Latina – Lanusei: da domani i biglietti

Latina – Lanusei: da domani i biglietti

Inizierà domani giovedì 16 novembre la vendita dei biglietti della prossima partita in casa del Latina Calcio 1932.
Si giocherà al Francioni domenica 19 novembre ore 14.30 contro la Lanusei.

I biglietti possono essere acquistati on line dal sito www.bookingshow.com oppure presso i punti vendita bookingshow di Latina.

I botteghini del Francioni saranno aperti da domani giovedì 16 novembre e fino a domenica 19 novembre con il seguente orario:
giovedì dalle 16,00 alle 19,00; venerdì e sabato dalle ore 10,00 alle ore 12,00 e dalle ore 16,00 alle ore 19,00 – domenica dalle ore 10 alle ore 14,30.

I biglietti acquistati online e presso i punti vendita Bookingshow prevedono il pagamento del diritto di prevendita di € 1,50 a biglietto acquistato.

I minori di anni 14 non avranno bisogno del tagliando di ingresso ma potranno accedere alla struttura soltanto se accompagnati da un adulto ed esibendo un documento di identità all’ingresso che ne certifichi l’età.
I biglietti a prezzo ridotto saranno rilasciati dal botteghino soltanto esibendo un documento di identità che attesti l’età per i minori di anni 18 e per gli adulti con età superiore a 60 anni.

I punti booking show di Latina:
Tabacchi Del Borgo, Via Acque Alte 70 – Borgo Podgora
Edicola Brogialdi Alberto, Piazzale Prampolini snc – latina
Blu Ticket Di Ghirotto Silvia, Viale Pier Luigi Nervi c/o Latina Fiori – Latina
Office Store, Largo Marcantonio Cesti 7 – Latina
Amadeus srl (riv), Via Neghelli 3 – Latina
Tabaccheria Christian, Via Romagnoli 13 – Latina
V&B Caffè di Longato Barbara, Strada Congiunte Sinistre 9 – Latina
Stregatto Caffè di Alice Lopa, Viale Vittorio Veneto 34 – Latina
SERVIZI SMORGON di Soncin Mario, Via Giulio Cesare 32 – Latina
Tabacchi Il Toscano, Via Della Stazione 184 – Latina Scalo

 

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Latina Calcio 1932: Terracciano nuovo Presidente

Con una nota apparsa sulla Official Page del Latina Calcio 1932, la società nerazzurra comunica un importante cambio al vertice e lo ”snellimento” del Consiglio di Amministrazione

L'immagine può contenere: 7 persone, persone che sorridono, persone sedute

Snellito il consiglio di amministrazione del Latina Calcio 1932 che passa da cinque a tre membri e avvicendamento alla guida della società nerazzurra”: titola così l’ufficio Stampa del sodalizio di Piazzale Prampolini.

Proprio ieri l’assemblea dei soci ha voluto imprimere una accelerazione al processo di strutturazione dei vertici societari dopo alcuni mesi di rodaggio dove la collegialità era necessaria e soprattutto necessitava di una forte presenza dell’intera compagine azionaria“.

Gestita la fase emergenziale  resa possibile dalla guida di Fernando Leonardi, legata all’imminenza del campionato di serie D e agli innumerevoli obblighi federali e di lega, oggi – continua la nota – la struttura diventa più snella anche nelle decisioni da assumere nell’immediato e nel futuro per continuare il processo di crescita e sviluppo della società calcistica. Il nuovo CDA – svela ancora il comunicato ufficiale – sarà formato da Fernando Leonardi, Antonio Terracciano e Fabio Napolitano. Al vertice, invece, si avvicendano Antonio Terracciano già vice presidente ed ora presidente del sodalizio, mentre Fernando Leonardi da presidente assume la carica di vice presidente.”

<<Gestita la fase emergenzialeha spiegato il neo presidente Terraccianosi è pensato di snellire il processo decisionale con una struttura più snella nella convinzione che anche la società deve muoversi con le stesse caratteristiche della rosa dei giocatori: fluidità della manovra e prontezza nella decisioni. Solo così si può essere al passo con i tempi ed essere immediati nei risultati>>.

