Latina, adesso non devi guardare in faccia nessuno

Latina, adesso non devi guardare in faccia nessuno

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di Salvatore Condemi | 05.04.2018 | 11.01

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Ieri si è visto il miglior Latina della stagione. Punto. E se nel calcio ci fosse la possibilità di vincere ai punti, la squadra nerazzurra avrebbe fatto man bassa. Basta guardare i dati statistici per rendersi conto della mancata affermazione. Due traverse, un gol annullato ingiustamente, otto nitide azioni da rete, due fantastiche parate del portiere avversario, i solchi fatti nelle fasce da Alario e Scibilia e le continue sponde di un giocatore chiamato Pasquale Iadaresta (di cui una ha permesso a Scibilia di gonfiare la rete) non sono bastate a battere l’Albalonga scesa dai Castelli col chiaro intento di portare a casa un risultato positivo. E Ivan Squerzanti – guarda caso latinense di Latina – ha mandato a carte quarantotto tutti i piani di Mister Pascucci che aveva preparato la gara nei minimi particolari. Succede. Così come succede che al triplice fischio, il Francioni abbia ”giustamente” tributato un grosso applauso a Cittadino e compagni capaci di mettere sotto i rivali per ben 85 e passa minuti. L’impressione è quella che il Latina – ripetiamo il miglior Latina della stagione per intensità di gioco, acume tattico e organizzazione – abbia subito un’ingiustizia dalla sorte tutt’altro che benevola nei riguardi di chi ha giocato di più e meglio, di chi ha imperversato a centrocampo, di chi ha morso le caviglie degli avversari, di chi ha continuamente attaccato gli spazi, di chi ha prodotto come non mai. E di chi meritava maggiormente. Non perdiamo di vista il fatto che il Latina ha duellato con l’Albalonga, la seconda della classe, la squadra che annovera gente come Daniele Nohman, Mario Barone, Claudio Corsetti, Daniele Proia, Valerio Frasca, Manuel Panini e che si permette di far accomodare in panchina Federico Alonzi, Francesco Pagliarini, Gianfranco D’Orsi e Jacopo Succi. Insomma, uno squadrone che merita la seconda piazza. Se il Latina ha messo in evidente soggezione questi che per la categoria possono essere considerati ”quasi” dei mostri sacri, avvalora maggiormente l’impressione generale che la squadra di Pascucci abbia giocato una partita sopra le righe e da spellarsi le mani. Eppure ha conquistato solo un pareggio perché – ripetiamo – può succedere che nell’arco di novantacinque minuti si abbia un attimo di defaillance. E ora? Adesso non bisogna guardare in faccia nessuno. Bisogna raccogliere il massimo a Lanusei, in casa col fanalino di coda Anzio, fare man bassa a Trastevere il 22 aprile, vincere in casa con la Nuorese la settimana dopo e conquistare i tre punti a Monterosi nell’ultima di campionato. Cinque gare e altrettante vittorie da centrare assolutissimamente per raggiungere l’obiettivo di disputare i play off da terza della classe. Cambia poco e lo riconosciamo; ciò nonostante, è essenziale presentarsi agli spareggi promozione con uno score di tutto rispetto. E per lo stesso motivo è di fondamentale importanza avere un punteggio pingue, rotondo e grasso nell’atto di fare richiesta di ripescaggio. Il solo blasone – purtroppo – non basta.

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