Latina, al peggio non c’è mai fine

Latina, al peggio non c’è mai fine

 

Stavo entrando all’Arechi di Salerno per commentare Salernitana-Cremonese, valevole per la 15ma giornata di Serie B (poi finita con il risultato di uno pari) quando mi è squillato il telefono. Matteo Giovanni Troiani, giovane Redattore di Latinasport all’altro capo del filo (così si diceva una volta, quando ancora non c’erano gli smartphone) che, con voce fioca, mi dice: ‘’Beato che vai a Salerno, qui a Latina mi sono scocciato per tutto l’incontro…’’

Sorrido perché non mi resta null’altro da fare: d’altra parte avevo già saputo dall’inossidabile Maurizio Casumaro dello scialbo pareggio casalingo contro il modestissimo Lanusei. ‘’Vedrai che il Latina si risolleverà’’ gli dico nel vano e patetico tentativo di lenire il dolore. Dopo un attimo di imbarazzato silenzio, riprendo: ‘’E’ una buona squadra, prima o poi salterà fuori la tecnica!’’ E’ una bugia ed io riconosco di mentire spudoratamente ma una bugia, a volte, serve più ogni altra cruda verità.

In sottofondo sento voci ritmate ma la sua è ovviamente più forte: ‘’Qui non fanno la conferenza stampa. E’ la società che ha preso questa decisione. I tifosi stanno chiedendo la testa di Chiappini. Che faccio scrivo?’’

‘’L’informazione prima di tutto, ci pagano per questo… Scrivi tutto quello che percepisci senza fronzoli e senza scrupoli!’’

Dopo un attimo di smarrimento, il giovane collega chiude la conversazione. Ed io, ripresomi dallo chock, ritorno alle mie incombenze. Ma non sono riuscito a controllare il tifoso che c’è in me per cui vado sulla Pagina Ufficiale del Latina Calcio 1932 e leggo che il Presidente Antonio Terracciano ha incontrato i tifosi al termine della partita contro il Lanusei cosi come espressamente richiesto dagli stessi. La tifoseria ha preteso a gran voce l’esonero del mister Andrea Chiappini ed ha chiesto garanzie ed impegno alla società nerazzurra.

“Non nascondo che il momento sia delicato – c’è scritto sul comunicato – come mi rendo conto che il mese di novembre nelle ultime quattro gare ha regalato soltanto tre punti alla nostra classifica con tre pareggi ed una sconfitta. Analizzeremo tutte le circostanze fin qui attraversate dalla rosa dei giocatori e soprattutto vogliamo osservare tutte le componenti che hanno determinato questo negativo risultato per poi assumere le decisioni migliori per tornare ad essere competitivi e vincenti”.

‘’Bene – ho pensato – morto un Papa se ne fa subito un altro. Chiappini si sta comportando esattamente come Giampiero Ventura e né più né meno la Società sta emulando Tavecchio. Come dire? Al peggio non c’è mai fine…’’ Non aggiungo null’altro. Fatemi mangiare un gustosissimo panuozzo, qui a Salerno sono una bontà. Buona serata.

Salvatore Condemi

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La Salernitana non va oltre al pari con la Cremonese

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All’Arechi solo un pari che lascia l’amaro in bocca tra Salernitana e Cremonese. Decimo pareggio in quindici partite per i granata

di Salvatore Condemi

Colpo d’occhio fantastico all’Arechi con quasi 12mila spettatori che assiepano il bellissimo impianto sportivo di Salerno sfidando l’umidità che questa sera si taglia a fette.

Nel primo tempo la Salernitana attacca sotto propria curva ma è la Cremonese che sembra essere partita meglio: dopo 8 minuti di gioco un contropiede degli ospiti esalta i guantoni di Radunovic su conclusione a colpo sicuro di Brighenti. Al 15’ altra grande occasione per la Cremonese con Piccolo che controlla tutto solo in area di rigore ma fortunatamente conclude debolmente e Radunovic blocca.

