Latina, con o senza Chappini il risultato è sempre deprimente

di Max Casile per http://www.regginaunicoamore e http://www.latinasport.info

L'immagine può contenere: 1 personaStanti le cose, ”trattare” del Latina Calcio 1932 avrebbe il significato di ”criticare” o meglio ancora di ”sparare sulla Croce Rossa”. E’ un dato di fatto inconfutabile visto che le prestazioni di questa squadra rasentano il nulla, l’inconsistenza e la pateticità portata all’ennesima potenza. Ieri al Domenico Francioni di Latina contro un Trastevere che non ha fatto vedere eccessive potenzialità, la squadra nerazzurra ha riconfermato tutte le sue pecche, tutti i suoi limiti e tutte le sue assurdità.

Ospite della nostra testata è Franco Cleopadre, noto opinionista sportivo e non reggino, ieri presente in Tribuna per assistere a Latina – Trastevere e di seguito per sostenere la Viola Reggio Calabria di scena al Palabianchini contro la Benacquista Basket Latina.

Sesto in campionato sol perché le altre non riescono ad allungare il passo… <<Sesto perché Ostiamare ed Aprilia non incidono come dovrebbero anche se i tifosi nerazzurri sentono già il fiato sul collo sia degli apriliani che degli ostiensi. E dopo aver visto questa brutta prestazione ne hanno ben done ad essere preoccupati.>>

Si è salvato qualcuno dal grigiore generale? <<Olivera resta un campione ma una sol rondine non fa primavera. Oggi Ruben ha fatto da cattedrale in un deserto arido e senza vita. Quel che deve maggiormente preoccupare è, piuttosto, la scomparsa della capacità realizzativa di Pasquale Iadaresta. Le cronache dicono che ha totalizzato dodici reti fino al momento ma in questa gara ha dimostrato di non passare un periodo per così dire florido e proficuo. Quel pallone in altri frangenti l’avrebbe scaraventato in porta ma è naturale e fisiologico che un volpone d’area di rigore della sua portata non realizzi tutti i palloni che gli arrivano. A maggior ragione quando in tutto l’arco dei novanta minuti giunge un solo pallone giocabile nel suo raggio d’azione. Ma attenzione: Iadaresta resta il migliore dei nerazzurri ed esce dal campo sempre a testa altissima perché il suo impegno è sempre altissimo. Bisognerebbe capire piuttosto perché non arrivano palloni giocabili.>>

E Nelson? <<E’ un bel giocatore ma anche lui brancola nel buio. Ha delle qualità che non scopro certamente io e, anzi, non riesco a capire come stia ancora giocando in questa categoria. E’ giovane e sicuramente avrà termini enormi di miglioramento. In certi frangenti mi ricorda Adejo della Reggina dei tempi belli ma in questa squadra  si perde nel grigiore generale. Basta dire che va come una scheggia sulla fascia ma poi, al momento di crossare, la palla va per i fatti propri. Oggi è successo parecchie volte purtroppo.>>

Il risultato di oggi è giusto secondo Franco Cleopadre? <<Si, ma non riesco a capire dove finiscono i meriti del Latina e dove cominciano quelli del Trastevere: se l’attaccante del Trastevere avesse messo dentro quei due palloni nel secondo tempo, staremmo parlando di una cocente sconfitta contro una modesta squadra avversaria. Anche il Trastevere non è che mi abbia impressionato più di tanto.>>

La Reggina ha vissuto le stesse peripezie nella serie D non più tardi di un biennio fa. Il Dottor Cleopadre vuol dare qualche consiglio ai tifosi nerazzurri? <<Pazienza. E se non bastasse pazienza. E ancora tantissima pazienza che non è mai abbastanza. La Serie D per certe piazze è indigesta e difficilissima. Due anni fa a Reggio si è consumata la stessa tragedia e solo il ripescaggio ha permesso alla neonata società amaranto di alzare il tiro. La differenza però è sostanziale: mentre la Reggina è sempre stata tra la terza e la quarta posizione che le ha permesso di disputare i play off e di avanzare la pretesa di essere ripescata in Lega Pro, il Latina è fuori dal cosiddetto posto al sole per partecipare agli spareggi che, alla fin fine, servono a poco ma permettono di avanzare la richiesta di ripescaggio. La Reggina in D ha fatto parecchio arrabbiare il suo pubblico ma la forza e le potenzialità della squadra è uscita fuori abbastanza prepotentemente. Il blasone in certe categorie non serve a nulla così come i sei mila del Granillo.>>

La Curva canta a squarciagola “Chiappini vattene”… <<Il tifoso nerazzurro adesso deve assolutamente stare vicino alla squadra e non inveire nei confronti dell’allenatore, dei giocatori e della società. Questa situazione non giova a nessuno, sia chiaro, ma il malcontento dei tifosi è più che giustificato e legittimo. D’altronde, il pubblico esalta oppure contesta a seconda dell’andamento della squadra. Le salve di fischi che ci hanno assordato in questa sede non sono di molto differenti alle invettive. E poi oggi non c’era Chiappini in panchina. Mi sa tanto che il risultato non sia assolutamente cambiato. O sbaglio?>>

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