L’addio di Chiappini al Latina servirà a qualcosa?

Ore drammatiche per il sodalizio nerazzurro: Andrea Chiappini non è più l’allenatore del Latina Calcio 1932. Ad annunciarlo lo stesso tecnico durante la conferenza stampa indetta dalla società.


di Salvatore Condemi

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Ho deciso di dimettermi dall’incarico di allenatore. L’idea di farmi da parte è nata questo pomeriggio. Avevo preparato tutto per l’allenamento di oggi, poi ho fatto una riflessione a freddo e credo che questa sia la situazione migliore. La squadra, dopo la prestazione di ieri, ha bisogno di una scossa. Ho rassegnato le dimissioni perché voglio creare i presupposti per migliorare la situazione. Il responsabile della sconfitta di ieri sono io, ho fatto delle riflessioni e ho deciso di fare un passo indietro. La società si sta muovendo per migliorare la rosa, io scelgo di farmi da parte per migliorare la situazione.”

Queste le parole dell’ormai ex tecnico nerazzurro. Che continua in questo senso: Non ho ancora parlato con la squadra. Oggi ho avuto un colloquio con la società e ho ritenuto opportuno per un discorso di rispetto verso la società, la città e verso i tifosi in un rapporto che non è mai nato ed è andato sempre peggio. Io non mi auguro che questo passo indietro riavvicini la gente, penso che questo passo indietro deve dare una scossa e riavvicinare la gente.

Quindi rincara la dose:Una cosa è assodata: in questi mesi ho fatto l’allenatore, la traccia che lascio è questa. La classifica parla chiaro, non siamo andati bene nelle prime partite ma avevamo una sola sconfitta prima di ieri e avevamo la miglior difesa. Poi si è creata una negatività che solo facendo un passo indietro si può togliere. Faccio questo perché a tutto c’è un limite, la società si è comportata da società, avrebbero potuto esonerarmi e non l’hanno fatto e così ho deciso io di fare un passo indietro. Sono certo che questo gruppo è forte e farà bene, ha solo bisogno di una scossa.

E’ un fiume in piena Andrea Chiappini ma parla facendo trasparire tanta serenità: ”In questo momento voglio staccare la spina. Sono sicuro che la società farà la scelta migliore, i ragazzi sono rammaricati ma convinti di fare meglio. Io sono stato al servizio della società fin dall’inizio, sapevo che facendo l’allenatore sarei andato incontro a tanti problemi, siamo arrivati al punto di non ritorno e ho deciso di fare un passo indietro. Voglio fare il bene della società, della squadra e della città. Resettiamo tutto e ripartiamo da zero, faccio gli auguri al mio successore e sono convinto che faremo bene.

Incalzato dalle domande dei giornalisti che affollavano l’angusta sala conferenza, ci tiene ad esprimere un concetto: Sono sicuro che questa mia decisione porterà frutti positivi. Loro non se lo aspettavano e nemmeno io me lo aspettavo fino a tre ore fa. Dopo la partita avevo parlato col direttore generale e col presidente e l’intenzione era di proseguire, poi abbiamo parlato di nuovo, ho espresso le mie perplessità sull’andare avanti e questo ho deciso. Una figura come quella di ieri, dal punto di vista psicologico, ha una lettura diversa da quella che si può pensare. A questo punto un altro allenatore potrà dare più di me. L’unico responsabile della situazione negativa sono io, i giocatori li ho scelti io insieme a Germano, se il gruppo ieri è venuto meno, dobbiamo cambiare qualcos’altro.

Ancora è presto per sapere chi subentrerà ad Andrea Chiappini. Supponiamo che anche la società sia rimasta spiazzata da questa decisione che, ad ogni buon conto, non può essere classificata come ”fulmine a ciel sereno”. Come ha riferito Chiappini stesso, il feeling con la tifoseria non è mai esistito e nella stragrande maggioranza ha richiesto a gran voce – e ripetutamente – la testa del tecnico pontino per cui la notiziona era nell’aria da parecchio tempo.

Qui non si tratta di essere d’accordo o meno. In questa sede abbiamo il solo obbligo dare in pasto una notizia che la città attendeva da tempo. Pur tuttavia, non crediamo che l’abbandono di Andrea Chiappini possa salutarsi quale ”panacea di tutti i mali” giacché il dado non si può più trarre, perché il salvabile non si può più salvare e poiché il campionato era già compromesso già prima che iniziasse. Ci siamo posti una domanda precisa: servirà a qualcosa l’abbandono di Chiappini? Ed a questa potremmo aggiungere: siamo convinti di trovare Nizza e Savoia con un altro allenatore? Per far fronte ad un campionato struttuarto male come quello ”dilettantistico” di Serie D bisogna preventivare un esborso complessivo che s’aggira al milione e mezzo di euro per ingaggi, trasferte, organizzazione e spese generali di produzione. La voce più pesante risulta quella relativa agli ingaggi. Se il Potenza, il Metalica oppure il Rimini – per fare un esempio – detengono il primato ci sarà un motivo ben preciso: andate a leggere le formazioni di questi squadroni. Siclari, Coppola, Esposito, Ungaro e Breza sono giocatori di altra categoria e fanno la differenza nel Potenza. Così come la fanno i vari Meneghello, Angelilli, De Gregorio, Brentan nel Metalica e Petti, Montanari, Arlotti, Pasquini e Cola nel Rimini. Il Latina chi schiera in campo? Ed un’altra domanda incalza: per sostituire un mostro sacro come Olivera basta un ragazzino (bravo quanto si voglia) di soli 18 anni senza l’ombra di esperienza? Dalle mie parti si dice che ”senza sordi no si cantunu missi”…  che nella lingua di Dante significa ”Senza soldi non si cantano Messe”… 

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