La Salernitana si sveglia intorno al 20’ allorquando sfiora il vantaggio: sugli sviluppi di un corner colpo di testa di Mantovani salvato sulla linea e sulla respinta Rodriguez non riesce a ribadire in rete. L’azione è il preludio al gol che giunge tredici minuti più tardi: grande azione in ripartenza di Bocalon che in velocità salta 3 uomini e serve in corridoio il centrocampista Ricci, il quale, con una bellissima conclusione di destro, firma l’1-0. E con il gol di Ricci finisce praticamente la prima frazione di gioco. Poche le emozioni e pochissime le azioni pericolose portate dagli attaccanti dalle parti dei portieri che restano così inoperosi.

Anche nel corso del secondo tempo le due squadre si affrontano lontane dalle rispettive aree di rigore con i centrocampisti che fanno gli straordinari. Il primo acuto si registra in occasione del pareggio dei grigiorossi: Castrovilli salta Kiyine ma viene steso. Il calcio di punizione viene battuto dallo stesso centrocampista grigiorosso –  subentrato allo spento Croce – che disegna uno spiovente che raggiunge la testa di Arini beffando Radunovic non esente da colpe. Al 70’ quindi Salernitana e Cremonese ritornano sul risultato di parità.

Passato lo chock del pareggio, la Salernitana torna a spingere alla ricerca del successo ed al 77’ riesce ad essere pericolosa con la conclusione ravvicinata di Minala che il portiere ospite Ujkani ribatte d’istinto.

Da questo momento non succederà più nulla di clamoroso se non il fischio dell’arbitro che sancisce l’uno a uno finale tra Salernitana e Cremonese. Decimo pareggio in quindici giornate per gli uomini di Bollini che oggi per come si era messa la gara avrebbero sicuramente potuto portare a casa qualcosa in più.

Il tabellino

SALERNITANA (3-5-2): Radunovic; Pucino, Mantovani, Vitale; Kiyine, Minala, Signorelli, Ricci (dal 86′ Rizzo), Alex; Rodriguez (dal 62′ Rossi), Bocalon (dal 79′ Di Roberto). A disp.: Adamonis, Russo, Popescu, Asmah, Odjer, Zito, Cicerelli, Kadi. All.: Bollini.

CREMONESE (4-3-1-2): Ujkani; Almici, Canini, Claiton, Renzetti; Arini, Pesce, Croce (dal 56′ Castrovilli); Piccoloc (dal 67′ Cavion); Brighenti (dal 84′ Scappini), Mokulu. A disp.: Ravaglia, D’Avino, Procopio, Cinelli, Marconi, Scarsella, Perrulli, Macek, Garcia Tena. All.: Tesser.

Arbitro: Chiffi di Padova.

Ammoniti: Pesce (C), Canini (C), Pucino (S), Vitale (S), Claiton (C).

Reti: 34′ Ricci (S), 70′ Arini (C).

Spettatori: 11366

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C’era una volta il Latina.

Ci s’aspettava una squadra d’arrembaggio. Alla fine ai sardi il 2 a 2 va stretto. Niente conferenza stampa e contestazione all’indirizzo della società e di Chiappini

di Matteo Giovanni Troiani

Pronti via ed il Latina va in apnea: al 10′ è Federico Bonu a portare avanti il Lanusei con un magnifico colpo di testa in tuffo su corner battuto da destra da Ladu. Il numero 3 elude con una facilità irridente la marcatura di Angelov e batte imparabilmente Bortolameotti. Da sottolineare che in precedenza Oggiano, attaccante sardo alla sua prima esperienza in D, saltato facilmente Romeo veniva fermato in angolo dall’intervento di Cossentino. Batte Ladu e la squadra di Hervatin passa in vantaggio dopo soltanto dieci minuti dal fischio d’inizio.

C’è solo una squadra in campo: il Lanusei. Che si rende ancora pericoloso due minuti più tardi con Rizzo che di testa sfiora raddoppio. Latina inesistente ed in balia di un avversario di gran lunga superiore sia dal punto di vista fisico, che tecnico e – soprattutto – caratteriale.

