C’era una volta il Latina.

Ci s’aspettava una squadra d’arrembaggio. Alla fine ai sardi il 2 a 2 va stretto. Niente conferenza stampa e contestazione all’indirizzo della società e di Chiappini

di Matteo Giovanni Troiani

Pronti via ed il Latina va in apnea: al 10′ è Federico Bonu a portare avanti il Lanusei con un magnifico colpo di testa in tuffo su corner battuto da destra da Ladu. Il numero 3 elude con una facilità irridente la marcatura di Angelov e batte imparabilmente Bortolameotti. Da sottolineare che in precedenza Oggiano, attaccante sardo alla sua prima esperienza in D, saltato facilmente Romeo veniva fermato in angolo dall’intervento di Cossentino. Batte Ladu e la squadra di Hervatin passa in vantaggio dopo soltanto dieci minuti dal fischio d’inizio.

C’è solo una squadra in campo: il Lanusei. Che si rende ancora pericoloso due minuti più tardi con Rizzo che di testa sfiora raddoppio. Latina inesistente ed in balia di un avversario di gran lunga superiore sia dal punto di vista fisico, che tecnico e – soprattutto – caratteriale.

Pur tuttavia, al 16’ Iadaresta coglie il palo a seguito di una bella triangolazione tra il numero 9 e Rabbeni. Poi tantissima noia rotta dalla rete del pareggio: bello il gol realizzato dal numero 11 pontino che incoccia con la nuca un cross effettuato da Alario. Tutto questo succedeva al 37’ e da questo momento il popolo del Francioni spera nella remountada che viene rimandata al secondo tempo allorquando Iadaresta non s’inventa la rete del 2 a 1: l’attaccante si getta come un falco su un pallone vagante nell’area e in scivolata batte La Gorga. Solo un centravanti d’esperienza come Pasquale Iadaresta avrebbe potuto realizzare un gol così: vistosi attorniato da ben tre avversari, ha fatto un passo avanti e si è tuffato in avanti con la gamba destra spingendo quel tanto che basta affinché la sfera varcasse la linea di porta. Bravissimo.

Occasionissima Lanusei al 66’: Oggiano porge a Floris la palla del 2 a 2 ma il tiro finisce sul corpo di Bortolameotti che salva d’istinto. Ennesimo campanello d’allarme per questo Latina che soffre maledettamente le iniziative del centravanti sardo e le invenzioni di Floris che 6’ più tardi manda in paradiso i suoi. L’azione si sviluppa –  manco farlo apposta – con Oggiano che traversa per Demontis il quale, con una semplice finta mette a sedere l’intera retroguardia nerazzurra ed ispira l’inserimento dal lato sinistro di Floris, che con un lob perfetto buca Bortolameotti. Due a due e tutto da rifare.

Per la verità, il Latina al 68’ era andato vicino alla rete del 3 a 1 ma Rabbeni aveva tirato addosso al portiere avversario dopo un’eccezionale invenzione di Iadaresta. L’attaccante con la casacca numero 11 oggi è risultato impalpabile sbagliando anche le cose più elementari.

Se il primo tempo è stato sonnacchioso, il secondo è invece emozionante e pieno di colpi di scena. Al 77’ Latina sfortunata: Atiagli si avventa su un pallone ribattuto dal portiere ma coglie la parte superiore della traversa.

Tre minuti più tardi fallo di Romeo su Floris lanciato a rete in piena area: rigore sacrosanto. Si incarica della battuta lo stesso numero 16 che manda alle stelle il penalty giustamente concesso dall’arbitro. Alla ripresa del gioco Romeo viene espulso per proteste.

E qui finisce la partita tra Latina e Lanusei. Una gara spigolosa, a tratti brutta, inguardabile e anonima. Brutto, inguardabile e anonimo come questo Latina che avrebbe dovuto vincere e convincere ma che, dati alla mano, avrebbe potuto perdere contro l’ultima della classe che non merita la posizione attualmente occupata. Il Latina ha palesemente dimostrato di essere senza idee, senza attributi e costantemente in balia dell’avversario. Una squadra che, invece di badare al sodo, cerca la giocata di fino quando queste finezze non se le può permettere perché tra i 30 giocatori non ce n’è uno che lo possa fare. Un Latina balbettante (sarebbe meglio dire insignificante) che ha sofferto un Lanusei capace di mettere alle strette il più blasonato avversario che adesso si trova a distanza siderale dalla vetta.

 

Chiappini a questo punto deve mettersi una mano sulla coscienza e la Società deve opportunamente prendersi le proprie responsabilità. Alla fine contestazione indirizzata a tutti ma soprattutto al tecnico pontino reo di “non avere le idee chiare” . La città di Latina non merita questo scempio che viene ”da lontano ma non troppo”, non più di un chilomtero dallo Stadio Francioni. Fanno bene quindi i tifosi a urlare ‘’andate a lavorare’’ mentre la società comunica che non vi sarà alcuna conferenza stampa. Aria di smobilitazione?

 

 

 

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