L’addio di Chiappini al Latina servirà a qualcosa?

Ore drammatiche per il sodalizio nerazzurro: Andrea Chiappini non è più l’allenatore del Latina Calcio 1932. Ad annunciarlo lo stesso tecnico durante la conferenza stampa indetta dalla società.


di Salvatore Condemi

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Ho deciso di dimettermi dall’incarico di allenatore. L’idea di farmi da parte è nata questo pomeriggio. Avevo preparato tutto per l’allenamento di oggi, poi ho fatto una riflessione a freddo e credo che questa sia la situazione migliore. La squadra, dopo la prestazione di ieri, ha bisogno di una scossa. Ho rassegnato le dimissioni perché voglio creare i presupposti per migliorare la situazione. Il responsabile della sconfitta di ieri sono io, ho fatto delle riflessioni e ho deciso di fare un passo indietro. La società si sta muovendo per migliorare la rosa, io scelgo di farmi da parte per migliorare la situazione.”

Queste le parole dell’ormai ex tecnico nerazzurro. Che continua in questo senso: Non ho ancora parlato con la squadra. Oggi ho avuto un colloquio con la società e ho ritenuto opportuno per un discorso di rispetto verso la società, la città e verso i tifosi in un rapporto che non è mai nato ed è andato sempre peggio. Io non mi auguro che questo passo indietro riavvicini la gente, penso che questo passo indietro deve dare una scossa e riavvicinare la gente.

Quindi rincara la dose:Una cosa è assodata: in questi mesi ho fatto l’allenatore, la traccia che lascio è questa. La classifica parla chiaro, non siamo andati bene nelle prime partite ma avevamo una sola sconfitta prima di ieri e avevamo la miglior difesa. Poi si è creata una negatività che solo facendo un passo indietro si può togliere. Faccio questo perché a tutto c’è un limite, la società si è comportata da società, avrebbero potuto esonerarmi e non l’hanno fatto e così ho deciso io di fare un passo indietro. Sono certo che questo gruppo è forte e farà bene, ha solo bisogno di una scossa.

E’ un fiume in piena Andrea Chiappini ma parla facendo trasparire tanta serenità: ”In questo momento voglio staccare la spina. Sono sicuro che la società farà la scelta migliore, i ragazzi sono rammaricati ma convinti di fare meglio. Io sono stato al servizio della società fin dall’inizio, sapevo che facendo l’allenatore sarei andato incontro a tanti problemi, siamo arrivati al punto di non ritorno e ho deciso di fare un passo indietro. Voglio fare il bene della società, della squadra e della città. Resettiamo tutto e ripartiamo da zero, faccio gli auguri al mio successore e sono convinto che faremo bene.

Incalzato dalle domande dei giornalisti che affollavano l’angusta sala conferenza, ci tiene ad esprimere un concetto: Sono sicuro che questa mia decisione porterà frutti positivi. Loro non se lo aspettavano e nemmeno io me lo aspettavo fino a tre ore fa. Dopo la partita avevo parlato col direttore generale e col presidente e l’intenzione era di proseguire, poi abbiamo parlato di nuovo, ho espresso le mie perplessità sull’andare avanti e questo ho deciso. Una figura come quella di ieri, dal punto di vista psicologico, ha una lettura diversa da quella che si può pensare. A questo punto un altro allenatore potrà dare più di me. L’unico responsabile della situazione negativa sono io, i giocatori li ho scelti io insieme a Germano, se il gruppo ieri è venuto meno, dobbiamo cambiare qualcos’altro.

Ancora è presto per sapere chi subentrerà ad Andrea Chiappini. Supponiamo che anche la società sia rimasta spiazzata da questa decisione che, ad ogni buon conto, non può essere classificata come ”fulmine a ciel sereno”. Come ha riferito Chiappini stesso, il feeling con la tifoseria non è mai esistito e nella stragrande maggioranza ha richiesto a gran voce – e ripetutamente – la testa del tecnico pontino per cui la notiziona era nell’aria da parecchio tempo.

