23 novembre 2015. Amarcord di un giornalistucolo di campagna… 

23 novembre 2015. Amarcord di un giornalistucolo di campagna… 

LATINA – SALERNITANA A MENTE FREDDA

’’Errare humanum est, perseverare autem diabolicum’’.

Alias ”Svejateve”

di Salvatore Condemi per Latinasport.it

Erano i tempi della Serie B con i riflettori perennemente accesi, i taccuini sempre pieni, i microfoni costantemente caldi.

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In auge c’era Maietta, sulla panchina un certo Mario Somma in sostituzione di Mark Iuliano silurato all’indomani della scoppola di Avellino – all’undicesima di andata – ma in realtà separato in casa già prima che iniziasse il campionato. Latina non è mai stata un’isola felice ma a quei tempi si stava bene, si poteva lavorare, le situazioni scivolavano da dosso e l’ambiente era sostanzialmente diverso.

 

Risultati immagini per chiappini allenatore calcioUn campionato vissuto pericolosamente, quello del 2015/2016, che ha visto sulla panchina della squadra nerazzurra un certo Andrea Chiappini dal 28 febbraio al 7 marzo 2016 come scelta indolore e transitoria. Corsi e ricorsi storici con il vecchio che appare e scompare, si materializza e si smaterializza, diventa visibile e ritorna invisibile come lo sono i fili d’un ipotetico puparo…

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C’è sempre grande amarezza quando la vittoria sfugge negli ultimi respiri di una partita che si sarebbe potuta e dovuta vincere. D’altronde, chi ha giocato al calcio conosce perfettamente la massima ineccepibile e inappuntabile secondo cui ‘’a gol fallito corrisponde un gol subito’’ che – realmente – significa se sbagli vieni prontamente e severamente punito. Peraltro, chi partecipa al campionato cadetto, deve assolutamente sapere alla perfezione che questo ‘’dato di fatto’’ viene esasperato in modo esponenziale. Nella fattispecie, la sfida di sabato con la squadra granata ha esaltato tale constatazione. Ripercorrendo la partita nelle sue fasi più salienti, infatti, possiamo affermare che la squadra di Somma s’era disposta nell’acquitrino del Francioni secondo un modulo aggressivo tale da poter battere una Salernitana abbastanza rinunciataria. E fino al 73’ il Latina c’era riuscita. Seppur con qualche difficoltà ma ci stava credendo. Sbuffando e graffiando, ansimando e pungendo, aveva siglato due ottime reti e sfiorato il terzo gol in almeno tre occasioni, sciorinando per altro un calcio accettabile e mettendo in pratica un’organizzazione di gioco quasi impeccabile che aveva messo all’angolo una balbettante Salernitana decimata da infortuni e indisponibilità varie. Poi, galvanizzata dall’erroraccio di Brosco e Farelli, la squadra di Torrente è salita in cattedra ed ha potuto sognare, provare e credere nel pareggio grazie ad uno spaventoso calo di concentrazione dei nerazzurri.

Dopo aver visto Latina – Salernitana, sono giunto alla conclusione che mai partita al mondo sia stata segnata da episodi, fatti, ipotesi e congetture come quella giocata al Francioni sabato pomeriggio: se non vi fosse stata quella ‘’papera’’ difensiva, se la difesa avesse spedito più palloni possibili in Tribuna e se nell’occasione del pareggio granata quella maledetta fascia destra fosse stata maggiormente presidiata, non saremmo qui a fare il pianto greco ma esalteremmo i tre punti conquistati. Qualcuno, comunque, ebbe a dire che con i se e con i ma non vincono le guerre. Nella fattispecie, con i se e con i ma non si resta in serie B.

Lo so che così facendo incorro nel rischio di attirarmi le ire di qualcuno ma io, imperterrito, continuo a difendere e fare da portavoce del malcontento dei tifosi che oramai spazientiti, dicono che non si possono e non si devono prendere gol ‘’da polli’’ che fanno perdere punti fondamentali ad un Latina che ha già tantissime difficoltà a segnare.

Ma può capitare. Eccome se può capitare di prendere gol da ‘’stupidi’’ nell’arco di un campionato perché ‘’errare humanum est.’’ Ma la massima continua con un laconico ’’perseverare autem diabolicum’’, che tradotta letteralmente, significa “commettere errori è umano, ma perseverare [nell’errore di essere impallinati] è diabolico”.

Io sono affranto ed amareggiato come colui che sabato è stato il capitano, vale a dire Matteo Bruscagin che ha espresso – più o meno – gli stessi concetti: “Dovevamo fare una partita d’attacco e ci siamo riusciti senza concedere nulla fino all’episodio del primo gol. Penso che la Salernitana, a parte un’occasione di Gabionetta, non abbia mai tirato in porta. Poi, onestamente, faccio fatica a spiegare cosa sia successo. Abbiamo fatto tutto quello che dovevamo fare, giocando all’attacco, costruendo occasioni attraverso il gioco. Ora, cosa dire?”

Nient’altro che: ‘’Svejateve!…’’


 

Svejateve. Questa parola racchiude in sé tantissimi significati ma non è riferito a quei giorni. Così come il titolo del ”amarcord” che ha (sì) attinenze a quel periodo ma è sostanzialmente (e tristemente) ricollegabile al presente.

Non ci vogliamo schierare: una testata giornalistica, per ora piccola nonostante il discreto seguito, si deve limitare ad una semplice e semplicistica cronaca di ciò che accade intorno a sé senza giudizi e pregiudizi personali. Ma un consiglio è sempre utile. Per questo motivo, allora, ci sembra doveroso ribadire ”svejateve” nel tentativo di evitare un futuro rimorso di coscienza. Appunto: ’’Errare humanum est, perseverare autem diabolicum’’.

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