A.A.A. Antonio Pezone cercasi

 

Conferenza stampa fiume in casa Latina Calcio 1932. Presenti in Sala Stampa dello Stadio Francioni i Dirigenti Fabio Napolitano e Antonio Terracciano. 

di Salvatore Condemi
Risultati immagini per TERRACCIANO PRESIDENTE LATINA CALCIO 1932Una conferenza stampa indetta dalla dirigenza della società nerazzurra per chiarire alcuni aspetti relativi alla squadra, alla società ed alla tifoseria. Il Presidente Terracciano, presente insieme all’ Amministratore Delegato Fabio Napolitano, parla di Chiappini: <<Tengo a precisare che Chiappini va innanzitutto ringraziato perché è stata la persona che più di tutte si è adoperato affinché il Latina potesse nascere. È bene sapere che Chiappini non ha mai avuto l’intenzione di fare l’allenatore di questa squadra. Siamo stati io e Napolitano a obbligarlo soprattutto per il ruolo che ha svolto. Inizialmente si erano fatti altri nomi, che lui condivideva, ma noi abbiamo perso giorni per convincerlo. Altri allenatori avevano fatto richieste esorbitanti che la società non ha voluto affrontare. Fare calcio in questa categoria non è un business, noi piccoli imprenditori ci siamo avventurati in questa missione consapevoli delle difficoltà e con la voglia di gestire la società come un’azienda, per poterla consolidare e fare risultati. Ci siamo presi l’impegno e lo porteremo avanti, ma deve essere chiaro a tutti che questa non è un’attività che ci siamo improvvisati a fare sperando di ottenere risultati economici. Tutto quello che ci stiamo mettendo è frutto delle nostre tasche e l’unico ricavo possono essere le gioie sportive. Alcuni dei nostri tifosi continuano a crearci danni economici, vorrei dire a questi signori che siamo tutti dalla stessa parte e che abbiamo tutti lo stesso obiettivo, per cui sarebbe bene collaborare uniti.>>

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<<Fino ad oggi – ha proseguito il numero uno di Piazzale Serratore – nonostante tutte le difficoltà che si sono presentate, la partenza in ritardo, il gruppo da formare, gli intoppi burocratici che hanno frenato gli ingaggi di Nelson, Angelov e Olivera e nonostante un calendario che ci ha visti giocare con tutte le più forti fuori casa, siamo soddisfatti di quanto è stato fatto. Se c’è stato qualche passaggio a vuoto, fisiologico, non era da attribuire al mister. La classifica dice che siamo alle spalle di una società come il Rieti, che è una società consolidata da ormai tre anni. I risultati – continua Terracciano – sono merito della società, dei giocatori ma anche dell’allenatore. Possiamo tutti valutare il gioco che fa l’allenatore, ma per noi il lavoro che ha svolto Chiappini è encomiabile, visto da dove siamo partiti e dove siamo ora. Non mi faccio illusioni ma voglio dire che non è ancora detta l’ultima, il nostro obiettivo è di essere tra le prime e ci stiamo impegnando affinché possa accadere qualcosa di eccezionale.>>

Chiappini non ha avuto il coraggio di avere un confronto diretto con la tifoseria. A tal proposito il Presidente ha avuto modo di dare una spiegazione più o meno plausibile: <<Io sono andato personalmente a scambiare delle parole con i tifosi che noi ammiriamo perché sono un altro socio di questa società, la nostra forza, la nostra immagine e la forza della squadra quando scende in campo. Dopo Lanusei abbiamo detto loro che la società si sarebbe guardata intorno e avrebbe fatto delle valutazioni ma ciò non significava esonerare l’allenatore. Abbiamo provveduto ad effettuare, all’interno della squadra, quei ritocchi che erano necessari. Vi posso assicurare – asserisce il Presidente – che non sono state scelte fatte a cuor leggero. Anzi, abbiamo fatto una profonda analisi della rosa, dal punto di vista tecnico e comportamentale perché una squadra è forte non solo se ha undici campioni ma anche se ha dei ragazzi che hanno voglia di vincere e di creare un gruppo. Ci auguriamo che queste operazioni ci possano portare i risultati sperati. Non vogliamo e non possiamo prendere in giro i tifosi: abbiamo preso atto delle lamentele e fatto quello che riteniamo giusto fare per dare ciò che mancava alla squadra. Alcune operazioni sono state condotte prima dell’apertura del mercato proprio per non perdere tempo prezioso, i rapporti con i giocatori tagliati sono rimasti ottimi e gli siamo rimasti vicini anche dopo l’interruzione del rapporto. Li abbiamo presentati ad altre società e sembra che tutti abbiano già trovato una nuova squadra. Riteniamo che sia giusto che un giocatore possa scendere in campo e crescere, per questo alcuni elementi sono andati via per poter giocare e non trascorrere in tribuna buona parte della stagione. Le uscite sono state numerose ma non tutte per questioni di necessità, quanto piuttosto per accorciare una rosa troppo lunga.>>
Ed ecco una sorta di presentazione dei nuovi arrivati nel gruppo: <<Abbiamo scelto due giocatori come Lagnena e Scibilia, che dovrebbero giocare già domani contro il Trastevere. Speriamo che con questi due innesti potremo trovare finalmente la quadratura del cerchio. Qualche altro arrivo potrebbe esserci, ma niente di sostanziale.>>

