Ruben Olivera e l’atto d’amore verso la nostra città

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Ecco la risposta alla sfortuna che ha girato le spalle ad un grande campione. Stiamo riferendoci a Ruben Olivera – noto con il nomignolo de ”el pollo” – che sul campo ha sempre deliziato le platee di tante squadre blasonate. Poi gli infortuni che non sono riusciti però a scalfire la voglia di giocare e di divertire divertendosi. A Latina è arrivato tardi ma ha avuto modo di regalare ai tifosi nerazzurri colpi di altissima scuola calcistica. Colpi che insegnerà ai ragazzini che intenderanno avvicinarsi al calcio iscrivendosi alla ”Escuela de calcio Ruben Olivera 10” da lui aperta a Latina quale atto di amore verso questa che è diventata la sua città.

A tal proposito giovedì prossimo, 8 febbraio, presso gli Istituti Steve Jobs di Latina ci sarà la presentazione ufficiale del progetto che porta il suo nome e del quale il fuori classe sarà il massimo responsabile. Nei prossimi giorni forniremo tutti i dettagli relativi alla presentazione (orario e modalità) di questa importante e imperdibile novità sviluppata dal calciatore del Latina Calcio 1932.

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Il Tortolì ci crede

Ecco cosa si scrive in Ogliastra. Dal profilo Instagram del Tortolì.

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La società rossoblu chiama a raccolta il proprio popolo per la sfida con il Latina di domenica pomeriggio.

Sfida di blasone al Sa Suergera per la quinta di ritorno del girone G di Serie D. I #rossoblù ospitano il Latina che lo scorso anno militava nella serie cadetta. Ma oltre il prestigio ci sono tre punti fondamentali in palio per la salvezza che i nostri ragazzi cercheranno di ottenere anche grazie al vostro indispensabile supporto. Vi aspettiamo domenica 4 alle 14.30 al Comunale di Girasole. In alto i cuori, fuori la voce! 🗣👏

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Situata nel cuore dell’Ogliastra, Tortolì sorge in una vasta pianura che si protende verso il mare. L’interesse per il territorio è dato sia dalle numerose testimonianze storico-artistiche, sia dalle meraviglie naturalistiche che caratterizzano in particolare le sue coste. L’origine del nome è di tradizione incerta: una delle ipotesi è quella che traduce il toponimo come “Paese delle Tortore“, mentre secondo un’altra ipotesi il nome deriverebbe da Ilio, perché fondata dai Troiani in fuga; i pisani chiamavano poi il paese “Tortohelie“. Numerosi ritrovamenti testimoniano una precoce antropizzazione dell’area a partire dal 3000 a.C. e continuata nelle epoche successive. Intorno al X secolo, poi, a causa delle continue invasioni saracene la popolazione si trasferì nell’interno nella posizione attuale, in modo che il paese non fosse più visibile dal mare.

Nell’Ottocento Tortolì ha assunto l’odierna conformazione urbanistica coi suoi bei palazzi, che aveva come punto focale la piazza centrale intorno alla quale si disponevano le botteghe dei mercanti e dei tavernai.


Il maggiore pregio della città risiede nelle sue bellezze paesaggistiche, con le sue coste meravigliose e caratteristiche. Tra le spiagge più belle possiamo ricordare BasaùraCea e il Lido di Orrì, con la loro sabbie finissime e bianche. Tra le tante testimonianze storiche che costellano il territorio tortoliese, è consigliato il complesso nuragico di S’Ortali ‘e Su Monti, nella piana retrostante la spiaggia di Orrì. Il complesso comprende un nuraghe monotorre con antemurale e annesso villaggio, purtroppo in pessime condizioni, una tomba dei giganti, tre menhir e una seconda cortina muraria. Vanno certamente menzionate come meta di visita anche le torri costiere. Nel Cinquecento, infatti, il paese fu fortificato sulle coste per proteggerlo dalle incursioni moresche: testimoniano questo frammento di storia la Torre di San Michele (XVI secolo) e quella di San Gemiliano (XVI-XVII secolo). Un’antica leggenda vuole che nei pressi di quest’ultima torre si trovasse un cannone, da cui sarebbero partiti tre colpi in direzioni diverse. Nei punti in cui le palle caddero sarebbero poi state edificate tre chiesette campestri: la chiesa di San Gemiliano, quella di San Lussorio e quella di San Salvatore.