Qui non si tratta di essere d’accordo o meno. In questa sede abbiamo il solo obbligo dare in pasto una notizia che la città attendeva da tempo. Pur tuttavia, non crediamo che l’abbandono di Andrea Chiappini possa salutarsi quale ”panacea di tutti i mali” giacché il dado non si può più trarre, perché il salvabile non si può più salvare e poiché il campionato era già compromesso già prima che iniziasse. Ci siamo posti una domanda precisa: servirà a qualcosa l’abbandono di Chiappini? Ed a questa potremmo aggiungere: siamo convinti di trovare Nizza e Savoia con un altro allenatore? Per far fronte ad un campionato struttuarto male come quello ”dilettantistico” di Serie D bisogna preventivare un esborso complessivo che s’aggira al milione e mezzo di euro per ingaggi, trasferte, organizzazione e spese generali di produzione. La voce più pesante risulta quella relativa agli ingaggi. Se il Potenza, il Metalica oppure il Rimini – per fare un esempio – detengono il primato ci sarà un motivo ben preciso: andate a leggere le formazioni di questi squadroni. Siclari, Coppola, Esposito, Ungaro e Breza sono giocatori di altra categoria e fanno la differenza nel Potenza. Così come la fanno i vari Meneghello, Angelilli, De Gregorio, Brentan nel Metalica e Petti, Montanari, Arlotti, Pasquini e Cola nel Rimini. Il Latina chi schiera in campo? Ed un’altra domanda incalza: per sostituire un mostro sacro come Olivera basta un ragazzino (bravo quanto si voglia) di soli 18 anni senza l’ombra di esperienza? Dalle mie parti si dice che ”senza sordi no si cantunu missi”…  che nella lingua di Dante significa ”Senza soldi non si cantano Messe”… 

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Reggina, basta polemiche!

Ospite della trasmissione ”Oltre il 90°”, condotto dal giovane,  rampante ma preparatissimo Roberto Foti dalla web tv ”Immedia Live”, il Presidente della Reggina, Mimmo Praticò, che ha parlato a tutto tondo della Reggina e della situazione che sta vivendo la sua creatura.

Sull’argomento spese societarie: ”Noi ce la stiamo mettendo tutta in tutti i sensi ma non abbiamo la bacchetta magica. Uno dei contratti appena firmati ci costa oltre 15 mila euro. Il sistema non può reggere.

Problema stadio e ingresso di nuovi soci : ”Lo stadio deve necessariamente diventare di proprietà ma ancora non ho ricevuto nessuna proposta. Sarebbe oltremodo giusto che diminuisse la sua capacità da 24 a 15 mila e mi sarebbe piaciuto chiamarlo ”Stadio Hitachi”. Voi avete visto nessuno farsi avanti? Mauro Nucaro, presidente del Corigliano che si era fatto avanti attraverso radio e televisioni non si è mai fatto né vedere né sentire. Noi non abbiamo mai avuto nessun tipo di contatto con questa persona.”

A proposito di calciomercato: ”Bianchimano è un giocatore della Reggina e lo sarà fino a giugno del 2019. Se arrivano proposte interessanti lo daremo via, altrimenti resterà a Reggio Calabria. De Francesco e Porcino? A novembre abbiamo contattato il loro procuratore il quale ci ha fatto sapere che né l’uno né l’altro intendono rinnovare. De Vito potrebbe arrivare così come Castiglia e ne sono entusiasta. Ma per concretizzare un contratto ci vogliono tre firme. Sono ottimista anche per l’arrivo di altri calciatori.”

E conclude con una frase ad effetto: ”Noi abbiamo una gran voglia di andare in serie B. Oggi abbiamo 21 punti con 3 sconfitte interne. Se avessimo fatto tre vittorie al posto di tre sconfitte saremmo come la Reggina del 1988 o del 1998 allorquando, con cinque nuovi innesti, si trovò a lottare per obiettivi mai prefissi. Sia la Reggina di Scala che quella di Colomba sono figlie della casualità.”

Siamo sicuri che il Presidente Praticò avesse voluto esprimere un tutt’altro concetto e non ce la sentiamo di alimentare polemiche visto che ultimamente a Reggio Calabria appare il passatempo più gettonato. E non crediamo che la Reggina di Scala partì consapevole di poter puntare in alto. Anzi, fino ad ottobre quella squadra praticava un bel gioco non confortato però dai risultati. Poi cinque innesti novembrini la fecero volare fino allo spareggio di Perugia dove schiantò la corazzata Virescit. La stessa cosa avvenne dieci anni dopo con la squadra di Colomba: partita in sordina, ottenne la promozione grazie all’innesto di elementi che le fecero scalare la graduatoria fino al secondo posto. Tutto qui. E sosteniamo la sua tesi quando asserisce che con le cosiddette corazzate si è combinato poco o nulla a Reggio Calabria. Insomma il Presidente Praticò non ha voluto dire nient’altro che questa Reggina ha bisogno di cinque elementi validi per raggiungere certi obiettivi. Che siano la salvezza piuttosto che i play off non importa. Poi l’appetito vien mangiando come la Reggina del 1988 e del 1998. O no Presidente?…

