Per la serie: ”Latina, speriamo che me la cavo”

Per la serie: ”Latina, speriamo che me la cavo”

di Salvatore Condemi |9.4.2018|10.52

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Della prestazione del Latina contro il modestissimo Lanusei ci siamo già espressi ieri in fase di commento di una gara in cui ha visto soccombere la squadra di Pascucci con il risultato di quattro reti a zero. Un’umiliazione che fa il paio con quel cinque a uno rimediato col Budoni il 14 gennaio scorso. Ci viene da dire che può capitare. Ma siamo nel contempo coscienti che risultati così ”eclatanti” non possono e non devono riguardare una squadra che ambisce alla ”Serie C” e non devono e non possono afferire una società che sogna di ”diventare grande”. Non è possibile che un Latina composto da Iadaresta, Tribuzzi, Cittadino, Cossentino, Palazzo, Scibilia, Olivera – per fare solo qualche nome – venga asfaltato da un team che fino alle 14.56 di ieri aveva realizzato soltanto 28 reti subendone addirittura 52. Così come risulta impensabile che una compagine blasonata come quella nerazzurra – smaniosa di raggiungere la promozione nella serie superiore – non vinca una partita fuori dal Francioni dal lontanissimo 4 febbraio (a Tortolì) e che, nelle ultime sette uscite, pareggi soltanto in tre occasioni (Flaminia, San Teodoro ed Aprilia). Per non parlare della resa incondizionata con il Rieti e l’Aprilia tra le mura amiche e, sempre al Domenico Francioni, pareggi con il Latte Dolce e l’Albalonga. C’è evidentemente ”una zona d’ombra” che rende inconsistente certe prestazioni della compagine e quel ”male oscuro” che attanaglia un team che si sperava facesse un sol boccone del campionato. Non c’è più tempo per analizzare e passare al setaccio questa scabrosa situazione (prima di tutto) perché mancano soltanto quattro incontri (e poi) perché bisogna che il Latina vinca in casa con l’Anzio e, nella successiva, a Trastevere – in uno scontro da definire decisivo in chiave play off – senza dimenticare Latina-Nuorese e l’ultima di campionato in casa del Monterosi. In tutto ciò, i tifosi nerazzurri devono sperare che il Cassino (ieri vittorioso nello scontro con il Trastevere) stecchi uno dei quattro impegni restanti (Lanusei e Budoni in casa e Monterosi e Nuorese fuori) non riuscendo, in tal senso, ad azzerare il gap in classifica esistente tra le due società. Sarebbe un vero peccato. Così com’è stato un peccato gravissimo perdere in modo opinabile e vergognoso con il Lanusei in pienissima emergenza. E se i padroni di casa non fossero stati in formazione ampiamente rimaneggiata come sarebbe andata a finire? E se, invece, Pasquale Iadaresta non avesse sbagliato il rigore iniziale sarebbe stata tutta un’altra partita? Chissà, ma non abbiamo il riscontro fattivo per cui dobbiamo continuare a scrivere: ”io speriamo che me la cavo”…

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Elisa Birollo prima e dopo
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