Latina, hasta la victoria siempre

Latina, hasta la victoria siempre

amazon_it_default_120x600 PerpendicolareAprilia è alle spalle ma alla tifoseria nerazzurra il pareggio di domenica scorsa non è certamente sceso lungo il gargarozzo. In altri tempi un pareggio fuori casa sarebbe stato salutato con orgoglio e ostentazione ma in questo particolare periodo storico della società nerazzurra è stato classificato quale inefficace brodino riscaldato. D’altronde la serie D non guarda in faccia nessuno sia che si chiami Pro Patria, Mantova, Taranto, Nocerina, Acireale, Messina oppure Troina, Trestina, Bra, Scanzorosciate, Crema, Colligiana o addirittura Mezzolara. La quarta serie è come le sabbie mobili: più ti dimeni e più ti portano sotto. Lasciamo stare il Rieti che ha speso centinaia di migliaia di euro per allestire uno squadrone tale da poter ben figurare anche nella Serie C. Guardiamo alle piccole realtà o, piuttosto, al Latina costretto risorgere dalle proprie ceneri. Chi avrebbe mai potuto presumere tutte le difficoltà che ha vissuto la squadra nerazzurra? Nessuno. Va bene che, per via delle vicissitudini che tutti ben conoscono, ha iniziato tardi ad allestire una compagine da sbattere sui terreni di gioco, va bene che all’inizio più di qualcuno ha remato contro, va bene che le idee non sono state poi così chiare, il Latina Calcio 1932 ha innegabilmente enormi problematicità anche a raggiungere quel quinto posto utile per disputare gli spareggi promozione, ammesso che ci siano o che possano servire a qualcosa. E’ inutile nasconderci dietro il dito facendoci prendere dalle smanie da super-tifosi. Bisogna, piuttosto, guardare la realtà. Ad Aprilia la squadra di Pascucci, limitatamente alla prima frazione di gioco, avrebbe dovuto fare un sol boccone dell’avversario quasi del tutto annichilito; nel contempo, però, avrebbe potuto soccombere sotto i colpi dei biancazzurri spinti dalla forza della disperazione. Quando una squadra costruisce tante palle gol, così come ha fatto il Latina ad Aprilia, e non riesce a portare a casa la vittoria, significa che qualcosa evidentemente non va. E non tutti gli attacchi sono costituiti da Iadaresta e Palazzo che domenica, guarda caso, hanno fatto storcere il muso ai più. E non è neppure la prima volta a soccombere oppure a non far quadrare il cerchio: a Civita Castellana i nerazzurri hanno riacciuffato il due pari dopo esser stati sotto, hanno pareggiato in modo scialbo a San Teodoro per non parlare del nulla di fatto con il Trastevere al Francioni, del due pari in casa con il Lanusei, della manita subita a Budoni. E via dicendo perché la lista sarebbe lunga. D’ora in poi ogni gara dev’essere giocata con il coltello tra i denti, col sangue agli occhi e con la giusta cattiveria agonistica. Ogni partita da giocare da qui alla fine del campionato dev’essere considerata una vera e propria finale senza se e senza ma. Già a partire da giovedì sera con l’Atletico. Attualmente, la squadra di Fregene, rappresenta la terza forza del campionato e, nonostante l’incredibile ”caduta” interna con il Tortolì, ha per il momento raggranellato 56 punti, 8 in più del Latina. All’arrembaggio allora, hasta la victoria siempre (almeno da qui alla 34a. giornata…)

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