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Cambio al timone dell’Axed Latina. Presentato Kitò Ferreira

Con una nota ufficiale apparsa sul proprio sito, l’Axed Latina Calcio a 5 comunica di aver sollevato Massimiliano Mannino dall’incarico di allenatore della prima squadra. A seguito delle prestazioni incolori che hanno accompagnato le ultime gare di campionato dove la squadra ha raccolto soltanto due punti, il Presidente Guianluca La Starza ha deciso di invertire totalmente la rotta sostituendo il coach romano di origini reggine. Pur tuttavia, la società nerazzurra ringrazia il tecnico per l’impegno profuso e la professionalità dimostrata e augura allo stesso le migliori fortune per le sfide future.

E’ durata quindi sei mesi l’avventura di Massimiliano Mannino sulla panchina del Latina. Cominciata nel migliore dei modi, la situazione si è incancrenita a seguito delle ultime prestazioni non all’altezza delle aspettative anche se infortuni e squalifiche hanno minato il cammino del quintetto nerazzurro. 

Quest’oggi – lunedì 15 gennaio alle 17.00 – si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico Kitò Ferreira (Joaquim Antonio Ferreira Gonçalves). Portoghese, è molto conosciuto ed apprezzato in Portogallo ed in molti paesi europei, avendo allenato diversi club, tra cui Burinhosa Club Recreativo Leões de Porto Salvo (entrambi in Prima Divisione Portoghese). Lo scorso anno ha guidato la Gymnastic Studio di Fondi.

Un grande in bocca al lupo al nuovo allenatore. 

 

L'immagine può contenere: 3 persone, persone che sorridono, persone in piedi e spazio al chiuso

Latina torna da Piacenza con un punto prezioso

 

