Domenica tutti allo Stadio. E in Curva campeggera uno striscione per Renzo Marini

Domenica tutti allo Stadio. E in Curva campeggera uno striscione per Renzo Marini

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Quella di domenica 7 gennaio 2018 non è una semplice partita di calcio. E non sarà fine a sé stessa perché dall’esito del prossimo incontro dipenderà il futuro prossimo della società nerazzurra. Per tale motivo il Leone Alato, massima espressione del movimento ultra della città Littoriana, invita tutti i veri tifosi del Latina a ritornare a riempire sugli scaloni del vecchio Domenico Francioni. Lo striscione che recita ”Tutti allo Stadio” campeggia in molti punti strategici della città ed è superfluo aggiungere altro. Tutti allo stadio domenica per spingere il Latina alla vittoria.

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Ma domenica 7 Gennaio è una data ”molto particolare” perché al Francioni si commemorerà Renzo Marini, tragicamente e prematuramente scomparso in questi giorni che per molti sono stati di festa ma che per tanti sono stati, invece, di lutto. Renzo, per chi non lo sapesse, è la figura storica della curva perché fondatore della Falange, uno dei maggiori gruppi esistiti nel panorama ultras a Latina. Anzi, se a Latina esiste un movimento ultras, lo si deve proprio a lui. Per questo motivo, Falange e Leone Alato esporranno uno striscione unico per ricordare e ringraziare Renzo Marini.

D’appresso, riportiamo il Comunicato di curva.

Si apre un nuovo anno, riprende il campionato che ci troverà come sempre in curva a sostenere i nostri colori.
Purtroppo le feste natalizie hanno portato la perdita di una figura storica della nostra curva, membro di uno de maggiori gruppi esistiti nel panorama ultras a Latina.

La “Falange” è stata per anni il traino della nostra curva, anni in cui non ricordare anche il mitico gruppo “Warriors” sarebbe un sacrilegio, punti fermi di un periodo che oggi ci consente di poter avere un passato, a nostro avviso, di tutto rispetto.
Renzo è stato uno dei punti cardine di questo gruppo, di conseguenza anche non avendo 
potuto vivere l’epoca per ragioni anagrafiche siamo tenuti ad onorare una figura di rilievo della nostra curva.

Latina-Rieti di conseguenza sarà una partita particolare… Una partita dove molti “vecchi ultras” o semplici frequentatori torneranno in curva.
Tutto questo può solo farci piacere, ma proprio a questa gente vorremmo far presente per correttezza come oggi la nuova generazione vive la curva e come soprattutto teniamo che ci si “comporti” in una curva che per ragioni di tempo sarà molto diversa da quella vissuta precedentemente.

Senza polemica, anzi proprio in virtù dei principi ultras che anni addietro avete vissuto prima di noi vogliamo esprimere un concetto che siamo sicuri capirete.

La curva era, è, e sarà sempre di tutti.
La curva é un luogo di aggregazione dove a prescindere dal ricordo di tutti i nostri fratelli scomparsi si sostiene il Latina.
La curva non è la vetrina di nessun nostalgico, su questo punto ci spieghiamo meglio.
Tanta gente tornerà in curva trovando noi, tanti non sapranno neanche chi siamo giustamente, e a prescindere del giudizio che possiate avere di noi (“ai tempi miei…”, “Na volta si che era bello…”)siamo quelli che tra mille sacrifici portiamo avanti la baracca, di conseguenza chiediamo rispetto e umiltà nello stare alle direttive di noi curva nord.
Per il ricordo di Renzo ci saranno i ragazzi della Falange al nostro fianco, al quale è stata data la massima disponibilità a qualsiasi iniziativa, sicuramente sapranno come sarà meglio ricordarlo.

La scomparsa di un personaggio così importante può essere per una volta l’occasione in cui nuova e vecchia generazione possano condividere la curva, convogliando memoria e passione in un tifo degno della nostra città.

Prendiamo atto che la personalità di Renzo non si limitava alla curva ma anche alla politica, per quanto concerne il nostro contesto teniamo a ricordare il Renzo ultras, indipendentemente dal suo passato politico.
Chiudiamo con una piccola ma mai banale premessa…

IN CURVA SI STA IN PIEDI, IN CURVA SI SOSTIENE!
CONVOGLIAMO TUTTI AL CENTRO CURVA, SCIARPE, BANDIERE, COLORE…
NEL RICORDO DI RENZO, PER LA NOSTRA CITTÀ!
TUTTI IN CURVA!