Anche Fernando Leonardi che si avvicenda alla presidenza della società e scende nel gradino di vice presidente condivide l’attività posta in essere dai soci”.

Credo che al di là delle cariche societariespiega Leonardisia importante il valore di collegialità e moralità che ha assunto la nostra società fin dalla sua costituzione. I numerosi impegni di lavoro a cui sono chiamato a volte non mi consentono di dare le immediate risposte che oggi ha bisogno il calcio e, quindi, pur restando membro del CDA credo sia più giusto lasciare il timone a Terracciano che ha saputo in questi mesi conquistare la fiducia di tutti noi per la capacità e determinazione dimostrate fin dalle prime ore della nascita della società nerazzurra, avendo rispetto anche della maggioranza del capitale. Terraccianoha concluso Leonardigode della mia più profonda stima, fiducia e massimo rispetto”.

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Axed Latina: a Napoli a fari spenti

Senza storia la gara tra una Lollo Caffè spettacolare ed un’Axed Latina disarmante

E’ una Lollo straripante quella che si è saputo facilmente imporre per sette reti ad una in una partita chiara fin dalle prime battute: gli uomini di mister Polido partono forte e impongono il loro gioco con un ottimo possesso palla. E per l’Axed è stata notte fonda a fari spenti.
Ad aprire le danze ci pensa Jelovcic al 5’17” che conferma il suo momento magico e di forma. Il pari del Latina arriva al 9’05” con Maluko, ma è un’illusione momentanea. Poi inizia il Lollo Caffè Show. Peric riporta in vantaggio gli azzurri al 13’01”. Patias non resta a guardare e al 15’38” realizza la rete del 3-1. L’Axed Latina non digerisce il colpo e si scaldano gli animi. Maluko rimedia due gialli in pochi minuti e al 15’49” è costretto a lasciare anzitempo la gara per espulsione. Il Napoli dilaga ed è ancora Patias in serata di grazia a realizzare il 4-1 al 18’37”. Le occasioni si sprecano e Ferreira di petto mette a segno il 5-1.

La ripresa presenta lo stesso copione. Il Lollo Caffè domina, il Latina subisce inerme. Patias porta il pallone a casa realizzando la tripletta personale. Grande soddisfazione anche per Duarte che al 15’58” segna su tiro libero. Finisce tra gli applausi del Palacercola Lollo Caffè Napoli-Axed Latina. I pontini in evidente difficoltà, Napoli maestosa che si posiziona al terzo posto. Per mister Polido quarto risultato utile consecutivo dal suo arrivo a Napoli. Per Mannino un’aspettata battuta d’arresto che non pregiudica la corsa verso la Final Height.
LOLLO CAFFE’ NAPOLI-AXED LATINA (5-1 p.t.)
LOLLO CAFFE’ NAPOLI: Espindola, Peric, De Luca,Duarte, Patias, Suazo, Varriale, Mennella, Ferreira, Avolio, Terenzi, Jelovcic All. Polido
AXED GROUP LATINA: Baroni, Landucci, Aiello, Cretella, Saul, Bernardez, Battistoni, Raubo, Del Ferraro, Maluko, Diogo, Pilloni All. Mannino
MARCATORI: p.t. 5’17’’  Jelovcic (N), 9’05’’ Maluko (L), 13’01’’ Peric (N), 15’38’’ e 18’37’’ Patias (N), 18’59’’ André Ferreira (N), s.t. 3’16” Patias (N), Duarte 15’58” (N)
AMMONITI: Maluko (L)
ESPULSI: al 15’49’’ del p.t. Maluko (L)
ARBITRI: Alessandro Malfer (Rovereto), Ruggiero Chiariello (Barletta) CRONO: Antonio Marino (Agropoli)

 

Caso Pedrini: non possiamo far finta di niente

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Dette in modo diverso, con parole più consone al suo ruolo e con molta più eleganza, avremmo potuto sorvolare sulla vicenda ”scabbia al Palabianchini” sollevata da Catia Pedrini, presidente dell’Azimut Modena. Invece, riflettendoci, quella che sarebbe potuta essere una semplice provocazione, ha creato un tale polverone che crediamo non possa finire con le sole scuse che tutti i cittadini di Latina devono pretendere dalla dirigente emiliana. Le sue parole offensive, fuori luogo e da considerare lesive nei confronti di tutto il terrotorio pontino devono assolutamente finire in Tribunale.

