Russia 2018, “il Perù rischia l’esclusione”: Italia ripescata?

Secondo il quotidiano peruviano “Libero” c’è una proposta di legge che mette a rischio la partecipazione al Mondiale della Nazionale di Gareca

Russia 2018, "il Perù rischia l'esclusione": Italia ripescata?

“Il Perù rischia l’esclusione dai Mondiali”: lo riporta il quotidiano sudamericano Libero secondo cui a mettere a repentaglio la partecipazione della Nazionale di Gareca sarebbe una proposta di legge fatta dalla deputata Paloma Noceda secondo cui la Federcalcio peruviana dovrebbe passare sotto il controllo di un organismo statale con funzioni di ministero. Ma questo è vietato dalla FIFA. In tal caso a beneficiarne sarebbe l’Italia.

Ripercorriamo la vicenda: la deputata fujimorista Paloma Noceda, presidente della Commissione Istruzione, gioventù e Sport, ha presentato al Parlamento una proposta di legge che porterebbe la Federcalcio peruviana sotto il controllo dell’Istituto peruviano dello Sport. Che è un organismo statale con funzioni di ministero. Il regolamento FIFA, però, vieta che le federazioni possano avere vincoli con i governi. E la stessa FIFA ha chiesto chiarimenti in tal senso ammonendo le autorità del rischio che potrebbero correre.

Ne consegue che la proposta di legge molto facilmente rimarrà tale, con buona pace degli Azzurri e del loro possibile ripescaggio. Sì perché, come riporta il quotidiano Libero, l’Italia potrebbe proprio beneficiare dell’esclusione del Perù. Che, comunque, resta ipotesi piuttosto remota.

MA UN MEMBRO DEL GOVERNO PERUVIANO SMENTISCE

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Fonte: http://www.sportmediaset.mediaset.it

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Latina senza pace: cinque “epurazioni” in un sol botto

 

LATINA CALCIO 1932 -  Conferenza Mister Chiappini -  FOTO: PAOLA LIBRALATO
LATINA CALCIO 1932 – Conferenza Mister Chiappini – FOTO: PAOLA LIBRALATO

di Basilio Gaburin 

Non sono giorni facili per il Latina Calcio 1932: il gioco che latita, i risultati che non vengono e i tifosi che invocano la testa di Mister Chiappini. Ora c’è da mettere in conto le prese di posizione della società che intende continuare con la propria politica. E’ veramente un ‘’ambaradan’’ che si amplifica dopo l’epurazione di Samuele Romeo, Luciano Rabbeni, Mirko De Francesco, Matteo Belvisi e Vincenzo Tomei.

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Mirko De Francesco, 2 gol con il Latina. Anche lui è stato ”epurato”

Nel tardo pomeriggio di oggi, una nota apparsa sulla Official Page della società faceva presagire ad una sorta di mediazione:

I progetti ed i programmi anche nel calcio si giudicano a medio e lungo termineriportava il comunicatoe non certo dalle emozioni del momento o prendendo decisioni affrettate. Il Latina Calcio 1932 continua la corposa notadopo 48 ore di analisi e confronto con lo spogliatoio, la dirigenza e gli organismi societari, rompe il silenzio ed assume le prime decisioni, senza tralasciare alcuni aspetti che hanno caratterizzato la nascita del nuovo sodalizio lo scorso mese di agosto.’’

Benché la dirigenza volesse evitare decisioni affrettate, ha invece assunto risoluzioni e scelte indiscutibiliincontrovertibiliunilaterali e drastiche

Il comunicato continua con le parole del neo Presidente che elenca i motivi per cui non è stato esonerato Chiappini ed il rispetto degli obiettivi:

