Pezone… ma no, dai, non può essere vero!!!

In tutto questo potrebbe rientrare anche la Reggina. Tutto da leggere!

RACING-CLUB-PEZONE-ANTONIO

Se la notizia si rilevasse vera, dovremmmo stare attenti anche quando facciamo le puzzette. E si, perché ci potrebbe essere qualcuno che userebbe il gas prodotto dai nostri intestini per denunciarci alle autorità competenti allo scopo di soddisfare i propri ”propositi”. Che c’entra tutto questo con Pezone? Dovete sapere che, a sorpresa, il Racing Fondi si è costituito come club terzo interessato nell’udienza del procedimento per illecito sportivo che si è tenuta nella mattinata di giovedì 15 dicembre scorso e che vede coinvolto (unitamente all’Avellino) il Catanzaro. Vittorio Galigani, autore del presente articolo (che noi abbiamo voluto soltanto ”arzigogolare”) scrive che è stato un po’ come sparare sulla Croce Rossa, come si è soliti dire in casi di questo genere. Un vero fulmine a ciel sereno, una puzzetta alla Rinascente di Milano all’ora di pausa pranzo.

L’inaspettata mossa, che ha lasciato allibiti e sgomenti addetti ai lavori (e non), giunge con il campionato tutto ancora da giocare, con le posizioni di classifica ancora tutte da definire e per un tentativo di illecito (peraltro non consumato) inerente una partita (Catanzaro-Avellino) risalente al campionato 2012/13, quando il Catanzaro era gestito da una proprietà diversa da Floriano Noto, e Antonio Pezone (attuale presidente del Fondi) non solo non partecipava neppure a un campionato professionistico ma non si sapeva neanche chi fosse. Non ci sarebbero, tra l’altro, legami ”agonistici” tali da giustificare il comportamento della Racing Fondi giacché non esisterebbero rapporti precedenti tra gli attuali presidenti dei due club che possano far pensare a eventuali risentimenti personali. Il dubbio che Floriano Noto e Antonio Pezone neppure si conoscano è più che fondato a meno che – scrive sempre Galigani – non ci sia stata della ruggire (evidentemente mai rimossa) relativa al trasferimento al Catanzaro (anni addietro) di qualche calciatore sul quale Pezone vantava dei diritti. Un nome, a casaccio, su tutti? Icardi.

Ma anche in quel caso, Floriano Noto e il Catanzaro attuale che c’azzeccano? Fosse vero, ci sarebbe veramente di che preoccuparsi perché il tentativo di rivalersi in quel modo sarebbe ancor più deplorevole tanto da lasciare perplessi anche la presenza – ritenuta di dubbio gusto e inopportuna – dinanzi alla sede della Procura Federale in via Campania di Alfonso Morrone, il direttore generale dei laziali.

Lo stupore (e l’imbarazzo) è stato ovviamente generale, in aula, nel momento in cui l’avvocato Flavia Tortorella, per conto del Racing Fondi, si è inserita (unica) nel procedimento. In pochi sono riusciti a spiegarsene le ragioni in considerazione del fatto che da tutta questa vicenda il club fondano e di Lido dei Pini non gioverebbe di alcunché da questa diatriba. I laziali, infatti, navigano nella zona medio bassa della classifica del Girone C, con tre punti di vantaggio sui play out ma non è tutt’altro che con l’acqua alla gola o, come suol dirsi, alla canna del gas. Più del Fondi, in ogni caso, avrebbero dovuto preoccuparsi Casertana, Andria e Paganese che la seguono in classifica in piena zona retrocessione.