Piacenza – Come nella gara di andata la Wixo Lpr Piacenza si aggiudica la partita al tiebreak dopo una maratona di oltre due ore. La Taiwan Excellence “acciaccata” porta a casa un prezioso punto nella 18ma giornata della Superlega UnipolSai, senza Maruotti influenzato e Gitto convalescente (aveva saltato anche la gara a Civitanova). Una Latina tutto cuore che ha tenuto testa ai padroni di casa per tutti e cinque i set in una gara a tratti spettacolare. Prossimo incontro per i pontini venerdì al PalaBianchini alle 20.30 con la Tonno Callipo Vibo Valentia.
La Taiwan Excellence inizia bene e si porta con Ishikawa sull’1-5, un ace di Baranowicz e un muro di Yosifov riportano sotto i padroni di casa 10-11, ma gli ace di Sottile e Ishikawa con Savani in attacco e Starovic a muro allungano 11-17, Fei e Marshall riportano sotto la Wixo 16-19, ma prima un muro di Rossi e poi due ace di Sottile chiudono il primo parziale 18-25. Giuliani ruota la formazione e Piacenza inizia mene il secondo set portandosi con un ace di Baranowicz e Fei sul 10-7 e poi allunga con gli ace di Clevenot e Cottarelli e un muro di Yosifov 16-10, Latina ritorna in gara sul 20-17 e sul finale un muro e un contrattacco di Savani per accorciare 24-23, ma dopo il timeout Fei chiude 25-23. Alletti viene confermato nel terzo set e Clevenot (un muro) apre il set sul 2-0, con Sottile in battuta (un ace) arriva un filotto di sei punti con i muri di Rossi (due) e Ishikawa Latina rovescia sul 5-10, Parodi (ace), Yosifov (muro) e Fei riportano sotto i padroni di casa 13-14, lunga fase di cambio palla fino al break di Clevenot che pareggia sul 22, si va ai vataggi con Alletti che manda fuori un primo tempo che val il 24-26 per i pontini. Confermato Parodi nel quarto set la Wixo allunga con Clevenot (anche un ace) e Alletti a muro sul 9-3, un muro di Le Goff e Starovic riportano sotto il Latina 15-13, un ace di Fei riporta Piacenza a +4 (18-14), ma  i muri di Starovic e Le Goff riportano sotto la Taiwan Excellence 20-19, ma prima Clevenot a muro e poi Fei e Parodi chiudono il parziale 25-21. Quinto set con Di Martino e Parodi in campo, contrattacchi di Clevenot (1-0) e Fei (3-1), muri di Di Martino e Fei (6-2), contrattacco di Starovic, errore di Fei e ace di Savani (6-6), errore di Parodi, 7-8 e si cambia campo. Contrattacchi di Parodi (9-8 e 11-9) e Clevenot (14-11), poi Fei chiude 15-12.
Alberto Giuliani schiera Baranowicz al palleggio e Fei opposto, Di Martino e Yosifov centrali, Clevenot e Marshall schiacciatori, Manià (ricezione) e Ludovico Giuliani (difesa) liberi e Cottarelli in battuta come under. Vincenzo Di Pinto risponde con Sottile in regia e Starovic opposto, Le Goff e Rossi al centro, Savani e Ishikawa di banda, Shoji libero. Errori di Di Martino e Marshall (0-3), contrattacco di Ishikawa (1-5), sul 2-6 timeout richiesto da Giuliani. Ace di Baranowicz (6-8), muro di Yosifov (10-11), ace di Sottile (10-13), ace di Ishikawa e contrattacco di Savani, 11-16 e Piacenza ferma il gioco. Si torna in campo con un muro di Starovic (11-17), contrattacco di Fei, 15-19 e Di Pinto chiama tempo. Contrattacco di Marshall (16-19), doppio ace di Sottile che chiude 18-25.
Giuliani ruota la formazione nel secondo set, contrattacco di Marshall (5-3), errore di Marshall (5-5), ace di Baranowicz e contrattacco di Fei, 10-7 e timeout richiesto da Latina. Ace di Clevenot (12-8), ace di Cottarelli (14-9), muro di Yosifov, 16-10 e Di Pinto chiama tempo. Sul 19-13 dentro Alletti e De Angelis per la seconda linea, doppio break dei pontini (20-17), Picenza si porta sul 22-17, muro di Savani, errore di Clevenot e contrattacco di Savani, 24-23 e Giuliani ferma il gioco. Si torna in campo con Fei che chiude il parziale 25-23.
Terzo set con Alletti confermato in campo, muro e contrattacco di Clevenot (2-0), ace di Sottile ed errore di Marshall, 5-6 e timeout Piacenza. Contrattacco di Ishikawa e muro di Rossi (5-8), dentro Parodi, muri di Rossi e Ishikawa (5-10), ace di Parodi e muro di Yosifov (8-10), contrattacco di Fei (13-14), sul 18-20 Giuliani ferma il gioco, dentro De Angelisi per la seconda linea. Sul 21-22 è Latina a chiamare tempo. Contrattacco di Clevenot (22-22), errore di Alletti che chiude il parziale 24-26. Confermato Parodi nel quarto set, muro di Baranowicz e contrattacco di Clevenot (3-0), contrattacco di Starovic (3-2), ace di Clevenot ed errore di Ishikawa, 7-3 e timeout richiesto da Latina. Errore di Ishikawa e muro di Alletti (9-3), dentro De Angelis per la seconda linea, muro di Le Goff (12-8), errore di Alletti (15-12) dentro Di Martino, contrattacco di Starovic (15-13), ace di Fei, 18-14 e Di Pinto ferma il gioco. Muro di Starovic (19-17), muro di Le Goff, 20-19 e tempo richiesto da Giuliani. Muro di Clevenot (22-19), errore di Fei (22-21), contrattacchi di Fei e Parodi che chiudono il parziale 25-21.
Quinto set con Di Martino e Parodi in campo, contrattacco di Clevenot (1-0), contrattacco di Fei (3-1), muro di Di Martino, 5-2 e timeout Latina. Muro di Fei (6-2), contrattacco di Starovic, errore di Fei e ace di Savani (6-6), errore di Parodi, 7-8 e si cambia campo. Contrattacco di Parodi (9-8), che si ripete sull’11-9 e Di Pinto chiama timeout. Contrattacco di Clevenot (14-11) e sul 14-12 Giuliani chiama tempo. Si torna in campo con Fei che chiude 15-12.