Sulla pagina Facebook dei tifosi della sua squadra “Irriducibili Gialloblu” ha infatti commentato pubblicamente: «Nessuno di voi si è ammalato? Otite, scabbia?». Ed i suoi hanno risposto: «Al momento siamo in quarantena…. vedremo gli sviluppi nei prossimi giorni». Nei commenti seguenti ha spiegato di non aver offeso la città di Latina sconfitta 3-1, ma di essersi riferita con le sue dichiarazioni alle condizioni del palazzetto dello sport ed ha portato avanti la sua tesi. «Nessuno ha nemmeno lontanamente toccato una città – ha scritto – ma le condizioni igieniche e di sicurezza di un impianto in cui si gioca e in cui si ricevono le squadre ospiti. All’origine della scabbia vi è il Sarcoptes scabiei, un acaro. La scabbia si riscontra più frequentemente nelle aree affollate in condizioni di vita non igieniche». Ed ancora, ai tifosi di Latina offesi dalle sue dichiarazioni: «Se le condizioni igieniche non sono accettabili non è colpa del pubblico. Ma nemmeno della squadra ospite che non deve subire un simile trattamento. La mia era una manifestazione di vicinanza ed affetto per chi si fa 12 ore di pullman per vivere una trasferta in queste condizioni. Vogliamo intenderci su cosa è grave? I miei commenti o lo stato in cui versa l’impianto?».

Le spiegazioni ovviamente non sono bastate alla Taiwan Excellence Latina che sta valutando con gli avvocati la possibilità di eventuali azioni legali volte a tutelare il nome della società e della provincia ed ha già comunicato che l’eventuale risarcimento sarebbe utilizzato per sensibilizzare l’opinione pubblica alla prevenzione del tipo di malattie chiamate in causa dalla presidentenssa Catia Pedrini. «Questa frase – hanno chiarito in una nota apparsa sul sito ufficiale della società latinense – per noi è drammaticamente fuori luogo, poco elegante e oltremodo offensiva. Tirando in ballo una malattia terribile come la scabbia Catia Pedrini non solo ha voluto spocchiosamente sottolineare l’inadeguatezza dell’impianto gestito dal Comune di Latina (che ha subìto anche molte migliorie durante l’estate) ma forse addirittura ha voluto sottolineare l’inadeguatezza dell’intera città, rea forse di essere stata in passato una palude (attualmente bonificata, da più di qualche anno… ci teniamo a precisarlo per chi non fosse ancora mai venuto a Latina)».

Quanto successo non può essere sottaciuto. Per questo noi di Latinasport.info non possiamo e non vogliamo stendere il cosiddetto velo pietoso, far finta di niente e andare avanti come se non fosse accaduto nulla d’importante. E’ vero, il Palabianchini non è il massimo in quanto rispecchia fedelmente il pressapochismo della classe dirigente latinense che, in questi ultimi anni, ha gettato alle ortiche quanto di buono era stato fatto in precedenza. Ma è altrettanto vero che la ”Presidentessa” avrebbe potuto e dovuto protestare nelle sedi opportune e nei tempi opportuni e non certamente tramite il social dedicato ai tifosi del Modena. Così facendo ha invece dimostrato di comportarsi come un adolescente.

Vogliamo inoltre ricordare alla Signora Catia che, nonostante l’opulenza e la ricchezza emiliano-modenese, il Modena Calcio è miseramente scomparso e ignominiosamente radiato dallo scenario del calcio nazionale.

