Ad Arezzo come a Latina: guarda guarda chi si rivede…

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Nonostante ci fossero tutte le condizioni, chi avrebbe mai potuto immaginare l’Arezzo sull’orlo del fallimento? Eppure è così. Dopo il Modena ed il Vicenza anche per l’Arezzo è stata presentata istanza di fallimento per gli ormai noti problemi economici che affliggono la società da diversi mesi. E, come per il Vicenza, si fa sempre più concreta la possibilità di arrivare all’esercizio provvisorio per permettere alla squadra di finire il campionato, un vero e proprio accanimento terapeutico come è avvenuto per Latina e Parma ripartite dalla serie D. I problemi della società amaranto non si fermano alle aule di tribunale giacché sono anche arrivate anche le dimissioni dell’ormai ex presidente Marco Matteoni, che, attraverso un telegramma, ha comunicato la propria volontà di gettare la spugna. Intanto la partita contro il Livorno non giocata per la mancata disponibilità a scendere in campo dei giocatori dell’Arezzo, funge da apri pista al fallimento.
Il dramma dell’Arezzo è stato vissuto in prima persona sia dai giocatori che non percepiscono lo stipendio da illo tempore, che da Fabio Gatto, uomo di riferimento del gruppo Neos che ha acquisito il 99% della società nei mesi scorsi. Lo stesso Gatto aveva diramato un comunicato nel quale sottolineava che non farà mancare il suo impegno nel tentativo di salvare un Arezzo che, a suo dire, è vittima di interessi esterni di diverse parti, interessate – a suo dire – a banchettare sulla carcassa della società dopo il fallimento più che a salvarla da questo momento di crisi: “Stamattina, al mio risveglio, ho trovato sulla mia scrivania una notifica fallimentare dello Studio Associato Rossi Fratini di Arezzo per un importo pari ad euro 5.332,48. La problematica cui sto facendo fronte oggi vede le sue origini esclusivamente per mano di una cordata di persone che stanno cercando con tutti i mezzi di far fallire l’Arezzo per poterne poi entrare in possesso senza nessun tipo di velleità. Mi reputo a fronte dei fatti pertanto l’unico cretino che ha preso da una sola settimana le redini di questa società e che sta tentando con ogni mezzo di trovare la soluzione alle problematiche sorte. A fronte degli ultimi eventi ci tengo ad annunciare pubblicamente che nella settimana dal 5 marzo all’ 11 marzo la situazione sarà risolta al fine di riportare l’equilibrio tanto auspicato prima dell’udienza fissata dal tribunale per il 15 di marzo. Sono pronto anche domani a saldare il debito allo Studio Rossi Fratini che tramite notifica del tribunale dichiara un fallimento per euro 5.332,48. Non più tardi della settimana scorsa, non me ne vogliate se stavolta mi permetto di fare nomi e cognomi, i signori Lorenzo Grassini e Fabrizio Lucchesi si sono esposti facendo una proposta al fine di risanare l’Arezzo Calcio e ritrattandola poco dopo con il solo scopo di prendere in giro me ma anche e soprattutto la gente di Arezzo che in questi giorni sta vivendo un malessere diffuso. Sono l’unica persona che, a differenza di chi comunica per mezzo di un telegramma le proprie dimissioni , è ancora concretamente convinta investendo anche mezzi propri, che questa società possa tornare ad avere luce noncurante di coloro che di fronte alle difficoltà hanno preferito scappare. Sono stato il solo che ha preso schiaffi, pugni e sputi dalla tifoseria, da parte della stampa, e anche il solo che ancora una volta messo dei soldi pagando degli Advisor al fine di concludere l’operazione finanziaria in essere. Chiedo ancora un pò di tempo, forza e pazienza prima dell’udienza fissata dal tribunale, garantendo che chiuderò’ l’operazione con un investitore. Ricordando a tutti che la parola “FALLIMENTOnon è sicuramente sinonimo di “SALVEZZA, come in molti, leggendo le vicende dell’Arezzo calcio sostengono, CHIEDO una mano in primis al socio di minoranza “Orgoglio Amaranto” e alla popolazione Aretina affinché questo non avvenga. Solo se non interessa neanche a Voi rimetto tutto indietro. Diversamente continuo a lottare. O siete con me o siete con le persone come Grassini e Lucchesi che vogliono esclusivamente che l’Arezzo fallisca per fare le stesse cose che sono state fatte al Latina calcio ed ad altre Società. Sono il solo che crede che questa situazione si possa risolvere in altra maniera rispetto al fallimento. Ho già comunicato telefonicamente al Dottor Fratini e con Lui concordato un appuntamento per chiudere il debito dell’Arezzo calcio riferito all’istanza presentata prima dell’udienza fissata dal Tribunale. Penso quindi di aver dato ancora una volta prova concreta, e non le solite parole, delle mie determinazioni”.

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E’ lo stesso Fabrizio Lucchesi a rispondere a Gatto attraverso i microfoni di TuttoMercatoWeb.com: “Sono veramente arrabbiato per questo dichiarazioni – spiega -. Mi chiedo cosa vuole dato che fra noi non c’è mai stato alcun tipo di contatto. Verso metà del mese di gennaio c’è stato un contatto fra il sottoscritto e Marco Matteoni allora presidente del club su mandato di Lorenzo Grassini imprenditore con il quale collaboro, per valutare la situazione del club. Dopo i primi approcci, con tanto di visita di Grassini allo stadio di Arezzo, non ci è stato permesso di vedere i libri contabili e successivamente siamo venuti a sapere della maxi penalizzazione che sarebbe arrivata per il mancato pagamento degli stipendi atteso per il 16 febbraio. A quel punto abbiamo deciso di interrompere i colloqui spaventati della situazione di instabilità e confusione che abbiamo riscontrato”.
“Dopo qualche giorno – continua Fabrizio Lucchesi – siamo stati nuovamente contattati da un consulente, su indicazione dello stesso Matteoni, che ci ha richiesto la somma aggiuntiva di 450mila euro per far desistere il fondo inglese che lui rappresentava in modo che tale fondo no esercitasse il diritto di prelazione in loro possesso. In poche parole volevano dei soldi oltre al dissesto in cui versava la società. Abbiamo chiesto spiegazioni a Matteoni e ci ha detto che era stato solamente una ‘testa di legno’ e che aveva già rivenduto le quote a chi gliele aveva precedentemente cedute. Roba da matti. A questo punto abbiamo chiuso ogni rapporto con tanta rabbia e delusione. Resta inteso che non c’è stato alcun contatto tra noi e Gatto. E adesso ci penseranno i nostri legali a tutelarci nelle sedi opportune”.

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