Siamo fermamente convinti che un buon piazzamento in classifica è esattamente l’obiettivo che ci eravamo dati – ha spiegato il presidente Terracciano – e l’attuale posizione dimostra come ci si sta muovendo coerentemente con i programmi ed i progetti della società, costituita per riportare il calcio che conta nel nostro territorio. Il nostro progetto è a medio e lungo termine e il nostro obiettivo è quello di occupare alla fine della stagione le prime posizioni della classifica. Se riuscissimo a vincere il campionato per noi significherebbe aver raggiunto un risultato eccezionale, non previsto nel nostro primo anno di attività e al di sopra di ogni più rosea aspettativa. Siamo ad otto lunghezze dalla seconda in classifica e solamente a quattro punti dalle terze tra cui il Trastevere che incontreremo in casa il prossimo 3 dicembre. Pensare di fare meglio di Rieti che ha messo in campo una squadra consolidata che gioca insieme da tre anni è quasi impensabile. La nostra stagione calcistica, comunque, si concluderà tra 21 gare e, quindi, manca ancora tanto alla fine del campionato e tutto ancora è da decidere. Proprio per questo guarderemo al mercato di dicembre per dare una maggiore consistenza e per rinforzare alcuni reparti della nostra squadra.’’

Che la società debba ricorrere ad una corposa campagna acquisti per riparare gli orrori commessi da Chiappini nell’assemblare la squadra in un’estate convulsa e piena zeppa di colpi di scena è una cosa risaputa specialmente alla luce delle prime “purghe”.

E dallo spogliatoio infine sono arrivate anche positive notizie sulla guida tecnica della squadra. Abbiamo parlato con i giocatori singolarmente e in gruppo e non sono pervenute discriminanti circa l’attuale tecnico – ha concluso Terracciano – Anzi tutti hanno rinnovato la fiducia per il lavoro fin qui svolto e pertanto non esistono le ragioni per un suo eventuale esonero. Abbiamo rinnovato la fiducia al tecnico perché quanto fin qui fatto rispecchia i nostri progetti ed i nostri programmi”.

Dopo alcune ore, una ulteriore nota che riportava quanto segue: 

Iniziate le operazioni di rivisitazione della rosa del Latina Calcio 1932.

A partire da oggi non sono più a disposizione del mister Samuele Romeo, Luciano Rabbeni, Mirko De Francesco, Matteo Belvisi e Vincenzo Tomei.

La società, quindi, ha parlato dapprima con ogni singolo giocatore e poi col gruppo non riscontrando discriminanti circa l’attuale tecnico. Evidentemente Samuele Romeo, Luciano Rabbeni, Mirko De Francesco, Matteo Belvisi e Vincenzo Tomei non saranno stati d’accordo. E sono stati messi alla porta.

Leggendo i commenti sui social, tra Latina Calcio 1932 ed i propri tifosi, la scollatura è netta e irrimediabilmente insanabile. La proprietà, insomma ha preferito mettere alla porta cinque giocatori di cui tre di comprovata esperienza per la categoria anziché ascoltare la voce del pubblico e congedare Chiappini. Un comportamento irremovibile, senza sbocchi e senza aperture che rischia di far precipitare le cose. Bisogna ad ogni buon conto aspettare le motivazioni che hanno accompagnato questa spiacevole e incresciosa decisione.


 

 

Russia, da Mayak nessun legame tra la ‘nube’ di rutenio e un incidente nucleare

E’ un metallo artificiale usato per curare tumori degli occhiLa mappa delle rilevazioni del rutenio sull'Europa elaborata dall'Istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare francese (Irsn) (fonte: IRSN) © Ansa

Non è stata prodotta in un incidente nucleare la ‘nube’ di rutenio 106 proveniente dalla Russia centrale e segnalata alla fine del settembre scorso da più centri europei per la sorveglianza della radioattività nell’atmosfera. “Il rutenio 106 è un metallo artificiale non presente in natura. Viene prodotto nei reattori nucleari e isolato a fini medici per il trattamento radiologico dei tumori dell’occhio”, ha osservato Federico Rocchi, ingegnere nucleare e ricercatore della divisione di sicurezza nucleare del centro ricerche dell’Enea a Bologna.