Le verità di Pasquale Maietta 

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Pasquale Marietta, ex patron del Latina Calcio e Deputato di Fratelli d’Italia, ha deciso di rompere il lungo silenzio riguardo le diverse vicende giudiziarie che lo hanno interessato direttamente e indirettamente portandolo in modo ineludibile e ineluttabile a dare l’addio a quella che fu la sua ”creatura” ossia la società nerazzurra che portò dalla Quarta Serie alla Serie Cadetta fino a sfiorare il sogno della massima Serie. Una vicenda (o forse una serie di vicende) che sconvolsero la tifoseria (e non solo) del Latina e l’intera città di Latina. Una vicenda o una serie di vicende che ha fatto ripiombare la città di Latina laddove Maietta cominciò. 

Un silenzio (finalmente) rotto da un lungo messaggio apparso sul suo profilo Facebook, col quali intende dare risposte probe e finanche definitive a tutta la vicenda. Questo il messaggio da lui stesso pubblicato:

Oggi sento il bisogno di scrivere qualche breve rigo per chiarire alcuni aspetti che in questi ultimi giorni sono emersi intorno alla mia figura.
Dall’ottobre 2015 quando venni raggiunto da un avviso di garanzia nell’ambito della operazione Don’t Touch (per la quale è stata chiesta l’archiviazione per insussistenza del fatto), si è scatenata nei miei riguardi una vera e propria bufera mediatica alla quale decidevo di non replicare, sia per contenerne l’effetto, sia per ridurre l’impatto emotivo sulla mia famiglia, soprattutto per i miei figli che frequentando le scuole, venivano a contatto quotidianamente con le informazioni e le notizie locali con evidenti stress e forti imbarazzi con i compagni di classe.
Lo stesso atteggiamento decidevo di assumerlo anche a seguito delle due maxi inchieste denominate “OLIMPIA” e “STARTER” della Procura della Repubblica di Latina che portarono alla emissione di un ordine di arresto e consistenti sequestri a mio carico.
Come sono andate queste operazioni tutti lo sanno, forse però non è di dominio pubblico la mia decisione, in quel momento storico, di lasciare il Latina Calcio per il peso di queste inchieste e per la contestuale protesta sollevatasi nei confronti della mia persona da tutta la tifoseria locale, che si è affrettata a condannarmi ancor prima che la giustizia facesse il suo corso.
Anche in questo contesto, estremamente difficile e particolarmente caldo sul fronte mediatico, decidevo di mantenere il silenzio e lasciare che la Magistratura facesse e faccia il suo lavoro.
Le troppe tensioni ambientali non risparmiavano neanche i miei figli minori nell’ambito scolastico ragione per cui preferivo lasciare la città di Latina con tutta la famiglia per costruire il futuro dei miei bambini (ormai compromesso) altrove.
E’ ovvio che questa mia decisione di rimanere in silenzio mi ha creato fortissime sofferenze leggendo le innumerevoli pubblicazioni sul mio conto, guardando telegiornali e venendo a conoscenza di commenti, prese di distanze e distinguo anche da persone, peraltro discutibili, che fino al giorno prima si trovavano al mio fianco.
Per rispetto nell’operato della Magistratura che attualmente sta svolgendo le indagini di rito, oggi, non mi riferirò alle mie vicende giudiziarie, limitandomi ad esternare solo qualche breve riflessione circa le numerose affermazioni che circolano nella rete mediatica locale (social, web, stampa) in relazione a quanto occorso qualche giorno fa presso il Circolo Cittadino di Latina.
Mi riferisco in particolare alle critiche mosse nei confronti del noto scrittore Antonio Pennacchi per aver osato in quel contesto porre pubblicamente qualche interrogativo sul comportamento dell’estabilishment cittadino rispetto al fallimento prima ed estinzione poi della società US Latina Calcio militante in serie B.
Il mio stupore e la profonda amarezza risiedono nella mistificazione che taluni, artatamente, pongono in essere al fine di fare apparire le dichiarazioni dello scrittore pontino diverse da quanto da questi affermato.