S’è vero (com’è vero) che  Icardi fosse il vero pomo della discordia in quanto il talentuoso calciatore proveniva proprio dalla Lupa Castelli Romani (società acquisita da Antonio Pezone a maggio del 2016, immediatamente tramutata nella denominazione in Racing Roma) ci sarebbe da arrossire. La nostra speranza è che Vittorio Galigani, autore del presente articolo, abbia alzato un po’ il gomito ed abbia voluto essere (per così dire… goliardico fino all’estremo) ma conoscendolo come uno tosto e cazzuto, crediamo abbia riportato la verità e soltanto la verità. Ma non si sa mai…

Fonte: http://www.blunote.it/news/488281378310/catanzaro-avellino-il-fondi-lsquo-spara-rsquo-sulla-croce-rossa

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Salernitana, missione compiuta

Entella-Salernitana

Al suo esordio sulla panchina granata, mister Colantuono trova la Virtus Entella di Alfredo Aglietti. Tra le due squadre, divise da soli 2 punti, sarà verra battaglia per conquistare l’intera posta in palio che vuol dire allontanarsi dalle zone rosse della classifica. Fischio d’inizio alle ore 15. La gara sarà diretta dal signor Piscopo della sezione di Imperia. Queste le squadre in campo:

La Virtus Entella si presenta con un 4-3-3 formato da: Iacobucci; Belli, Benedetti, Pellizzer, Brivio; Eramo, Troiano, Crimi; Diaw, La Mantia, Aramu. A disposizione: Paroni, Massolo, De Santis, Baraye, Zigrossi, Di Paola, Ardizzone, Palermo, Currarino, Cleur, Mota Carvalho. All. Aglietti.

La Salernitana invece viene schierata con un 4-2-3-1 da Mister Colantuono: Adamonis; Pucino, Mantovani, Schiavi, Vitale; Minala, Ricci; Gatto, Kiyine, Sprocati; Bocalon. A disposizione: Russo, Bernardini, Perico, Popescu, Odjer, Signorelli, Zito, Alex, Rodriguez, Di Roberto, Rosina, Rossi. All. Colantuono.

Arbitra l’incontro il Signor Piscopo della sezione di Imperia

Due ex del Latina tra le fila liguri: Iacobucci e Crimi mentre dall’altra parte, troviamo Minala che ha giocato davvero poco con la maglia nerazzurra.

Con una prova tutta cuore e muscoli la Salernitana fa suo il delicatissimo match di Chiavari in una partita che esalta, ove ve ne fosse ulteriore bisogno, il lavoro e la maestria di Mister Colantuono che ha imbrigliato fin dalle prime battute iniziali il team di Mister Aglietti.

Risultati immagini per virtus entella - salernitana

Ma andiamo per ordine partendo dal primo gol dei granata. Al 29′ la Salernitana con insistenza trova il vantaggio grazie ad un tiro da fuori area di Kiyine, su cui l’opposizione di Iacobucci lascia decisamente a desiderare.

Al 40’ l’arbitro si inventa un rigore per i padroni di casa per un fallo in area commesso (probabilmente) da Mantovani. Si incarica della trasformazione Troiano al quale si oppone da gran campione e salva la sua porta un portiere del quale sentiremo parlare: Adamonis.

La squadra di casa non ci sta e cinge d’assedio la porta avversaria senza però riuscire a raddrizzare la partita. Neppure Aramu e Diaw tra il 12’ ed il 13’ della ripresa riescono a gonfiare la rete del giovane portiere granata. Nel primo caso sarà Vitale a salvare sulla linea e nel secondo l’attaccante ligure manda fuori di poco.

Passano tre e minuti e la Salernitana raddoppia. Al 15’, infatti, la difesa di casa opera un mezzo pasticcio (Iacobucci e Belli non si capiscono) e la palla conquistata da Rossi viene smistata per Sprocati che di testa, tutto solo in area, non sbaglia il gol che chiude la partita anche se successivamente, Adamonis deve fare gli straordinari su De Paoli, Mota e Lamantia.

Tutto è bene ciò che finisce bene. Alla Salernitana serviva una scossa per cacciarsi da una situazione di grave impasse che durava oramai da cinque settimane ed all’ambiente serviva quella scossa propedeutica all’indomani del cambio dell’allenatore che ha, evidentemente, dato i frutti sperati. Costare i play off a Salerno non costa nulla. La città, la società e tutto l’ambiente granata merita molto più che un anonimo torneo di Serie B.

