Latina boom in una gara tutta cuore

Il Latina batte per due reti a zero l’Atletico grazie ai gol di Iadaresta e Natale nel finale

Mister Pascucci schiera i nerazzurri con un atipico 4-3-3 che prevede Maltempi tra i pali; linea difensiva formata da Milizia, Lagnena, Cossentino e Nelson; a centrocampo il trio composto da Bardini, Catinali e Olivera. In attacco agiscono Tribuzzi e Palazzo larghi con Idaresta unica punta fissa. In panchina siedono Testa, Rizzo, Porfiri, Alario, Siscan, Scibilia, Natale, Cifra e Pagliaroli.

L’Atletico di Mister Scudieri scende in campo secondo un 3-4-3 con Nota in porta; Di Emma, Contucci, Espsito in difesa; centrocampo composto da Rizzi, Sevieri, Rocchi e Pompei. In attacco Nanni, Pippi e Tortolano. In panchina Galantini, Perocchi, Campanella, Tornatore, D’Andrea, Sabatino, Marino, Petrini e Massella. Arbitra il Signor Andrea Bindella di Pesaro coadiuvato da Brizioli e D’Angelo di Perugia.

Oggi, contro la temibile formazione allenata da Raffaele Scudieri, al Latina urge la vittoria per sperare e mantenere accesa la fiammella che permetta prima di tutto di partecipare ai playoff e poi di poter essere ripescata tra i professionisti. Pochi, pochissimi tifosi al Francioni per questo incontro di cartello: la giornata feriale e l’orario insolito hanno bloccato le persone a casa o sui posti di lavoro. La curva è desolatamente deserta per non parlare della Gradinata e della Tribuna dove hanno preso posto pochi intimi: in tutto non si raggiungono le seicento unità. Un numero che non fa onore alla città di Latina. Va bene anche così, verranno giorni migliori.

La cronaca del primo tempo. Durante le primissime battute si ammira un Latina battagliero e splendidamente illuminato da Olivera che al 2′ serve Cossentino per un colpo di testa che finisce alto. Un minuto dopo porge un pallone a Tribuzzi che di sinistro impegna severamente Nota costringendolo a volare a togliere le ragnatele dal sette. Al 26′ Latina vicinissimo al gol: il solito Olivera pennella un pallone per la testa di Iadaresta. Il pallone sembra dentro ma il portiere salva miracolosamente ribattendo sui piedi di Tribuzzi il quale, però, manda incredibilmente alto sulla traversa. C’è una sola squadra in campo, il Latina mentre gli ospiti si limitano a ripartenze sterili ed infruttuose. Al minuto 34 è ancora Tribuzzi a sparare verso la porta di Nota ma il pallone si perde sul fondo. Al 35′ il primo acuto ospite con Rocchi che sfiora la traversa difesa da Maltempi. Il primo tempo quindi si chiude con il risultato iniziale di zero a zero.

La cronaca del secondo tempo. Passa un minuto ed il Latina confeziona la prima occasione della ripresa: è Tribuzzi a porgere il pallone a Iadaresta il quale cincischia e perde l’attimo per battere il portiere. Il pallone resta lì ma il portiere riesce a ribattere anche la botta di Palazzo. Incredibile. Nell’Atletico (10′) esce l’ex nerazzurro Emiliano Tortolano tra gli scroscianti applausi del Francioni. Al suo posto Massella. Al 14′ è Nanni per gli ospiti a mandare di poco fuori a conclusione di un’azione veloce imbastita da Rizzi e Di Emma mentre tre minuti più tardi l’arbitro ferma Pippi in sospetta posizione di fuori gioco. Girandole di sostituzioni tra il 21′ ed il 23′: nell’Atletico esce Pippi per far posto a Tornatore mentre nel Latina esce Bardini per Alario e Palazzo per Scibilia. Al 30′ bella azione degli ospiti: Massella lancia Nanni che controlla, elude un difensore ma tira su Maltempi uscito alla disperata. Al 36′ Tribuzzi crossa un pallone per Iadaresta che schizza di testa ma Olivera non riesce ad impattare il pallone e l’azione sfuma. Al 38′ Natale entra per Tribuzzi che non ha assolutamente giocato male. Al 43′ palo del Latina: Natale conquista un pallone e crossa per testa di Iadaresta che colpisce il montante alla sinistra di Nota fuori causa. L’azione sfortunata fa da preludio al gol di Pasquale Iadaresta. Alario viene lanciato sulla sinistra e crossa subito per Scibilia che di petto innesca il bomber di Marcianise che fatti due passi lascia partire un tiro che si insacca alle spalle del portiere avversario vanamente proteso in tuffo. Grande, grandissimo, imperioso Pasquale Iadaresta ma bravo anche Scibilia autore del tocco per l’attaccante nerazzurro. Il gol, ad ogni buon conto, era nell’aria dopo il palo colpito dal bomber pontino. Un minuto dopo, Alario vola sulla fascia destra e porge per Scibilia che di prima offre un pallone con il contagiri per Natale appostato sul secondo palo. Gol ed apoteosi per lo scarsissimo pubblico di fede nerazzurra in una serata davvero fresca per via di un venticello pungente che spirava alle spalle della Tribuna.

