Pasquale Iadaresta: ”Ci dobbiamo provare”

Pasquale Iadaresta: ”Ci dobbiamo provare”

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Che Pasquale Iadaresta sia un ragazzo per bene è risaputo. Così come tutti gli addetti ai lavori lo hanno sempre considerato un professionista serio in un mondo di scarponi e di mezze calzette. Lui, Paquale, nato a San Felice a Cancello (Na) trentuno anni fa, è sempre stato un valore aggiunto: dalla Vibonese al Bogliasco, dal Siena all’Aquila, dal Fidenza alla Lupa Roma, ha sempre fatto caterve di reti lasciando un buon ricordo di sé e delle sue doti sia professionali che umane. Nella giornata di ieri è stato protagonista assoluto della conferenza stampa infrasettimanale organizzata dal Latina Calcio 1932.

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Durante questa sessione di calciomercato invernale ci sono state offerte molto interessanti. Io però sto bene qui e non le ho prese in considerazione.” Così esordisce Iadaresta che aggiunge: ”Il mio record personale di marcature risale a tre o quattro anni fa, nella stagione di D chiusa al Torrecuso, ne ha fatti 21 dopo aver iniziato a Marcianise.

L’umiltà e la saggezza sono le sue doti migliori. ”Mi auguro che qui a Latina si possa raggiungere qualche risultato perché sono quelli che danno valore ai gol. Le soddisfazioni personali gratificano, ma quelle di squadra restano negli annali. Domenica avrei potuto tirare in porta ma ho preferito fare da assist-man perché Palazzo era meglio piazzato.” A proposito dell’intesa con Palazzo, queste le sue parole: ”Con Loris stiamo cercando di capire i movimenti, è arrivato da poco e si sta inserendo bene. Non è arrivato in un bel momento, il nostro è molto particolare nonostante la vittoria di domenica. Sgomitando stiamo trovando una linea che spero ci porti a raggiungere buoni risultati.

Per quanto riguarda la partita di domenica contro la Lupa Roma, Iadaresta si esprime così: ”Sarà una squadra agguerrita che ci terrà a far bene, per loro è una vetrina e ci terranno a far bene in uno stadio così bello. Ci dobbiamo preoccupare più di noi che degli altri. Rispetto alla gestione in cui sono stato lì è cambiato tutto, dalla proprietà all’allenatore. Occhio a Svideroschi”.

Un occhio al campionato del Latina: ”Si è detto che il Latina poteva e doveva raggiungere risultati migliori, ne sono convinto anch’io. La situazione però è sempre stata molto complicata, da gennaio in avanti abbiamo perso uno o due giocatori a partita. Sia la Juniores che i ragazzi che avevano giocato meno stanno facendo parte di un progetto e si stanno inserendo. I risultati di alcune scelte fatte si stanno vedendo. Non nascondo che è un periodo un po’ complicato, a volte nelle situazioni più difficili escono anche delle risorse che non ti aspetti. Solo con Nuorese e Monterosi abbiamo avuto la rosa al completo, per il resto mai. Il mio rammarico è che anche nelle due partite col Rieti, che ha dimostrato di aver avuto un organico più completo e di meritare la vittoria, di non schierare la formazione titolare. Nel recupero eravamo ancora più rimaneggiati. Non è un alibi ma la realtà, dobbiamo rincorrere e stiamo provando a farlo.

l’Albalonga ha riaperto il torneo…”Penso che il campionato si deciderà nelle ultime giornate. Sicuramente l’Albalonga con questo risultato può far penare molto il Rieti, ma credo che nel lungo periodo la capolista abbia un vantaggio. In questo momento sono molto più preoccupato del Latina, prima potevamo preoccuparci della testa della classifica, ora di fare il meglio partita per partita. Dobbiamo coinvolgere tutto l’ambiente, che per tutta la stagione è stato altalenante. Secondo me ci possiamo togliere ancora grosse soddisfazioni.

E’ un Latina operaio… ”Dopo essere andati in vantaggio il Tortolì è avanzato e ci ha lasciato degli spazi. In questo momento dobbiamo anche pensare da provinciale, cercando di limitare i danni e di colpire alla prima occasione. Chiunque è venuto qua ha adottato questa tattica, possiamo farlo anche noi perché non per forza bisogna stare 90 minuti nell’area avversaria. Si può anche abbassare il baricentro e ripartire, abbiamo tutti i mezzi per poterlo fare.

Ambizioni… ”Ci dobbiamo provare. Dodici partite sono tantissime, ci sono punti a disposizione e scontri diretti. C’è l’orgoglio di toglierci sassolini dalle scarpe: non siamo mai stati fenomeni, ma nemmeno brocchi. Vorremmo vedere il nostro valore con la rosa al completo.

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