Basterà ascoltare sul web la registrazione dell’intervento di Pennacchi per capire il senso logico del suo ragionamento per il quale Egli non accusa minimamente gli organi inquirenti di razzismo limitandosi, con il suo dire colorito, a porre questo quesito: “Perché, a differenza di tutte le altre città d’Italia l’estabilishment di Latina non ha fatto nulla per impedire la scomparsa della squadra di calcio dalla serie B? Perché forse il suo Presidente era nero ed il suo amico zingaro?”.
Ora, di questo si sarebbe dovuto discutere, ovvero mi aspettavo si discutesse, con un dibattito sociologico del problema con riflessioni condivisibili o meno.
Invece, per contrastare la tesi dello scrittore, reo di aver comunque palesato una ipotesi contraria alla opinione dominante, si è tornati su temi che nulla hanno a che fare con l’interrogativo posto da Pennacchi: ingerenze di Costantino Di Silvio nella società US Latina Calcio; la sua appartenenza ad un clan criminale; debiti della società calcistica e totali inadempienze tributarie e contributive.
Questo ennesimo e gratuito attacco alla mia persona ed alla società US Latina Calcio a questo punto è inaccettabile.
Sinceramente non so se nei miei riguardi ci sia mai stato, da talune persone, un sentimento di ostilità per motivi di razzismo, semplice antipatia, ovvero non condivisione della mia persona, sinceramente questi aspetti non mi interessano fondamentalmente, ma certo è che la mia amicizia fin da ragazzo con Costantino Di Silvio è stata in questi anni oggetto di speculazioni assertive e diffamatorie in quanto del tutto inveritiere.
Basterà solamente ricordare la medesima inchiesta Don’t Touch, dalla quale, nonostante le numerosissime intercettazioni anche ambientali di diversi personaggi di spicco di Latina nonché dello stesso Costantino Di Silvio, nulla emergeva in proposito sulla mia persona ad esclusione di un tentativo di violenza privata dichiarato del tutto insussistente dagli stessi organi inquirenti che si determinavano per una archiviazione del caso.
A questo punto e per l’ennesima volta, vorrei ricordare che Costantino Di Silvio è sempre stato mio amico di gioventù con il quale da ragazzo ho condiviso la passione per il gioco del calcio.
Tale amicizia è sempre stata caratterizzata dalla goliardia e dal gioco come peraltro facevano tanti notabili della città che ora sono pronti a crocifiggere me e lui.
Attesa la grande passione per il calcio, ed avendo costruito insieme ad altri soci una squadra finalmente competitiva, il Di Silvio ne seguiva, come tifoso, le dinamiche sportive anche durante qualche allenamento e nelle trasferte così come altri numerosi e accaniti tifosi della squadra.
Per le partite che si giocavano in casa il Di Silvio usufruiva di un abbonamento per la Tribuna Coperta settore B senza alcun altro privilegio di sorta.
Il Di Silvio aveva anche qualche rapporto di cordialità con alcuni giocatori così come altri personaggi e tifosi della squadra senza mai, almeno per quanto ne sappia io, travalicare il limite della semplice conoscenza. Fenomeno questo che, ancorché discutibile è presente in tutte le piazze calcistiche di Italia.
Mai Costantino Di Silvio ha occupato ruoli gestionali di qualsiasi grado all’interno della compagine societaria US Latina Calcio né ha mai esercitato ingerenze decisionali in merito. Solamente ipotizzare che Costantino Di Silvio potesse avere le capacità tecniche, culturali ed economiche per un ruolo del genere è pura follia.
C’è da precisare però che, proprio in ragione della amicizia tra me e Costantino Di Silvio, nell’anno 2015 veniva assunto dalla società US Latina Calcio con la mansione di magazziniere, per sostituire il nostro dipendente per un breve periodo, lavoro che lo stesso svolse quindi per circa 20 giorni coincidenti con il ritiro precampionato della squadra in Cascia. Naturalmente il contratto di lavoro a termine era assolutamente regolare e regolare è stata la retribuzione percepita, mediante emissione di cedolino paga.