Il rutenio 106 “viene estratto dal reattore, poi viene processato chimicamente e quindi – ha spiegato – vengono preparate le dosi utilizzate in medicina”. L’incidente che ha provocato la dispersione del rutenio 106 nell’atmosfera “non può essere di sicuro avvenuto nella centrale nucleare perché in questo caso si sarebbero fuoriusciti altri radioisotopi, prodotti in quantità maggiori e più facilmente misurabili”. Tanto che ‘in Europa non sono mai state misurate sostanze diverse dal rutenio 106. E’ molto probabile, ha aggiunto Rocchi, che “la fuga sia avvenuta dall’impianto di lavorazione del rutenio 106 e quasi alla fine del processo, quando vengono preparate le dosi per uso medico. Questa ipotesi è la più probabile ha detto – e di sicuro possiamo escludere un problema in una centrale nucleare”.

La presenza del rutenio 106 nell’atmosfera era stata segnalata negli ultimi giorni di settembre, probabilmente a partire da una zona centrale della Russia. Quindi era stato rilevato in Francia, dall’Istituto di Radioprotezione e Sicurezza Nucleare (Irsn), che ha dichiarato di non averlo più rilevato dal 13 ottobre. In Italia, osserva Rocchi, il rutenio 106 “era arrivato tra la fine settembre e l’inizio ottobre e poi si è lentamente diluito”. I valori, aggiunge, “sono tali da non porre assolutamente rischi né per la salute pubblica, né per l’ambiente. Le concentrazioni rilevate nell’atmosfera – osserva – sono fra centomila e un milione di volte più basse di quelle che destano preoccupazioni per salute e ambiente”. E’ una vicenda, ha concluso, che ha dimostrato come “il sistema di monitoraggio abbia funzionato bene sia in Italia sia in Europa”.

Nel frattempo l’organizzazione russa Rosatom, proprietaria dell’impianto degli Urali di Mayak, indicato da diverse fonti
come il responsabile della fuga di rutenio, ha smentito ogni responsabilità. “Nel 2017 – ha dichiatao in una nota – non vi è stata produzione di Rutenio-106 a Mayak, le emissioni nell’atmosfera sono nella norma così come le radiazioni di base”.

 

fonte: ©ANSA

 

Latina, la Gradinata non ci sta

di Salvatore Condemi

 

Nessun testo alternativo automatico disponibile.Sta girando in rete una comunicazione importantissima edita dal Direttivo della Gradinata Nerazzurra, Gruppo Storico dei tifosi che domenicalmente riempie la Gradinata dello Stadio Francioni di Latina.

Colpisce una frase  emblematica che non può essere classificata come semplice slogan usato per mitizzarne il senso ed il significato: storicamente, allorquando un tifoso o un gruppo di tifosi sostiene a gran voce di essere ”stanco” significa che il rapporto tra il Latina Calcio 1932 ed il tifoso nerazzurro si è incrinato quasi irrimediabilmente. Se poi viene a mancare la ”fiducia” inscindibile collante tra le componenti, i vincoli ed i legami che intrecciano un binomio altrimenti indissolubile si è irrimediabilmente rotto e dissigellato.

Crediamo non si tratti né di ammutinamento né tanto meno di una eccentrica e drastica presa di posizione ma di una semplicissima lettura della realtà. E tra le righe noi leggiamo il ”vero amore” verso i colori nerazzurri, è ”attaccamento” alla maglia, è ”passione” per il calcio. E’ attenzione, culto, rispetto e cura verso la propria città, verso la propria terra, verso una ”cosa” che è loro e sarà per sempre loro. Per tale motivo i tifosi esigono, reclamano e pretendono rispetto, chiarezza e cristallinità in una città sempre più degradata, avvilita e mortificata.

 

Questo il comunicato

Siamo rimasti fino ad oggi in silenzio e pur non condividendo alcune scelte societarie siamo rimasti fedeli alla nostra passione e non abbiamo mai fatto mancare il nostro sostegno alla squadra, in casa ed in trasferta. 
Adesso siamo stanchi e sfiduciati, pretendiamo chiarezza sui progetti societari, pretendiamo che venga dimostrato con i fatti che le presunte difficoltà economiche di cui si parla in città, vengano smentite con un rafforzamento della squadra, ma soprattutto chiediamo una guida tecnica adeguata ai proclami di inizio stagione. 
Fino ad oggi abbiamo visto prestazioni imbarazzanti al prezzo di una partita di serie A, il rispetto va meritato ed adesso non contano più le parole, servono i fatti.

DIRETTIVO G. N.

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