l’approccio alla sfida, attaccare con avvedutezza e con tanto ragionamento con lo scopo di aprire i varchi giusti e per sfondare la difesa ma, nel contempo, avendo cura di non prestare il fianco alle micidiali folate di Salah e compagni.

Eusebio Di Francesco è un allenatore moderno e sagace. Contro un avversario tosto e coriaceo come il Liverpool, sa che non può giocare con la difesa a tre per cui questa sera tornerà alla difesa a quattro, con Florenzi e Kolarov ai lati di Manolas e Fazio. Strootman ha un problema fisico, al suo posto giocherà Pellegrini. L’attacco sarà lo stesso sceso in campo nell’ultima di campionato: Schick, Dzeko ed El Shaarawy. Il Liverpool invece dovrebbe giocare con la stessa formazione dell’andata, ma con Mané, Henderson e Alexander-Arnold non in piena forma.

Roma (4-3-3) Alisson; Florenzi, Manolas, Fazio, Kolarov; Pellegrini, De Rossi, Nainggolan; Schick, Dzeko, El Shaarawy

Liverpool (4-3-3) Karius; Alexander-Arnold, Lovren, van Dijk, Robertson; Wijnaldum, Henderson, Milner; Salah, Firmino, Mané

Chi passerà il turno giocherà la finale — in programma il 26 maggio a Kiev — contro il Real Madrid, che ieri sera ha eliminato il Bayern Monaco con un risultato complessivo fra andata e ritorno di 4-3.

Allenatore malmenato dal padre di un bambino sostituito

”Torneo Leone Biancoverde”, categoria Pulcini 2008. Niente di anormale, sono bambini di dieci anni che stanno scoprendo il mondo del calcio. E niente di più assolutamente normale quando l’allenatore dell’ Atletico Levane Leona decide di sostituire un baby calciatore della propria squadra, facendolo uscire dal campo. L’improponibile succede dopo, allorquando l’istruttore, l’educatore, il mister (fate un po’ voi come chiamare l’allenatore) è stato aggredito e picchiato dal padre del bambino sostituito.

È successo a Levane, nel comune di Bucine, paese della provincia di Arezzo.
Dalle prime ricostruzioni, l’allenatore della squadra di casa, prima sarebbe stato raggiunto dalle contestazioni del genitore, che non contento, avrebbe poi deciso di passare per le vie di fatto ed a picchiare l’allenatore.

Per calmare gli animi sono dovuti intervenire sul posto i carabinieri, mentre il tecnico è stato soccorso dal personale del 118 e trasferito al pronto soccorso dell’ospedale.
Sul grave episodio accaduto allo stadio comunale di Levane è intervenuta subito l’ASD Atletico Levane Leona con un comunicato ufficiale: “L’ASD Atletico Levane Leona, riferendosi all’increscioso episodio verificatosi stamani prima dell VIII Torneo Leone Bianco Verde, mentre esprime la propria solidarietà al suo tesserato, si associa e condivide tutte quelle considerazioni che, con ogni mezzo, hanno condannato il gesto del genitore e valuterà velocemente come tutelare la propria immagine nelle opportune sedi e secondo le leggi vigenti”.