Chiappini: “Speriamo di non parlare di aria fresca”

Chiappini: “Speriamo di non parlare di aria fresca”

 

Si è appena conclusa la conferenza stampa di Andrea Chiappini alla vigilia della partita che vedrà contrapposta la sua squadra al Lanusei. Le domande ovviamente hanno riguardato la necessità di non mancare l’appuntamento con la vittoria: ‘‘Dobbiamo puntare alla vittoria perché altrimenti parliamo di aria fresca. Con il Lanusei non si può sbagliare, altrimenti non si va da nessuna parte. Vediamo di arrivare alla fine del girone d’andata con più punti possibili in considerazione del fatto che le ultime tre gare non ci hanno dato punti e ci siamo allontanati dalla vetta’’.

Di seguito, il tecnico nerazzurro sposta l’attenzione sul prossimo avversario: ‘’Noi rispettiamo tutti ma abbiamo anche l’obbligo di essere consapevoli delle nostre forze. Dipende da noi, non da chi abbiamo di fronte. Se giochiamo come sappiamo e con la grinta giusta, come abbiamo dimostrato a tratti, non ce ne è per nessuno. Il Lanusei ha poco o nulla da perdere, siamo consapevoli che anche gli avversari che sono inferiori a noi danno tutto e noi dobbiamo essere pronti a dare più di loro’’.

Quindi parla dei singoli:E’ giunto il momento di Alario e sono sicuro che non farà rimpiangere Barberini. Catinali adesso sta bene, Pagliaroli ha un piccolo fastidio al bicipite femorale e può perdere un po’di smalto per quelle che sono le sue caratteristiche ma è convocato. Barone e Olivera sono in netto recupero, in generale la condizione è ottima per il gruppo. Domani giocherà Caputo a ridosso di Iadaresta visto che in quella posizione ha già fatto bene nell’ultima mezz’ora di Fregene. Sugli esterni confermato Rabbeni, l’unico dubbio è tra Tribuzzi e De Francesco. A centrocampo Catinali e Alario, la linea difensiva sarà composta da Cossentino, Romeo, Angelov e Nelson.”

Circa la possibile utilizzazione di De Francesco dal primo minuto, Chiappini non si è sbilanciato: ‘’Il dubbio c’è ma vedremo al momento. Tribuzzi, nonostante l’impegno profuso, domenica è sceso di rendimento e in settimana ha anche avuto un problema al tallone. De Francesco è un giocatore molto più offensivo e in questo momento forse è più pronto. Il suo ruolo naturale è quello di esterno, seconda punta. Con cinque cambi, comunque, c’è sempre margine per modificare la formazione in corso d’opera’’.


 

L’autopsia sul corpo di Totò Riina, poi la sepoltura a Corleone

Il decesso nell’ospedale di Parma, dove stava scontando 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi

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Si svolge questa mattina l’autopsia sul corpo di Totò Riina, il boss di Cosa Nostra morto ieri all’ospedale di Parma. Successivamente è prevista la visita dei familiari ed il probabile nulla-osta della Procura alla sepoltura nel cimitero di Corleone. Sul decesso è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo, escamotage evidente per consentire gli accertamenti medico-legali. Su Repubblica il ministro dell’Interno Minniti lancia un appello: ‘Per la politica è venuta l’ora di firmare un ‘patto di civiltà’ in nome della democrazia: tutti i partiti sottoscrivano un impegno solenne, un rifiuto esplicito di ricercare e ricevere il voto delle mafie’. Il presidente del Senato Grasso rivela alla Stampa: ‘Dopo le stragi Falcone e Borsellino, nell’autunno del ’92, Riina aveva deciso che sarebbe toccato a me’.

Riina morto alle 3.37 nel reparto detenuti dell’ospedale di Parma il boss Totò Riina. Il giorno prima aveva compiuto 87 anni. Operato due volte nelle scorse settimane, dopo l’ultimo intervento era entrato in coma. La Procura di Parma ha disposto l’autopsia sulla salma perché, ha spiegato il procuratore Antonio Rustico, il decesso è avvenuto in ambiente carcerario e quindi richiede completezza di accertamenti, a garanzia di tutti”.  Le condizioni cliniche del boss si sono ulteriormente aggravate e poi sono precipitate una decina di giorni fa, quando dal reparto detenuti dell’ospedale Maggiore è stato trasferito in terapia intensiva-rianimazione, dove è rimasto fino alla morte. I familiari del boss Totò Riina non sono riusciti a incontrarlo prima che morisse nonostante il permesso straordinario ricevuto dal ministro della Giustizia che aveva autorizzato la visita.

Per disporre l’autopsia sulla salma del boss mafioso il pm di Parma, Umberto Ausiello, ha ipotizzato il reato di omicidio colposo. Il fascicolo è a carico di ignoti. Di conseguenza ha informato del procedimento, in quanto persone offese, la moglie di Riina Antonina Bagarella, e i figli Maria Concetta, Giuseppe, Lucia e Giovanni. Il pm ha nominato consulente tecnico Rosa Gaudio dell’istituto di Medicina legale di Ferrara.

Riina, per gli inquirenti, nonostante la detenzione al 41 bis da 24 anni, era ancora il capo di Cosa nostra. Riina era malato da anni, ma negli ultimi tempi le sue condizioni erano peggiorate tanto da indurre i legali a chiedere un differimento di pena per motivi di salute. Istanza che il tribunale di Sorveglianza di Bologna ha respinto a luglio. Quando ormai era chiaro che le sue condizioni erano disperate, poche ore pirma del decesso, il ministro della Giustizia ha concesso ai familiari un incontro straordinario col boss. Riina stava scontando 26 condanne all’ergastolo per decine di omicidi e stragi tra le quali quella di viale Lazio, gli attentati del ’92 in cui persero la vita Falcone e Borsellino e quelli del ’93, nel Continente.

Sua la scelta di lanciare un’offensiva armata contro lo Stato nei primi anni ’90. Mai avuto un cenno di pentimento, irredimibile fino alla fine, solo tre anni fa, dal carcere parlando con un co-detenuto, si vantava dell’omicidio di Falcone e continuava a minacciare di morte i magistrati. A febbraio scorso, parlando con la moglie in carcere diceva: “sono sempre Totò Riina, farei anche 3.000 anni di carcere”. L’ultimo processo a suo carico, ancora in corso, era quello sulla cosiddetta trattativa Stato-mafia, in cui è imputato di minaccia a Corpo politico dello Stato. Ieri, nel giorno del suo 87esimo compleanno, il figlio Giuseppe Salvatore, che ha scontato una pena di 8 anni per mafia, ha pubblicato un post di auguri su FB per il padre.

“Il portavoce della Cei ha detto con chiarezza che non è ipotizzabile che il funerale di Totò Riina sia pubblico. Per il resto mi auguro che la sua morte non voglia dire un abbassare la guardia rispetto a un problema grosso che evidentemente dietro e accanto a Riina ne ha tantissimi altri. Non ci sarà un funerale pubblico”. Queste le parole di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, a margine di un convegno a Bologna sul tema delle migrazioni.

©ANSA

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