Wixo Lpr Piacenza-Taiwan Excellence Latina 3-2 (18-25, 25-23, 24-26, 25-21, 15-12)
Wixo Lpr Piacenza: Clevenot 23, Di Martino 3, Fei 24, Marshall 9, Yosifov 11, Baranowicz 3; Manià (L), L.Giuliani (L), Cottarelli 1, Parodi 9, Alletti 1, Kody, Hershko. All. A.Giuliani
Taiwan Excellence Latina: Starovic 20, Savani 15, Le Goff 7, Sottile 6, Ishikawa 22, Rossi 7; Shoji (L), De Angelis, Gitto. Ne: Corteggiani, Huang, Kovac. All. Di Pinto
Arbitri: Goitre, Boris
Durata set: 25‘, 28‘, 28‘, 26‘, 20‘; totale 2h07’
Piacenza: battute vincenti 7, battute sbagliate 15, muri 14, errori 26, attacco 50%
Latina: bv 6, bs 17, m 11, e 22, a 51%


In archivio anche al 18ma giornata della Superlega UnipolSai che ha visto i successi delle prime tre di testa che allungano sul treno delle inseguitrici. Nel gruppo importante vittoria di Milano a Ravenna, mentre in coda Vibo torna alla vittoria su Castellana Grotte. Proprio la Tonno Callipo Vibo Valentia sarà la prossima avversaria della Taiwan Excellence nell’anticipo Raisport di venerdì alle 20.30 al PalaBianchini di Latina. Latina che è uscita dal campo di Piacenza al tiebreak portando a casa un punto prezioso per la classifica. Ora le lunghezze da recuperare su Ravenna sono sei con una gara in meno che si recupererà il 25 gennaio a Verona.
L’olandese di Milano Nimir Abdel Aziz sfonda il tetto dei 400 punti e arriva a 413, seguito da Dusan Petkovic (Sora) a 351 e da Paul Buchegger (Ravenna) a 308; dodicesimo Sasha Starovic con 256. Abdel-Aziz è anche il leader negli ace con 58 battute vincenti, segue Paul Buchegger con 35 e la coppia Aleksandar Atanasijevic (Perugia) e Cristian Poglajen (Ravenna) 34; Sasha Starovic a 15. Viktor Yosifov (Piacenza) svetta a muro con 54 punti, seguito da Tsvetan Sokolov (Civitanova) a 47 e da un altro ex Pieter Verhees (Vibo) 44; Sasha Starovic a 32, Andrea Rossi a 31. Nei dati della ricezione Erik Shoji con il 39.5% di palle perfette è terzo dietro a Cavaccini (Castellana) 41.9% e Jiri Kovar (Civitanova) 41.7%, sesto Gabriele Maruotti con il 35.4%.
La formazione con più efficienza in attacco rimane Civitanova 55.1% di palle positive che precede Perugia 52.2% e Modena 50.4%, Latina è 13ma con 45.3%. Negli ace Milano (1.88) è stata raggiunta a comando da Ravenna 123 (1.94), segue Perugia a 125 (2.08); 13ma Latina 62 (0.93). A muro svetta Piacenza con 173 (2.34 a set) seguita da Civitanova (2.51) a 168 e Trento (2.35) a 160; ottava Latina con 145 (2.16). In ricezione guida Civitanova con il 34.4% seguita da Castellana con 32.1% e Latina 29.3%. Chiudiamo con gli errori dove la Taiwan Excellence rimane la più avara di regali con una media di 5.27 a set, seguono Monza con 5.63 e Modena con 5.66.

I Commenti dei due allenatori al termine della gara di ieri
Vincenzo Di Pinto: “Noi siamo venuti a Piacenza per vincere. Abbiamo giocato alla pari, purtroppo nel quarto e quinti parziale abbiamo accusato dei momenti altalenanti. Ora il nostro obiettivo è giocare partita per partita, purtroppo in questa occasione le nostre difficoltà non ci hanno permesso di trovare continuità di gioco. La mia squadra è viva e, nonostante qualche assenza, possiamo giocarcela tranquillamente alla pari con qualsiasi squadra”.
Alberto Giuliani: “Sapevamo sarebbe stata una partita difficile anche e soprattutto per il valore dell’avversario. Non abbiamo giocato con lo stesso ritmo messo in partita nelle sfide di Vibo Valentia, Perugia e Modena, il calo è arrivato a causa di una sofferenza dal punto di vista atletico ma anche mentale. Quando si giocano partite di alto livello con un calendario così ravvicinato si può perdere lucidità in alcuni momenti, proprio come è avvenuto stasera. Sono arrivati però 2 punti importantissimi, ora pensiamo a Milano, un’altra sfida difficile”.