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Walter Mazzari è il nuovo allenatore dei Granata

In casa del  Toro oggi è stato  il giorno della presentazione del nuovo tecnico, Walter Mazzarri. Il tecnico toscano è stato chiamato a sostituire Sinisa Mihajlovic,esonerato dopo la sconfitta nel derby di Coppa Italia.

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Ecco le sue prime dichiarazioni da tecnico granata:

“Si è creato subito un gran feeling con il presidente, ma anche con Petrachi e Comi. Per me è importante vedere che con le persone si parla la stessa lingua. Ieri, anche se sono un allenatore navigato, ho provato una grande emozione entrando al Filadelfia, in questo momento sono carico, ma anche un pizzico emozionato. Io penso che questo sia l’ambiente ideale per me, lo percepivo già quando venivo a giocare contro il Torino. A me non piace molto parlare, mi piace lavorare e fare i fatti, però penso che qua potrò fare bene. Per questo sono carico. Io sono un allenatore a cui piacerebbe partire da giugno con una squadra, i giocatori li ho visti un po’ frastornati ieri. Ma è normale, sarebbe stato grave il contrario. Ai giocatori ho detto “So che eravate legati al vostro allenatore, vuol dire che siete ragazzi per bene”. Se i giocatori si legano ad un allenatore vuol dire che c’è la base per fare bene. Per me un allenatore è come un artista, ognuno ha il suo canovaccio. Mi piace dare il mio sistema di gioco alla squadra. Il calcio non è una scienza esatta ma ha bisogno della scienza e delle conoscenze, è chiaro che nel calcio c’è anche l’imprevisto che non puoi controllare. Ma se tutti noi, a partire dalla vita privata, diamo il massimo allora potremmo fare bene. Tutti mi devono aiutare. Fino a stasera e domani mattina cercherò di dare tutti i miei input ai ragazzi, ma prima devo capire quali ragazzi mi danno più garanzie per giocare domani alle 12.30. In base a queste indicazioni metterò la migliore formazione possibile in campo. Ai ragazzi ho detto che intanto devono pensare positivo e mi piacerebbe che domani tutto il pubblico pensi positivo e sugli spalti ci diano un mano in campo. Mi piacerebbe che questi tifosi fossero un corpo unico con noi.Io credo che nella mia carriera si è sempre vista la mia impronta in campo. L’importante è che i giocatori riescano a capire il tuo stile. In panchina una volta ero considerato un agitato, questo perché cerco di dare tutti gli stimoli possibili ai miei ragazzi per vincere le partite”

Per quanto riguarda il mercato non ha lasciato dichiarazioni  specifiche:  “Ognuno ha il suo compito in società, io sono l’allenatore, il modulo lo cucirò addosso. Per quanto riguarda il mercato quindi, io darò indicazioni alla società, ma se ho accettato questo progetto e perché penso che qui ci sia un gruppo di giocatori forti”.

Poi parla di un suo giocatore allenato durante il suo periodo al Watford ora in forza al Torino:  “Ognuno ha il suo compito in società, io sono l’allenatore, il modulo lo cucirò addosso. Per quanto riguarda il mercato quindi, io darò indicazioni alla società, ma se ho accettato questo progetto e perché penso che qui ci sia un gruppo di giocatori forti”.

Mazzarri si sposta anche sull’argomento Nazionale: “Se mi aspettavo la chiamata della Nazionale? No, mi ha fatto piacere essere chiamato dal Torino. In questo momento dell mia carriera per me è stato bello essere stato chiamato dal presidente Cairo qua, credo che questa potesse essere la soluzione migliore per me”.

Mazzarri ha finito parlando delle sue esperienze passate: “Penso che allenare in Inghilterra ti dia l’opportunità per poter trovare panchina in diversi posti all’estero, ma io avevo voglia di tornare in Italia. All’Inter finché c’era il presidente Moratti eravamo secondi in classifica. La società è importante per un allenatore, è fondamentale avere una società importante alle spalle. Dal momento in cui un presidente importantissimo a campionato in corso, dopo tanti anni vende la società, succedono tutta una serie di cose e un allenatore più di tanto non può fare. Questo lo dico anche per elogiare il periodo in cui sono stato all’Inter, è stata una bellissima esperienza e tanti che non avevano capito certe situazioni si sono poi ricreduti”.