Questa è l’essenza del rapporto personale tra me e Costantino di Silvio e questi sono in breve i contatti di quest’ultimo con la società US Latina Calcio.
Come sopra accennato, anche i dati oggettivi riferiti nelle varie pubblicazioni sono del tutto errati rispetto la realtà inducendo in errore l’opinione pubblica.
E’ doveroso precisare, a chi ha ultimamente asserito che l’US Latina Calcio sarebbe fallita per un debito di euro 11.000.000,00 di cui euro 4.500.000,00 nei confronti del Fisco, che:
1) se è vero che vi erano euro 11.000.000,00 di debito che rappresentano semplicemente il passivo dell’US Latina Calcio è altrettanto vero che vi era un attivo rappresentato dai crediti che la società vantava e dal patrimonio sociale (valore dei calciatori) di cui nessuno ne parla;
2) che di tali debiti la parte riguardante il Fisco era di circa euro 4.500.000,00 che avrebbero potuti essere pagati attraverso l’istituto della rottamazione con relativo abbattimento dell’importo a risparmio, oppure in 72 rate con l’ente esattore così come previsto dalla normativa fiscale vigente;
3) il debito di euro 4.500.000,00 nei confronti del fisco risulterebbe essere solo una parte residuale di un più ampio debito di euro 20.000.000,00 circa di cui la società US Latina Calcio ne ha regolarmente pagati euro 16.000.000,00 circa.
In sostanza, e per semplificare, contrariamente a quanto ripetutamente pubblicato dai media e nei social, l’US Latina Calcio nel periodo professionistico ha pagato circa euro 16.000.000,00 per imposte e contributi. Sul punto, sfido qualsiasi azienda locale con pari volume di affari ad una comparazione di bilancio.
Affermare quindi che l’US Latina Calcio non avrebbe mai pagato i propri debiti tributari e contributivi è una enorme falsità peraltro dolosa solo se si pensi alle necessarie adempienze per le iscrizioni ai vari campionati professionistici.
Inoltre, per sostenerne i costi aziendali, sempre nel medesimo periodo, i soci di capitale hanno versato nelle casse della società ben 8.300.000,00 euro circa.
Queste sono le vere dimenticanze mediatiche!
L’amore e la passione che ho profuso fin dal primo giorno per raggiungere il massimo del risultato calcistico si sono consacrati anche nel mio ultimo atto: la cessione delle quote. Anche in quel momento credendo ahimè nelle potenzialità e capacità della nuova compagine societaria, rinunciavo a qualsiasi riconoscimento economico personale a fronte dell’impegno degli acquirenti.
Durante il periodo professionistico ho dedicato tutte le mie energie alla squadra sia in campo che in amministrazione trascurando i miei affetti più cari e la mia professione anche di politico.
Non ho mai sottratto un centesimo alla società US Latina Calcio anzi, ho versato personalmente nelle casse della società alcuni milioni di euro in tutti gli anni della mia permanenza.
Eppure, nessuno mai ha pubblicamente riconosciuto e apprezzato i miei grandi sacrifici e neanche i traguardi raggiunti con la squadra sfregiata da considerazioni tanto retoriche quanto false.
Ebbene, oggi rimangono nel mio cuore due sentimenti: le straordinarie gioie ed emozioni delle vittorie vissute soprattutto contro il Pisa, alla Favorita di Palermo e al San Nicola di Bari, che solamente chi era vicino alla squadra potrà percepirne l’entità mantenendone vivo il ricordo, e la grande amarezza di aver visto sgretolare la squadra di calcio nel silenzio assordante della città.
Chiudo questo mio sfogo riportando una citazione del Sacerdote della mia Parrocchia, il quale durante un’omelia disse: “Assassini non sono solo coloro che sferrano colpi mortali al corpo degli esseri umani, ma lo sono al pari coloro che per mezzo del discredito e della calunnia uccidono l’anima delle persone”.
Grazie per l’attenzione.

Pasquale Maietta