Le azioni della gara
Latina difende tutto e Ishikawa chiude https://youtu.be/h03VLfk8Cl0
Magia Sottile https://youtu.be/85Ox-V5tZVs
Ace di Ishikawa https://youtu.be/kGFdNBCNuv0
Savani e Shoji difendono, chiude Ishikawa https://youtu.be/XpmuUSL-XbY
Prodezza di Ishikawa https://youtu.be/If4NfUzfYrU
Le Goff con il gomito https://youtu.be/ucq-TAf8vbM
Ishikawa salva un ace https://youtu.be/l7-2VZQm2k4
Highlight https://youtu.be/JCnsoCszAEo

 

Fonte:  | Gen 14, 2018 |

Benacquista: buona la prima del 20128

La prima gara del girone di ritorno, e prima del 2018 tra le mura del PalaBianchini, ha visto  la Benacquista Assicurazioni Latina Basket affrontare la formazione della Moncada Fortitudo Agrigento e conquistare un meritato successo con il risultato finale di 73-67. Una partita combattuta e avvincente durante la quale i nerazzurri sono stati bravi a rimanere concentrati anche nei momenti difficili della gara. Quattro uomini in doppia cifra per il team pontino: Laganà con 15 punti tirando con l’83% da 2 e il 100% dalla lunetta 4 rimbalzi, 3 assist, 3 palle recuperate e 26 di valutazione, Capitan Pastore, trascinatore della squadra (e del numeroso e caloroso pubblico presente al palazzetto) con 14 punti, Allodi e Raymond con 10 punti ognuno e rispettivamente 4 e 8 rimbalzi catturati. Seguono a ruota Hairston, che di punti ne ha firmati 9 catturando anche 11 rimbalzi e Saccaggi con 7 punti realizzati e 4 assist. Buon lavoro in cabina di regia per Tavernelli che ha distribuito 6 assist ai suoi compagni e bella prestazione del giovane Di Ianni che nei 9 minuti di permanenza sul parquet ha realizzato due belle triple.

 

 

vittoria_agrigento_02La partita – Parte forte Agrigento che realizza i primi quattro punti, ma sul fronte opposto replica l’ex di turno Andrea Saccaggi (2-4 al 1′). Agrigento realizza ancora con Zilli, ma è bravo il giovane Di Ianni a centrare la retina dalla lunga distanza per il -1 nerazzurro (5-6). La gara è vivace con le due squadre che giocano sul filo dell’equilibrio (9-10 al 3′). È il canestro di Raymond a portare i nerazzurri in vantaggio al 5′ (11-10). Agrigento non rimane a guardare, ma la seconda tripla di Di Ianni consente alla Benacquista di rimettere la testa avanti (14-12). La Fortitudo si scuote e con 4 punti consecutivi si riporta in vantaggio (14-16 al 7′). Ruotano gli uomini sulla panchina nerazzurra e a 2:44″ Hairston dalla lunetta concretizza un solo libero (15-16) ma Williams e Ambrosin allungano per i siciliani (15-20 all’8′). I padroni di casa non riescono a trovare la via del canestro a differenza della Moncada che mette a referto altri 4 punti mandando in archivio il primo periodo sul punteggio di 15-24 in proprio favore.

In avvio di secondo quarto è la Benacquista la prima a realizzare, ma il team siciliano non è da meno (17-26 all’11’). Latina è concentrata e con la tripla di Saccaggi si porta sul -6 (20-26 al 2′). La Fortitudo con i tre liberi messi a segno da Pepe riallunga il divario (20-29) ma Raymond firma la sua prima tripla della serata (23-29 al 13′). Guariglia per Agrigento e la bella schiacciata di Allodi per il 25-31 al 14′. Marco Laganà realizza i due punti del 27-31 al 15′ subendo anche fallo. Time-out per coach Ciani e al rientro sul parquet il numero 9 nerazzurro concretizza anche il libero aggiuntivo (28-31). Evangelisti smuove il punteggio per gli ospiti, ma la tripla di Capitan Pastore infiamma il pubblico del palazzetto (31-33), che continua a esultare nell’azione successiva con la bella azione di squadra che permette alla Benacquista di riportarsi in parità (33-33 al 17′). Si continua a giocare sul filo di lana (37-35 al 18′). Latina trascinata dal suo capitano, che recupera palloni preziosi, si porta sul 39-35 quando manca 1:21″ al termine del periodo. Time-out per la Moncada. Alla ripresa del gioco Laganà concretizza due liberi (41-35 a 1:03″). A 40″ dalla sirena una bella azione rapida permette ad Andrea Pastore di centrare la retina dai 6.75 per il 44-35, Agrigento non riesce a trovare la via del canestro nell’azione successiva ed è pronto Marco Laganà al coast to coast per il 46-35 con cui si va negli spogliatoi.