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Walter Mazzarri e Gianluca Petrarchi 

IL LATINA VINCENDO CONTRO IL RIETI VINCEREBBE DUE VOLTE

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La squadra di Mister Chiappini deve tentare il colpaccio per minare l’equilibrio psicologico dei reatini che, al secondo stop consecutivo, potrebbero avere miriadi di contraccolpi 

di Matteo Giovanni Troiani

Mancano soltanto tre giorni all’incontro-scontro con il Rieti. Si sono scritte e dette di ogni a proposito di questa gara che, gioco forza, il Latina deve vincere per dare un senso a questo campionato dai toni più scuri che chiari almeno fino al momento.

Tralasciando gli aspetti squisitamente tecnici e tattici che sono di pertinenza dei rispettivi allenatori, siamo sicuri che gli azzurriamaranto verranno al Francioni per fare la loro partita e mettere definitivamente in ghiaccio la promozione diretta. Dovrà essere il team nerazzurro a invertire la rotta di una gara che si preannuncia tosta, vera, maschia, infida e da prendere con le molle. D’altronde, se tra le due squadre esiste una distanza di ben dieci punti, ci dovrà pur essere un motivo più o meno plausibile che documenti quest’abisso.

Non vogliamo prendere in esame la partita d’esordio dove il Latina è stato sepolto da ben sei reti di differenza: quella non era una squadra vuoi per la preparazione pre-campionato effettuata alla viva il parroco per i motivi che tutti ben conosciamo, vuoi perché la formazione è stata assemblata alla meno peggio con giovani di buone speranze e nulla più, vuoi perché il Rieti, in quell’occasione, ha dimostrato di essere più forte, più preparata, più squadra in tutti i sensi. Una vera corazzata in grado di schiacciare qualunque avversario. E’ il dopo che deve preoccupare, è la storia che ha accompagnato la compagine di Mister Chiappini da Cassino in avanti a dover far riflettere i tifosi del Latina. Non vogliamo mettere il dito nella piaga. Anzi ci auguriamo che Iadaresta e compagni escano vittoriosi da questa gara. Il perché dovrebbe essere ovvio per tutti: mettiamo il caso che il Latina vinca. La distanza a questo punto sarebbe di sette punti – che rimarrebbe comunque siderale – ma potrebbe, in un certo qual modo, minare l’equilibrio psicologico dei calciatori di Mister Parlato al secondo stop consecutivo. Insomma, il Latina deve vincere per sé, per rallentare ulteriormente la corsa del Rieti, per dare un segnale forte al campionato e, soprattutto, per dare dimostrazione alle contendenti che il Latina è capace di tutto. Altri magheggi non esistono. Ovviamente anche il trainer dei battistrada lo sa bene per cui siamo sicuri che Cuffa, Ispas, Marcheggiani, Dionisi e Giunta, scenderanno in campo per vincere la partitissima e per evitare di gettare alle ortiche tutto ciò che di splendido hanno fatto finora.

Due novità nel Rieti: si sa che non saranno della gara Scotto e Luciani che non si sono allenati per tutta la settimana in quanto febbricitanti. La seconda riguarda l’acquisto del portiere Armando Foscarini, classe ’98, proveniente dal Lecce con la formula del prestito. Al calciatore è stata assegnata la maglia numero 12. Il Latina, invece, sarà al gran completo. Così come il Francioni che domenica sarà pieno di tifosi impagabili e capaci, come sempre, di contribuire alla causa nerazzurra in una giornata speciale e di grandi speranze di rivincita.  

“Sventola fiero i tuoi colori, viaggia con noi. Noi siamo la capolista” si legge nel volantino promozionale che sta girando per le strade di Rieti. Continua l’organizzazione della trasferta in terra pontina e del pullman per raggiungere il Francioni. I tifosi azzurroamaranto hanno assicurato che ci saranno in numero copioso a Latina.

L’incontro, valido per la prima giornata di ritorno, sarà diretta da Claudio Panettella della Sezione di Bari. A coadiuvare il fischietto pugliese saranno gli assistenti Marcello Montesanti di Lamezia Terme e Riccardo Naccari di Vibo Valentia.

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