Tortolì è nota anche per la sua tradizione enogastronomia che si aggancia alle sue origini agropastorali.Si tratta di una cucina povera, con ingredienti utilizzati però in modo così sapiente da rendere i piatti assolutamente squisiti. Ancora oggi la preparazione di alcuni piatti come i tradizionali culurgionis, le cui ricette si sono tramandate di generazione in generazione, è considerata quasi un rito. Anche le sagre cittadine sono legate all’origine

 

agropastorale di Tortolì e in quanto tali si mostrano come momenti di ringraziamento per la fecondità delle greggi e l’abbondanza dei raccolti. Le sagre più importanti sono chiamate “is festas de sartu” e sono quelle dedicate a San LussorioSan Gemiliano e San Salvatore.

 

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D’ORA IN POI IL LATINA DEVE DIMOSTRARE DI ESSERE IL LATINA

D’ORA IN POI IL LATINA DEVE DIMOSTRARE DI ESSERE IL LATINA

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di Salvatore Condemi

Sarà il campano Cristian Robilotta a dirigere l’incontro tra il Tortolì ed il Latina, in programma domenica 4 febbraio allo stadio “Sa Suergera” di Girasole. Il fischietto della sezione di Sala Consilina, sarà coadiuvato dagli assistenti Luigi Dal Bosco della sezione di Verona e Simone De Nardi della sezione di Conegliano.

Mister Pascucci, in Ogliastra, ha l’obbligo di trovare la sua seconda vittoria sulla rovente panchina del Latina dopo la cocente (e prevedibile) sconfitta casalinga con il Rieti ed il pareggio ottenuto fuori casa con l’Ostiamare. Qualora si volesse (davvero) centrare i play off – oramai massimo obiettivo rimasto per dare (ancora) un senso a questo campionato, bisogna andare a Tortolì perseguendo un solo scopo: conquistare i tre punti in palio anche senza convincere.

Per il neo tecnico non sarà un compito facile alla luce di quanto dimostrato contro i rivieraschi cinque giorni or sono sebbene Roberti e compagni abbiano fatto intravedere un’intelaiatura di tutto rispetto e le idee abbastanza chiare. Quello che fa storcere il naso è la condizione fisico-atletica della squadra. Ma anche quella mentale desta più di qualche preoccupazione: contro la corazzata reatina, infatti, la partita dei nerazzurri è durata si e no quindici minuti nel corso dei quali si è visto un Latina capace di costruire solo due azioni degne di nota. Poi il baratro a cospetto di un avversario molto più forte, organizzato e abile a rifilare tre reti con una facilità inaudita. Insomma, adesso bisogna cambiare registro in modo assoluto e totale: se il Latina non dovesse tornare a casa con dodici-quindici punti nelle prossime quattro-cinque partite si potrà parlare di crisi irreversibile e di flop senza attenuanti in considerazione che le altre stanno volando. Tralasciando il Rieti che oramai è irraggiungibile così come lo sono l’Albalonga e l’Altetico (rispettivamente a 46 e 42 punti), il Trastevere a 38, il Cassino a 37 e l’Ostiamare con gli stessi punti dei nerazzurri, sono ancora alla portata del Latina. E’ innegabile, comunque, che Mister Pascucci debba lavorare sulla testa dei suoi ragazzi con lo scopo di farli reagire dallo stato di torpore (o di smarrimento) che stanno vivendo in questo torneo di serie D molto più tosto e difficile del previsto. Il Latina è il Latina: con il suo blasone e con il suo curricula che deve necessariamente incutere rispetto a chiunque. D’ora in poi, insomma, il Latina dovrà ridiventare Latina cominciando da dopodomani.

Per quanto riguarda la formazione da contrapporre all’undici di Virgilio Perra pare che Cossentino abbia recuperato mentre in forte dubbio sia ancora Capitan Edoardo Catinali alle prese con un infortunio da lunga convalescenza. Aspettiamo la conferenza stampa del tecnico nerazzurro ma possiamo facilmente preventivabile che il 4-3-3 iniziale possa essere formato da Bartolameotti tra i pali; Cossentino e Porfiri centrali di difesa con Nelson a sinistra e Lagnena a destra; a centrocampo Bardini centrale con Tribuzzi laterale di sinistra e Cittadino a destra; in avanti Scibilia a sinistra, Palazzo a destra e Iadaresta splendido realizzatore.

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