HAIRSTONAl rientro dal riposo lungo Agrigento perde due palloni e nell’area opposto Andrea Saccaggi firma il primo canestro del terzo quarto (48-35 al 31′). Entrambe le formazioni sono sfortunate nelle conclusioni mentre il cronometro scorre. Si devono attendere ulteriori due minuti per vedere un altro canestro, che viene realizzato da Agrigento (48-37 al 23′). La Fortitudo riduce ulteriormente il divario portandosi sotto la doppia cifra di  (48-40 al 14′) e coach Gramenzi chiama time-out. Si torna sul parquet, ma l’inerzia rimane nelle mani della Moncada che riesce a riportarsi a un solo possesso di distanza (48-46 al 26′). La Benacquista smuove il proprio punteggio con Hairston (50-46) e incrementa con l’altro statunitense in maglia nerazzurra, Raymond (52-46 a 2:23″ dal termine del quarto). Allodi realizza un bel canestro dal pitturato per il 54-46, ma nell’area opposta Cannon concretizza un libero (54-47 al 29′). Attimi concitati nel corso dell’ultimo minuto e la frazione si chiude con il punteggio di 56-50 per i padroni di casa.

 

vittoria_agrigento_03In avvio di ultimo periodo Agrigento riesce a ridurre ulteriormente le distanze (58-55 al 32′). Capitan Pastore firma un’altra triplache porta la Benacquista sul 61-55 al 33′. La Fortitudo non demorde, continua a lottare, ma anche Latina è determinata a non mollare (63-59 a 6:30″). Gli ospiti trovano un canestro prezioso che riporta Agrigento a un solo possesso di distanza (63-61 al 34′). Sostenuta da un grande e caloroso pubblico la Benacquista prova ad allungare con la quarta tripla del Capitano (66-61 al 35′). Cannon dalla lunetta concretizza i due liberi del -3 siciliano (66-63 al 36′) ma Raymond risponde dall’arco (69-63 a 3:25″ dal termine del match). Time-out per la Moncada. Il gioco riprende, ma nessuna delle due formazioni trova la via del canestro fino a 1:15″ dalla sirena quando la Fortitudo riduce a 4 le lunghezze di svantaggio (69-65). Con 50″ sul cronometro è ancora la squadra ospite a centrare la retina (69-67). Time-out per la panchina nerazzurra. Si torna sul parquet, ma nessuna delle due squadre realizza. Con 12″ da giocare e palla per la Benacquista, coach Gramenzi chiede un’altra sospensione. Alla ripresa Agrigento commette fallo sistematico, Laganà chirurgico dalla lunetta porta i suoi sul 71-67 con 7″ sul cronometro. Time-out Fortitudo. Il gioco riprende, capitan Pastore realizza il suo primo canestro da due punti della serata e la Benacquista vince meritatamente il match con il risultato finale di 73-67.

Benacquista Assicurazioni Latina Basket vs Moncada Fortitudo Agrigento  73-67 (15-24, 46-35, 56-50)

Benacquista Assicurazioni Latina Basket: Hairston 9, Tavernelli 2, Laganà 15, Saccaggi 7, Allodi 10, Pastore 14, Di Ianni 6, Jovovic n.e., Ambrosin n.e., Raymond 10, Cavallo n.e.. Coach Gramenzi. Vice Di Manno.

Moncada Fortitudo Agrigento:  Cannon 17, Zugno 3, Evnagelisti 7, Cuffaro n.e., Williams 14, Zilli 5, Ambrosin 10, Guariglia 4, Pepe 5, Lovisotto 2. Coach Ciani. Vice Dicensi.

Note:  Latina tiri da due 45% (19/42) tiri da tre 35% (9/26) tiri liberi 41% (28/68). Agrigento tiri da due 57% (27/47) tiri da tre 17% (2/12) tiri liberi 49% (29/59).

Arbitri: Capotorto Gianluca di Palestrina (RM), Maschio Duccio di Firenze, Nuara Salvatore di Selvazzano Dentro (PD).

