”Vogliamo più biglietti”. Non si può: “l’Atletico gioca su un campetto d’oratorio”

”Vogliamo più biglietti”. Non si può: “l’Atletico gioca su un campetto d’oratorio”

di Salvatore Condemi per http://www.latinasport.info e http://www.regginaunicoamore.com

Senza scadere nella banalità, è necessario interrogarsi sulla prossima trasferta di Fregene ed alle richieste degli Ultras che sono da considerare più che legittime. Non ci schieriamo con nessuno, per carità, ma è altrettanto legittimo dare merito agli Ultras che, in un campionato di scarsissima importanza, hanno ”dato” più di tutti. A margine della sconfitta casalinga nel derby con l’Aprilia, la squadra di Chiappini ne esce mostruosamente ridimensionata. Quel micidiale uno-due iniziale avrebbe potuto tramortire un toro, figuriamoci una squadra mentalmente labile e fisicamente vulnerabile.  Chi, invece, ha cantato ed incitato – in modo encomiabile ed imperterrito  per tutti i novanta minuti sotto il diluvio universale – sono stati i ragazzi della Curva ed una parte della Gradinata Nerazzurra. Sarebbe sacrosanto quindi che la società Latina Calcio 1932 facesse la voce grossa con l’Atletico SFF ma soprattutto con la Questura per avere a disposizione dei loro tifosi un numero maggiore di biglietti d’ingresso nell’angusto campo sportivo di Fregene per sostenere la squadra nerazzurra in un match da considerare da ”dentro o fuori” in chiave promozione.  

I ragazzi della Curva, ovviamente, non le hanno mandate a dire e, attraverso una nota, hanno dichiarato quanto segue:

Per la prossima trasferta di Fregene,viste le assurde restrizioni e il numero esiguo di biglietti a noi riservati comunichiamo che la nostra pazienza sta per finire.

Riservare 200 biglietti per gli  ospiti è una cosa già abbastanza ridicola, ma come se non bastasse fare una prevendita in due soli giorni della settimana, in orari in cui la stragrande maggioranza delle persone è a lavoro é ancora più squallido.

Da inizio anno siamo costretti a sottoscrivere biglietti nominali anche in casa,a pagare sempre più delle altre tifoserie in ogni trasferta e ora addirittura a fare la ressa per 200 biglietti per una partita di serie D.

Così la gente non si avvicina, anzi così la gente è incentivata a non seguire la propria squadra per colpa dell’inadeguatezza di chi gestisce l’ordine ma soprattutto per l’indifferenza di chi come una società dovrebbe tutelare i propri tifosi.

Noi la nostra gente non l’abbandoniamo così come non abbandoniamo i nostri colori, ma vogliamo lo stesso trattamento di tutti.

Se non ci sarà un’agevolazione verso tutti i nostri tifosi non ci faremo problemi a rimanere fuori all’impianto,a farci un giro per Fregene o in caso di tagliandi terminati ad acquistare biglietti del settore di casa.

La gente di Latina ha diritto di seguire la propria squadra liberamente, ma soprattutto pretendiamo di essere trattati come tutti, ne di più e ne di meno.

La nord.

Così, invece, risponde la società Latina Calcio 1932 attraverso il direttore generale Fabio Napolitano alle richieste della tifoseria di ampliare l’orario di apertura per mettere anche a chi lavora di poter acquistare il tagliando e – vieppiù – di avere a disposizione un un numero maggiore di biglietti.

“Il Botteghino per la vendita dei biglietti per la gara SFF Atletico – Latina Calcio 1932 resterà aperto fino alle 20 nelle giornate di giovedì e sabato e, se servirà, anche sabato mattina dalle 10 alle 13.

La vendita di 200 tagliandi non è certo una prerogativa del Latina Calcio 1932, ma dalle esigenze rappresentante dalla Questura per  ragioni di ordine pubblico e dalla capienza dello stadio che ospiterà l’incontro di domenica. Si tratta di un piccolo impianto che sicuramente non soddisfa le esigenze della nostra tifoseria ma verso le quali non abbiamo nessuna responsabilità.

Il prezzo poi fissato per accedere allo stadio è stato stabilito dalla società ospitante anche per i propri tifosi ed anche in questo senso non possiamo addossarci colpe che non abbiamo e soprattutto si tratta di un prezzo stabilito da tutti all’inizio del campionato per le tifoserie ospiti. La fortuna per noi è avere a pari di società blasonate come Rieti e Cassino uno stadio e non certo un campo di calcio come quello che ci ospiterà domenica”.

La risposta – altrettanto legittima – della società nerazzurra, impone la riflessione di cui si parlava in precedenza. La Serie D è una sorta di limbo, un grande, grosso e grasso raccoglitore di società – per la precisione 162 suddivise in 9 gironi – che sono considerate dilettantistiche ma che di spirito ”decoubertiano” hanno ben poco. Il mondo del calcio e – in primis – la F.I.G.C. deve pensare in modo tangibile ad una profonda rivisitazione e ad un profondo riassetto della categoria così da ricondurla alla vecchia Serie C2 con un’impronta semiprofessionistica. Urge quindi una riforma radicale del settore che qualifichi col termine di  ”dilettanti” le società che attualmente partecipano dai Campionati Regionali di Eccellenza fino alla Terza Categoria. E’ ovvio che sarebbe necessario far partecipare alla riformata Serie D soltanto quei sodalizi con i ”floridi” e dotati di impianti sportivi e non certamente dei campetti d’oratorio in cui certe squadre giocano attualmente. Utopia? Non crediamo possa essere utopistico e irrealizzabile ciò che è auspicabile e da più parti auspicato.

Mettiamo il caso che l’Atletico SFF vinca l’attuale campionato: questo significherebbe ripetere gli errori della Racing Roma oppure della Lupa Roma con società più o meno floride ma senza stadio. 

Ovviamente, a pagare le conseguenze di questa scabrosa situazione resterà sempre il tifoso nerazzurro del Latina che ama profondamente la propria squadra del cuore. Amen.

   

  



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