La Salernitana bloccata in casa dalla Pro Vercelli


di Salvatore Condemi

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Contro i piemontesi, la Salernitana è chiamata ad una prova d’orgoglio dopo due sconfitte consecutive. Da Bocalon e compagni, infatti, si aspetta una prova convincente per scacciare i nuvoloni neri e carichi di elettricità su Salerno e tutti i mugugni che accompagnano l’operato di Colantuono il quale ritorna al 3-4-3 con l’unica differenza che Tuia scende dal primo minuto al posto di Schiavi. Vitale ritorna sull’out sinistro e Ricci si rivede a centrocampo. In attacco Bocalon sostituirà l’infortunato Rossi, con Sprocati e Palombi esterni.
Negli ospiti Grassadonia schiera i suoi uomini con un ermetico 3-5-2. Rispetto alla vigilia, a centrocampo Vives non è stato rischiato dal primo minuto, quindi Paghera ha preso il suo posto in una linea difensiva che in fase di non possesso si compone di ben sei elementi. In attacco la coppia Reginaldo e Raicevic con il croato che si sacrifica in fase di contenimento. Quasi settemila spettatori all’Arechi in una giornata di inizio primavera.
Gara bloccata per tutto il primo tempo: la Salernitana fatica a costruire gioco a centrocampo vuoi perché commette diversi errori d’impostazione e vuoi perché la Pro Vercelli pratica un’asfissiante pressing che di fatto blocca sul nascere ogni iniziativa granata. In tutto l’arco del primo tempo possiamo segnalare soltanto una conclusione di Bocalon che, servito al bacio da Sprocati, non fa di meglio che tirare addosso al portiere ospite. Grande occasione invece per i piemontesi dopo la mezzora con il tiro potente di Raicevic deviato in angolo da Radunovic. Davvero troppo poco. E, come se non bastasse, al 40′ Colantuono viene allontanato per proteste nei confronti della quaterna arbitrale.
La ripresa si apre con un tiro del granata Palombi dalla distanza che Pigliacelli devia in angolo. E’ un’azione abbastanza estemporanea e nata quasi per caso grazie ad un rimpallo ma resta il fatto che, finalmente, la Salernitana si è fatta vedere dalle parti del portiere piemontese. Qualche minuto dopo sarà il portiere granata a dover intervenire sui piedi di Germano per sventare un pericolo così come al 53′ è Reginaldo a mettere i brividi a Radunovic con un un tiro a giro che si perde a lato di un nonnulla. E Mammarella, due minuti più tardi, impegna a terra il portiere granata direttamente da calcio piazzato. La Salernitana, in questa fase iniziale della ripresa è in balia dell’avversario e non fa nulla per svegliarsi dal torpore cosicché Colantuono (che ricordiamo è stato allontanato dalla propria panchina) corre ai ripari togliendo dal campo lo spento Palombi. Al suo posto Rosina il quale, direttamente da calcio di punizione, colpisce dapprima il palo destro e poi quello sinistro di un esterrefatto Pigliacelli che si è limitato a guardare la traiettoria della sfera. Peccato. Al 70′ risponde Germano che sradica il pallone dai piedi di Minala e s’invola verso la porta avversaria dove Radunovic è provvidenziale a togliere le castagne dal fuoco. Dobbiamo essere sinceri: questo Pro Vercelli non merita la terzultima posizione attualmente occupata e non riusciamo a capire se, nella fattispecie odierna, è la Salernitana a non reggere botta contro questa squadra che ha ben cinque punti di ritardo sui granata. Insieme all’Ascoli, è la compagine ad aver perso il maggior numero di incontri (12) ed ha subito ben 43 gol a fronte dei 31 realizzati. Niente da fare: la squadra di Colantuono oggi è rimasta negli spogliatoi: la reazione granata, infatti, sta tutta in un tiro a giro di Sprocati che, a otto minuti dal termine, si spegne sul fondo anche se c’è da lodare l’iniziativa da fuori dell’attaccante granata a conclusione di una bella azione costruita da Rosina. Lo stesso Rosina spreca tutto al 85′ allorquando non sfrutta a dovere un cross proveniente dalla destra:palla in curva tra la disperazione generale.
Niente da fare neppure oggi per una Salernitana timida e intimidita dall’atteggiamento dell’undici piemontese sceso i all’Arechi per mettere in pratica la regola del ”chi va piano va sano e va lontano”. Con un pressing a tutto campo, grazie a passaggetti corti ed utili (nonché utilitaristici) che intendevano servire l’uomo più vicino, sfruttando le ripartenze improvvise e praticando un possesso palla asfissiante, hanno messo il guinzaglio ad una Salernitana che non sa più vincere. Colantuono le ha provate tutte e le sta provando tutte non riesce, però, a cavare il fatidico ragno dal buco.

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