'o scuorzo ristorante pizzeria salerno

Vediamo cosa è successo nella 19a giornata di Serie B. Il Palermo piega di misura (1-0) la Ternana e conserva la vetta della classifica. Alle sue spalle frenano Frosinone (1-1 a Carpi), Parma (0-0 con il Cesena) e Empoli (1-1 a Cremona) e allora al 2° posto risale il Bari che ottiene un prezioso successo (1-3) a Perugia. Dopo il 2-2 nell’anticipo tra Foggia e Venezia e in attesa di Brescia-Cittadella (domenica, ore 15), tornano a sognare i playoff Salernitana e Spezia che battono in trasferta con identico punteggio (0-2), rispettivamente Entella e Pro Vercelli. In coda, infine, strappa un punto colmo di speranza (1-1) l’Ascoli ad Avellino. Chiuderà il programma Pescara-Novara (domenica, ore 17.30).

Ecco la nuova classifica: Palermo 35, Bari 32, Parma e Frosinone 31, Empoli 30, Cittadella, Cremonese e Venezia 28, Salernitana e Spezia 26, Carpi 25, Novara e Perugia 23, Avellino e Cesena 22, Brescia, Pescara ed Entella 21, Foggia 19, Ternana e Pro Vercelli 18. Chiude con 16 punti il fanalino di cosa Ascoli.

 

 

Tre a due per i nerazzurri. Ma quanta fatica…

 

di Matteo Giovanni Troiani per www.latinasport.info

Il Latina rientra in campo per disputare la seconda frazione di gara con lo stesso modulo (4-2-2) formato da: Bortolameotti; Milizia, Lagnena, Cossentino, Atiagli; Tribuzzi, Catinali, Alario, Scibilia; Fontana, Iadaresta. A disposizione del trainer nerazzurro rimangono: Maltempi, Porfiri, Rizzo, Cittadino, Alario, Caputo, Natale e Pagliaroli, Cifra.

Atteggiamento speculare per il Monterosi che riscende in campo con Cavalli; Lo Pinto, Costantini, Gasperini, Rasi; Nannini, Matuzalem, Crescenzi, Tassone; Morbidelli, Cicino. A disposizione di Mister Perrone: Florio, Raho, Lommi, Salvatori, Palombi, Pisani, Quatrana, Fetta e Minella.

Intanto, il nostro Salvatore Condemi ci informa del vantaggio della Salernitana in quel di Chiavari grazie alla rete realizzata da Kyyine al 29’.

Ritornando al Francioni, molto più Monterosi in questo secondo tempo che vede il Latina balbettante e intimorito dalle giocate di Cicino e Morbidelli.

Prima sostituzione in casa nerazzurra. Chiappini rileva Fontana. Al suo posto Alario, cosicché il Latina viene rimodulato secondo il 4-3-1-2. Anche il trainer biancorosso effettua la prima (conseguente) sostituzione tirando fuori lo spremuto Morbidelli e lanciando l’argentino Minella. Evidentemente Perrone ha deciso di vincere la contesa e vedendo all’opera il Latina in questo secondo tempo inguardabile, ne ha ben donde.

Al 68’ Iadaresta conferma il momento di appannamento che sta attraversando sia a livello personale che di squadra, spedendo incredibilmente a lato da ottima posizione un colpo di testa che in altri tempi avrebbe visto vincente. Iadaresta non c’è così come il Latina che pur spingendo sull’acceleratore non riesce a farsi pericoloso dalle parti del portiere avversario.

Al 74’ altra sostituzione operata dal tecnico nerazzurro: esce Milizia ed entra Porfiri. Tatticamente non cambia nulla. Il Latina, a questo punto, può vincere solo grazie all’invenzione del singolo. E manco a farlo apposta, sei minuti più tardi (80’), Nelson dalla propria tre quarti effettua un lancio millimetrico che giunge sui piedi di Iadaresta il quale controlla la sfera e spacca la porta difesa dal pur bravo Cavalli: 3 a 2.

Dopo la rete del vantaggio, Chiappini fa uscire Tribuzzi e scaraventa in campo il rude difensore Rosario Rizzo nell’intento di salvaguardare il risultato.

Al 87’ doppia sostituzione per gli ospiti: escono Crescenzo e Tassone ed entrano Quatrana e Palombi. E proprio l’ultimo entrato con la maglia numero 16, lancia Minella il quale non riesce a inquadrare la porta per un soffio. Brividi nerazzurri.