Quindi svela un ulteriore problema che riguarda un altro calciatore: <<Purtroppo Angelov ci dovrà lasciare a partire da lunedì perché ha problemi seri in famiglia e deve tornare in Bulgaria. Tutti i giorni ci troviamo a combattere con delle difficoltà che non ci abbandonano mai in questa stagione. Dico questo non a tutela del mister, perché lui sa difendersi benissimo da solo, ma queste problematiche hanno fatto sì che l’allenatore non sia mai riuscito a mettere in campo una squadra definitiva, una formazione titolare. Siamo stati bravi a mettere insieme un gruppo di ragazzi forti, soprattutto gli under, che in campo fanno la differenza.>>

Da più parti si dice che in settimana c’è stato un attacco da parte della cordata di Pezone. Ecco le parole del Presidente: <<Non ho avuto il piacere di conoscere il signor Pezone e non abbiamo nulla nei suoi confronti. Ho saputo delle problematiche relative al trasferimento del titolo del Fondi, alla fine siamo riusciti a creare una società formata da imprenditori del posto e non da personaggi che non sono di Latina. Noi andiamo avanti per la nostra strada, cercando di fare meglio. Abbiamo letto l’intervista all’avvocato Autieri, che definiva il progetto fallito e colgo l’occasione per smentire quelle frasi perché noi siamo qui e abbiamo intenzione di fare bene. Fino ad oggi – conclude il patron nerazzurro – possiamo solo dire di aver fatto bene, lo dicono i risultati, anche se non siamo primi.>>

Alla domanda se il Rieti è ormai irraggiungibile, Terracciano snocciola statistiche: <<Io non sono uomo di sport ma so che nella storia del calcio della Serie D, la squadra che ha raggiunto il punteggio più alto ne ha fatti 81. La forbice per passare dalla D alla C si aggira tra i 66 e i 76 punti. Se il Rieti dovesse andare avanti con questo passo, finirebbe a 96, sarebbe un record storico destinato a rimanere tale in eterno. Non voglio augurare disgrazie al Rieti, ma se è vero che la storia e la statistica conta qualcosa, forse da qui a fine anno dobbiamo attenderci qualcosa.>>

E allora? <<Noi – prosegue – andiamo avanti per la nostra strada per fare del nostro meglio, il campionato è ancora lungo e, come si suol dire, la palla è rotonda. Domani affrontiamo una squadra forte e importante, con un punto in più in classifica. Confidiamo di vincere e rientrare in zona playoff, magari approfittando anche dello scontro diretto tra Albalonga e SFF Atletico.>>

E conclude facendo un appello ai tifosi: <<Noi siamo qui a disposizione dei tifosi. Desideriamo che loro siano dalla nostra parte e staremo ad ascoltare le loro contestazioni ma devono capire che, se davvero credono a questa maglia, devono ragionarci sopra e darci il loro appoggio in tutto e per tutto. Domenica scorsa ci siamo trovati una multa salata e il deferimento, questo significa che la prossima volta ci ritroveremo ancora una volta con lo stadio chiuso. Voglio dire a tutti i cittadini di Latina che il Latina Calcio è di tutti, è della città e non solo di chi la gestisce. È facile sedersi al tavolo quando c’è da mangiare, quando si gioca in una categoria come la Serie B. Noi vogliamo che attorno a questo tavolo si siedano più persone possibili.>>

Quest’ultima espressione ci ha colpiti profondamente così come ci fa riflettere quel ‘’io non sono uomo di sport‘’ proferita dal presidente di una delle società con un pubblico numericamente considerevole dopo – ovviamente – Taranto e Mantova. A proposito di Taranto, nella città jonica è stato defenestrato un allenatore come Ciccio Cozza che in D ha vinto sempre e dappertutto. Allora perché non utilizzare Andrea Chiappini – in considerazione che è l’anima di questo sodalizio mettendo a disposizione esperienza, faccia e tempo – come Direttore Sportivo e far sedere in panchina una figura ben diversa da Chiappini? Un nome su tutti: Giancarlo Sibilia. Perché no?

