Il plaid, il divano ed il Latina che vince ma non convince

 

di Matteo Giovanni Troiani

C’è veramente poco da raccontare perché oggi al Bruschini della città neroniana Anzio e Latina hanno messo alla mercé tutti i problemi dai quali sono attanagliati. La mancanza di idee che produce un gioco frammentario e lasciato al caso,  danno un palteale significato al senso di noia che ci ha pervasi per quasi tutto l’arco dell’incontro.

Il Latina si presentava con un 4-4-2. In difesa premiato Porfiri con il ruolo da titolare mentre Atiagli viene spostato a centrocampo. In attacco c’è Pagliaroli spalla di Iadaresta. Seduto in panchina si rivede niente popo’ di meno che Olivera e questo ci fa enorme piacere. Nell’Anzio Mister Rughetti boccia Lauri relegato in panchina, Ricci e Mancini in avanti e Petrini in cabina di regia in una sorta di 4-3-1-2 che in fase di non possesso diventa un 5-4-1.

Arbitra il Signor Petrella di Viterbo, assistito da Cesarano di Castellammare di Stabia e D’Ambrosio di Torre Annunziata. 
 

Fa talmente freddo che dopo i primi dieci minuti di gioco (dove lo sbadiglio è d’uopo) il primo pensiero vola al divano di casa ed al calduccio prodotto da un plaid sulle gambe.

La prima emozione la procurano i biancazzurri: erano trascorsi 12’ dal fischio d’inizio quando, dalla fascia destra, Mancini effettua un cross per Ricci che al volo coglie il palo sinistro di Bortolameotti che non sarebbe mai e poi mai potuto arrivare.

Sei minuti dopo è Mancini a cogliere la traversa direttamente da calcio di punizione con il portiere nerazzurro anche in questo caso fuori posizione.

E con i due legni colti dall’Anzio finisce il primo tempo. Ai punti vedrebbe vincenti i biancazzurri che, ad ogni modo, hanno difficoltà a costruire per cui i pericoli arrivati dalle parti di Bartolameotti sono soltanto errori della difesa nerazzurra. Addirittura imbarazzante la prestazione offerta dal Latina in un primo tempo che ha visto toccare due palloni (due!) un factotum come Iadaresta nervoso più che mai.

Il secondo tempo si apre con alcune sotituzioni. Chiappini getta nella mischia Caputo al posto di Rizzo, Natale al posto di Tribuzzi, Barone al posto di Angelov e Cifra al posto di un evanescente Pagliaroli ma, nonostante il cambio degli addendi, la somma non cambia fino a quando il nuovo entrato Caputo, al 63’, effettua un tiro da distanza siderale senza troppe pretese. Il portiere vede partire il pallone e si tuffa sulla propria sinistra ma con la velocità da moviola cosicché la palla prima va ad incocciare il palo, poi ballonzola sulla linea di porta e quindi si spegne definitivamente sull’angolo opposto per lo zero a uno del Latina. 

Passa un solo giro di lancette e Porfiri atterra Silvagni in area. L’arbitro indica senza esitazioni il dischetto. Batte Ricci, Bortolameotti respinge ma sui piedi dello stesso attaccante che mette dentro. Uno a uno e tutto da rifare, il solito Latina. E la mente vola di nuovo al plaid, al calduccio e al divano…

Al 70’ annotiamo la rete di Iadaresta. Succede questo: arriva un traversone dalla sinistra, entra Natale il cui tiro al volo viene murato da Funari, ci prova il centravanti nerazzurro che gonfiava la rete per l’uno a due finale.

Poi il nulla con la palpebra che cala nonostante il freddo pungente. Nel finale veniva espulso Mister Chiappini reo di aver protestato in modo reiterato.

Una vittoria che non può essere considerata scacciacrisi e che non può e non deve far sorridere. Tutt’al più fa morale in attesa della cospicua e sontuosa campagna acquisti che il pubblico auspica e sogna onde assottigliare – in qualche modo – la forbice tra le prime e la squadra nerazzurra. Da sottolineare che per tutto l’arco dell’incontro, i tifosi del Latina, accorsi ad Anzio in circa duecento unità, hanno protestato ed inveito nei confronti di Chiappini.

Andiamo in sala stampa ma non c’è alcuna conferenza: il Latina continua il silenzio stampa almeno fino a mercoledì allorquando il Presidente Terracciano non svelerà i piani ed i programmi della campagna acquisti del Latina. Non c’è bisogno di “fare notizia” con le parole di Mister Rughetti dell’Anzio (“Il Latina ha fatto un tiro e mezzo ed ha segnato due gol mentre noi che abbiamo fatto la partita abbiamo perso”) come se non fossero colpe che lo riguardano personalmente.

Ed ora a casa: bagno caldo, divano, plaid, crostini con nduja e vino di Scilla portato dal nostro direttore da Reggio Calabria. E domenica ci aspetta un’altra partitaccia da commentare…

 

 

 

 

 

 

 

 

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