E qui finisce questa partita dove il Monterosi ha ricorso per tutta la gara un Latina con qualche elemento qualitativo in più che ha fatto la differenza. D’altronde Nelson Attiagli e Pasquale Iadaresta sono di categoria sicuramente superiore così come Ruben Olivera, ancorché sul viale del tramonto, in serie D rimane pur sempre di un altro pianeta. Dall’altra parte abbiamo visto un ottimo Minella, un bravo a Cicino e Morbidelli che se la può giocare. Certamente una buona squadra questo Monterosi e se il Latina è riuscito a batterlo significa che oggi qualcosa di buono è stato pur fatto al di là degli episodi che possono favorire una squadra anziché l’altra. Il Latina ha vinto, viva il Latina…

Intanto il nostro Capo Redattore presente a Chiavari ci informa del raddoppio di Sprocati che porta a due le reti della Salernitana sull’Entella che con Troiano ha fallito un calcio di rigore

 

 

 

 

Il Latina acciuffa il pareggio per i capelli in un primo tempo indescrivibile

Davanti a pochi intimi la squadra nerazzurra soffre maledettamente la maggiore freschezza atletica dei biancorossi. Di Olivera e Milizia gli acuti nerazzurri


di Matteo Giovanni Troiani per www.latinasport.info

Pochi e infreddoliti spettatori oggi al Francioni per assistere a Latina – Monterosi: saranno si e no 500 quelli presenti in una gara che evidentemente dice poco o niente dal punto di vista tecnico e che ammette la frattura tra una società sorda e il popolo nerazzurro che non ha accettato la conferma piena di Chiappini al timone della squadra.

Le formazioni. Il Latina schiera un 4-2-2 formato da: Bortolameotti; Milizia, Lagnena, Cossentino, Atiagli; Tribuzzi, Catinali, Alario, Scibilia; Fontana, Iadaresta. A disposizione del trainer nerazzurro rimangono: Maltempi, Porfiri, Rizzo, Cittadino, Alario, Caputo, Natale e Pagliaroli, Cifra.


Tra gli ospiti manca Manoni, bloccato da un virus intestinale, e De Cerchio per infortunio. Atteggiamento speculare per il Monterosi che è sceso in campo con Cavalli; Lo Pinto, Costantini, Gasperini, Rasi; Nannini, Matuzalem, Crescenzi, Tassone; Morbidelli, Cicino. A disposizione di Mister Perrone: Florio, Raho, Lommi, Salvatori, Palombi, Pisani, Quatrana, Fetta e Minella.

E’ la Signorina Garoffolo di Vibo Valentia chiamata a dirigere l’incontro.

Gioco che ristagna a centrocampo fin dai primi minuti e spettacolo che lascia a desiderare. Al 15’ Monterosi pericoloso: Matuzalem su calcio da fermo pesca libero il capitano della formazione ospite Costantini che incorna senza inquadrare lo specchio della porta. Un minuto dopo la risposta nerazzurra sull’asse Lagnena-Scibilia con tiro di quest’ultimo che viene deviato dal portiere ospite. Gli sbadigli si sprecano ma Monterosi più intraprendente e pericoloso di un Latina abbastanza impacciato che sbaglia un pallone a centrocampo con Ruben Olivera permettendo a Morbidelli di incrociare per Cicino che brucia Bartolameotti. Uno a zero per il Monterosi. Ruben Olivera si riscatta subito con una magistrale punizione che batte imparabilmente Cavalli. Uno a uno nel giro di tre minuti dal 33’ al 36’. La partita finalmente decolla anche perché si siede in cattedra un certo Ruben Olivera.

Tre minuti più tardi è Costantini a non trovare l’appuntamento con il pallone. Sarebbero stati dolori per il Latina in considerazione del fatto che l’attaccante biancorosso si trovava da solo in area. Ma il raddoppio ospite è solo rimandato di qualche secondo grazie al tapin vincente di Nannini che mette alle spalle di un incerto Bartolameotti. Non passa neppure un minuto ed il Latina perviene al pareggio grazie a Milizia che in mischia riesce a buttare la sfera dietro le spalle del portiere ospite. Due pari quando sono passati 45 minuti di gioco (si fa per dire…)