Molto probabilmente dalle parti di Piazzale Prampolini non hanno ben compreso che anche in serie D bisogna avere soldi, programmazione, tanta esperienza e tanti, tantissimi calli sulle terga. Ad una cinquantina di chilometri da qui, c’è l’uomo in grado di fare la fortuna del Latina. Uno e uno soltanto: Antonio Pezone. Sbagliamo nel dire che accettare la corte di Antonio Pezone sarebbe propedeutico e – vieppiù – utile? Perché non cedere alle sue lusinghe che si chiamano ‘’campionato di serie C’’ e ‘’soldi’’, anzi, tanti soldi? 


Vi proponiamo la conferenza stampa integrale condivisa dalla Officila Page della società nerazzurra


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La Salernitana cola a picco a Brescia

 

di Antonio Idone per www.latinasport.info e www.regginaunicoamore.com

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Latinasport.info e Reggina Unico Amore collegati con il Rigamonti di Brescia per seguire la Salernitana in questa seconda trasferta consecutiva per i granata dopo l’inatteso K.O. di Cittadella. La gara servirà per capire se quello patavino è stato un semplice incidente di percorso oppure se c’è da intervenire prontamente nella sessione invernale del calciomercato. Così come il Brescia, sconfitto a Cesena sette giorni orsono, va a caccia dei tre punti per scacciare l’incubo dei play-out.

Senza Zito e Kadi a quanto pare per scelta tecnica, Bollini vara novità in tutti i reparti del campo. Radunovic in porta ovviamente non si tocca mentre in difesa schiera Pucino, Mantovani e Schiavi con quest’ultimi che deve occuparsi di marcare il pericoloso e temuto Caracciolo. Centrocampo con Gatto e Vitale esterni bassi con Rizzo a destra, Minala accentrato e Ricci a sinistra. In avanti Rossi al posto di Rodriguez in tandem con Bocalon.

Il Brescia di Marino si dispone con Minelli tra i pali. Difesa a tre con l’ex Latina e Reggina Mauro Coppolaro a destra, Gastaldello centrale e Lancini a sinistra. A metà campo quattro pedine importanti come Cancellotti, Bisoli, Martinelli e Furlan. In avanti Marchin trequartista con Torregrossa e Caracciolo bocche di fuoco.

La formazione di casa guidata dall’ex allenatore del Frosinone, Pasquale Marino, mette la gara sul piano della corsa mentre i granata si difendono con ordine in un primo tempo avaro di grandi sussulti e di importanti tiri in porta: fino al 39’ – allorquando Caracciolo non alzava troppo la mira imbeccato da Machin – i due portieri non hanno dovuto compiere un intervento di rilievo. Soltanto allo scadere della prima frazione di gioco, il solito Caracciolo di testa spediva di poco a lato un perfetto cross di Lancini proveniente dal fronte sinistro dell’attacco bresciano. Al 24’ Rossi effettua un tiro cross dalla destra ma il pallone scheggia la parte alta della traversa. Molto più rondinelle che ippocampi ai quali, in questo freddissimo pomeriggio, è mancata qualità ed incisività nelle giocate in un primo tempo terminato col nulla di fatto.

La ripresa si apre con il Brescia che si porta in vantaggio grazie all’autorete di Vitale che, batte il proprio portiere con uno sfortunato colpo di testa nel tentativo di anticipare Torregrossa.

La reazione dei granata è racchiusa in una percussione di Vitale (60’) che si perde tra le maglie avversarie. Poco, davvero poco. Dall’altra sponda Furlan (65’) sfiora il raddoppio con un tiro che Radunovic respinge tuffandosi sulla propria sinistra. Qualche minuto più tardi (75’) è Torregrossa, lanciato da Martinelli, a mandare fuori di un soffio con il portiere salernitano fuori causa. Al 76’ nelle fila granata esce Mantovani ed entra Sprocati il quale, un minuto dopo, impegna severamente Minelli.

Passano soltanto due minuti (79’) e il Brescia raddoppia con l’Airone Caracciolo il quale approfitta di una scivolata in area di Pucino che non controlla la sfera e porge su un piatto d’argento un pallone da spingere in rete. Due a zero e partita virtualmente finita anche se Rodriguez entrato al posto di Rossi, ha l’opportunità di riaprire la gara con un colpo di testa che esce di poco a lato quando le lancette segnavano l’86’ di gioco.

Seconda sconfitta consecutiva in trasferta per una Salernitana apparsa in certi frangenti arrendevole e preda di una pericolosa involuzione tecnico-tattica; una squadra fragile, molle e forse fin troppo Rossi-dipendente in una giornata in cui il fantasista granata non è pervenuto se non in un tiro-cross che ha sfiorato la traversa avversaria. Una Salernitana davvero lontana parente della squadra che riusciva a mettere in riga avversari come Spezia, Parma, Avellino, Novara, Empoli e Cesena.

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