Pur tuttavia, al 16’ Iadaresta coglie il palo a seguito di una bella triangolazione tra il numero 9 e Rabbeni. Poi tantissima noia rotta dalla rete del pareggio: bello il gol realizzato dal numero 11 pontino che incoccia con la nuca un cross effettuato da Alario. Tutto questo succedeva al 37’ e da questo momento il popolo del Francioni spera nella remountada che viene rimandata al secondo tempo allorquando Iadaresta non s’inventa la rete del 2 a 1: l’attaccante si getta come un falco su un pallone vagante nell’area e in scivolata batte La Gorga. Solo un centravanti d’esperienza come Pasquale Iadaresta avrebbe potuto realizzare un gol così: vistosi attorniato da ben tre avversari, ha fatto un passo avanti e si è tuffato in avanti con la gamba destra spingendo quel tanto che basta affinché la sfera varcasse la linea di porta. Bravissimo.

Occasionissima Lanusei al 66’: Oggiano porge a Floris la palla del 2 a 2 ma il tiro finisce sul corpo di Bortolameotti che salva d’istinto. Ennesimo campanello d’allarme per questo Latina che soffre maledettamente le iniziative del centravanti sardo e le invenzioni di Floris che 6’ più tardi manda in paradiso i suoi. L’azione si sviluppa –  manco farlo apposta – con Oggiano che traversa per Demontis il quale, con una semplice finta mette a sedere l’intera retroguardia nerazzurra ed ispira l’inserimento dal lato sinistro di Floris, che con un lob perfetto buca Bortolameotti. Due a due e tutto da rifare.

Per la verità, il Latina al 68’ era andato vicino alla rete del 3 a 1 ma Rabbeni aveva tirato addosso al portiere avversario dopo un’eccezionale invenzione di Iadaresta. L’attaccante con la casacca numero 11 oggi è risultato impalpabile sbagliando anche le cose più elementari.

Se il primo tempo è stato sonnacchioso, il secondo è invece emozionante e pieno di colpi di scena. Al 77’ Latina sfortunata: Atiagli si avventa su un pallone ribattuto dal portiere ma coglie la parte superiore della traversa.

Tre minuti più tardi fallo di Romeo su Floris lanciato a rete in piena area: rigore sacrosanto. Si incarica della battuta lo stesso numero 16 che manda alle stelle il penalty giustamente concesso dall’arbitro. Alla ripresa del gioco Romeo viene espulso per proteste.

E qui finisce la partita tra Latina e Lanusei. Una gara spigolosa, a tratti brutta, inguardabile e anonima. Brutto, inguardabile e anonimo come questo Latina che avrebbe dovuto vincere e convincere ma che, dati alla mano, avrebbe potuto perdere contro l’ultima della classe che non merita la posizione attualmente occupata. Il Latina ha palesemente dimostrato di essere senza idee, senza attributi e costantemente in balia dell’avversario. Una squadra che, invece di badare al sodo, cerca la giocata di fino quando queste finezze non se le può permettere perché tra i 30 giocatori non ce n’è uno che lo possa fare. Un Latina balbettante (sarebbe meglio dire insignificante) che ha sofferto un Lanusei capace di mettere alle strette il più blasonato avversario che adesso si trova a distanza siderale dalla vetta.

 

Chiappini a questo punto deve mettersi una mano sulla coscienza e la Società deve opportunamente prendersi le proprie responsabilità. Alla fine contestazione indirizzata a tutti ma soprattutto al tecnico pontino reo di “non avere le idee chiare” . La città di Latina non merita questo scempio che viene ”da lontano ma non troppo”, non più di un chilomtero dallo Stadio Francioni. Fanno bene quindi i tifosi a urlare ‘’andate a lavorare’’ mentre la società comunica che non vi sarà alcuna conferenza stampa. Aria di smobilitazione?