Per il Latina questa è una vittoria toccasana che scaccia eventuali nuvoloni addensatisi sull’ambiente nerazzurro all’indomani del licenziamento di Dal Morgine e Mollo che hanno lasciato strascichi polemici. Una vittoria inseguita e fortemente voluta da una compagine capace di aver pazienza e di lavorare al fianco un avversario duro a capitolare. Una menzione d’eccezione è da tributare senza ombra di dubbio agli autori dei due gol ma un applauso a scena aperta è da tributare a chi, appena entrato, si è distinto per altruismo, caparbietà, lucidità e sagacia tattica. Stiamo rivolgendoci a Scibilia, l’uomo della provvidenza, colui che ha porto i palloni del successo pontino. A centrocampo è eccelsa la luce ispiratrice di Olivera più presente e lucido che mai, l’uomo dalle sette vite come i gatti. E poi Catinali, Bardini, Alario veri trascinatori di un reparto che ha saputo tenere botta. In difesa hanno spiccato Cossentino e Lagnena ma bravi sono stati anche Nelson e Milizia.

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Un bel Latina piega l’Atletico

Bella vittoria del Latina ai danni di un Atletico mai domo. I gol sono stati siglati da Iadaresta e Natale nei minuti finali.

Entrambi le reti sono state ispirate da Scibilia entrato nel corso della ripresa ed autore di una prestazione da incorniciare. Vittoria doveva essere e vittoria è stata per la squadra nerazzurra che ha gettato il cuore oltre l’ostacolo contro un avversario ben organizzato e ben disposto in campo dal proprio tecnico Scudieri.

Dopo un primo tempo molto equilibrato dove le due formazioni si sono date battaglia a centrocampo, è seguita una ripresa molto intensa a suon di azioni ficcanti e pericolose sia da una parte che dall’altra ma con una supremazia marcata dei nerazzurri che sono andati vicini al gol con Iadaresta e Tribuzzi.

Nel finale del secondo tempo un immenso Scibilia entrato da poco in campo al posto di Tribuzzi, ha porto un pallone a bomber Iadaresta che ha colto il palo, preludio del gol. Passano infatti due minuti e lo stesso Scibilia tocca di petto per il centravanti casertano che trafigge il portiere avversario anticipandolo. E sempre Scibilia, un minuto dopo, offre a Natale la palla del definitivo due a zero per l’apoteosi dei pochissimi tifosi presenti questa sera al Francioni. Una vittoria salutare del Latina che fa ben sperare in un finale di campionato foriero di soddisfazioni.

Frena solo l’Albalonga

In attesa della gara che vede contrapposto il Latina all’Atletico, abbiamo seguito le gare relative alla ventinovesima giornata del Girone G di Serie D. Il Cassino avanti con l’Aprilia, così come vincono Rieti e Trastevere. L’Albalonga fermata dal Latte Dolce.

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Il Trastevere vince a Budoni per due reti a zero grazie alla doppietta di Lorusso. Il Flaminia passeggia sui resti della Lupa Roma grazie alla splendida doppietta di Macrì ed ai gol di Ingretolli e Leonardi. Un 4 a 0 che non ammette alibi e recriminazioni per i capitolini. Pareggio esterno (1-1) in quel di Sassari con il Latte Dolce per l’Albalonga (prossimo avversario dei nerazzurri mercoledì 4 Aprile) con la rete realizzata da Cabeccia per i sardi ed il pareggio di ospite su rigore di Barone. Tra Nuorese e Monterosi vige la paura cosicché finisce con il nulla di fatto. L’Anzio è stata battuta dalla tripletta di Roberti in quel di Ostiamare. Alla prima della classe Rieti basta il gol di Scotto per rimandare battuto il Lanusei. Il San Teodoro vince 3 a 1 in casa del Tortolì (in gol Rapone, Spano e Congiu per gli ospiti e Vona per la sqdra di casa). Il Cassino, infine, sta battendo l’Aprilia per uno a zero in virtù della rete realizzata da Tribelli al minuto 24 del primo tempo.