Il prossimo appuntamento con la Benacquista Assicurazioni Latina Basket è in programma domenica  21 gennaio alle ore 18:00 al PalaSojourner di Rieti dove affronteranno la Npc Rieti (oggi sconfitta sul campo della Givova Scafati 96-71) nel primo derby del girone di ritorno. La sfida dell’andata aveva visto i nerazzurri conquistare il successo con il risultato di 82-73.

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Riviviamo insieme le emozioni della sfida andata in scena al PalaBianchini tra la Benacquista Assicurazioni Latina Basket e la Moncada Fortitudo Agrigento, che ha visto i nerazzurri conquistare un meritato successo con il risultato finale di 73-67, attraverso gli highlights realizzati da Fanner Basket.

Le parole di Franco Gramenzi, capo allenatore della Benacquista Assicurazioni Latina Basket, in sala stampa al termine della sfida con la Moncada Fortitudo Agrigento, che i nerazzurri hanno meritatamente vinto con il risultato finale di 73-67.

 

Donatella Schirra
Ufficio Stampa
Latina Basket

Latina, ovvero ”Speriamo che io me la cavo”

Le parole di Raffaele Cerbone, trainer del Budoni, che ha passeggiato sui resti nauseabondi del Latina, non possono e non devono passare inosservate:Se avessimo preso gol lo scenario sarebbe cambiato radicalmente. Questo, d’altra parte, è il calcio: una volta scongiurato il pericolo ci siamo organizzati ed abbiamo vinto la partita. Non mi permetto di giudicare il Latina, sarei presuntuoso a farlo non vivendo quella realtà e quella quotidianità.” Un gran Signore, non c’è che dire. Urge però ricordare all’allenatore originario di Afragola che con i ”se” e con i ”ma” non si sono mai vinte né le guerre che le partite di calcio. E’ vero che nel calcio un singolo episodio può indebitabilmente stravolgere le sorti di una gara di calcio, pur tuttavia, non crediamo che Mister Cerbone abbia detto la verità. S’é vero come é vero che una sola rondine non fa primavera, così parimenti, un solo tiro verso la porta avversaria non può assolutamente far testo considerando quell’atteggiamento arrendevole che ha caratterizzato l’intera prestazione nerazzurra. Ergo, quella di Cerbone è una spudorata presa per i fondelli verso il Latina ridotto ai minimi termini dalla sua squadra che è apparsa tonica, incisiva, cattiva, cinico e affamata di gloria. Anzi dirò di più: ieri il Budoni ha dimostrato di essere una squadra mentre quella nerazzurra ha palesato in modo inconfutabile di non esserla più in un’annata che si sta rivelando sempre più fallimentare. La difesa è un colabrodo: i suoi ”attori” arrivano sempre in ritardo e non riescono mai a sopravanzare l’avversario di turno. Il centrocampo è farraginoso, lento, impacciato e nervosissimo. E in più non riesce a pulire un pallone, non è in grado di regalare un illuninazione per l’attacco e non è più capace ad azzeccare un passaggio che sia uno. Niente di niente, se non montagne di cartellini tra gialli e rossi. Capitan Catinali, tra l’altro, è l’ombra di sé stesso e c’è da domandarsi dove sia andato a finire quell’arcigno giocatore che l’anno scorso ha stravinto il campionato con la Sicula Leonzio. E ancora: un ragazzetto di 18 anni (ci stiamo riferendo a Bardini giunto da Livorno dove giocava con la Berretti) potrà mai offuscare il ricordo di Olivera? L’attacco, quindi, non incide perché da quelle parti non arrivano palloni gestibili. Ieri a Budoni Pasquale Iadaresta ha realizzato il gol della bandiera sfruttando l’unico errore commesso dalla difesa avversaria. Non è stato quindi un gol frutto di un azione: quella è merce rara oramai da tempo immemorabile e precisamente da quando la società ha fatto quel repulisti che ha portato ai tagli di Samuele Romeo, Luciano Rabbeni e Mirko De Francesco. Ora, noi non conosciamo e non vogliamo conoscere i termini della querelle che ha portato all’estromissione dei tre elementi giacché riconosciamo che questo rappresenta un vero e proprio campo minato. Ma è chiaro e fin troppo palese che con Romeo, Rabbeni e De Francesco il Latina era una ”squadra”. Non vogliamo aggiungere null’altro se non questo: ”speriamo che io me la cavo”.  

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