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Morto Mondonico, addio a un gentiluomo del calcio

Morto Mondonico, addio a un gentiluomo del calcio
Redazione

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L’ex allenatore e opinionista sportivo lottava da sette anni contro un tumore

Addio ad Emiliano Mondonico. L’ex allenatore di Cremonese, Cosenza, Fiorentina, Albinoleffe, Novara, Napoli, ma soprattutto di Atalanta e Torino è morto all’età di 71 anni. Da tempo Mondonico lottava contro un tumore, anche se non sono ancora chiari i motivi del decesso. Con la sua morte, oltre che un allenatore di comprovata bravura, il calcio perde un uomo vero che si è fatto amare dentro e fuori dal campo.

Da circa sette anni Mondonico lottava contro un tumore all’addome. Nel gennaio 2011 l’allenatore fu costretto a lasciare la panchina dell’Albionoleffe per sottoporsi ad un’operazione e curare la malattia. Un male che sembrava essere sconfitto. “Ci sono trenta probabilità su cento che la Bestia ritorni. Ma, credimi, dopo quattro operazioni, l’asportazione di una massa tumorale di sei chili, di un rene, di un pezzo di colon e di intestino, sei pronto a tutto. E, ogni giorno di più, apprezzi il tempo che ti è dato”, diceva in una intervista del novembre 2017.

La carriera di Mondonico

Oltre che Torino e Atalanta, l’allenatore ha allenato diverse altre squadre (spesso outsider della massima serie) tra cui Cremonese – che nel 1984 riporta in serie A dopo 84 anni – Fiorentina, Napoli e Cosenza. Nel 1988 portò l’Atalanta alle semifinali di Coppa della Coppe con il Malines. I migliori risultati, in termine di piazzamenti, li ottenne con il Torino con cui nel 1992 si classificò terzo in campionato e rischiò di vincere la Coppa UEFA, persa in finale contro l’Ajax. Con il Toro nel 1992/93 vinse la Coppa Italia, ultimo titolo della società granata. Nel 1995 tornò all’Atalanta riportando i bergamaschi in A e traghettandoli anche verso la finale di Coppa Italia 1995-96, persa contro la Fiorentina. Ha chiuso la sua carriera a Novara, l’ultima squadra allenata prima di dire addio al calcio.

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La sua seconda vita come opinionista

Dopo il ritiro dal calcio professionistico, Mondonico è stato per un lungo periodo anche opioninista in TV. Dal 2011, dopo aver annunciato di essere guarito dal tumore, è stato opinionista a ”La Domenica Sportiva” su Rai2 e nella trasmissione ”Novastadio” dell’emittente televisiva Telenova, mentre nell’estate del 2012 è stato ospite di varie trasmissioni tematiche della Rai per gli Europei.

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Un gentiluomo del calcio

Ma Mondonico non è stato solo un grande allenatore, famoso per le sue imprese con le “piccole” della Serie A. Era un uomo amato dentro e fuori dal campo, conosciuto e apprezzato per la sua schiettezza e per la sua generosità, insomma, un uomo d’altri tempi. Emiliano è stato anche testimonal del Csi e dei suoi valori di lealtà sportiva e rispetto del prossimo e negli ultimi tempi allenava anche i ragazzi delle medie di Rivolta D’Adda (suo paese natale), gli ex alcolisti e degli ex tossicodipendenti. Il suo era un calcio ”pane e salame”, semplice e nello stesso tempo efficace. ”Non riesco a comprendere i tatticismi – soleva dire – io scendo in campo per vincere e per farlo devo fare un gol in più dell’avversario. Se gli altri sono più bravi amen. Se incontro una squadra più forte e mi schiaccia nella mia area devo sapere cosa fare: palla avanti e pedalare. Prima o poi succederà qualcosa…”

Nello spareggio per permanenza in serie A del 2 giugno 2003 che vide di fronte la ”sua” Atalanta e la Reggina ebbe a dire: ”La Reggina ha meritato la vittoria perché De Canio ha applicato alla lettera il mio credo calcistico, il calcio pane e salame…”

 

 

Alla famiglia giungano le più sentite condoglianze dalle Redazioni di Latinasport.info e RegginaUnicoAmore.com